I. Florenee, Archii>io di Stato. Filza
336 Correspondance de Giov. Batl^ Gondi.
tutto ricamato et di gran valore, assai biancheria, fine provisione di vino, legnie, fresco biada et altre necessarie occorrentie per tutto 1' anno che il tutto al certo valeva piu di dua mila scudi, il se che so perche spessissimo andavo dalui; so anco che dal cav" s' Camillo Guidi che tempo poco doppo comparse in detta corte di» Francia mandatovi dal Ser^o Gran Duca fu fatto efficacissimo officio per la ricuperatione di dette robe con li ministri regii et altri, et mai tu possibile rihavere cosa alcuna si come ne anco il seppe ottenere lo -stesso s"" Bartolini quando poi il veddi ritornare medesimamente in qualita di résidente per il Sermo Gran Duca alla detta corte christianissima; et per essere cosi la verita ne ho scritto et firmato di mia mano la présente attestazione questo di quindici di Guigno 1622 in Firenze.
BAGCIO NIGCOLINI.
Suit la légalisation et l'authentication en latin du notaire public Michel de Bandinis
If) janvier i(rii.
(( Il Pariamento torno il giorno di i5 a trovare il Rc, non per portare l'originale delT arresto del i 5 dicembre ncl fatto délia Poletta stracciato, ma per snpplicare Sua Maestà di volere approvare, che tutte le camere di esso Pariamento si ^^otessero radunnre, come era il solito quando si trattava di levar via nn arresto dai registre
M II Re glielo concesse, ma disse nello istesso tempo che in qualunque modo si disponessero pure ad accettare e registrare l'arresto del Consiglio di Stato, perché
Correspondance de Gio. BalL'^ Gondi. yb-j
volova csscrc obbcdito, intoriio alla cassazionc dcl loro Hoggi le camcrc di csso Parlamcnto si sono radunatc, ma per ancora non hanno risoluto nicntc, onde Sua iVIaestà andcra in persona fia due o tre i^iorni per fare rompere d' autorità assoluta qucst' arresto et per far passare un editto che in avvcnire esse camere non abbiano a poterc piû radunarsi insicme,senza particolarc permissione di Sua ^Maestilet senza una intimazione del Primo Présidente, o del Procuratore Rcgio, che sara un tarpargli le aie interamente, aciochô non possino più far di quegli arresti seditiosi, corne hanno assai spesso fatto fin quà.
(( Parrà loro un poco strano per quel che già si conosce, ma alla fine, corne sudditi, bisogna che obbedischino et potranno contrappesare questo pregiudizio con il bencfizio che riceveranno nel partire délia Poletta. Nel quale doveranno insomma conseguire il loro intento^ poichè si dice che Sua Maestà li esentera et cosi tutti gli altri offiziali di giudicatura del Regno, non dali' imposizioneannua^ perché questa vuole che segua in ogni maniera, ma dall' anticipazionc che si voleva la quale si posera solamcnte addosso agli offiziali di iinanza et questi non ardiranno di aprirne bocca per timoré di non essere ricercati nelle loro amministrazioni, come si è visto in altri tcmpi che per liberarsene hanno dovuto dare d'accordo grossissime somme di denari.
« 11 Re, per questo smembramento dell' anticipazionc verra a cavare dalla Poletta molto meno di quello si faceva conto, ma in ogni modo, gliene verra da due milioni d'oro prontamente. — Ecco come si dovra accomodare questo negozio tanto per la cassazione delT arresto che vuole il Re, come per la moderazione délia Poletta^ che desiderava il Parlamento. »
338 Correspondance de Gio. Batt^ Gondi.
3i janvier 1G21.
{( Il Re non ando poi al Parlamcnto ma mando pcr Mons- du Billet Grefficre, et si fece portare i registri dcgli arresti, e straccio di sua propria mano quello del fatto délia Poletta, e in suo luogo vi fece mettere quello del Consiglio di Stato dato in contrario. Sichè questa è cosa terminata, corne restera anche tcrminato il punto dclla contribuzione annua, nel modo già scritto, et Sua Macstà ha avulo il suo conto esteriormente, et quelli dello Parlamento interiormente il loro.
