item, che si debbia fare unacasa per conserrazione
délie artiglierie, ed altre armi a disposîzione del fedelissîino popolo, e s' abbia da custodire da detto fedelissîmo popolo, e per le persone da esso ebgende. Ci è parso concedere, sicoomo con questa concedemo conforme si domanda.
14. Item, che ligiudizi délia gran corte délia, Vicaria drili e criminali, non possano essere di maggior numéro, che sei civili, e sei criminali, e di età non memr d' anni trenta, e siano tutti nativi napolitani, o vero oriundi tanium, non eec^udendo le fomiglie delli leggi predetti di Capuano e Nido, dalli quali perô ne siano per sempre escluse le snddette famiglie eccelluate, e declarate come di sopra ; e che li presenti gîodici si debbiano leyare, eccettuando perô il giudice D. Tommaso Caravita, acclarato gêneraimente dal fedelissimo popolo; e che li detti giudici «anto cÎYile, cpjanto criminali debbiano essere biennali, e non perpetuî, e dare a suo tempo il sindicato, conforme le régie Prammatiche, costituzioni, e capitoli del regno. Ci è parso concedere, siccome con questa concedemo, conforme si dimanda*
15. Item, che li régi consiglieri del S. R. C. presîdenti e razionali délia regia caméra, ed ofiiciali e ministri délia
regia scrivania di razione di quesla cUta, edel regno,aY* ^ocali fiscali, e de poYeri, ed ogni altro officiale e ministro, che per prima non da^ano reindicato, tanto di qoesta fedelissima citta, quanto di tutto il r^^no, debbiano dal sindicato ogni tre anni ayanti li sindicatori eligendi dalla fedelissima città, e per le città e luoghi del regno respective» nel modo e forma che ordinando i capitoli, costiluzioni e prammatiche del regno ; e perè si suppiica Soa Maestà non mandare per Y avvenire yisitatori generaK, supplicandosi anche S. Ë. che il présente visilator générale si licenzi, lasciando d* esercitare la regi^ visita eccettuandone dal detto sindicato triennale V illustri e spettabili reggenti délia regia cancelleria, presidenti del S. R. C. ed il luogotenente délia regia caméra délia summaria; Ci è parso concedere, siccome con questa concedemo, conforme si domanda anche per lo che spetta al présente Tisftatore générale, rispetto di egli ha dedarato tener licenza daSiia Maestà di non continuare detta visita.
16. Item, che li scrivani fiscali di vicaria debbianoessere nativi napolitani» ed oriuncli tantum, e siaoonati da legittimo matrimonio, e non inquisiti di delitti» ne privati per causa d' offici» e quelli» che al présente sono, si levino e si cassinoy ritrovandosi inquisiti, convitti pero, confessi.
o condannati per causa d' offici tantum ; ed a rispetto delli scriyani del S. R. C, rcgia caméra délia Summaria, vicaria civile, ed altri tribnnali, ed offici, per qualsivQglia, cbe si eserciiano in quesla fedelissima città e regno, possano essere Napolitani, e regnicoli, purchè non siano inquisili ut supra; e Y istesso s' intenda ancora per li notari e giudici a contralto di questa fedelissima città e regno, ma debbiano essere similmente napolitani, o regûicoli, purche non siano inquisiti ut supra, e la ricognizione di essi notari spetti solamente al spettabile présidente del S. R. C. Ci è parso concedere, siccome con questa <x)ncedemo, conforme si dimanda.
17. Item, cbe Salvatore, e Carlo Cataneo, Angelo Ardizzone, Andréa Rama, ed altri declarandi per lapiazzadel detto fedelissimo popolo, siano nel prodetto termine d' un mese disterrati dal présente regno, e cbe mai possano essere aggraziati, etiam da S. M. cattolica e ritrovandosi dascheduno di essi per il r^no, incorrano ipso facto neUa peha di morte naturale, e si possino impune ocddere; e li loro discendenti in infinitum di linea mascolina non possano godere offici régi, ne baronali di questa fedelissima città e regno, stante cbe furono macbinatori délia morte di Masanello. Ci è parso concedere, siccome con questa
concedemo, quanto si dimanda nd présente caintolo; perà iu quaato alla morte naturale, s* osservi Y ordinato nû primo capitolo.
