‹ Le comte de Carmagnola; et, Adelghis; tragédiesChapitre 156 sur 168 · CORO PRIMO · texte numérisé non relu

CORO PRIMO

Gli oscuri perigli di stanze incresciose, | Per greppi senz’ orma Je corse affannose, ‘Il rigido impeto, le fami duràr; Si vidder le lance calate sui petti; A canto agli scudi , rasente gli elmetti, Udiron le frecce fischiando volar.

E il premio sperato, promesso a:quei- forti , Sarebbe, o delusi! rivolger le sorti,

D'un volgo straniero por fine al dalor? Tornate alle.vostre superbe ruine,

All’ opere imbelli. delli asse officine ,:::

Ai solchi bagnäti di: serva sudor. . - :

Il forte si mesce.col vinto nemico 3. .

Col novo signore rimane-l’anticoa + L'un popolo e l’altra sul.collo wi.sta.., .

Dividono i servi, dividon gli. armenti; Si posano insieme, sui campi. cruenti D'un volgo disperso che nome non. ha.

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