« I deputati generali degli ugonotti ebbero audienza dal Re, non corne deputati dell' Assemblea délia Rochelle, per cssere illecita et criminale, ma corne deputati délia chiesa loro separatamente, et perché essi non avevano se no-.i le icttere di detta Assemblea, che il Re non volse ricevere, hanno trattato senza loro, corne deputati residenti in Corte, giacchè sono i medesimi che ci stanno ordinariamente.
(( In sostanza non c' è gran differenza, ma Sua Maestà ha Voluto persistere di non approvare l'Asscmblea. — Hanno domandato moite cose, ma le principali si restringono a queste : La restituzione di Navarrin, et che quel di Bearn délia loro setta possino fare predicare nella città cJome prima et non nei borghi, che 1' armata di Sua Maestà che e in garnigione ncicontorni de la Rochelle sia fatta ritirare di là, accio che pigliando essi V arme per i timori che hanno di esscre assaliti, Sua Maestà non habbia a dire che le piglino per turbar la quiète pubblica. Le altre cose che domandano non sono csscnziali, essendo solamente in materia degli emolumenti che Sua Maestà gli paga per il mantenimento dei prcsidi et de ministri,
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chc da un tempo in qiià non hanno riscosso et cose simili.
« Il Re risposc chc loro demande erano impertinenti et che se non sapevano ancora affato che egli era il Padronc, lo farebbe bcn presto conoscere loro, et chc per il sopraline voleva mantenere tutto quello che era stato promcsso loro, et che ne trattassero col cancelliere il qualc poi ha dctto loro che in materia dcgli cmolumenti scorsi haveranno contento, ma chc il restante, le memorie date dalle lor domande meritavano più di essere abbruciate che Ictte. Costoro sono restati grandemente attoniti di questa risposta et hanno spedito alla Rochelle, creJesi per avvisargli che devino pensare a fatti loro.
« La Regina madré, la settimana passata, ando per la prima volta alla commedia italiana nelle stanze del Duca di Luynes, ma dovera essere la prima et 1' ultima, perché essendo stato fatto rappresentare appunto in sua presenza un successo d'una principessa, che era stata in grandezza eminente, et poi era cascata in gran miseria, la Maestà Sua se n' offese, come di cosa fatta apposta, et se 1' arrecd da mons. Rucellaï, che è quello che ha tutta 1' autorità sui commedianti ; et se ne dolse amaramente col Re, con grande abbondanza di lacrime, affermando di essere stata sul punto di mostrare un gran risentimento, se non fosse stata ritenuta da timoré di dispiacere alla Maestà del Rc.
(( Poi se ne è dolsuta anche col Duca di Luynes, et ha domandato che si gliene faccia ragione, et disse che questo scorno le era tanto più intoUerabile, quanto che le veni\ a fatto da un Italiano, et da Italiano nato suddito délia sua Serenissima casa. Mons. di Luynes scuso il meglio che potesse, Mons. Rucellaï, il quale afferma con giuramento di non aver mai havuto pensicro di far fare tal cosa, et
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offerisce di mettcrsi in mano délia giustizia con i comnicdianti, accio si investighi se fu suo moto o dei propri commedianti il far recitare questa historia ; et con questo la Regina s' è un poco placata onde non se doverà per hora parlare da vantaggio, ma ella ha detto in pubblico, che non lo perdonnera mai a iM. Rucellaï et che gli sara inemica irreconciliabile. »
2() février.
« Il Re haveva fatto un dono alla Principessa di Conty di 200,000 franchi, et uno di 5oo,ooo al duca di Luxcmbourgh, et uno di i 5o,oqo a Mons. di Combalet, nipotc dei favoriti, ma quando le spedizioni furono portate al vescovo di Lisieux Guardasigillo^ non fu possibile che le volesse passare, onde haveadone i donatari reclamato al Re, Sua Maestà il giorno avanti che andasse a San Germano, commando in Consiglio a esso Guardasigilli di non ne fare difficoltà. Perocche egli, preso occasione di rappresentare alla Maestà Sua in presenza dei Principe di Condé, dei Cardinale di Retz, dei Duca di Guisa et dei Duca di Luynes, in somma di tutto il Consiglio che nello stato présente délie cose di questo Regno, et nella nécessita nella quale si è, tanto grande che fino 1' entrata delT anno 1623 sono impegnate, non gli pareva che fusse uffizio di servitore fedele a Sua Maestà et di persona affezionata albenedel Regno, il non le fare vcdere i disordini che si causavano nello Stato et per cio egli, per non incorrere in questo biasimo et par disgravamento délia sua coscienza non haveva voluto tenergli nascosti, et su questo esagero sopra tutte le calamità dei popolo, che era quello che si impoveriva, et particolarmente da qucsti ultimi anni in qua
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con tante inventioni da cavarc denari, pcr arrichirc un numéro di poclii ; rimostro i pericoli nei quali si potcva in:orrere, et in ultinio consii^lio Sua Macstà a voler moderarsi nci doni cosi ecccssivi, chc andava facendo il piu presto impicgnrc il dcnaro nei bisoi^ni prcsenti del Regno cosi urgenti, et in quelli non punto minori délia sua propria casa, che sarcbbe stato più secondo il giusto, et di maggiore sua gloria.