18. Item, che tutti li reyerendi monachi, e frati Ibrastîeri debbiano parlire dallimonasteri» e conTenti di qiiesta fedelissima città e regno, dove si troyeranno, eocettiiati pexo li natiyi dello stato eoclesiastico, e spa^uoli, li qnalî p&à non possino essere superiori ndli monasteri deUa religioiie loro di quesla fedelissima città e r^;no» ma debbiano essere Napoliianiy o regnieoli, e che deU>iano tatti li priori dare nota delli forastieri, che tengono né loro conyenti, seo monasteri, e questa nota si debbia fare convocato cs^itolo; yeram a rispetto del real conyento di S. Agostino di qœsf a fedelissima città, si debbia osseryare la real carta di Sua Maestà cattolica, e decreto del spettalnle reggente Casanate, interposo anco in esecuzione di queUa, e li superiori, ed officiali siano figli di dette case, riserbata perô la riyerenza doyula al sommo Pontefioe. Per lo che tooca a noi ci è parso conoedere, âccome con questa concedempi conforme si demandât e per lo dippiù se ne su^plîeherà Sua Santità.
1d. Item, che m lecito, e si possa fobbricare in tutti li
luoghi proibili dentro e fuori la città, noa ostante la proibizioDe per il passato per le fabbriche fatte per il passato sino al présente giorno în detti luoghi proibiti, e noD si possaDO molestare li padroni di quelle, nemmeno li îabbrlcatori, ed altri inquisiti per detta causa, rimeltendo tatte le pêne, nelle quali vi fussero incorsi per la causa predetta. Ci è parso concedere, siccome con questa concedemo, conforme si domanda.
20. Item, F indulto conceduto a Napolitani, s' estenda anco a qudli, che si ritroTano con il mandato a bocca, o con plegiarie, ancorchè incusate, e poste nel libro dell' inferme. Cl h parso concedere, siccome con questa concedemo, conforme si domanda .
21 . Item, cbe s' osservino tutti li capitoli, grazie, capitulazioni e priyilegi concessi dalli serentssimi Rè, ed eccellentissimi Yicerè alli officiali, e laToranti délia regia zecca délie monete. Ci è parso concedere, siccome con queuta conoedemo, conforme si domanda.
22. Uem, che si ricevano da questa fedelissima citta per padroni e protettori di questa fedelissima citta il glorioso patriarca S. Âgostino, dottore délia chiesa, S. Nicolô To*
leoUno, la glorioea S. Teresa de Scalzi Carmelitani, il glorioso S. ODofrio, porUndosi le statue cod le rdiqiâe nel tesoro délia fedelissima dttà; e chela chiesa diS. Oodrïo di questa fedelissima dttà si mantenghi nella possessîoaer nella quale si ritroYa, non ostante la dte : ed anoo si riœvano perpadroni e protettori di qoesta fedelissima dUà S. Ignado Loyola, e S. Francesco Xaverio, S. Nicolo di Bari, S. Franoesco d' Assisi, S. Paolino Vesoovo di iVofa, e S. Biase. Ci è pano ooncedere, siccome con qoesta ooqcedemo, conforme si domanda.
