Tome I*.pa(« i6S
Nota di quanlo si è mutato, ed aggiunto ne* primi capiloli avertendo, che V aggiunto, o mutato è quello che se» <iuita dopo questo segno f 4
M^PENDICE. 2oo
Numéro 1. Fin Verb. Spagna f o vero dove si trova.
Num. 3. In med. Ver. deputati f e secretario del popolo.
Detto num in fin. Ver. stampati f e tutti li officiali di sopra di tutti offici, che spettano alla ciltà, detli siano nativi napolitani.
Num. 5. Item si per caso, f che nessuna gabella stia in piedi, ma si levinotutte, tanto per laciltà, quanto per il regno, etiam fiscal!, ed anco si levino le cose spettantià Moccia, seu al regio, Portulano, Montiero maggiore, Y imposizioné délia piazza delli Melloni, ed ogni altra cosa, ed imposizione spettante alla città e regno. Ma debbiano solamente restare in piede quelle, che ritrovQ, e confirmé r imperator Carlo V ; e caso che si trovassero a quel tempo gabelle ed imposizioni onerose e gravi siano nulle, ed anco restino in piedi tutti li privilegi, che concesse Carlo V, e suoi aotecessori a bénéficie délia fidelissima città, e suo regno.
Num. 6. In prim. Verb. perche f purchè nel privilegio di Carlo V non vi fosse, ese in detto privilegio ci fosse, si debbia pagare purchè non stia nelli margini, owero ag^ giunto, e detto donativo duri per il tempo conforme la slipulazione delli baroni*
25« AFFENDICB.
Num. 7. In med. Ver.città t ^ anco il sigillo per iîior Napoli, e il Jus registri.
Num. 8. Ver. insino f a tanto chesarannoeFetti, ed affissi r epilafGi nelli luoghi stabiliti, e data esecuzioDe a lulti li privilegi, e che per delto (umulto in futurum tanlo la città, quanto il regno non si molestano.
Num. 9. in fin. Ver. il popolo f la cilla. Nel Ver. roba f secondo la possibilità di ciascheduno per servizio di questa fidelissima citlà.
Num. 14. in prin. Ver. che f si levano tuile le gabelle. Ver. citlà f di Napoli, e regno. Ver. popolo f ed allre, e Ver. Dogana f ecbe si le^i qualsivogliaaltra eliam in solutum data a particolari, e si levano lutte le altre imposizioni. Ver. in piede f tutti li privilegi, e benefici, checoncesse rimperator Carlo V, e suoi anlecessori, successorî a beneficio di délia fidelissima citlà, suo regno. Ver. il modo fdalSig. Ëielto del fideliesimo popolo, con lisignori consultori, capitani, e capi dell' oltine.
Num. 15. In fin. Ver. popolo f ed un' altra la nobillà.
Num. 16. In princ. ritrovasse f rilrovassero li privilegi originali. Ver. popolo* f e regno, e cosi promette e vuole.chc si osservi in futurum.
Num. 17. Iq prin. Ver. popolo, f e regno in med. Ver. mobOi t case ed allri stabili.
Nom. 18. In princ. Ver. essendo f adesso, o in futurum officiale regio» tanto di qnesta fidelissima città, quanto di tulto il regno, non possa giudicare, ne intenrenire nelle cause di persone populari, cosi civile, come crimioali, e miste, per esserli sospetti.
Num. 21 . In fin. Ver. subito f e cosi si osservi in futurum.
Num. 23. In fin. Ver. abbiano f il iibero.
NeUi capitoli, e gracie concesse da S. E.
Num. 1. In fin. Ver. concludere f ed essendo il nobile uniito air audienza di etta casa santa con li gobernatori del popolo, abbia avère detto nobile una voce conforme ciascbeduno del popolo, e deir istesso modo delti gobernatori del popolo debbiano avère li voti nelle cose concernenti del banco.