(( Ciascuno resto attonito et il Re non disse altro se non che farebbe capitale dei suoi consigli, ma che quanto a questi doni gia fatti voleva che avessero effetto.
« Il principe di Condè et gli altri non dissero cosa alcuna, ma il duca di Luynes al quale parve che quel discorso si addirizzasse à lui, disse al guardasigilli, che in quella compagnia non era alcuno che non desiderasse il bene del Rc, et del Regno et che per il particolar suo, assicurava che sarebbe stato sempre prontissimo a spendere in servizio di Sua Maesta la vita, et tutto quello che egli e suoi possède vano per la libéral beneficenza délia medesima Maesta ; pero che non volesse tanto accusarlo di prodigalité per quello che per sua Real generosità veniva in loro perche ella ne haverebbe sempre potuto disporre come di cosa che et prima et poi sarebbe sempre stata di lei propria. Il Guardasigilli volse replicare et comincio a dire alcune parole piccanti, ma il Re impose silenzio. Il duca di Luynes infastidito se ne ando il medesimo giorno à Lesigny, dove e stato tre giorni, et poi e andato a S.- Germano. Questa passata del Guardasigilli e stata stimata molto ardita et ciascuno le ha fatto il pronostico che al primo peccato veniale corra rischio di perdere il suo carico. Et questo a questi doni bisognera chc li passi in ogni modo, poiche il Re l'ha comandato assolutamente di propria bocca. »
342 Correspondance de Gio. Bali'^ Gondi.
26 février,
u La Regina maJre comincia a mostrare naovi disgusti, non solo perche le bisognera in tutte le manière seguitare il Re a qucsto viaggio^ ma ancora perche non si le da parte alcLina di quello si faccia nel govcrno dello stato, ne fuori del Regno. Quanto ail' autorità, ella non e a punto, et quando desidera qualche cosa, bisogna che ella la chiegga a Luynes, corne le altre persone private. Ella c ora fra le forbici, et non puo pia ritirarsene, et ques'.o e maie che si antivedeva da ciascuno; Lusson non lascia per questo d'haver appresso di lei ogni autorità suprema. U confessore del Re si va impiegando per fare dare qualche sorte di soddisfazione alla Regina Madré, ma il suo maie non e da lenimenti solamente, et Dio voglia che alla fine non si senta qualche altro caso strano, et questa dilïi-lcnza, che mostra il Re di lei, col non la volcre lasciare in Parlgi, c una dcUe cose, clie la pénétra fino ail' anima. »
10 mars.
(( La Regina Madré ha poi alla fine conseguito il suo intente di restare a Parigi, essendo il Re stato consigliato et principalmente dal cardinale di Retz et Padre Arnoux di darle questa soddisfazione per non la precipitarc in maggiori disgusti di quello che si fusse successo fin qui; pero ella e restata in questa citta, et quandoil Re sara sulT andare al viaggio lungo, elT andr^i fino a S. -Germano per dirgli adio. La Regina haavuto questa premura, non tanto per evitare le incomodita dei viaggi, quanto per mostrare
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al mondo, di godcre une picna libeita, et per hrû la cosa facile non ha lasciato nicnte chc potesse servirc a farc toccare con mano, chc il slio rcstare qui non potcva punto alterarc la buoiia riunionc dcUo loro Maesli!\, ne per possibilita di Ici, et mcno ancora per volontà. Nulla di meno ci restera il duca di Montbason come governatore diquesta provincia et come cavalière d'onore délia Maesta Sua et cosi ancora il duca di Luxembourgh;il vcscovo di Luçon, da principio, faceva tutto quello che poteva per persuadcrla ad andare col Re, ma poi in ultimo avendo saputo quello che passava, ha mostrato di cooperare per il contcnto délia Résina. »
7 avril.
