‹ La question des fausses décrétales, Volume 94Chapitre 132 sur 176 · c Monaco » (note du manuscrit}, c'est-à-dire Munich · texte numérisé non relu

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ClGLfOSTRO ET LA FlAIVOMiÇONIfBEIE. 343

troppo 8i danno a conoscere a' profani, e destano Tattenzione del pubblico. y* erano taluni, i quali sapevano indicare il giorao preciso, nel qoale questi o quegli ebbe l'ingresso nel nostro ordine, perché avevano osservato, cbe quel taie tutto insieme aveva ricevuto qaantità di baci di fratellanza da quel stessi, che il giorno innanzi non s* eran degnati neppnr mirarlo in faccia.

Il parlare ardimentoso, e tnmultaante contro il Décrète poco potrà giovare alla nostra causa. Mala cuncta ministrat impetus : sarebbe stato meglio assai, che i nostri giovani entusiasti avessero tacinto. Mi si dice che le loro declamazioni sono stato riferite ad verbum al sovrano. Deh! perché non darsi anzi un aria d'indifférenza quasi chè questa proibizione non appartenesse a noi per niun verso?

lo conûdo tutto nella vostra perspicacia : le vestre confederazioni estese coi liberi Muratori dello stato vi somministreranno mille manière per hordinare la nostra macchina, sconcertata dal soSerto scuotimento.

In attenzione di una risposta che mi consoli, sono, ecc

EfesoS il I* Ghirmech^.

Letteba II. ,

Bex est, qui niehil metuit. Mi sono strappato a forza dalle mie faccende per dirvi due parole da liberarvi dal vostro affanno. Quando non ô perduto il tutto, non è perdu to nu lia. Saressimo privi di moite utiii scoperte, se non fosse successo quel chè sapete. Ora conosco i nostri nemici. Guai a chi hà fatto festa in questa occasione; egli si hà tratto col riso la sua rovina sul capo.

lo hô fatto buon uso de' giorni délia nostra desolazione, facendo un giornale aile nostre vendette. Più di 5o. nomi si sono registrati a loro esterminio : e se si sventa una mina, darô faoco ad un altra, Noi abbiamo degli amici grandi, chi per inclinazione, chi per timoré, perché tengo chiusa la loro infamia nel mio scrittojo. Questo stimolo ha più forza assai di quelle deli' amore. Dovranno essi combattere con noi e per noi, conculcare i nostri avversarj, e dar la morte ancora quando io TOglia. Sarà conculcato ed oppresse chiunque s' oppone a nostri avanzamenti, e se dovessero ancora cadere mille vittime délia buona causa, ne resteranno più migliaja e millioni a goderne di poi il frutto. Io ve lo giuro, non sarà mai, che il mio proprio interesse giunga a premermi tanto, quanto la rovina de' nostri nemici : amen cosî ha da essere; nihil interest quo modo. Il vincolo non è ancora disfatto quanto voi v* imaginate, noi godiamo ancora délia société caritatevole chi ardirà assalirci dietro a questo santo scudo? Giô che è seguito non hà fatto altro che purgarci dal gioglio ; il nostro sistema non hà sofferto il minimo danno.

Giô che in quaiché maniera mi potrebbe dare del fastidio, si è il timoré,

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