I.E P. WOI.PP AU CARDINAL PACJLUGGI
(Archives du VaCici», ParlicoLtri, t. 92, f. 46, autographe.)
Extrait.
Knslaa, 1703, 18 juin.
Circa me, cum oratore caesareo, ad inaçnum Moscoviae Ducem inittendum, vanus rumor erat, nullus enim niihi hanc spartam obtulit unquam. Et fuisset sane e re divinae gloriae, et salutis in illis re^poiiibus pcreuntium animarum, si, ante annos aliquot, cuin ma^j^nud hic Dux Viennae esset, illuc ire (id quod a Sua Gaesarea Majestate efflictim fsic) enixe postula veram) perm issus fuissem. Tantam enim tune inveneram (j^ratiam in oculis buius Principis, ut me circa se perpétue habere voluerit, ad concionem in festo SS. Pétri et Pauli, coram se et omnibus suis, faciendam invitaverit; quam otiam, attemperatis l>ohemica, moravica et polonica linguis^ ita feci ut, per Ghristi ^ratiam, mag;nus Dux aliique totam intellexerint, redditi per illam summe content i, nam eandem Dux variis ultra vicies ipsemet recensere di(]^natus est. Ad haec, idem Dux ma[;nus tantam eq^a me conceperat con- Rdentiam, ut me requisiverit quoque, si cum Gaesarea Maiestate ^<ecretissime loqueretur, ipsius interpres tune esse vellem, nuUi (Miim se ma(|^is Bdere quam mihi. Id quod tamen eg^o, quia pure politicum erat, et non exi(^uao invidiae obnoxium, nec mihi satis fidebam, quod illius dicta, aut sufficienter intclliçere ad interpretandum,aut responsaSuae Maiestatis (iaesareae ad ipsius intell i{jentiam satis interpretare posseni, suni forlissihie deprecatus, idque non obstante quod aliquando, per duas continuas lioras, solus soli, ad utriusque intelligentiam fucrim locutus. Item ad 10 leucarum iter Posonium, in itu per aquam, in reditu per postam, me solum habere itineris comitem voluit, non assumptis ex suis nisi doobus vilissimis hominibus pedissequo
vix dignioribus. Cumque illi omnes très, tune ibi praescntes, legati id mirumin modum dissuadera conati essent, ne cum uno Jesuita tali itîneri se confideret, reposuit Dux (uti mihî deinde leg;atorum unus enarravit) se huic Jesuitae omnia fidere. Item, quod illi raedicus persuadera non potuit, requisitus ab illo medico ego persuasi. Cumque illi, in itinere illo posoniensi, fusius du fide catholica et unione locutus fuissem, reposuit bonus Princeps. se nullam habiturum difficultatem, sed a suis Ecclesiasticis crucifige sibi inclamatuiii iri. Monstravit etiam, in abitu suo, non exi(]^uum er(ja vilitateni meain affectum, quando nulli saeculariuni ministrorum, ne quidcni comiti Czernin, caesareo, qui sibi ad latus semper assistere debuit, commissario, tanta obtulit donaria, quanta mihi licet omnimodedeprecanti. Gum enim commissario caesareo tantum 15 zebilinarum pellium paria donasset, quibus etiam plura nulli ministrorum praesentavit, mihi 40 paria cuin aliquot petiis damascenae pretiosae materiae dono dédit.
Praecesserat, ma[];no tempore ante mag;num Ducem, Sche remet, eius ma^^nus exercituum generalis, in Italiam et ultra perrectum, qui etiam îngentem erga me concepit confidentiam , qua fretus, ad aliquot milliarium iter, me cum illo contuli solus cum solo, eumque in fide ita, per Dei gratiam, corvici, ut st^ convictum fateretur; uti etiam ipsius fidus famulus Alexius.
Erat proinde tune tempus peroportunum in Moscoviam eundi. Ast tune Sua Maiestas Cacsarea ob alias causas nolebat. lam veit), posteaquam quidam, olim in iuventute a fide catholica apostata, nunc, uti dicitur, iterum catholicus, ast nescio qualis, apud moscoviticum hodie Yiennae ablegatum Galeziuium sese in summam gratiam insinuavit, meque et nonnuUos alios, licet falsissime, apud hune ablegatum et consequenter apud magnum Ducem, quasi intentioiiibus eius contrarius essem, dénigrasse dicitur, elapsa vide tu r oceasio.
LK I*. VOTA Ai: (:\KD1NAL PAUI.UCGI
(Archives du Vatican, PartUolari^ t 9i. p. 1, f. 361, atitO{;rapke.)
Extrait.
Jaworowo, 1708, 13 décembre
M'occore ora (oltro a eio le serive il Re) d'accennarie rivereiitemente, che non os tante le cabbale fatte da mal affetti al parti to
APPENDICE 4«l
re{p<> per sconvolçere in questo ([ran consilio lambasciata di Moscovia, pure S. M. persiste in mandarie. Ë il palatino di Culma > cbe ne è il capo. Sollecitato vivamente da me a fare 0{|ni possibile appresso il Gzar a pro délia religione catholica et a fomentare le disposizioni alla f^rand opéra délia unione délia (ihiesa greca scismatica inoscovitica colla catholica romana, m^ia promesso e continuamente mi promette di far og^ni sforzo deir industria e del zelo per questo effetto. Gosi mi vcnisse permesso, come S. E. brainerebbo, di rifare il via|»çio di Mosca, ove fui QÏk cosi ben |ricevuto, ed ottenni, vent' anni sono, la iicenza di stabilirvi sacerdoti cattolici, cosa indarno tentata dal P. Possevino sotto Gregorio XIII e da altri susscquenti pontefici, ed ora non del tutto rende insperabile Tintiera riunione d'ambe le chiese, come io Zar stesso mi disse nel passa(j(j^io per la Polonia, in cui voile la mia benedizione, e udi la mia messa spontaneamente nel padiglione re(;io a Rava, ricordandosi d'àvermi fatte délie g;razie a Mosca, et invitandomi a ritornare, alla presenza del Re. Ma la mancanza del danaro délia Republica trattiene il viaggio et ambasciata del Palatino, cui s'oppone più d*ogni altro il gran tresorîero^ per la deBcenza del tesoro, se Uene il vero impedimento è il timoré ch'i malaffetti lianno délia potcnza del Rc, se sarA poteiitemente soccorso da Moscoviti oltre a Sassoni che s'aspettano in questo medesimo invemo. Onde eleggono più presto di fomentare il Sveco *, distruggitore délia religione e depredatore délia chiesa, che d'assistere al loro Icgittimo e cattolico Re. Quanto ail' unione d'ambe le chiese, non est volentis neque currentîs, sed miserentis Dei, ed è più tosto da teoiersi che i peccati e la ceci ta di noi, cattolici, non inducano nuovi castighi sopra di noi, i quali pur troppo si provano nei dîsastri délia religione cattolica, cagionati dagli Olandesi in Fiandra e Inglesi nell' Irlanda e da tuUi nelle Indie.