« Si negozia ancora in Fontainebleau sopra quello che dovera fare la Regina madré in c.iso di viaggi lunghi del Re, perche insomma ella non vorrebbe riccvere la incomodita di avcre a seguitarc, ma ristarsene à Parigi in riposo, overo quando questo non piacesse, perche qua restera al governo di Parigi con una parte del Consiglio; il duca d'Anjou dal quale la vogliono tenere piu lontana che sia possibile, domanda di andarsene a stare a Angers, fino a che il Re torni délia guerra, da che in ogni modo si parla di lasciare Ici e la Regina giovane a Tours o a Poitiers, che in tanto ella rivedrebbe un poco le cose del suo Governo, ma non si sa ancora quello che sia per esserne, et il buon vcscovo la consiglia d' andar per tutto e dove andra l'altra Regina, et forse li riuscira, perche insomma si vive sempre nelle solite diffidenze. »
344 Correspondance de Gio. Batt^'' Gondi.
7 avril,
« Il duca di Luynes non hebbe la sera de! 3i dcl passato la spada di contestabile corne si scrisse, ma solo il brevetto et la mattiiia poi de 2 di questo hebbe la detta spada in cerimonia. Tutta la corte è stata a congratularsene seco et tutti gli ambasciatori hanno parimente passato seco medesimo ufficio a nome dei loro signori.
« A 3 il Re ando al Parlamento, non per far ricevere il contestabile, corne alcuni dicevano, perche egli non e sottoposto ad alcun tribunale, dipendendo immediatemente da Sua Maestà, ma per far passare un accrescimento sul sale di quattro soldi per mina, che importera 100.000 franchi 1' anno, la quale entrata e destinata per pagare i censi a 6 1/2 per cento di due milioni d' oro in circa, che Sua Maesta accolta da alcuni partitaati, coi quali ha gia convenuto di contentarsi dei 3 quarti in denari, et del quarto in crediti vecchi délia corona, facilita che ha fatto trovare il denaro subito, perche il censo è sicurissimo, essendo assignato cosi sul sale.
(( Il cancelliere disse al Parlemento che questi denari havevano a servire per far valere 1' autorità del Re, si che si tiene che habbino a essere destinati per la guerra contro gli Ugonotti, et se cosi sara, porra manco fatica al popolo di avère a pagare questo augumento. Il medesimo cancelliere nel discorso che fece sopra la vigilanza del Re nel governo disse ancora fra le ahre cose che Sua Maesta haveva voluto ristabilire la carica di Contestabile nella persona del duca di Luynes per havere riconosciuto, che questo supremo offizio era di grande aiuto al mantenimento délia autorità Reale et questo si dovctte lare dire apposta per obbligare il Parlamento, con il darlc cosi
- CoD'cspoiidaîicc de Gio. Balt^ (Joiidi. 3 j5
pnrtc, scnza nécessita, dclla risolutionc di Sua Macsta, et anche forsc a fine che non avessc a prctenderc causa di i^noranza che il duca di Luyncs fusse contestabile, in occasione che egli andasse al l'^arlcmento, dove, corne taie, deve aver luogo sopra tutti i duchi et Pari, che non sono nati Principi, et quella mattina egli non vi fù con il Re, aspettando facilmente che il Parlamento restasse prima fatto consapevole di questo suo acrescimento di dignitci. »
2 )uin.
« L'asscmblea solita del Clerodi Francia che si tieneogni due anni, ha avuto principio délia settimana passata, et il Cardinale délia Valletta è présidente, in essa, dove, délie più importanti materie che si trattino, l'una è sopra Taiuto che il Re domanda dei denari per fare la guerra agli Eretici, che Sua Maestà desidera di avère in contanti, et il Clero vorrebbe dare un numéro di 6000 fanti, che pngherebbc, e questo propongono cosi perché vorrebbono essere sicuri, che illor denaro fusse effettivamente impiegato per servizio di Dio. Ma il Re che vide bene che sotto questo bel pretesto, le cose andrebbero lentamente insiste di volere i denari, corne si credeche alla fine poi succédera.