23. Kern, V. E. resti serrita in nome di S. M. cattolica ooncedere, e br grazia a detto fedelissimo popolo, die nel real monastero di S. Martino de reverendi padri Certosim posto nel monte di S. Elmo vidno il regio castelio detlo di S. Elmo, in nessun fiituro tempo, e per qualsivoglia causa, 0 pretesto, ne anco per ragion di guerra, fortificazioDe, o sicurtà di detto regio castelio di S. Elmo, si possa o si dd>bia fiire innoyazione, mutazione o bbbrica alcona, non ostante V ingresso nd detto real monasterio délia gente di milizia di esso fedelissimo popolo, ed altre operazioni quaisiTOglia fittte per difesa di quella, et per custodia di detto fedelissimo popolo come tutto successo de bcto, ed a yiva forza milKarei alla quale essi reverendi padri non poterono
resistere; e che detti padri non si possano amo?ere da detto monasterio» come al présente si ritrovano, e cosi anco s' intepda per V altri monasteri, e luogbi, dove si fosse entralo, 0 fatto il medesimo. Ci è parso concedere, siccome con questa concedemo, conforme si domanda.
24. Item, che ne' luoghi, dove si è forlificalo detto fedelissimo popolo per defensione, e manutenzione de suoi privilegi, e buon yivere, non si possa per Sua Maeslà cattolica, e suoi ministri in nessuno futuro tempo, ne per qualsiTOglia causa, o pretesto fare forlifîcazione, înnovazione, o fabbricaalcuna. Q è parso concedere, siccome con questa concedemo, conforme si domanda.
25. Item, che resti D. Francesco Toraldo d' Aragona, principe di Massa, gobemalore delF armî del fedeUssimo popolo di questa fedelissima città, ed Oltavio Marchese resti générale dell' artiglieria con li loro soldi, e di più : che resti il delegato concesso da Sua Maestà adetto Uustre principe di Massa, il quale debbia procedere in tutte le sue cause, ed etiam a quella che Uene contro l' iluslre principe di Satriano, înteso perô il regio flsco délia regia caméra. Ci è parso concedere siccome con questa concedemo, conforme si domanda. E per Ottavio Marchese se ne supplicherà S. M. '• •
Stt APPENDICE.
26* Item cb6 li capitaoi di giustizia debbiano eseere ado li padroni ad eserdtare, escludendone per sempiB g^ affiitatori» acck> non sucoedano le soliie estoraioiii. G è pano GODcedere, skcome oon queftta coocedeino, confonne si domanda.
27. Item, che si debbiano mutare tatti gli aJgozini di vicaria, che al présente sono, e si dd>biano tare gli ahri, non inqoisiti oon li loro soliti requisiti, li qnàU s* abbiano da ^ederet e ammettere per la piazza del fedelissVmo popolo, e darli al reggente délia Vicaria per la confirma. Ci è parso concedere, siooome con questa conoedemo» tonfonne si domanda.
2S. Item, che li capitani di giustizia non possano eseeie creati capitani di fanteria délia leva del fedélissimo popolo, e nelle compagnie di esso non si debbiano assentare gli algozini dr vicaria, tanto quelli, che sono stati per il passalo, quanto quelli che saranno per V avrenire. €3 è parso concedere, siccome con questa concedemo, conforme si domanda.
29. Ilem, che essendo finilo il tempo ddl' u£BtitQzî<mev ed erezione del tribunale deila reverenda iabbrica di S. Pietro di Roma^ dette tribunale si dismeltii ed in caso» che
non fusse elasso detto tempo, o vero non fusse temporanea la sua erezione, per evitare lî danni, che si possano per V arvenire sentire in questa fedelissima città e reguo, si debbiano moderare la tassa dalle spese, e diritti di detto tribunale délia rêver, fabbricay con iptervento di due députât! délia piazza di esso fedelissimo popolo, e farsi anco il regîstro deUi decreti, e yedersi detta instituzione, e dopo ogni tre anni si debbia rivedere F osservanza di detta tassa, siypplicaiido S. E., si degni interponere le sue parti con Sua Santità. Ci è parso concedere, siccome con questa concedemo per lo cbe tocca a noi, e per lo cbe tocca a Sua Santità, si provrederà da esso.
