ARGUMENT DU CHANT XVI
Cacciaguida précise Tëpoque de sa naissance. 11 passe en revue les plus illustres familles qui habitaient de son temps la vieille Florence, aujourd'hui agrandie et plus populeuse, mais dégénérée et déchirée par la discorde.
CANTO DECIMOSESTO
0 poca nostra nobiltà di sangue, Se glorïar dî te la gente fai Quaggiù, dove V affetto nostro langue,
Mirabil cosa non mi sarà mai :
Che là, dove appetito non si torce, Dico nel Cielo, io me ne glorïai.
Ben se' tu manto, che tosto raccorce, Si che, se non s' appon di die in die, Lo tempo va dintorno con le force.
Dal voiy che prima Roma sofferie, In che la sua famiglia men persevra, Ricominciaron le parole mie :
Onde Béatrice, ch' era un poco scevra, Ridendo, parve quella, che tossio Al primo fallo scritto di Ginevra.
Io cominciai : Voi siete 1 padre mio : Voi mi date a parlar tutta baldezza :
Voi mi levate si, ch' io son più ch' io :
Per tanti rivi s* empie d- allegrezza La mente mia, che di se fa letizia.
Perché puô sostener, che non si spezza.