«MonsignorCorsiniavevascritto alReet aile due Régine, per dar loro parte délia sua nominazione alla Nunziatura di questa Corte, ma come che qua non si è avuto molto gusto nell'elezione di questo Prelato, cosi riceverà spesso délie ruvidezze, come è ora questa délia risoluzione stata fatta, che dal Re non si deva rispondere sotto pretcsto, che non toccasse a esso monsignor Corsini di dare questo conto.
346 Corrcsponda)ice de Gio. Balh'^ Gondi.
ma al Papa dalla cui Santità ne anche dal nipote, non ne è stato scritto a nessuno pure la minima cosa. »
iG juin.
(( Il Conte di Soisson per cammino ebbe ordine dal Rc di tornare a Parigi, come ha falto per tcner l'occhio aile cose diquà in compagnia dcl Duca di IMontbason e si crede, che questo si sia fatto per compiacerc al Principe di Condè, o almeno per non dare gelosia di vedcre Soissons presso il Re, et Soissons e la madré chegià sono accomodati, non si curano di stare pii^i qui che altrove. »
juin,
(( La Regina madré venne ieri l'altro all'armata, et negozio con il Re a solo a solo più di due ore continue, credesi sopra la venuta del Duca d'Epernon, etsopra l'impiego che si darebbe alla sua persona.
« E qucsta opinione è poi stata confermata dall'esser visto che esso Espernon è poi venuto a trovare il Re, che li fece ieri al suo arrivo, carezze infinité et li dette subito il comando générale, sopra la fonteria, et sopra le batterie, e verso la porta di Niort che sono le principali.
'( Le altre con la cavalleria sono restate sotto il coma ndo dcl Duca di Diguiers, il quale sebbene sia un poco doluto di vedei'si cosi sm2mbrare e dividere la sua carica, è perô bisognato che si contenti, se non vuolc mcttersi in rîschio d'essere privato di tutto; perche il Reè stato poco soddisfatto di lui, parendo che in quel che poteva onesta-
Correspondance de Gio. Batt-^ Gondi, 347
mente favorirc quei di deiitro lo faccssc ed c per qucsto cliC si dubita che qucst'assedio sia andato cosi in lungo corne va.
(( iMa orale cose passanoaltrimcnti, perche Espernon cattolico, e zclantissimo non si hurlera, e già ha latto mutare le sue batterie e postolc in maniera, che il dnnno che ha fatto oggi agli assediati, appare maggiorc di quelle che prima ricevevano in tre giorni, c bcn lo devono coilosccrc poichè si vede che cominciano a pensare ai casi loro, avendo nclla sera il Sig. Soubise mandato un trombettiere al Ke per supplicare Sua IMaestà di volergli conccdere di poter scrivere 0 di manJare al Duca di Rohan suo fratello per sapere la sua intenzionc, ma fu risposto al trombetta che se ne tornassc ediccssc al Soubise, che egli non aveva a cercare di sapere l'intenzionc d'altri, che solamente di Sua Maestà, e che questa di già lasapeva, onde non aveva da cercare altro.
« leri e oggi parecchi soldati di quella città se ne sono fuggiti e sono venuti a gettarsi ai piedi del Re che ha perdonato loro. Rifcriscono che nella città sono grand divisioni perché molti per timoré vorrebbero che si parlasse di capitolare, dicono ancora che si cominciava a esscre scarsi di polvere perche d'effetto hanno fatto un gran tirare ed anche due o tre mine che ne hanno consumata molta ; perô tutte queste cose fan credere che questo assedio sia per finir presto, come senza dubbio sarebbe di già finiîo, senza il disordine solito, la fretta, l'inesperienza di molti capi giovani e senza ancora la poca fedeltà forse del capo générale Monsignor Disguieres.
