DÉPÊCHE DE CONTARINI AU SÉNAT DE VENISE
« Serenissime Princeps et Excellentissimi Domini.
Quel Sebastian Cabot del quale vostre Excellentie me impose a parlarli circa le cose de le spiziarie et da me cussi exeguito come per mie di x. zener li significai, & stato più volte da poij ad me sempre facendomi intender la disposition sua esser di venir exeguir quanto l’havria in animo di operar per Vostra Celsitudine in tal materia de specie. Tandem hozi venuto ad trovarmi, se ha risolto non poter per hora dimandare licentia dubitando che non lo tolesseno per suspecto che el volesse andare in Engelterra, et che perô li era necessario anchor per tre mesi scorer, qual passati al tuto era per venir a li piedi di vostra [llustrissima Signoria, pregandola che interim la vogli scriver una lettera in la forma de l’altra li fu mandata et solicitarlo a venir de li a Venctia per expedir le cose sue arzio monstrandola, de qui li fusse più liberamente concesso licentia. Scrivo a vostra Celsitudine quanto che lui Sebastiano mi ha dichiarito et ricercato, quella disponerà quanto li piacerà.
Vallijoleti Die 7 Martij 1523.»
(Loc. cit., cart. 289.)
7 mars.
EE no
28 avril.
DirÊcue pu Conseis pes Dix À CoNTARINI.
« Ser Casparo Contareno Oratori nostro apud Cesaream Maiestatem.
Ricevessimo in questi giorni passati le vostre direttive a li Capi del Consiglio nostro dei Dieci, de ultimo Dicembre prossimo preterito, per le quali intendessemo tutto il colloquio havuto cum Sebastiano Cabotto ne la materia de le specie, nel che in vece cum summa prudentia, et bon modo vi sete governato, et non potemo, se non grandemente commendare il studio et diligenza vostra. Dapoi habiamo riceputo altre vostre de 7 Marzo preterito, per le qual vedemo la risolutione in ch? era rimasto esso Sebastiano, de non poter venir qui fino a tre mesi; et che poi al tuto l'era per vinir, rechiedendo chel se li faci de qui scriver unt lettera in la forma delle precedenti per le cose sue, acid che cum quella al tempo predicto possi licitamente partirsi de li. Unde per satisfactione sua habiamo fatto far una altra lettera in nome di quello Hieronymo de Marino da Khagusi, che qui vene ad farne la relatione di tal cose, et mandovela qui inserta nel mazzo del Circunspecto Secretario vostro, si come fu facto delle precedenti, la qual consignarete al dite Caboto semotis arbitris, suadendolo che el se ne vengi qui, si come el vi ha promesso de far, perchè sempre el sarà ben veduto da noi: et cusi eseguirete dandone adviso a li capi antedicti, et se al zonzer de queste il prefacto Cabotto non se retrovasse de li in Corte, mandereteli la letrera sua dove el se ritroverà. Tutta via per mezo fido et securo siche la ge capiti in mano ; denotandovi che li dito Hieronimo Marino al presente non se rerova qui in Venezia, ne sapemo dove el si,
ancor che le lettere de esso Hieronimo apparino date qui in Venezia. Il che dicemo per vostra instructione, Andreas Foscarenus C. C. Xm.
Jacobus Michael C. C. Xm subscrip, Andreas Fosculus C. C. Xm subscrip.
Lecta Dominis Sapientibus utriusque manus semotis ceteris et ctiam Dominis Consiliariis,
Lecta Dominis Capitibus. »
({bidem)
LETTRE Du RAGUSIEN À Cagor.
« Litteræ scriptæe nomine Hieronymi di Marino Rhagusei ad Sebastianum Caboto in Hispaniam existentem.
Spectabile Messer Sebastiano. = Za alcuni mesi zonto che io fui qui in Venetia vi scrissi quanto haveva operato per inquirir dove si trovano de li beni vostri, nel che io hebbi bone parolle in cadauno loco, et mi fù dato bona speranza de recuperar la dote di vostra madre, etameda, unde non dubito che si vui fosti venuto qui haveresti za conseguito quanto & il vostro desiderio ; et per tanto per lo amor vi porto, et per il beneficio, et utile ve sio exhortar ad non vi manchar a vui medesimo, ma transferive qui a Venetia, dove non dubito sie il tutto, et non tardarete ad venir qui, perchè la ameda vostra & molto vecchia, et mancando lei, haveresti poi grandissima fatica a inquirir et recuperar il vostro; perô ve conforto ad mettervi in camino pit presto
potete. Altro non vi dico per hora a vui mi offro per sempre. Venetiis, Die 28-Aprilis 1523.
Vostro hieronimo de Marino. »
(Capi del Consiglio de’ Dieci. Lettere sottoscritte. Filza N. 6).
28 avril.
DéPècHE DE CONTARINI.
Serenissime Princeps et excellentissimi Domini.
1523. 4 Cum la posta venuta de Italia per qui, come in le comune fa- Ms cio mentione per via da Roma, ricevi cum la solita riverentia 26 juillet. ;5i4 Jettere sue de 23 April per.le qual Vostra Serenità dandome a vis dil ricever de le mie scripteli circa la executione facta cum Sebastiano Caboto etc., me subgionge che iterum la invia altre lettere a lui Sebastiano a nome di quel Hieronimo de Ragusi juxta la richiesta sua et cussi ho ritrovato in le publiche esse lettere. La bona sorte volse, che essendo lui Sebastiano in Sibilia due giorni da poij il ricevir de le lettere, ritorno de qui al qual consignato le sue lo exortai a venirsene li. Disseme che in altro non era il pensier suo et a questo fine era venuto de qui. Da poij mi ha parlato dicendo chel procura cum questi del Consiglio Cesareo di haver licentia di conferirse de li, et che etiam parlino a mein commendatione sua. Questo & quanto ho da lui, de quanto seguirà Vostra Serenità ne sarà advisata. | Vallijoleti, Die 26 Julij 1523. »
| (/bidem, cart. 302.)