A la suite, an recto du dernier feuillet
2. Weishaupt, professeur de droit canonique à l'Université d'Ingolstadt, organisa, arec ses élèves, en 1776, la secte des Illuminés. Pour correspondre entre eux, les lUuminés avaient organisé tout un vocabulaire de noms propres anciens, dont ils désignaient les mois, les villes d'Europe, et qu'ils employaient même pour se désigner individuellement. Cf. L. Engel, Gesch. des Illuminaien^Ordens,.. nach aiUhent. Dokum.y Berlin, 1906, in-8*.
3. A la suite de son bannissement de Bavière en 1*784, dont il a raconté l'histoire, Weishaupt se réfugia auprès du duc de Gotha, qui avait adopté ses idées. Sur la politique religieuse de l'électeur de Bavière, voy. Scheglmann, Gesch, der Sakularisation im rtchtsrhHifBayemf t. I, RaUsboune, 1903, in-8'.
acLiosiao et la fiunc-maçonxbiie. 30^
Tabus des éloges le souligne assez, et, dans la seconde lettre, les menaces trop crues de vengeances trop dures. Voici ces lettres :
Lbtteba proca di uh ubero mubatobe.
Amico !
« Obstupui, steternntqae comç, et yox faucibus bçsit. »
Non potrei esprimervi meglio, cbe con questo verso il senso, che ba destato in me l'dvvenimento del 22 giugno il quale quanto inaspettato altrettanto terribile per il Saoto ed innocente ordine de' Liberi Muratori,
Gome mai ba potato svanire in un punto di tutti i nos tri fratelli il coraggio tutto, e tutte le sublimi idée a segno taie, cbe in una Loggia cosi numerosa ed illustre non abbiasi potuto rinvenire tanto di viriù per declinare questo colpo fatale? Cîome manderemo noi a efTetto i nostri bellissimi progetti per felicitare tutto Tuman génère, se non ci basta l'animo di conservare noi stessi? Amico! i coipi del fanatismo fino a tanto cbe è sono stati tirati palesamente, ed alla balorda banno fatto poco danno al nostro ordîne, ma orcbè la persecuzioae si nasconde, e si ricQopre col manto di una fîna politica, ci sarà difficile a ripararci.
Non posso capire, come mai i Gonfratelli primari délia nostra Loggia con la loro assidua vigilanza per tutto ciô cbe spetta a noi, ovvero allô stato, non abbiano potuto prevenire questo Editto. Forse non ne avrauno penetrato cos' aicuna? ah cbe non ô possibile ! Noi abbiamo de' Fratelli in tutte le aduuanze ancora le più segrete, i quali finora banno adempito fedelmente i loro doveri, somministrandoci tutte le notizie, cbe potevano essere di qualcbe vantaggio alla nostra Loggia. Tulte le sale de'consigii non sono forse piene di soggetti del nostro ordine? Non era quindi la nostra Loggia per cotai mezzo il più alto e il più attivo gabinetto dello stato? Non ba ella forse per la fedele unanimité de' suoi membri, animati tutti da un medesimo spiritoe da un medesimo principio, occupato le cariche le più riguardevoli, terminât! i processi i più importanti, e provveduto a tutto ancor cbe potesse avvenire? Onde mai potè derivare tutto insieme, una sincope di questa sorte in tempo cb' eravamo ormai giunti a peter mareggiare, e governare a nostra possanza, e facilmente ogni cosa, e cbe la nostra autorité era sostenuta dagli amici i più poderosi? Ah I certamente, qualcbe maligno spirito B^è qui agguatato; e Oio sa fin da quando ad ordire e bramar la nostra rovina : una cabala si è stata questa la più fina del mondo, cbe ba indovinata la via di diffkre i fatti nostri; una cabala assai più segreta, e diritta, cbe non abbiamo avuto noi. Gome mai è stato possibile cbe tra tanti e tanto fini politici e statisti non se ne sia ritrovato neppure nno cbe avesse tanto di naso da subodorar questa frodel Ma se badate
1. Fonda GesuUicOf ms. 1186, 2 feuillets. Même main que le premier texte.
S40 1I<L11VGB8 ET DOGOMBlfTS.
bene, alla fine si scuopriri, che noi stessi aTremo aperto la sorgente délia noBtra roTina, o almeno troppo incautameate. L'avremo dispregiata tenendola per cosa di poco momento. Ghiunqae vuol riuscire in affari di gran conaeguenza bisogna che adoperi nascostei ed a qael, che DOQ pu6 occultare, dia un colore di poca, o niana importanza, e cosi procéda corne acqua cheta, che sia profondissima, e non lo mostri. Or appunto contro questa massima fondamentale nella politica noi abbiamo Bconciamente operato.