* Thomas Dzialynski.
* Jean Pncbendowski.
' Charles XII.
MÉMOIRE Dt: LA PROPAGANDE (Arehivr* da Vaticau, PoUmiu, t. 130.)
Dalla Sc^reUria de Propaganda Fide, 23 inagyio 1705.
Il S* Cardinale Pi{;natelli^ a cui dalla S. Conçreg^azionc fû rimesso di concertare ron M*' Sejfretario il modo più proprio d'incaminare il çravissimo negozio délia sperata uiiione delta Moscovia, è stato di sentimento (qunndo Nostro Si[jnore si do{pii approvarlo) che la materia possa încaminarsi nella forma scguente.
Primieramente si se ri va al P. Corrado de IF Âssunta, Carmelitano scalzo, una lettera di ^radimento délia S. Con([re(^azioiie per Tavviso da lui dato al S' Cardinal Prefetto * dellc favorevoli dîsposizioni che e{>[li ha trovato in Moscovia per introdurrc* il trattato delF accennata unione, dicendogli che la Santa St^de pensa valersi délia persona sua per cominciare un ne^^oziato di si alta importanza. Esser perô necessario che egli ncl suo ritoriio a Mosca p rocu ri onn inamen te di abbocarsi con Ms^ Nunzio Spada<, il quale, ossendo di lunga mano informato di tutto questo maneç^^io, potrà dargli tutte le necessarie istruzioni, aile quali dovrà il medesimo P. Corrado in tutto et per tutto conforma rsi per incontrare la mente di Nostro Si(jnore. Questa lettera si si^riverà questa sera dalla Se^retaria di Propaganda.
In oltre si scriva per Segretaria di Stato a M>' Spada, ra(>[|>[ua-* gliandolo di ciô che il medesimo P. Corrado avvisa nella siia lettera (la quale potrà chiedersi al S' Cardinale Sacripante) e deir ordine di qui dato al medesimo padre di abbocarsi con Sua Signoria 111** a ricevere tutte le istruzioni necessarie per conformarsi in tutto e per tutto ad esse. Onde Monsignore dovm dargliele secondo il tenoro di quanto si è a lui stesso insinuato neir istruzione mandatagli (di cui potrà farsi il duplicato, al quai effetto se ne rimanda qui ingiunto Toriginale) et aggiuiigendo quel tanto che a Monsignore, secondo la sua prudenza e notizia più individnale delT affare, parera opportuno. Si cornu-
' Cardinal Sacripante.
APPENDICE k%Z
nichi poi allo stesso M*' Spada il pensiero clic ([ui s'è havuto di dare in questo ne^ozioal detto P. Gorrado un compagno italiano, il quale possa essere istrutto in qualche modo délie cose di Roma, par poter meglio accertare il trattamento et altri preliminari per il ricevimento del nunzio apostolîco con carattere episcopale (che Nostro Siçnore è disposto di raandare in Moscovia); al quai effetto si è pensato di adoprare la perspna del S' Giovanni Antonio Fabri, prête délia Congrcg[azione délia Mi«sione, quale si crede stia adesso superiore in Vilna, liuomo, per relazione del S' Cardinale Pignatelli, dî capacità, prudenza e destrezza, e che, essendo italîano potrà passare per polacco, per la lunga dimora in quel regno, et usar linguaggio da poter trattare con Moscoviti. Dovrà pertanto Mv Spada (quando non habbia cosa in contrario) procurare destramcnte d'indurre il P. Gorrado a non ingelosirsi, ma più tosto a trovar buonc d'faaver seco questo compagno per potergli suggerire solamente quelle cose che appartengono alli usi di Roma intomo al ceremoniale, del quale egli, corne tedesco, non puô havere tutta Tinformazione. E fra tanto, per avanzar tempo, potrebbe Mi' Nunzio chiamarc per mezzo de suoi superiori il medesimo S* Fabri in qualche luogo comodo, ove il medesimo Monsignpre potesse abbocarsi con lui, e forse anco insieme col predetto P. Gorrado, il quale abboccamento o congresso si stimcrebbe di grandissimo frutto, e perô pare che trattandosi di negozio si grande debbasi procurare anco con qualche incomodo. Quando poi questo non si potesse ottenere, dovrà ahneno M*' Nunzio per lettere istruirc pienamente il medesimo S' Fabri di tutto l'affore, raccomandandogli specialmente lo star unito col P. Gorrado, e mostrare tutta la dependenza possibile da esso per non insospettirlo, non lasciando perô destramentc d'insinuargli quello che di mano in mano convenga operare, e di andarlo regolando in sostanza, ma con futta delicatezza.
