‹ Innocent XIChapitre 54 sur 430 · DECLARATIONS DU P. LA CHAISE · texte numérisé non relu

DECLARATIONS DU P. LA CHAISE

délia vita présente del Rè, délie pie, e buone inclinationi in ciô, che riguarda il culto divino, et il mantenimento, e propagatione délia Religion Cattolica, asserendomi che la dove tempo fà v'era pena di ridurlo à confessarsi una volta l'anno, si è andato con il tempo tanto avanzando nel bene, che hora si communica, vive nel timoré di Dio, e fà ogni giorno oratione. Passando poi al particolare délia morte délia Regina, et al dolore, cne il Rè hà, il medesimo Padre La Chaise ne deploro grandemente la perdita per la gran bontà, e pietà di essa, con aggiungere, che havendo egli havuta occasione di trovarsi da lei poco dopo che io havevo havuta audienza, gli haveva dette queste précise parole : Fate in modo che siano finite quanto prima queste broglierie col Papa, e quindi prese egli motivo di dirmi essere gran cosa, e come fatale, che frà un Papa cosi santo, et un Rè cosi inclinato à promuovere il bene délia Religion Cattolica non habbia da passare quella perfetta intelligenza che sarebbe tanto utile alla Chiesa, mentre S. Mtà sarebbe in stato di fare opère insigni, e non intese da lungo tempo contro gli eretici, et infideli. In questo proposito mi disse due cose particolari, l'una che à S. M^^ non haveva potuto piacere quella radunanza dell' Assembleadel Clero, ne tampoco quello che si fece in essa, ma che l'hà tollerato, et ancora hà mostrato di favorire le loro operationi per essere le cose air hora ridotte nello Stato, nel quale si trovavano, essendo ben poi potuto osservare con quanta resolutione S. M'^'^ tronco il corso aile conferenze senza prestare orecchio aile replicate istanze et à gli artificii usati dagli Mons" Arcivescovo di Reims,et Arcivescovo di Parigi per tirarla avanti, e passare, come havevano in animo, ad altre novità nelle materie de' regolari, e délia morale, che il Rè sempre loro costantemente ricuso col far seguire il discioglimento dell' Assemblea in quel medesimo giorno, che gli haveva prefisso, e col non permettere, che si radunassero piii. L'altra è che il Rè potesse risolversi ail' espugnatione di Genevra per ristabilirvi la Religion Cattolica ogni volta che N.S^^ne mostrasse desiderio, e fosse per dare animo al Rè, che di costà viene anzi distolto da simili applicationi per i concetti che n'escono, come era seguito in occasione délia presa di Strasburgo, e che haveva portato seco cosi gran vantaggio alla Religione Cattolica, nella quale occasione S. M'=* si aspettava gran comendatione, e gradimento di quello, che haveva fatto, e S. S'^ non haveva detto altro se non che il Rè haveva fatto quello che era tornato conto. Qualunque fusse il fine di questo discorso, io lodai la pietà del Rè, e la parte, che lui vi contribuisce come direttore délia coscienza di S. M^^. Lo esortai à promuovere l'avanzamento di S, M''^ negli esercitii di pietà, et in particolare

nella difesa délie ragioni délia Chiesa, et alla conservatione délia purità délia buona dottrina, che sono i punti per i quali preme il zelo di N. S""^ astratto da ogni humana consideratione et intento solo aile parti che gli sono proprie, e contenendomi su i termini generali, non entrai più particolarmente negli affari correnti, corne con il Sig"" di Croissy, il quale ancora in questa occasione di vedermi seco, mi hà replicato parole di displicenza del concetto che possa havere il Mondo che il Rè passi mala intelligenza con S. S^^ e rinovate le dimostrationi di desiderio di veder/^ (sic) terminate le differenze.

Et, le 23, il écrit encore :

Essendo, corne ho con altre significato à V. Em=^a ^ clestinata la giornota d'hieri per il mio solenne ingresso, mi condussi sabbato à moretto luogo distante di quà due leghe, dov' è destinato il quartiero à gl'ambasciatori, per il tempo délia dimora délia Corte qui in Fontanablô, e andai ad alloggiare nel quartiero che mi fù assegnato. Hieri poi ail' hora destinata comparvero con la carrozza del Rè il Prencipe del Isle bonne délia casa di Lorena co l'introduttore, e sott' introduttore degl' ambasciatori de Principi à levarmi di là, e condurmi nell' allogiamento, che qui m'era stato preparato, come segui con l'accompagnamento délie carrozze de' Prencipi délia casa reale, e d'altri SS" e ministri délia corte, che mandarono à favorirmi conforme al solito ; e pervenuto qui fui immediatamente complimentato à nome del Rè dal Marchese di Gevres primo gentilhuomo délia caméra di S. M., et indi da altri che furono mandati dalla Delfina, da Monsieur e Madama d'Orléans, non havendo mandate il Delfino, perche non si è stata sin hora formata la corte, e il tutto segui senz' alteratione del solito cerimoniale. Di mattina havro l'udienza publica, ed intanto vengo qui trattenuto, e spesato à nome del Rè, in una nobil casa fattami preparare da S. M., la quai dimostrazione non hô io potuto ricusare in riguardo alla distanza da Parigi, che obligandomi à fare l'entrate qui, e à dimorare questi giorni alla corte, non haverei potuto senza nota esimermi da questo trattamento, col prendere altra casa per questi pochi giorni. Ne porto à V. Em^^ questa riverente notitia in adempimento del mio debito. E le faccio humilissimoecc.