Si sono ritrovati tra noi de' fratelli, i qnali quando avevano trangngiate tre o quattro bottiglie ginravano morte e rovina ad ogni profano, che loro era sospetto. Yoi sapote che io da gran tempo ho profetizato délie oonseguenze funeste per queste minaccie indiscrète, e per Tariosa baldanza d'alcune nostre teste bizzarre, e non m'è riuscito mai di potermi qnietare con la sicurezza, che voi mi davate, cioè, che in tutta la Baviera non y' era mai più uno, che fosse riputato buon pensatore, e non fosse in tutto nostro, e da potersene perè fidare» e corne saol dirsi, dormire tanto noi con gli occhj suoi, quanto egli co' nostri. Ho osservato di più, che molti de* nostri allievi non avevano ancora pênetrato bene, e quanto bastava, lo spirito délia nostra Loggia, al cingersi il grembiale, al ricevere la Stella, al vedersi ascriyere fra gli al tri, e al sentirsi dare il titolo di fratello, ne mostravano particolar piacere e diletto; ma quando si trattava di rivelare in servizio deila Loggia alcuna notizia intéressante, venivan assaliti, e combattu ti da loro pregiudizi aniichi, tremavano essi di dover destramente cavar di bocca al Padre un segreto, o di far copia di qualche scrittura gelosa, per daria alla Loggia; e chi lo avea fatto, poco dopo se ne pentiva, e si palesava da se con timor fanciuUesco. Il zelo, che costoro ci mostrano, spesso ci ha recato più danno, che utile.
Io sono stato sempre contrario ad arruolare quoi giovani, che crescono più nel corpo, che nel senno e nel giudizio, onde non possono avère ancora il discorso saldo. L*ammettere costoro è un passe molto inconsiderato, essendo essi troppo manchevoli di quella riflessione, che séria e lunga vuol essere per bene iniziarsi a nostri misterj. Prima di gîungere a potere e spiccare il volo d'une spirito forte, e prima di aver l'aie bene impennate con le massime bon possedute délia vera sapienza, fuor délia quale non vi è salute, bisogna pure estirpare que' tenacissimi, per oosi dirgli originali peccati del patriottissimo, dell' ossequîo, e amore al Sovrano, ed al tri sifatti pregiudizi, che fermamente la buona gente tiene per dovere; e per far ciô, quanto mai s' ha da stentare? Quanto tempo, e quanta rifléssione vi vuole ! Un giovine che si senta proporre le massime di un Gireneo, o di un Teodoro non inorridira? e non darà subito indietro? e voi crederete di faglierle in brevo tempo apprendere, e con entusiasroo abbracciare?
 me è piacuto sempre, e lo preferirei ancora ad ogn' altro, il mio progetto antico, dlstituire una classe preparatoria, nella quale i giovani s'instruissero bene di un presto pirronismo per rendergli per cosi dire atti e disposti a* nostri disegni. Questa dottrina in quanto non eccede
Gi6LI08TE0 ET LA PlANC-HAÇONIfERIE. 344
la capacità di nn giovine ci avrebbe somministrati dî soggetti abili per qnalsivoglia forma. Mi opponevate voi ailora, che la filosoQa che 8'insegna nelie scaole ô assai più giovevoie per questo inteato, poicbè non fa alcQDe impressioni nella mente, e riempie la testa di meri terminl, a qaali nel passar dai générale al particolare, e dalla speculaziooe alla pratîca si potra poi dare quel significato, cbe più piacesse. Mi dicevate ancora, cbe chi gavema lo stato, si era presa la cura d^ûtituire questa classe prcparaicria col meszo délie universiià e studi generali di ciascuna Bcienza, i qaali per divenire altrettante classi preparatorie in confor* mita di cid che io progettavo, bastava che per noi si procurasse di famé conferire le cattedre a que' dottori, che sono del nostro ordine. Ma la più forte opposizione fù sempre quelto del denaro a ciô rechiesto, e Toi ave^ate buon fondamento di credere cbe da govemi non v' era da sperar altro che la paga semplice dello stallo, alla quale obiezione non avendo che replicare, mi convenue ammutire; essendo pur troppo Tero, che non caminano le ruote, non girano le carrucole, non pongonsi le mani ail' opéra, ne ve la duran gran fatto, se a voUa a volta non si nngono, ed alP incontro a forza di danaro ogni forza si vince, e tulto si ottiene. Mettosi adunque da banda il mio progetto corne impossibile a praticarsi, non pare a voi, che si sarebbe dovuto avère almeno questa awertenza di non dare a questi signorini , tosto che erano ammessi, l'accesso a' nostri misterj, ma appoco appoco, e a' più capaci, dando frattanto ad essi da trastullarsi con le fascie deli' ordine, ciôe nostri Simboli ed altre simili coserelle.