E perché l'ultime lettere portano che possa facilmente il Czar portarsi Ira poco in. Vilna, quando M*' Spada senta cbe cio sia per succedere, e che la cosa sia in tempo, potrà subito trasmettere al predetto S' Fabri, che si suppone sia in Vilna, un istruzione délie biione disposizioni del Czar per la santa unione^ del desiderio di havere un nunzio apostolico, délia prontezza d» Sua Santità a mandarlo, e délia sicurezza che si vorrebbe, che fosse trattato col dovuto decoro, almeno non inferiore alli ambasciatori cesarei, et ail* incontro délia facilita, che è pei usare la Santità Sua nei titoli et honoranze del medesimo Czar, con quel di più che Monsignore giudicherà di dover aggiungere,
afftachè dandosi al inedesimo S' Fabri qualcbe comoda apertura di trattare col Gzar, o almeno co' suoi principal i rainistrif posaa cominciar a far ietto al ne^^oziato délia spedizione da ^arsi del iLunzio e forse anco, se qU venisse fatto, coiicluderla.
Quando poi M>' Nunzio havesse ccrta speranza di poter e(^li stesso operare alla corte del Gzar, seguendo Tabboccamento sperato del medesimo Gzar col Re di Polonia, in tal caso il frutto sî spererebbe molto lua^j^iore delF opéra sua, e resterebbe poi alla sua prudenza il valersi delF aiuto del P. Gorrado e del S' Fabri nella forma che giudicasse.
Parebbe anco opportuno si scrivesse dalla Segretaria di Stato a Mv Nunzio in Vienna, informandolo pure di quanto ha scritto quù il P. Gorrado, ordinando(jli d'esprimere al medesimo Padre il çradimento di Sua Santità e la fiducia, cbe si ba nella sua persona, et assister|]fli in ciô cbe potesse occoreq^li in quella corte per servizio del nc(;ozio et anco provvedendolo (quando lo [^iudicbi opportuno; d'alcune {galanterie da poterne fare qualcbe piccolo re{j^alo da reli(^ioso alla corte di Moscovia, con raettere il costo in conto délia Gainera Apostolica.
Finalmente potrebbe fpovare una lettera délia medesima Segretaria al Palatino di (^ulma in raccomandazione del P. Gorrado e del suo ne(^oziato, af fi ne bè e^jli lo favorisse con lettere presso li amici cbe treiie alla corte del Gzar, quai lettera potrebbe indirizzarsi per rerapito a Mi' Spada.
POLIGNAG A TORCY
(Parii, Arcbiven du iiiiriisière des affaires élrangéres, Homt^ Corretpondance,
Reçea le 15 ma y IT07. A Rome, ce 19 avril 1707.
J*eus rbonneur de voir bier le Pape, Monsieur, pour me réjouir avec luy du rétablissement de sa santé. Il me mit d*abord sur les affaires de Polo^^ne. Je luy montray les lettres que j*avois reçues du Roy Stanislas et du Palatin de Russie '. Sa Sainteté me dit par rapport ù ce Prince les mêmes cboses qu*elle avoit dites à M. le cardinal de la Trémoille dans sa dernière audience, et me
^ Jean Jablonowaki.
mena dans son cabinet pour me faire voir la lettre du Gzar. Cette lettre a cela de particulier que le Gzar au lieu de dire au Pape Sanctitas Vestra dit Fontificatus Vester. Il remercie le Pape de la protection donnée par TËd^lise Romaine à la République de Pologne contre le Roy de Suède qu'il appelle l'ennemy commun, et se raporte (sic) à son ministre de tout le reste'. [/Envoyé ne voulut point baiser les pieds de Sa Sainteté, tant qu'il eut entre les mains la lettre originale de son maître, mais seulement après Ta voir remise au prélat qui Tintroduisoit. Le Pape me dit que les propositions du Czar étoient de faire bastir i\ Moscou deux églises, l'une pour les Jésuites, l'autre pour dos Capucins, d'accorder la liberté de conscience aux Catoliques Romains et le passage aux missionnaires qui voudroient aller à la Gbine, moyennant quoy ce Prince ne demandoit autre cbose que la reconnoissance du Roy el(»u par cette partie de la République avec laquelle il estoit ligué. Le Pape dit luy avoir répondu qu'à proprement parler TEglise Romaine navoit point d'autres ennemis que ceux de Jésus Gbrist, et qu'elle ne soubaitoit point de mal au Roy de Suède, mais seulement sa conversion et la pacification entière des troubles de Pologne, par la réunion de tous les esprits sous un seul Roy catolique et légitime quel qu'il puisse être, qu'il accepteroit les offres qu'un Prince si puissant luy faisoit, et que dans la suite on traiteroit àes conditions et de la manière dont on pour roi t en faire usage.
Il est sûr, que si le Gzar ne veut que suspendre la reconnoissance du Roy Stanislas, pour avoir le tems de faire ses pratiques en Pologne, et de tenter la fortune des armes, sans rien offrir pour la Religion catbolique, il obtiendra facilement ce délays, car cette Gour ne se pressera point de reconnoistre le Roy Stanislas, à moins que Tarcbevesque de Gnesnes' et l'évesque de Gujavie', nouvellement pourvus de bulles, ne soient reconnus par ce Prince, et que son élection ne soit ratifiée au moins par le plus grand nombre de ceux qui luy sont encore opposez. Mais comme je ne pus pas m'empescher de représenter au Pape tous les maux que cette suspension pouvoit causer à la Pologne, et même à la Religion en laissant allumer le feu de la guerre (*ivile qui rempliroit ce Royaume de Scbismatiques et de Protestans, et le reu droit peut-être à la fin la proye des uns et des autres, Sa Sainteté me répondit qu'elle voyoit bien avec douleur
' Le prince Kourakîne.
* Stanitlai Ssembek.