((.Il Re ha mandato un gentil'uomo in Bearncon il terzo comandamento a Mons. de la Force, ed al Primo Présidente di Pau di venire in Corte, ma non ne dovranno fare altro, perché sono armati e continuano a travagliarc più che mai i poveri cattolici, cd i buoni servitori del Re. e sul
04^ Correspondance de Gio. Batl^ Gondi.
vcnto prospcro dcllc sorprcsc chc sono riuscite loro si sono talmente insuperbiti^ che cominciano a minacciare Navarrin. Per il chc Sua Maestù ha fatto spedire commissioni per assolJare 6000 Fanti cd Gooo Cavalli, e le ha mandate con provvisioni di denari a Cadillac al Duca d'Epernon, che la Maestà Sua ha dichiarato Générale di questa piccola armata-, per reprimere l'orgoglio dcgli Ugonotti di Bearn, e ridurre le cose nel grado che Sua Maestà le aveva lasciate nel caso che gli Ugonotti non lo vogliano fare amorevolmente, nel che non è da dubitare che Espernon fiero nemico stato sempre degli Eretici, non sia per servire il Re perfettamente, et questo fatto di Bearn sarà sempre separatoda quel délia Rochelle, obbedisca o no l'Assemblea.
(( L'Ambasciatore d'In^hilterra continua tuttavia i suoi uffizi a favore degli Ugonotti, ma in vano. Il giorno di 20 verso Niort furono fatti prigionieri 1 5 Rochellesi e condotti dal Re che li fece trattare con molta clemenza.
(( Il Duca di Mayenne era in sicuro délia città di Nérac, ma il castello teneva ancora forte, onde egli lo batteva con sette pezzi d'Artiglieria. Il figlio del Marchese de la Force v'era dentro, ed Mayenne aveva due volte corso il rischio délia vita avendo ricevutouna moschettata nei calzoni, ed un'altra che gli aveva ammazzato il cavallo sotto. Aveva esso Mayenne, 6000 combattenti, ed ogni giorno andava délia gente a farle visita senza che egli s'affaticasse molto, tanto è stimato questo Signore. ^)
If) novembre.
« La notte dcl 24 del mcse passato segul in questa città un incendio grandissimo, successo per errore di una serva,
doi'j-L'syoïiJdiiCL' de Gio. Jhi//'' (Juiidi. '5^(j
bcnchc sia stata fatta corrcrc voce da quclli chc avrcbbcro dcskierato qualchc tumulto, chc fosscro stati gli Ugonolti che avcsscro appicato il fuoco, per vendetta del lor tempio che era stato brucciato c ciô afline di soUcvare di nuovo il popolo contro di loro ; ma ki subito dato si buon ordinc che tu impedito il tumulto ne! suo principio. Sono stati brucciati i due ponti contigui, quello degli Orefici, c quelle degli Uccelli; sopra il primo abitavano tutti gli orefici e giojellieri, et sopra il secondo merciai et alcuni armaiuoli, che vendevano anche délia polvere da archibuso, che è stata causa del grande incendio et pronta rovina, perche subito fece andare in aria ed in fuoco tutte le case del ponte che erano di legname, c fra qucste cd alcune altre case sulla terra alla testa di detti ponti. Sono brucciate vicino a 3oo casecon gran perdita di argento, gioie, denari, ed masserizie, ed alcuni bambini che non potettero essere scampati dal fuoco.
w II Parlamento ha dato un arresto per il quale ordinô che la povera gentc che abitava su quel ponti deva essere nutrita un anno a spese délia città, e che intanto si vada a ricorrere al Re, ed a d'altre persone che per carità vogliano donare qualche cosa per risarcire i danni di questi poveretti, e che frattanto si facessero buone guardie per tutta la città, come si fa, essendo corpi di guardia a ogni strada e si murassero tutte le finestre délie ville che sono di fuori, accio gli Ugonotti, o altra mala razza di gente non andasse a gettarvi fuochi lavorati, per far brucciare le case o dar causa a qualche tumulto corne si vede che molti ne avrebbero voglia, sebbene molti tengono che tante diligenze facciano entrare la malizia dove ella non era.
« In Normandia un tal Signor di Moncristiano, ches'era fatto capo di quel Ugonotti che tumultuavano in quelle parti fu ucciso in una scaramuccia et molti dei suoi presi
35o Correspondance de Gio, Batt'^ Gondi.
et impiccati, sichè ora le cosc Ji quella provincia sono quiète.
u II Marchese di Maison cheultimamente fu trovato che assoldava gente in questa città (Paris) per gli Ugonotti è stato messo in prigione nella Bastiglia con dieci aitri gentiruomini tutti Ugonotti.
(( Sono State mandate di quà dieci carrettate di dcnari al campo con 5oo cavalli di scorta. »
I" décembre.