30. Item, che il regio prolomedico abbia da essere native napolitano, o oriundo, tantum, con Y istesse prérogative» ed emolumenti, cbe se li davano anticamente. Verum a rispetto delli otto, o due ddli speziali di medicina, possano essere non solo napolitani orti, ed oriundi» ma anco rçgnicoliy non estante che si Ibsse altrimente disposto ; verum in parità di voci siano sempre preferiti li napolitani. E detto protoroedico uniti con li otto, e due del collegio deli* arte della medidnat debbiano tassare le liste, e F esecuzioni di essi si facino per li giudici competenti; e detti otto, e due non possano esser assunti in detto officie, solo dopo tre
anni finiti, elasso Y anno délia prima amministrazioDe. Cî è parso concedere, siccome con qaesta conoedemo, conforme ^i doinanda.
31 . Item, perche detta piazza di fedelissimo popolo nella processione, che si fa ogni anno del Saatiss. corpo di nostro Sigiiore Gesù Cristo, non era onorata fuorchè di ana sola asta del pallio, conforme ad una sola voce, o Yofo, che teneva detta piazza; al présente essendo stata reintegrala nelle cinque antiche voci, o voti, supplica S. E. si cornpiaccia d' onorarla anco di altretlante aste di dette pallio, da portarsi per le persone di detta piazza deputande dalF eletto del popolo; e cosi debbia inyiolabilmenteosservarsi in tutte le altre processioni, funzioni, ed azioni sacre, che occorreranno farsi publicamente in nome, e sotto forma di Città, overo tante aste di detto pallio, quante saranno, o resteranno quelle delli seggi. Ci è parso concedere, siccome con questa concedemo, conforme si domanda.
32. Item, perche nel viceversi li reveréndissimi arcivescovi di questa città la piazza del fedelissimo popolo non avea parte alcuna, si supplica S. E. concède re a delta piazza del fedelissimo popolo poter portare cinque aste del pallio, col quale suole onorarsi detto reverendissimo pas-
tore, seconde Y istessi nunieri di Toti, o voci, corne di so« pra, accio con dette segno venghi a mostrare Y afielto grande, che porta al suo amatissimo pastore. Ci è parso concedere, sicome con questa concedemo, conforme si demanda.
33. Item, che Y istessa equalità di veti e voci abbia e godalapiazzadel fedelissimo popele in tutte le deputazioniy 0 consessi stabiliti, e che in futurum si avesseroda stabilire in tutti, e qualsivoglia negozi attinenti a detta fedelissima città, in modo taie che sia sempre eguale di \oti, 0 Toci detta fedelissima piazza del Popele. Ci è parso concedere» siccome con questa concedemo» conforme si demanda.
34. Item, che il primario delli negozi degli apprezzi sia unavolta delli seggi, e un altra yelta del fedelissimo po* polo, e cosi anco il giustiziere una yelta sia del fedelissimo popele, ed un altra delli due seggi , quali effici dehbiane durare per un anne, e si debbiauo provedere una Tolta in persona^elle persene del popele, ed un altra yelta in persena di une delli seggi, conforme stà cencedute a rispette del sindico; e detti effici si debbiano preyedere nelle persene di dette fedelissimo popele in questa prima
Mi APPENDICE. .
ToHa. Verum V ofBcîali del regio giusiizieroda o^ an ti debbiano solo essere due persone per oUiiia^ di boona foma, tiinorofle di Dio, e non inquùite, ne saddile, e debbiano durare per aei mesi. Ci è parso conoedere, [âcootne con questa concedemo, conforme si dom anda.