' Constantin Szaniawskî.
ces conséquences, mais qu'elle n'estoit pas certaine que la seulo reconn()issancc<iuVIIe feroitdu Roy Stanislas pût les empescber^ parce (|uc dans les Moscovites et dans leurs adbérans il paroissoit une résolution fixe de ne point céder au Roy de Suède, ny au Roy Stanislas iusquVt ce que le sort des armes en eût décid/* favorablement, que le nonce Piazza ne doutoit point de cette vérité, parce (|u'en exécuttant (sic) ses premiers ordres pour la réconciliation des deux partis il ne rencontroit que duretez du costé des Polonais, et bauteurs du costé des Suédois, qu^ainsy le Saint-Sié(fo en précipitant la re(;onnoissance publique ne féroit que se commettre et bazarder son propre bonneur, que cependant on suivix)it toujours ce quW avoit commencé, et qu'on ne s en laisseroit détourner ny par les caresses des Moscovites, ny par les conseils de personne, et que je serois entendu sur ces affaires-là toutes les fcns que je voudrois en parler.
J'aurois bien eu dequoy répliquer sur quelques-uns des points de son discours, mais comme les avis de M. de Bonnac * ont fait ju[rer à M. le cardinal de la Trénioille qu'il falloit aller un peu bride en main, je ri'insistay pas davanta{|[c, et je laissay détourner la conversation sur les bruits qui couroient tant au sujet de l'Envoyé moscovite, que de la nouvelle élection, sur quoy le Pape est assez curieux. Je luy dis que les uns croyoient, que ce prétendu Moscovite étoit un ministre cacbé du Roy Aug^uste qui vouloit roinontorsur son trône après l'avoir abandonné. Le Pape ne le croit pas, et dit que le Czar n'est pas moins piqué que luy contre le Roy Auguste; d'autres que le Czar vouloit être luy inenie Rov de Pologne, et faire comme l'autre une feinte conversion; d'autres (ju'il vouloit faire élire son fils, et d'autres enfin parloient d'un des enfants de la Reyne' ou du (^rand (général Sziniawski, palatin de Beltz. Sa Sainteté croit que le plus (^rand bien du Roy Stanislas est la difficulté de trouver un sujet que le party contraire veuille élire ou qui veuille être élu. Et sur ce que parlant des cboses passées, ie luy fis remarquer la diligence avec laquelle cette Cour avoit reconnu l'Électeur de Saxe d'abord après le retour de M*"^ le Prince de Conty en France, sans attendre que le cardinal -primat et les Gontistes se fussent rendus, il me répondit que la différence étoit grande entre la conjoncture d'alors et celle-cy, parce que les Contistes n'avoient pas une puissance étrangère dan^ le Royaume pour
' Jean-Louis d'Ueson, marquis de Ronnac, représentant de la France eu Suède.
' Marie-Casimire, veuve de Sobieski.
APPEiNHICE 427
les soutenir, au lieu présentement les Moscovites y sont en {jrand nombre, et qu'il faut les avoir battus, pour assurer l'élection du Roy Stanislas, outre que le trionfc éclatant que TÉ^jlise s'imagihoit d'avoir remporté sur l'bérésie, par la conversion de l'Électeur de Saxe, fit précipiter une chose que la prudence demande aujourd'hui qu'on diffère.
WII
LE NONGF. BËNTIVOGLIO AU CARDINAL PAULUCCI (Archives du Vatican. Francia, t. 289^ f. 280.)
Paris, nil, 14 juin, déchiffré le 29.
Non ho mancato, secondo ic commissioni di Vostra Ëminenzu d'insinuare al prencipe Kourachin quanto sarebbe utile alla Çhristianità se Sua IVIaestà Czariana, profittando délia présente favorevole <;ongiuntura clie il Turco è occupato ncUa guerra contro l'imperatore, si cong^iun^jesse con questo in le^^a contro il nemico comune, e quanto inoltre ^Vi sarebbe (jlorioso il vendi* care le anticbe e le moderne infj^iurie chctla nazione moscovita ha dagli Ottoman i sofferte e pai*ticolarmente ricuperando con un valido sforzo la fortezza di Atsov, di cui ne{][li ultimi anni é stata S. M. spogliata da barhari. Il prencipe nii rispose che quanto a questa fortezza haveva a caro di farmi sapere che non era un 0{][f[etto di molta conse^juenza per il suo Prencipt*, ispiegandomi la communicazione dei tiumi, che rendono facile il traspoito délie vcttova(jlie e dei ma(][azzeni del paese del Czar a queïla piazza, mené fece vedere la ricupera facilissiina. Parvemi di riconoscere in questo discorso una certa specie di iattanza, quasi volesse farmi intenderc che il Czar bctôtava solo a ricuperare il perduto. lo pero, coltivando i di lui sentinïonti, {flï replicai che sapeva hene che iL Czar era assai forte per se stesso, e massime doppo baver disciplinatc in giusa le sue tnippe cirerano onnai in riputatione d'essere le million del mondo, per ritorre dalle mani del Turco il mal tolto, ma ch'e(jli non m'havrebbe negato che i Prencipi aavii non tanto contononelle loro forze chenel favore délie congionture, che quello che a S. JVI. sarebbe stato facile, essendo solo.» gli sarebbe. diven>uto sicuro con un si potente compagno com'era rimperatore, e che assolutamente tutte le forze dell' Asia non sarebbero state valenti a resistere a due si gran Prencipi.
Ef^li convenne meco di questa vcrità e non si mostrô alîeno da c|uesto pro(;ctto, se bene, senza affato spiejjarsi, mi lasciô intendere che il Czarhavevaqualche altra cosa che l'occupava di présente, lo g^li so(;(]^iunsi cbe se per di lui mezzo havessi potuto detcrrainare Sua IVlaestà ad una si santa e si g^enerosa risolutione, e{^li et io bavressimo potutu assicurarci d'bavcr reso a Sua Santità il più agi^radevole servig^io; il cbe qU dissi pcrcbè da tutte le sue espressioni riconobbi cbe questo bonore non qH era indifférente. So(j{yiunsi cbe il Turco era il nemico commune, di tutti i Cbristiani, ma principalnieute de Moscoviti per ragione de con- Fmi, e cbe, se il Czar Tbavesse in questa con^j^iontura risparmiato, bavrebbe potuto pentirwme in un altra. Il prencipe mi promise di parlarne.