Cybo lui répond le 24 :

Hà grandemente commendata S. S*^ la maniera circospe{ta, e prudente, con cui V. S. 111"^^ hà risposto al Sig'" di Croissy nel discorso da lui fattole intorno aile differenze correnti. Le è parso solamente,

CYBO APPROUVE LES RÉPONSES DE RANUCCI. 153

ch'ella potesse aggiungere per il cenno da lui datole degli accidenti nati dal non ritrovarsi un Nunzio in cotesta Corte che tal mancanza non era proceduta dal non essere in S^^ desiderio di haver un ministro appresso di S. M^^ . che le rappresentasse continuamente il paterno amor suo, ma bensî dalle dimostrationi di poco rispetto usate dall' Arcivescovo di Parigi al cadavere di Mons^ Nunzio Varese, et al di lui confessore, senza che queste fossero mai state riparate.

N. S""^ non hà mai mancato con tutto le cose occorse di dar continui segni al Re délia sua grande affezione e non mancherà di dargliene in avvenire. Ma la coscienza non gli permette di consentire aile novità introdotte, dalle quali quando S. M^^ voglia farle esaminare, come S. S*^ lo prega, da persone disappassionate, e che rappresentino la nuda verità, sarà facil cosa il recedere, essendo magnanimità propria délia M^^ Sua Tabbandonar gl'impegni mal presi. S. S'^ non approva, ne disapprova le novità toUerate, o permesse da' suoi predecessori in pregiudicio délia libertà, e de dritti délia Chiesa, ma non crede di poter tollerare le presenti. Di questi sentimenti di S. S'* potrà V. S. 111"''^ opportun amente servirsi con il Sig''^ di Croi^sy, e col Rè medesimo senza pero entrar con lui nel punto di abbandonar l'impegno mal preso. Non occorre, ch'ella nomini quelli, che le hanno accennata la mala sodisfatione di S. M^^ verso le persone, che hanno inaspriti gli affari, e che il Sig'^ di Croissy chiama buttafuochi, non volendo S. S'^ ch'ella esponga à pericolo alcuno (i).

Le 25, il mande :

Eguale alla gravissima perdita, che si è fatta nell' immatura morte délia Regina che sia in gloria, è stato il paterno cordoglio sentito da N. S. che amava in S. M. teneramente quei pregi di virtii singolari, le quali rendevano ammirabile il Çristianesimo. lo corrispondo al debito délia mia umilissima servità colla M^^ (^el Rè, rappresentandogli coir annessa lettera il dolor mio per si funesto successo, come pur fo col Delfino, per cui trasmetto pure un altra mia qui congiunta à V. S. Ill'^'î, che si contentera di recapitarle nelle convenevoli manière. Duolmi ancora dell' accidente per la nécessita che portava di differire il suo

(i) Mais, le 28 septembre, il ajoute : qu'il espère qu'il n'aura pas manqué d'expliquer à Croissy le motif pour lequel il n'est pas intervenu au serviee funèbre de la reine ; et que son absence n'a pas été occasionnée de son plein gré mais par nécessité, ne pouvant pas se régler contrairement aux sentiments des autres ministres publics.

publico ingresso, il quale poi mi confido, che sarà seguito con decoro : E le bacio ecc. (i)

IvC 27, Ranucci expédie trois lettres. Dans la première, il écrit : « que, déplorant la mort de la reine, il fit observer au roi, qu'en ce jour tombait la fête de S. Louis et que N, S. désirait voir renouvelé chez S. M. le zèle de ce saint roi contre les Infidèles ; et j'en ai rapporté les expressions habituelles du grand désir de complaire à S. S. Le dauphin et le duc d'Orléans exprimèrent les mêmes sentiments. Croissy, toutefois, ajouta, à ce qu'il m'avait répété d'autres fois, qu'il est impossible de persuader le roi à tenir une conduite différente de celle qu'il tient ou à donner les secours demandés tant qu'il n'y aura trêve ou paix avec l'empereur aussi bien qu'avec l'Espagne ; que pourtant l'empereur, comme ses ministres, disent de n'avoir pas besoin de secours ; le résident impérial en Angleterre dit même que l'empereur pourra bientôt être en état de faire la guerre au roi... Enfin, écrit-il, tous concluent que c'est à N. S. à faire mouvoir César, le stimulant à établir la paix afin que le roi puisse entreprendre de grandes choses pour la chrétienté » ; dans la seconde, il rend compte de l'audience publique et des nombreux remercîments pour les langes qui furent exposées dans la galerie précédant la salle du roi. Et, dans la troisième, le nonce ajoute : S. M., après avoir terminé le discours principal d'occasion, « m'a dit que, quoique le moment ne fût pas propice à cette affaire, cependant elle désirait me parler de la promotion au cardinalat des candidats des princes, ainsi que les papes ont l'habitude de le faire ; que, bien que S. S. ait déjà créé des cardinaux, il restait encore plusieurs chapeaux vacants ; elle m'exprima le désir que le chapeau fût donné à Mgr de Beauvais et me recommanda d'en écrire à V. Em... Hier matin, Croissy me répéta la chose d'ordre de S. M., ajoutant que de la

(i) Et, le 30, il lui transmet le bref au roi pour les condoléances du pape en réponse à la participation royale de la mort de la reine.

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