35. Item, che nella mastria, e goberno délia Santissima Annunziata di Napoti, esercitata cosi dal masiro, sea gobernatore di Seggio Capuano, corne da qaelli ddbpiaz-^ za del fedelissimo popolo, possano entrare ad amministrare» e concludere li gobernatori del fedelissimo popolo di detta casa santa, essendo pero di numéro opportono, e nelle giornafe, ed ore stabilité, ancorcbè non interren^i il mastro del Seggio Capuano, o che sia présente, e non concorra ; e detto govematore di Capuano abbia una ifoce conforme ciascheduno del popolo, intanto cbe 5' esequi inyiolabilmente quel che la maggiof parte conclade, ancorcbè contraddichi il governatoredi Seggio Capuano; e di più r amministrazione délie confidenze, purcbènon contraddichi la volunlà del testatore, e del banco di defta casa santa si debbia fare tanto per lo mensario, cbe pro tempore sarà dalli quattro gobernatori del popolo, quanto aticora per li governatori di Capuano, confirmarsi per tutti le due cartelie de^ pegni polizze mandat!, colletini di
pagameali, e qualsivoglia altra scritlura, e debtnano godere equalmente le prérogative, preminenze, elemosine secrète, torde, maritaggi, ofBci, anco di mercDgliano, intanto che non possa godere il goyernatore di Capuano maggioranza nessuna di detti onori e prérogative, se non quanto gode ciascuno di detti goyernatori del popolo ; e che la Rota dell' udienza debbia esser tonda, con ponersi il campanello in mezzo, acciè si possa sonare da tutti neir OjpçorreDza, e con li calamari d' argento a ciascheduno delli goyernatori, non estante che per il passato si sia altrimente osservato ; e che la chiave delli censali s' occupi per il gobernatore del popolo délia prima seggia, senza che debbia intromettersi nella distribuzione délia detta chiave il gobernatore di Capuano ; e di più che tutte le mastre e goberni d' altri luoghi pii debbiano durare perli tempi stabîliti. Ci è parso concedere, siccome con questa concedemo, conforme si demanda.
36. Item, che S. E. sidegnirestituireinnomediS. M. cattolica, et quatenus fusse necessario, di nuovo concedere alla piazza di dette fedelissimo popolo il Seggio da costruirsi nellastrada délia Sellaria, ove anticamente résidera, nel quale si possi anche congregare, e trattare tutti li 8IKH aflbri e negozi. Ci è parso concedere, siccome con questa concedemo, conforme si demanda.
37. Item, che gli ofiiciali, cbe amoiinistrano giastîiîat di qualnTogUa tribuoale, debbiano abitare deatro le mun di qnestafedeliflsima città di Napoli. Ci è parso coooedere, siooome con questa conœdemo, conforme si domanda.
38. Item, che tutti li negozi del S. Consiglio di Capoaoo. Jella regia caméra, e delli altri tribunali, si debbîiuio attitare dalli altuari, e scriyani ordinari di essi régi tribonali, con reintegrare li n^ozi alli mastri d* atti di essi tribonafi, conforme per prima, non estante che si na pralticalo 0 contrario con pretesto di attuariato assunto, o di vendite faite di essi attuariati per le régie gionte, o per altri tribunali, o superiori; e cosi anco li negozi, che si tra^làno avanti il spettabile R^. di vicaria si debbiano aititare per tutti li mastri d' atli, e altuari di detta gran corte, da dividersi per tutti li mastri d' atti di detta gran corte faœndo ciascheduno il suo mese. Ci è parso conœdere, siccome cm questa concedemo, conforme si domanda.
39. Item, che la provista del pane si debba bre solo per r eletto del fedelissimo popolo. non ostanle che da alcuni anni in qua si sia osservato il contrario e questo oltre lealtre sue prérogative. Ci è parso concedere, siccome con questa concedemo, conforme si domanda.
40*Iiein9 che per V av?enire non si mandino capitani a goerra nelle terre, luoghi, e ciità del regno, quali terre e luoghi da loro medesimi si debbiano guardare. Ci èparso concedere, siccome con qaesta concedemo, conforme si doinaDda.
41. Item, che per V avvenire nessuno napolitano si roandi in galera de facto, e loco depositi, vel carceris, ma si spedischi di gîustizia, eccettuandone perô gli accordi voluntari. Ci è parso concedere, siccome con questa concedémo, conforme si demanda.