Pernonmoltiplicar fbg^lisoifg^iungoqui undiscorsoche rai tenue il maresciallo di Tessé nella caméra del Duca D'Orlians in proposito del Gzar. E{jli mi disse rbe baveva discorso con questo Prencipe di reli^ione, e cbe S. M. ^li baveva detto cbe non era Iontano dal riconoscere il Papa per primo patriarca ortodosso di tutti, ma cbe di certe soçgezioni, aile quali la corte di Roma voleva sottoraetterc i Prcncipi^ cb^erano preofiudiziali alla sovranità, non potrà egli accomodarsi ; cbe bavrebbe etiandio riconosciuto il Papa per infallibile, ma alla testa del suo concilio, e cbe baveva il maresciallo risposto cbe ({uesta era una sentenza particolarc délia Francia.
LF. NONCE BENTIVOGLIO AU CARDINAL PAULUGCI (Archives da Vatican, Francia, t. 282, f. 290.)
Paris, 1-117, 24 juin, déchiffre le 16 juillet.
Ne miei passa(;ieri e momentanei negotiati co* minîstri del (îzar su qU affari da Vostra Eminenza commessimi non mi sono ioavveduto d^ bave rda questa corte quei soccorsi cbeNostroSigiioro se ne riprometteva e cbe il Re{][ente' mi baveva intenzionati, se pure non consistessero questi iielle istruzioni cbe si sono fatte dare dalla SorbonaaS. M. Czariana circa il modo di unirsî alla Cbiesa latin a senza riconoscere e dipendere in conto alcuno dal
' Le duc d'Orléans.
Papa. Poichè è certissimo che affettano di spar(jere per Parijp che la dîpendenza del Papa è l'unico ostacolo che questo Prencipe habbia alla riunioiie, e questo ostacolo sa bcn rEminenza Vostra quanto facilmentc possa appiaiiarsi co' modemi principii e col nuovo si stem a de novatori franoesi. Questa inemorîa cir v stata esibita in francese al Gzar e che, per dir tutto in due parole, è parto deir iniqua penna di Dupiu, si fa tradurre per suo ordin4'. in latino dal maresciallo di Tessé, il quale çliela deve trasmettcre tradotto chesarà, ne questo è certamente probabile, che si faccia senza saputa et approvazione délia cortc.
Martedi mattina il conte di Koniiisech, ainbasciatore dell' liiiperatore, mi disse barzclletando nclla caméra del Re che il Gzar voleva unirsi alla Ghiesa latina sonza riconoscere il Papa, e poi seriamente sog(^iunse che la cosa meritavaattenzione. Gli risposi colla stessa serietà che çià ne havevo qualche sospetto e che, avvisandone Sua Santità, eru sicuro clic non havrebbe ella maiicato di prendere le sue misure por opporsî a rosi perniciosi diseçni, ma le sof^f^iunsi : llmpcratore anch' e[*\\ dal suo canto non deve ri(^uardare ccm indifferenza quest'affare, in primo luo{|^o per il suo innato zelo per la reli{(ione, c perché dalli reli^^iosi uffizi deir imperatorc Leopoldoe Oiuseppe riconosciamo in {jraii parte la facilita che da qualche tempo gode la reli^^ione cattolica in Moscovia ; in !2*«, perché, introducendosi in quel reçno Theresia di Giansenio, e meissime per mezzo dei Padri dell' Oratorio che ad imitazione di (jiesuiti pensano a stahilirvisi, S. M. Gesarea dovcva attendersi di vedere 8par(yersi da (jucll' angolo il veleno dell' heresiaad infettare tutta rAllema(}na et ad introdurvi una setta, la quale quanto sia violenta e sediziosa Sua Eccellenza il vedeva C0{jli occhi proprii. L'ainbasciatore si mostro molto persuaso di queste verità.
Mercordi mattina il Vicecancelliero del (>zar< venue a ritrovarmi. lo li mostrai la sorpresa che la sua visita mi cag^ionava, credcndolo partito col Gzar ; al che mi rispose e^^li esser rimasto a Pari(ji per terminarc alcuni affari. Mi disse poi haver o([li fatta la lettura délia mia memoria a S. M. , la quale mi faceva assicurare che subito che fosse stata di ritorno ne' suoi stati ci havrebbe fatta attenzione, et havrebbe cercato i modi di render conteuto il Papa, il quale il Gzar desiderava che Fosse persuaso délia sinccra brama che haveva di passar seco d'ottima corrispondenza e concluse essere onninamente espediente che il Papa députasse qualche soggetto qualificato in Moscovia per trattame e conchiu-
^ Le baron Cha^rov.
dere. lo qU feci le stesse proteste in nome di Sua Santità^ e quanto a questo ultimo punto {çli dissi liaverne jjià scritto a Vostra Eminenza.
LE NONCK.ARGHINTI A GOLOVKINE (Moscou, Archives Principales, Snockénia m Papami^ Liasse 1.)
Cologoe, 1717, 12 août.