(( Poi scritto, s'intende essere venuto un Gentil' uomo délia Corte, che si dice il Padre Arnouxavesse avutoordinc di ritirarsi, come quello che sia stato troppo ardente in spingere a questa guerra contro gli Ugonotti; sicchè per scolpare altri si vorrà gettare Terrore addosso a lui che come frate avrà da avère pazienza, et si dice anche che sia stato dato ordine di tare andare un'altro Gesuita per confessore di Sua Maestà in suo luogo e pero con prime lettere dclla Corte, ne dovro sapere il vero, ed il particolare. »
i5 décembre.
u Quando il Re fu arrivato a Ncrac alli 27 dcl passato lecedire al Padre Arnoux suo confessoreche s'avesse a riii rare dalla (>orte e nelTistesso tempo spedi a Parigi un Gentil'uomo al Padre Scguiran, similmente Gesuita et predicatore famosissimo, con ordine che si dovesse incamminare subito verso la Corte perché Sua Maestà lo voleva per suo confessorc c cosl parti subito con gran contento
Correspondance de (Ho. Batb^ Gondi. '5b i
dci (jCSLiiti, clic scntcndo dire (va il popolo chc il Contcstabile volcva mcttcrc pcr confcssore di Sua Macstà un iVatc di San Franccsco da Paola suo parente, tcmcvano chc il lor ordine non pcrdessc qucsîo onorc, et restasse solo in loro il grado del predicatore di Sua Maestà. Ma è ccrto chc un Padre Scguiran Gesuita sarà et l'uno et l'altro.
« Le cagioni per le quali il Padre Arnouxsiastato liccnziato sono moite quelle che si dicono. Chi dice che egli avesse preso tioppo piede nclla Corte, c che questo non piacesse, chi, che egli corne uno dei primi che ha spinto a questa guerra, si sia da chi governa voluto manifestare al mondo per uno dei principali promotori dei disordini presenti, e cosi scusandone ahri dare anche un po' di gusto agli Ugonotti che l'odiano a morte, e cio per disporgli alla pace, e dare gusto anche a quelli che non approvavano questa guerra, c con questa occasione da non lasciarsi sfuggire di mano, aJlontanare dalla Corte la persona sua che cominciava ad essere molto potente. Chi dice che si sono trovate lettere di lui al Duca di Savoia, per le quali gli desse animo per l'impresa di Ginevra, non ostante il non approvare di quà, ma questo non si verifica et le vere cagioni sono state queste : il volere i favoriti scolpare di questa guerra, il volersi levare un uomo dinnanzi, che cominciava a pigliare gran piede nello spirito del Re ; non piacevano affatto le sue massime del predicare sempre il rispetto verso padre e madré, onde si sarebbe potuto nutrire qualche scrupolo nello spirito del Re et col tempo derivare qualche cflfctto contrario ai lor disegni, e quel che ha dato il tratto alla bilancia è stato che avendo ultimamente la Regina mandato in Corte un suo Gentil'uomo per assicurare la sua venuta a Parigi, quale i favoriti hanno avuta molto per maie, esso Padre si volseingerire di placarli
352 Correspondance de Gio. Balt-^ Gondi.
c scLisando la Rcgina vcdcva a persuaderlia nonavere tanii sosperti di Ici, ma ne giovô a Sua Maestà ed nocque a se stesso.
« Il cardinale di Relz,et il Signor Tronson segretario del gabinetto che concorrevano col confessorc sono anche essi in procinto di cadere, ma principalmente il cardinale, il qualc ha parlato cosi liberamente che senza il rispetlo délia porpora forse l'avrebbero cacciato via anche lui. Ma a lungo andare Dio voglia che anche questo rispctto basti, perché essendo egli et il padre Arnoux la medesima cosa, corne erano, l'avranno sempre a sospetto.