42. Item, che per Y avvenire tutti gli officii, che lengo no salarie, tanto in questa città, corne nelli banchi, e luoghi pij, ei debbiano conferire a NapoUtani nativi, ed oriundi del popolo, e similmente Y ofGcio di carcerier e
.maggiore délia gran corte délia Vicaria si debba conferire anapolitani, comedi sopra. Ci è parso concedere, siccome con questa concedemo, conforme si demanda.
43. Item, che tutti H casali di detia fedelissima città in ogai futnro tempo debbiano essere, e stare in domanio, non ostante qualsivoglia alienazione, vendita, o donazione in contrario fatla, quali si declarano nulle, anco în oonformita délie grazie sopra ciô fatte per il Serenis. Rè catiolico,
confirmate per la Cesarea Blaestà di Carlo V. Ci è parso
concedere, siccomecon ques(aconcedeiiio»coDformesido-
manda.
44. Item» che li dottori napolitani, e regnicoli non si debbiano per Y aTvenire esaminare, non solo quando yogliono esercitare la procura, ma ne anco Tolendo esercitare offici régi, o baronali qualsivoglia, ancorchè fosse regia audien^a» e giudicati di Ticaria, purchè siano dottorati
in Napoli, e perè resti estinta la gionta deir esame de dottori, conforme sono estinte V altre ; e che venendosi a far relezione in consiglio in gradu appellatioois delli decreii fatti per V almo collegio de dottori di questa fedeUssûna città di Napoliy debbia sedere il relatore, come sede il giudice del gran almirante. Ci è parso concedere, siccome cm questa concedemo, conforme si domanda.
45. Item, che circa li diritti delli pesi, statere, e misure, che si poriano nella regia zeccai si debbia osseryare h forma antica delF instituzione di detta regia zecca, quali tenghi peso di sibire Y efficiale, a chi spetta esigere delto diritto, altrimente sia obligato zeccare senza esazione alcuna. Ci è parso concedere, siccome con questa concedemo, conforme si domanda.
46. Item» che H capitani di giustizia debbîano segnare le case perservizio dalle loro guardie nelli mesi di Genna* ro» e Febbraro, di quelle perô dove slanno le cartelle per locarsi; con che il pigioDe solito pagarse, e non meno si debbia pagare per il medesimo capitano. Ci è parsoconcedere, siccome con questa concedemo, conforme si domanda.
47. Item» che stante, che sono leyate tulte le gabelle, dazi, arendamenti di qualsivoglia sorte, ed imposizione nelU precedenti capitoli, e grazie concesse da S. E. in nome di S. M., per maggior soddisfazione del fedelissimo popolo si dichiari, che fra quelle s' intendano anche levate quello délia mezza annata» chesi'pagaba perciascbeduno Ifficiale con la sua delegazione di detla mezza annaia, le dnque cinqaine, che si paga per la supplica, li diriltt imposiiper meta più per le pêne délié nullita, e sospezioni d* ofOciali, diritti del registro délie plegiarie/esenteuze de S. R. C. , e tutti gli altri regislri, suggelli, e tutte le allre Duove imposizioni, anco servata la forma di delti nuovi capitdî^e grazie, ut supra, sempre s* inlendano levati, ed anco che si levi il diece per cento delli ministri. Ci è parso 4M>aeedere, siccome con questa concedemo, conforme sidomanda; pero circa la mezza annala, e diece per cento det«
tn APPENDICE.
liminifltrit si sospenda per insino a taato, che sarà aMri-
meote da S. M. ordioaio.
48. Item, si supplicaS. M.« catlolica» che trattaodosî quakhe diSerenza ira la piazza del popolo e regno. e tra le piazze de Seggi di questa città e regoo nel r^io collatérale . coiu^Iio, che si debbiano dare taoti ministri del popolo per aggiunti, quanti sonoli reggenti di cancelleria de Seggi, e cosi anco ritrovandosi reggenti del popoVo più delli re^nti de Seggi, si debbiano dare tant' altri minîsln per aggiunte de Seggi ; e che li decreti che nasœranno da dette differenze, si debbiano registrare, e conservare da uno delli reggenti spagnuoli, e iar libro aparté, qnando il segretario non fusse spagnuolo. Ci è parso concedere, sîooome con la présente concedemo, conforme si domanda.