Monsieur,
Je ne seau rois pas exprimer assez à Votre Ex" la sensible joie dont a été ravi notre très Saint Père aiant appris par M«' le Nonce de Paris les (généreuses et obli(jeantes expressions desquelles S. M. Gzarienne a voulu se servir par votre moyen à Tégard de Sa Sainteté. Or comme Votre Ex" sçait très bien qu^elles re(]|^ardent principalement la bonne correspondance que sa dite Maj^ aimait bien d'entretenir à Tavenir avec Sa Sainteté, aussi bien que la députation d'un Ministre en Moscovie, qui pût traiter et régler ce qui concerne l'exercice de notre Religion dans l'Empire IMoscovite, j'ai reçu ordre de sa dite Sainteté de me rendre d'abord à Spa pour remercier S. M. Gzarienne de ses offres et bonnes intentions aussi bien que pour l'assurer du plaisir extrême qu'aura le très S* Père de pouvoir envoier en Moscovie un Ministre qualifié auprès d'Elle, afin d'avoir un moien sûr et propre pour entretenir la susdite favorable correspondance. J'aurois exécuté cet ordre sans délai, si le départ de S. M. ne m'en eût pas empêché; et comme on a aussi répandu un bruit qui nous apprend que S. M. n'aime pas d'avoir auprès d'Elle des Ministres étran^^ers pendant son voia<;e, je n'ai pas osé de me rendre à Amsterdam, ce que j'aurois sans cela très volontiers entrepris. Je prends pour cela la liberté d'adresser à Votre Ex*^ M. le Baron Gavalcbino, Gavalier d'une qualité bien distin(]fuée et dig^ne de toute confiance, afin qu'elle veuille bien me faire sçavoir si S. M. rae permet d'être auprès d'Elle ou à Amsterdam ou en autre part pendant son voya(je, comme il Luy plaira d'ordonner, et en cas que je ne puisse pas avoir cet honneur, je supplie Votre Ex«* d^ laisser remplir ce devoir au dit cavalier, qui est instruit à fond de l'affaire, et à qui on pourra signifier les ultérieures volontés, de
S. M. Gzarienne. J'espère do la (générosité de V, Ex" cette grâce et je rassure que comme j'en aurai toute ma vie la plus parfaite reconnoissance, ainsi, elle pourra compter d'obliger une Personne qui fera gloire de mériter par les occasions de son service ses bontés et de paroitre en toute vénération et respect.
Monsieur,
de Votre Excellence,
Votre très humble serviteur.
MÉMOIRE DES JANSÉNISTES SUR LA RUSSIE (Simancas. ArehiTCs d*État, Secretaria de Estado^ Legatione de Bu$ia, Legajo d6lli.)
Copiu (iel apuiiluiiii<>nto remitiHo al Senor Duque fie Liria en carta de 30 de Marzode 1729.
La princesse de Gallitzine, épouse du prince Doliiorouky, ayant demeuré quelque temps en Hollande, s'y est réunie à l'Église catholique. Ce changement fait grand bruit en Moscovie. Cette princesse se trouve obligée d'y retourner pour obéir au prince Dolhorouky, sou époux. Elle est actuellement arrivée en Moscovie, et elle mène avec elle les princes et princesses, ses enfants, qu'elle s'est apliquée depuis son changement à élever dans la religion catholique, et auxquels elle a donné un homme plein de mérite pour prendre soin de leur éducation.
On scait que de tous côtés cette princesse est menacée. Ou dit qu'on ne souffrira pas en Moscovie qu'elle fasse profession de la foi catholique; qu'il y a de grandes peines pour les pei*sonnes du pays qui se réunissent a l'Église, et qu'on ne peut penser sans frémir à la situation où elle va être réduite, aussi bien que sa famille. On ajoute que les catholiques qui ont une église à Moscou y sont actuellement si mal que plusieurs prennent le parti de se retirer.
S'il étoit possible de pro4:urer quelque soulagement à cette princesse, l'amour de la religion et même la compassion naturelle engageroient à le faire. Il ne s'agiroit que de demander qu'on laissât la liberté à s'unir à l'Église, et rien ne paroi t plus juste, quand on pense que les Grecs ne sont divisés de nous que par un malheureux schisme qu'il seroit facile de faire cesser, pour peu qu'on voulût conférer pacifiquement et s'entendre.
W2 APPEi\I>ICE
Rien n'est d'ailleurs plus conforme au dessein du feu czar Pierre I. Ce prince qui avoit de faraudes vues, étant venu à Paris en 1717, y témoi(fna beaucoup de désir pour la réunion de riîglise jjrecque de Moscovie avec TÉçlise latine. Étant allé voir la maison de Sorbonne, quelques-uns des docteurs lui témoi{Tnérent combien ce dessein seroit utile et (glorieux, et ils ajoutèrent que la cbose n'étoit pas si difficile qu'elle le paroissoit d'abord. Ils en dressèrent un mémoire par son ordre qu'il communiqua aux évoques de Moscovie, qui y firent une réponse obli(feante. Il seroit trop lon(^ d'expliquer ce qui a suspendu l'exécution de ce dessein. On n'a pas de peine à concevoir que d'un côté les divisions qui sont en France, et d'un autre côté la mort du Czar ont pu contribuer à ce mal. Ce qui est certain rVst (|ue ce prince disoit, lorsqu'il étoit à Paris, que si l'on célébroit un concile (jénéral, il v enverroit les évêques de ses États.
On sent assez quel bien ce seroit pour l'Ë^flise catholique qu'une aussi (jurande région que TÉjjlise de Moscovie s'y réunit. Il y a même lieu de croire que cet exemple seroit suivi par le reste de l'Éf^lise grecque qui languit sous la domination du Turc dans un malheureux schisme, et cela pour des motifs sur lesquels la réunion n'est pas si difficile.
Comme les plus grands biens naissent quelques fois des plus légers commencements, il seroit, au moins, très important qu'on obtint du Czar de ne point tourmenter ceux qui se réunissent à l'Église. Car on scait que parmi les Moscovites, même parmi les plus grands seigneurs, il y en a qui désirent l'union, et qui en sentent tous les avantages, mais qui sont arrêtés par les rigueurs dont on menace ceux qui voudroient prendre ce parti. Si cette crainte étoit ôtée, si on voioit des personnes du premier rang réunies à l'Eglise, leur exemple, leur société, les lumières qu'elles pourroient recevoir de ce pais-cy pourroient attirer un nombre d'autres personnes, diminuer l'opposition que certains Moscovites ont pour l'union, et, de degrés en degrés, conduire à un bien si désirable.