So bene essersi ciô praticato sempre in riguardo al nostro regolamento politico non partecipandolo, salvo che con gran riserva a un numéro assai ristretto di giovani sceiti, servandosi intanto degli altri corne di meri istrumenti, che senza saperne il perché operassero. Ma io dioo anche in quel, che si appartiene a* nostri principi scientifichi s'avea d'à ver la medesima cautela. Si riducono sempre ad uno scarso numéro quelle teste, cbe sono capaci di penetrare la nostra dottrina. Questa esige nna lunghissima preparazione, e che uno sappia pensare da se, per rendersi agevole neile massime, che a prima fronte ci hescono assai dîfficiii, per esser troppo al di lungi délie communi benchè infatti poi sieno qualche sivoglia évidente verità rimoiissime dali' errore.
Taluni def nostri signorotti s'accigliavano in sentirsi dire délie proposizioni che il loro intelletto sofistico ed ombroso non si sarebbe arrischiato neppure ad immaginarsele : altri air incontro non potevano nascondere il loro giubilo, trovando, che il loro modo di vivere già da gran tempo da essi tenuto, lasciandosi portare dalla inclinazione naturale, e secondando il lor particolare temperamento, veniva ora approvato da una filosofia sistematica. Or vedete, che tal servizio né abbiam ritratto dacostoro : quelli vennero pensierosi, e malinconici ; il padre osservando la mutazione del liglio, la moglie nel suo marito, e vedendo, che Tepoca di tal cangiamento erà stato resservi aggregati a noi, ci maledirano. Gli altri divenuti più licenziosi che mai, non contentv di praticare le nostre massime, le predicavano eziandio aile lor fanli in cucina; e
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Tolendo par fare i misteriosi, tradivan i nostri misteri, scoprendoli bastevolmente; e coq questi lor modi venivano essi pure a tirare sopra di noi le maledizioni délie loro famiglie.
V erano ancora degli ait ri i quali dovunque si ritrovassero, con entusiasmo aguzzavano le loro orecchie per ca(r)pire ogni parolina, e senza nessun garto, ne gragra (sic)y ne disinvoitura, ma con si ixnpronta insistenza, e con maniera si aperta investigavano i segreti altrui, e con tal cera, che tosto ognnn si accorgeva ch' erano spie. Frà questi puo darsi il vanto dVssere il primo quel tal signore, il quale non sô a chi fare ci sia venuto, da Alagonza o da Ratisbona : ed ba un muso appunto di bracco, da farsi il segno di croce cbi se lo vedesse comparir avanti di notte, credendolo un fantasma, se mai per qualcbe servizio di nostra Loggia potesse credere di aver bisogno di lui ; vi consiglierei a tenervelo sempre appresso con un buon guinzaglio, altrimenti io vi prometto, che (corne per lo più bà fatto finora col sno bel modo di fare) anzicbè scuoprirvi, e fermarsi le starne, ve le farà fuggire.
Ma quo diversus obis? parmi cbe mi ripigliate, ed avete ragione : scusatemi perô, percbè con questo ordine sovrano sotto degli occbi non finirei mai di scrivere.
Io ci penso, e ripenso, e ritrovo, cbe veramente questo editto non ci darebbe gran pena, se non fosse per rispetto délia sua causa, ed aile sue conseguenze. I timidi i quali per la sola speranza di essere pro*mossi, erano attaccati a noi, retrocederanno ; Tentusiasmo degli altri si smorserà per mancanza di nutrimento; i legami sono disciolti, le risse, le contenzioni interne ci debiliteranno, e cosi disuniti soccomberemo al primo assalto dô nostri persecutori. Oh se ci fosse lecito il predicare, e sentire le confessioni, allora si cbe si potrebbe avanzare con sicurezza. Portç infsrni non prevalebunt; ma non abbiamo moglie, e figli, e faccende, e speranze, e contratti, ed altri doveri, che ci costringono di fare le parti di marito, di padre, di cittadino, di ministro, e di altri uffici ?
Laddovè si ba ordinato questo disturbo délia nostra Loggia, ivi si terranno gli occbj aperti per ispiare la nostra condotta, e per osservare il tempo da avventarci il colpo fatale. « Se è vero cbe alcuni de' nostri disegni e progetti sieno caduti in mano de* profani, e se questo fù l'occasione deir editto, io vi trovo troppa moderazione per potercene fidare, e per assicurarci che non sia per avvenirci di peggio. » Finora non si è fatto altro, che alzare sopra di noi il braccio ; ci vuole dell' accortezza per iscansare il colpo, che è per colare a ferirci. Il mio consiglio sarebbe d'interdire preventivamente tutte le adunanze, e che si pensasse ad un altro mezzo per conservare i vincoli deir unione trai fratelli fino a tempo più felice. Bramerei ancora, cbe ci disfacessimo con buona maniera délia nostra cosa in Atene*; questa dà troppo sulF occhio, e il denaro ci gioverebbe più.
Procurate d'impedire per quanto potete Tincaute contriccole, e il parlar si air orecchio de' fratelli ne' luoghi pubblici, con le (?) quali cose