49. liem, chequalsivogUa persona tanto titdata, qoaato non tilolata di qualsÎYOglia grado, stato e condizione si sia, non ardisca proteggere, ne rifuggiare forgiudicati, oè deliquenti di qualsivoglia delitto, del quak ne fosKio giudicialmente attinti, ne darli aggiuto, ne fiiYore, lanto in questa città, quanto per tutto il regno, con do?ersi osser- Tare irremisibilmente la prammatica fatta dal signor doca di Médina. Ci è parso concedere, siccome con la présente concedemo, conforme si domanda.
50. Item, si supplica che non solo restino estinte le delegazioni, e régie gioDte fatte da V. E. , predecessori di V. E. 9 ma anco da S. M. cattolica, ed anco de luoghi pii ; ma restiûo solamente quelle di S. Eligo, casa e banco délia SaDtiss. AnnuDciata, incurabili, S. M. di Costantinopoli, il monte délia Misericordia, e nazioni veneziana, inglese, e fianienga lantura, perT esazioni tantum; ma tutti li negozi si trattino nelli tribunali ordinari, alii quali speltano. Ci è parso concedere, siccome con questa ooncedemo, conforme si demanda.
51 . Item, che per osservanza ancora delli capitoli, pri- -vilegi, e grazie concedute per li predecessori Rè di questo regno, tutte le prelature, beneSci cujuscumque ordinis et dignitatis, spettanti alla collazioneepresentazione regia, perpetui» ed amo^ibili^ sempre che yacaranno, si conferiscano, e si debbiabo presentare a Napolitani e regnicoli, e non a forastieri ; e queUe, che yacaranno in questa fedelissima città di Napoli si debbiano conferire a Napolitani nativi, ed oriundi tantum, supplicando che da ora si debbiano conferire 1* amoyibili cioè sacrestie, cappellanie, ed altri in persona di napolitani natiyi, ed oriundi, tanto régi quantoanco queUe spettantino a goyematori di luoghi pii di questa fedelissima città. Ci è parso concedere, siccome
29i APPENDICE.
con la présente Goncedemo per qaello che a noi spetla ; pe-
rô a rispelto di quelH che spettano a S. M. cène daremo
avviso.
52. Item» che si chiamÎDO il spettabile nited Mola présidente délia regia caméra» ed Antonio Capobianco a dar conto delFamministrazione per essi fatta délie compre, ed strazioni di grani. Ciô è parso concedere, siccome con la présente concedemo conforme si domanda.
53. Item, che li presidenti di Gappacorta délia regia caméra délia Summaria non possano votare nelle cause doye si traita articolo di legge. Ci è parso concedere» siccome con la présente lo concedemo, conforme si domanda.
54. Item» che s' osseryi la grazia fatta nel parlamento générale fatto a 13 di gennaro 1639 a quesla fedelissima città di Napoli, che V espedizioni di cancelleria Tadîno con firma di S. E. e di due spettabili reggenti. Ci è parso concedere, siccome con la présente concedemo» conforme si domanda.
55. Item, che tutti gli officiali di ({ualsivoglia tribunale di questa città e regno» che non osservassero li presenti capitoli» grazie e privilegi, e ciascheduno diessi» restino
ipso lure, ipsoque facto priyati de loro officit con essere lecîfo alla piazza di esso fedelissimo popolo di eliggere sei deputati da mutarsi ogni sei mesi per Y osservanza e defen* sione dellisuddetti capitoli, e ciaschedano diessi. Ci è par« so concedere, siccome con la présente concedemo, conforme si domanffa.
56. Item, che la interpretazione, moderazionei o altro che paresse espediente circa detti capitoli, e ciascheduno di essi, si debbia» e possa fare per la piazza di esso fedelissimo popolo, e questo in ogni futuro tempo quante Yolte li parera, o piacerà. Ci è parso concedere, siccome con la présente lo concedemo, conforme si domanda; pero si debbia fare con il noslro consenso, e non altrimente.