On comprend assez que s'il se fait quelque démarche pour parvenir à cet heureux terme, il faut avoir l'attention et la délicates.se de faire en sorte que la princesse Dolhoruki ne soit point soupçonnée d'y avoir part, de crainte de lui attirer de nouvelles peines. Si on Taccusoit d'avoir formé sur ce point quelque intrigue, ce seroit assurément une grande injustice. Car, dans la vérité, cette princesse ne scait rien de tout cecy, et l'on n'a pensé i\ tenter cette voie que parce que, selon le précepte de i'ApiVtre, si un membre de l'Église catholique souffre, les'autres
membres doivent ^ compatir, et porter secours, outre que des vues supérieures de religion font sentir l'importance de toutes les démarches qui tendent de loin ou de près à la réunion de l'Église grecque avec l'Eglise latine, réunion qui est de tous les événements le plus grand, et qui seroit en même temps le moins difficile, si l'on vouloit s'y prendre par des voies convenables.
Manuscrits
Brïïns, Archives municipalee : Missio Patrum Societaiis Jesu Mos-
Dresde, Archives d'État : Ix>cat. 9772 : Moicovitische Gcxandschaften an Kaiserl. und andere Hoffe helangend^ ann. i665-i68i^ f. 2-11. (Mission de Me*xizies.)
Grak, Archives primatiales : 1693, Querela Missionariorum Moscoviti' corum ad Sttam Majestatem et Eminantissimum Principem Cardinatem a Kollonics contra Ottonem a Pleyer missa, <juâ publicum impeditoretn promotionis rei Catholicae. Fasciculus 28, n" 286 : Tichawtky à KotlonitZf s. d. et I.
La IIayf:, Archives royales : Lias Stat&i Generaal, n® 7698 ; Huslandy n*" 6620, 6621 ; Begtster der Resolutien van de Staten Generaal^ ann . i 750 ; Bylage der missive van iV. de Swart, 16 maart i75i. (Affaire Bérë.)
Londres, Public Record Office : Italian States, 37^ (Correspondance de Pompeo Scarlati.)
Modère, Archives d'État : Cancelleria Ducale, Documenti e v.arteggi particolariy Belleardi e Beiiardi.
Moscou^ Archives principales du ministère des Affaires étrangères t Snochénia s Avstriéiou, n^ 13, 21 à 28; Rimsko-Katolitcheskia Diéla (1% 1688, départ du P. Schmidt, sa lettre du 29 août à Vasili Golitoyne ; 2^, 1689, expulsion des Jésuites ; 3% 1690, appel de prêtres séculiers, correspondance des PP. Zapolski et Terpilowski; 4", note sur les Jésuites en Russie depuis 1684; 5^, 1706, 22 mai, le P. Krusinski demande le passage ^ en Perse; 6% 1710, 18 février, requête des Jésuites de Polotok; V, 1711,
22 novembre, le P. Krusinski^ retour de Perse, demande un passeport pour la Pologne; 8*, 1716, 14 mai, le P. Bayer demande un passeport pour Arkhangelsk et Pëtersbourg; 9", 1719, 17 avril, expulsion des Jésuites de
Rnuie); Rimskïa Diéla, Snochénïa s Rimom, n** I, II; Statejny spisok Kniaza Kourakina; Tsésarskia J}iéla, 1684.
Paris, Archives du ministère des Affaires étrangères : Moscovie, t. VIII, IX, X ; Borne, Con'espondance, t. 476 à 478 : Russie ^ Mémoire» et JDocutnents, t. I, f. 164 à 166, Extrait de l'ambassade du duc de Liria; t. VIII, Relation de la Moscovie du duc de Liria, traduction française avec 18 gouaches. — Bibliothèque nationale : Fonds Clairambault^ 331, Lettres et Mémoires touchant In Russie en Î725 et 1730; fonds slave, 35; supplément grec, 19. — i)ossier de Jubé (légué par Mlle de Tournon à la ^Ainilie de Narbonne) : l**, i 7 lettres autographes de Jubé, curé d'Àsaières, a son frère, receveur de Saint-Euroult, et à son neveu Jubé Dutertre, capitaine des chasses du maréchal de Noailles ; 2^, 1726, 3 avril, testament autographe de Jubé en faveur de son frère Claude-Robert ; 3*. 1726, 24 avril, invmtaire de la bibliothèque et du mobilier que Jubé laissa en quittant Àsnièrcs; 4*, 1728, 24 juin, pouvoirs donnés à Jubé par les docteurs de Sorbonne pour traiter avec l'Église grecque de Russie (pièce originale); 5<>, 1728, 14 juillet, copie du testament spirituel de Jubé; 6*, lettre du P, Ledoux, chartreux réfugié en Hollande y on il se nomme Desnoyers, à M. Guinchard; 7**, 1740, 25 novembre, rédt de la mort de Claude-Robert Jubé, frère du curé d'Asnières; 8*, 1745, l*' mars, profession de foi de Claude Jubé Dutertre, neveu du curé d'Asnières ; 9*, lettres adressées à Jubé et quelques autographes de sa main. — Notre Collection. Catalogus Provinciae Romanae SocietatisJesu (1617-1 645) ; Historia Colle gii Graecorum ; Historia Collegii Polocensis; Litterae annuae Mitavienses (1713-1719); Indice e Ristretto dé Manipoli e délie Spedixioni sagre del P. Carlo Maurizio Vota délia Compagnia di Gesà; 1684, 3 avril. Vota à Cyho; 12 mai, Opizio Pallavicinià Guasconi; 2 juillet, Vota a Innocent XI, à lAfopold i^, à Cybo, à Vévêquede Vienne; 7 juillet, Opizio Pallavicini a Vota; 12 août, Cybo à Vota; 6 septembre, Opizio Pallavicini à Vota; 12 septembre, Voia à Innocent XI; 18 novembre, de Noyelle à Zicrowsky; 1686, 24 juin. Vota à de Noyelle; 14 juillet, Sobieski à de Voyelle; 27 juillet, Narmuntk à de Noyelle; 11 novembre, Buonvisi a Vota; J687, 23 mars, Narmunth à ses supérieurs ; 19 octobre, Informatio de origine Missionis Moschoviticae Societatis Jesu auctore Greqorio Schille; 1698, 5, 14 avril, 10 mai, Gonzalez à Wolff; 24 mai, IVolff à Gonzalez; 7, 28 juin, 12, 19, 26 juillet, 2 août, 18 octobre, Gonzalez à Wolff; 1708, Elogium P. Friderici Wolff; 1717, 17 décembre, Milan à ses supérieurs.
