LIBRO TERZO
Il tempo è giunto ornai, ch’ io spieghi corne Difenda il marinar da’ gravi rischi De l’ onde il fragil legno, e con quai’ arte Vittorioso al fin torni e felice,
Di ricche merci onusto , al patrio albergo :
Soverchio peso a le mie spalle, e cui Forza è ch’ io porti pur ; cosi gran parte Egli è de 1’ opra che sudando ordisco Per onorarmi a sollevarne altrui.
Altri Marte seguendo il petto a mille Quadrella invitto porge, e d’ onor vago,
Col proprio sangue il merca ; altri più lieve Che lieve fronda mendicando 1’ aura E’1 grido popolar, porpora ed oro
LA