57. Item, si supplica, che tulle le suddette grazie si debbiano concedere per via di restituzione, con6rmazione, HUOTa concessione, esenzione, inmunità, prerogativa, privilegio, e per ogni altro miglior modo piii profillevole al detto fedelissimo popolo, ex cerla scientia, molu proprio» matura deliberatione, et de plenitudiue potestatis, supplendo anco de potestate dominica li difetti, nuUità e cause jgualsivoglia, che forsi ostassero, o impedisseroF osservanza di lutli li suddelti capitoli, e grazie, e ciascheduno di essi
ut supra ; ed in caso d' ogut dubbiot cbe foni serapre 8* abbia da interpretare ed înteudere ia b^nefido ed utile del detto fedelisrimo popolo, e nou altrimente; ed il tutto concedere anco in nome di S. M., e con yoto e parère conseglio ed intenrento delli oonsegli oallaterale, e di stato. Cio è parso concedere, siccome con la présente concedemo* conforme si demanda.
58. Item, che per la dispensa dell' età delli doUorandi si supplichi S. M. , cbe debba br osserrare la real caria àeU' anno 1635, nella quale s* ordina, cbe si possa diq)ensare alli studenti cbe si yogliono dottorare, non estante cbe non abbiano V età d^ anni yentuno, non estante qnalsiTOglîa altro ordine dopo spedito per detta prefata Maestà, eliam per lo corso dello studio. Ci è parso del conienuto nel sofradetto capitolo supplicame Sua Maesta.
E yolendo di nuoYO consolare detto fedelissimo pc^lo, corne si conviene, per la prontezza con cbe sempreave accudito al senrizio di Sua Maestà, e mérita la sua fedelta; d è parso con il veto e parère del regio collatérale cons^o appresso di noi assistente, in nome di Sua Maestà cattobea concedere al detto fedelissimo popolo, siccome con cpiesta coneedemo per quel die a noi tocca, quanto in dettî prein* serti capitoli, e grazie si contiene, e conforme ci sono statî
dimandati, justa loro forma, cootiDenza, e fenore, ita et taliter, che cosi si debbaao osservare, ed exeqoire, et in futurum avère il loro debito effelto, ed executione, con. condizione perô, che non s* abbia a fare da oggi avanli altro tumuUot e che tutte le cose si riducano allô stato, nel qualesi ritrovayano nelli 20 cel corrente mesed' agosto.Con dichiarazione, che li tumulti predetti s^ intendano esser quelli, né» quali concorrâ conyocazione, o commozione di popolo, ed in detto caso detti tumultuanti non si castigassero dal detto fedelissimo popolo, ovrero non si carcerassero, e portassero carcerati avanti di noi; non derogando al contenuto nell' altri primî capitoli, e grazie concesse, quali di nuovo s' intendano concedute; verum occorrendo qualche no^ità, lo debbano proponere al magniGco eletto del popolo, il quale lo debba riferire a noi, che segli &rà complita grazia, e giustizia, che taie è nostra yolontà, ed intenzione. Datum Neapoli in Castronovo. El duque de Ai'cos. Il principe di Cellammare. Gio : Tommaso Blanco marchese dell' Oliyeto. Luccio Caracciolo di Torrecusa duca di Santo Vito. Achille Minutolo duca del Sasso. Pompée di Gennaro duca di Belforte. D. Corone Capece Galeoto principe di Monteleone. 11 reggente Antonio Caracciolo marchese diS. Sebastiano. Gio : Battistade Mari marchese d' Assigliano. U marchese del Torello. D. Giuseppe Mari-
oonda principe di Garauso, Di^ Bernardo Za6a Ke;. Mattias de Casaaate Reg. Dominus Vioerex. Locomteiieos, et capitaneus generalis mandavit mihi Donalo Cc^pola.