CORO PRIMO
DELL’ ADELCHI,
I LONGOBARDÌ SCONFITTI DAI FRANCHI.
Dagli atri muscosi, dai fori cadenti ,
Dai boschi, dall’ arse fucine stridenti , Dai solchi bagnati di servo sudor, © Un volgo disperso repente si desta, Intende l’orecchio, solleva la testa, Percosso da novo crescente romor.
Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti, Qual raggio di sole da nuvoli folti , Traluce dei padri la fiera virtù;
Nei guardi, nei volti, confuso ed incerto, Si rffesce e discorda lo spregio sofferto
Col misero orgoglio d’un tempo che fu.
ADELCHI. 303
S'aduna voglioso, si sperde tremante ; Per torti sentieri, con passo vagante, Fra tema e desire, s'avanza e ristà :
E adocchia, e rimira scorata e confusa Dei crudi signori la turba diffusa ,
Che fugge dai brandi, che sosta non ha.
Ansanti li vede, quai trepide fere, Irsuti per tema le fulve criniere,
Le note latebre del covo cercar;
E quivi, deposta l'usata minaccia, Le donne superbe, con pallida faccia, I figli penspsi pensose guatar.
E sopra i fuggenti, con avido brando, Quai capi disciolti, correndo, frugando, Da ritta, da manca guerrieri venir:
Li vede, e rapito d’ignoto contento, Con l’agile speme precorre l'evento,
E sogna la fine del duro servir.
204 ADELCHI.
ui VI.
Udite! Quei forti, che tengono il campo, Che ai vostri tiranni precludon lo scampo, Son giunti da lunge per aspri sentier :
Sospeser le gioje dei prandi festosi , Assursero in fretta dai blandi riposi , Chiamati repente da squillo guerrier.
Lasciar nelle sale del tetto natio
Le donne accorate tornanti all’ addio,
À’ preghi e consigli che il pianto tronc :
Han carca la fronte dei pesti cimieri, Han poste le selle sui bruni corsieri, Volaron sul ponte che cupo sonò.
A torme, di terra passarono in terra, Cantando giulive canzoni di guerra, Ma i dolci castelli pensando nel cor:
Per valli petrose, per balzi dirotti, Vegliaron nell’ arme le gelide notti, Membrando i fidati colloquj d'amor.