N° III
Lettre du cardinal Salviali. Rome, 1er juillet i53i.
fienvenuto délia Goipaia ci ha fatto intendere quanto amorcvolmente voi vi siele offerto a farci un quadro délia sorte che lui v' ha parlato, che tanto più ve ne siamo obligati c ve ne rendiamo infinité grazic quanto voi siete più occupato da molti lavori e perché esso Benvenuto ci ha scritto quai sia la mente vostra e il vostro desiderio. Noi gli abbiamo detto quanto acade vi faccia sapere
vi piaccia prestargli fede corne a noi proprio e dicredere che quantunque
nostra sia poca che tutta s' abbia a spendere vivamente per ogni vostro contento e satisfazione corne più voi conoscerete per gli effetti che noi non sapremo darvi ad intendere con moite parole , e state sicuro che tanto vi mancheremo quanto a noi stessi et alla vita nostra che invero le singolari et eccellenti virtù vostre, più presto divine che umane vi ci hanno tanto obbligati che già siamo più vostro che di noi medesimi et perché com' è detto Benvenuto vi referirà quanta n' occorre et perô io per«questa non vi diremo altro senonchè siamo sempre aile piaceri vostri pregandovi che dove noi possiamo non ci risparmiate in cosa alcuna.
Che Dio N. S. vi guardi et lungo tempo vi conservi corne voi desiderate.
Di Roma .1 primo di luglio 1531.
Attendete a lavorare di buona voglia et con vostra comodità et pensate che
il Papa vi ama et stima assai et ha ottima relazione dell' opéra vostra, et io sono.
Tutto vostro ,
Vr J° Cartlinalis de Sai.viatis.
tpirezionc) Michelagnolo ililett"" nostro.
Noie.
On n'a pas connaissance aujourd'hui d'une peinture qui aurait été exécutée pour le cardinal Salviati. Cette lettre écrite de Rome à Michel-Ange, qui était à Florence, travaillant aux tombeaux qui lui avaient été commandés par Clément VII pour Julien et Laurent de Médicis, est, ainsi que la suivante, un exemple du ton qui régnait dans la correspondance de l'artiste avec les grands seigneurs de son temps. Salviati et Puci étaient tous deux Florentins.