Rome, Archives Corsini, n"* 188, 1494, 1498 (Affaires traitées par Sava Vladislavich). — Archives Orsini, 1673, Lettere del cardinale Virginia Orsini da luglio a tutto décembre 1673. (Mission de Menzies.) — Archives de la G. de la Propagande : Acta Sacrae Conqreqationis, ann. 1632-1633, 1642, 1643, 1657, 1674, 1682, 1692, 1693, 1695, 1697 à 1699, 1705, 17H, 1714, 1717, 1720, 1731, 1742, 1758 à i7ùi; Congregazioni particolari, t. 31, 106; Lettere délia Sacra Congre gazione, t. 71; Lettere di Germania, t. 39; Lettere circa il Settentrione, t. 50; Moscovia, 1700-1709; Moscovia, Relazioni Miscellanee, t. I*'; Moscovia, Polonia e Ruteni, Reiasiont Miscellanee, t. P',- Polonia, Russia e Moscovia, t. 338; Registre di Lettere, t. 61; Scritture originali riferite in Sacra Congregatione générale.
t. '442, 491, 551, 634,.781, 783; Scritturenon ri/eritc, Moscovia, t. I, III, IV à VI; Udienze del SantiisimOy t. III. — Archives da Saint-OfHce : Liber Decretoruni ann. 1642. — Archives du Vatican : Ceremonieriy t. 507, 547, 554; Numiatura di Colonia, t. 105; di Francta, t. 231, 232, 390; di Germania, t. 38, 44, 46, 208, 239, 240; di Polonia, t. 82, 96, 103 à 105, 126, 127^ 130, 131, 134, 141, 142, 182, 183, 183 A, 185, 188, 189; di Venezioy t. 182; Miscellanea, Armario I*% t. 85; Lettere dei Particolari, t. 52, 65. 69, 91, 93, 94, 163; Scritture di Clémente XI, t. 194, vol. II, III; 196, vol. IV, Polonia; t. 199, vol. II, Miscellanea d'Europa; t. 222, vol. III, Grecia e rito Greco; non classé : Georgins David ad Patrem Gêneraient Societatis Jesu. — Bibliothèque de la Minerve : XX, II, 19, Bibliotheca Schismaticorum universa. Omnes Schismaticorum libros hactenus impressos, duobus tomis comprehendens. Primum quidem a duodecim aurtorihus, tribus lin (fuis (Graeve antique^ Graecc moderne et MoscoviticeJ, composita et in pluribus codicibus impressa ; mine autem latine Verbatim reddita et confutata a Georgio Crisanio. Tomi prioris pars prior. Rôm», 1656; X, III, 37, Miscellanea; G, VIII, 5, Rcsponsum ant-apologeticutn (avec les lettres de Ribera).
SAiKT-PÉTEBSBOunG, Académie des Sciences, Varia spectantia ad Mosooviam et Moscovitas collecta anno i7îO. (Copie du ins. 9530 des Archives du Vatican, transféré au Museo Borbonico de Naples sous le n''286.)
SiMANCAS, Archives d'État : Secretaria de Estado^ f^gazione de Russia, Legajo 6613 : 1728, novembre, Ribera à Prokopovitch ; 1729, 17 mars, rapport ministériel; 30 mars, Viana <i Liria (deux dépèches) avec le Mémoire des- jansénistes ; 5 mai, Liria à Viana: 9 mai, Liria a de la Paz; 8 juin, Viana a de la Paz.
Trotes, Bibliothèque de la ville : 2079^ ms. de Jubé; 2156, copies de lettres; 2161, pièces diverses; 2200, 7, notice sur Mme la princesse d'Auvergne; 2213, mémoire pour mettre au fait de ce qui regarde Mme la princesse Dolgorouky avec sa famille pour communiquer avec eux et les secourir. Copié sur le mémoire de M. de la Cour. (Attribué par erreur dans le caulogue à M. Pierre de la Cour); 14 lettres de Jubé (de 1728 à 1743); 2229^ liasse contenant 48 lettres la plupart originales de Jubé; 2333, 17, tfois lettres adressées à M. de la Cour par le prince Dolgoroukov ; 18, lettre de Jubé à son frère, receveur de Saint'Evroult ; 2336, 5, lettre de l'archevêque d'Utrecht; 9, lettre adressée par M. Juhé a ses paroissiens pendant son exil à Moskoiv; 2337, 13, deux lettres de Jubé de la Cour; 2506, 13, trois copies de lettres de Jubé.
Turin, Archives d'État, Lettere dei particolariy Lettere del P. Carlo Maurizio Vota, Gesuita; Venezia, lettere Ministri, 1664-1696.
Vevise, Archives d'État, C7eremont>rt^ t. III; Czar di Moscovia, Lettere, 1655-1740; Esposizioni Principi, t. 78; Senato Corti, t. 50; Senato, Dispacci Borna, Hlza 227; Senato Secreti, filza 23, 180.
ViRMRE, Archives d'Éut, Russica, ann. 1666, 1673, 1675, 1684, 1685^ 1690 à 1692, 1697 à 1699, 1703, 1705, 1706, 1708. — Bibliothèque Palatine (Hofbibliothek), 3197 (ancien 11999), Historiae Provinciae Bohemiœ Societatis Jesu, authore R. P. Johanne Miller , liber sextus. De Missionibus P. P.* Societatis Jesu tum intra, tum extra Provinciam Bohe^
miae ab anno 1556 laque ad annum i723 obitis, Numerus 10. Mistîo MoMcovitica.