Num. In fin. Ver. anticamenle f e detto protomedioo, nnito con li nove del collegio deir arte délia médicinal possano iar esequire con loro tasse e debbia durare un* anno, ed anco li delti nove di detto collegio di medicina non
ÎM APPENDICE.
ponano efliere nootamente delti, se non sono finiti tre anni e siano natifi Napolitani.
Nom. 3. In prin. Ver. che le f dello eletto. Nom. 4. In fin. Ver. admirante f eocetto pero leoosedi graaaa.
Nuni. 5. In prin. Ver. che f si leyano tanto il secret, h fin. sigilU t regislri.
VI. Item, che occorrendo di soggioyare il Rè nosbo sîgnore, abbia da pigliare espediente il popolo per la saa rata parte, corne anco debbiano fareli cavaliari per la medesima loro rata parte, e che possano eliggere ana persona per portare il donativo a S. M. corne anco li cavalieri debbiano eliggere un' altra persona, come h il popolo, per Goodorre detto donaUyo a Spagna per li bisogni di S. H. ; ed in etento, che li cayalieri non restassero contenti di eliggere dettapersona, in talcaso S. E. 1* eligga, nominando uno délia nobilta, che vadi insieme con aquelli elettadal popolo.
Vil. hem, che in ogni fataro tempo non si possa dar tratta fuora del r^no di cosa comestibile, seu di grassa da S. E. e da baroni e da chi spetta, ancorchè aressero prÎTilegio di dar tratta, e in iîitunim.
VUI. Item, che quando si ha da fare la cavalcala^ il popolo possa eliggere il siadico délia città» che vadt, con delta ca^alcata, cioè una volta al detto fidelissimo popolo , € un' altra al seggio, che toccarà alli cavalier! , cioè caso che tocasse al seggio di Nielo, dopo debbia toccare al popolo : al seggio di porto, e dopo al popolo e cosi alternativamente, e ringraziando S. Ë. délie tante grazie, che ha fallo, e fa al fidelissimo popolo di Napoli.
IX. Item, che il popolo debbia eliggere una persona che vadi in Spagna a rappresentare à S. M. le capilolazioni concesse da S. E. in nome di S. M.
X. Item, corne insino ad oggi il Jus délia Dogana per tutta e qualsiTOglia sorte di mercanzia si è stato a ragione di carlini dodici e grana sei per onza, e discusso al présente quello, che si ha da dedurre per le nove grazie concesse al dello fidelissimo popolo, e rimasta solo 1! esazione delP anlico a tempo deir imperatore, non piîiche carlini tre e mezzo per onza etiam in futurum. Con declarazione, che detti tre carlini e mezzo per onza, si debbiano pàgare di quelle robe, che erano soggette a dette imposizioni a tempo di Carlo V ; e questo lo debbia dimostrare il Doganiere, o a chi spetta, che robe erano a quel tempo ; altrimente
sia kcitoal padrone di dette robe di non pagare detti carliDi tre e mezxo.
XI. Item che il battaglioDe creato dalla Cesarea 1 ta di Carlo V non possa nscire in futurum fiiori di qœsto regno di Napoli, stante che lo creo per custodia di detto regno e questo s* intenda anco per la caballeria.
XII. Item che Y apprezzi, misure de territori, e beoî, che acoorrerà commettersi in partibus, cioè fuori délia citta, e Borghi, si possano conmiettere ail* officiali délie terre di detti béni, e quelli debbiano eliggere dœ esperti , non soapetti per detti apprezzi, e misure, non ostante qualsifoglia prammatica, ed ordine, e qoesto per CTitare le spese, ed allri dannideUi poveri negozianti.
XIII. Item che lo danaro da esiggersi in futurum per li bisogni di S. M. lo abbia da tenere la fidelissima dtti, cioè una chia\e gli eletti nobili, e un* altra Y eletto del fidelissimo popolo, e quello portarsi a S. M. da duc depulati, uno délia [piazzf del fidelissimo popolo, e un altro delJa nobilta.