La Regina Madré vive molto travagliata, che in Cortc non sia stato ben sentito che ella sia venuta a Parigi con tutto che ne avesse la permissione ; ma volevano che ne chicdesse la confermazione innanzi che muoversi ella , perciô si è raccomandato al Duca d'Espernon dubitando di violenze, e perché sono stati visti personaggi andare innanzi cd indietro e che qui il Conte di Soisson e la madrc fanno un gran corteggiarla, sono essi favoriti cntrati in nuove gelosie di lei, massime vedendola amatissima dai Parigini, per il che il Contestabile ha mandato qui un fratello, e sebbene sotto altri pretesti, credesi perô principalmente per osservare gli andamenti di Sua Maestà, et impedirgli i suoi dij:egni et se potranno per questo più che per altro ci faranno anche venire il Re, corne già per spingnercelo,cercano didarle ad intendcre che la Regina Madrc voglia dare la figliuola presto, un di questidi, per moglic a Soisson come gli fu negli anni addietro promessa, e cio a fine di assicurarsi di lui per formare un nuovo partito di mal content! contro di ioro. »
(^orrcsponda)ice de Gio. Bail" Oondi. 333
i8 décembre.
(( L'ultima mia è stata da Moncur c di poi esscndo iopcr eammino pcr venirmencin questa città, dove sono arrivato stamanc ho sentito la morte dcl Contestabile, délia quale non ho potuto dare avviso se non di qui. Cominccro pcrtanto la présente da questa nuova, corne cosa di grande importanza.
u È stato esso contestabile malato quattordici giorni,e si conobbe il suo maie da principio per pericoloso, con tutto che si facesse correr voce che non sarebbe gran cosa per timoré di non causare alterazioni negli aflari. Il sesto giorno si scopersero le petecchie, onde fu subito ordinato a quelli che avevano l'obbligo di stare app esso la persona del Re di non entrare più nelle stanze del Contestabile per il che Mons. Ruscellai, solo è stato quello che le è stato attorno fino alla morte con grandissima assiduità. « Il giorno 8 délia Concezione Jella Madona Santissima, il dctto Contestabile si confessô dal Padre Rettore dei Gesuiti d'Agen che era stato fatto andar per la posta, e si communicô. Le petecchie dettero poi in dentro, e subito si fece spedito. Ed il quattordicesimo giorno délia sua malattia et quindicesimo giorno del mese, passô di questa vita.
« Il Contestabile nel principio délie suc petecchie scrisse alcune piccole lettere al Re per raccomandargli i figli e la casa sua in caso che fosse morto, e sebbene non furono presentate a Sua Maestà per temenza del maie pericoloso d'attacarlo, essendole nondimeno stato riferitoil contenuto mandô più volte persone a consolarc detto Contestabile e dirle che non dubitasse che porterebbe sempre ai suoi la medesima affezzione, che aveva portato e portava a lui. (( Il Contestabile poco innanzi che morlssc, mandô a dire
334 Correspondance de Gio. Batt" Gondi.
al Re chc pcrdonava a tutti i suoi nemici et in particolarc al Padre Arnoux, il che ha dato cagione di molti discorsi, parendo che egli avesseavuto a domandare più presto, se non per altro che per umiltà alroeno, che fosse stato perdonato a lui.
« Il Re che non ha mai preso molto a cuore gli accidenti che arrivano, inquestoancora non ha mostratoqueldolore, di che ognun temeva, eda alcnne lacrime in poi che sparse quando le fu portata la nuova non si è scorto in lui altro segno di dispiacere. Il popolo, che non li voleva molto bene universalmente ha più presto mostrato di giubilarne chc altro; alla Corte ciascun sièmanifestato secondola sua inclinazione, e s'è visto che pochi erano quelli che l'amassero da vero. Questo caso che quando più si- considéra, tanto maggiormente fa conoscere che Dio sa atterrare, quando place a lui le grandezze mondane, tiene moite cose sospese.
u II corpo del suddetto defunto è stato imbalsamato et portato a Blaye, di dove saràportato à Amboise, et quiv.i seppellito in una superbissima Cappella che s'ha da farc apposta. ))
2 3 décembre.
« La notte del 2 1 arrivô questa nuova délia morte del Contcstabile, et ieri si seppe per tutta la città, non senza dimostrazioned'allegrezza di questo popolo, arrivata a tal segno, che alcuni ne fecero hieri sera fuochi pubblica mente, innanzi le case loro, et oltre di questo, sta notte sono stati trovati perle strade, etattaccati alla porta del Palazzo del Duca di Chaunè, frottole in gran quantità, et un qua-
Correspondance de Gio. Bail" Gondi 355
dretto ignominioso ncl qualc cra rapprescntato il Contestabilc, morto et mangiato dai vcrmi, et i duc fratcUi iiiipiccati.
(( S'è conosciuto anche il giubbilo délia génie in questo, che esscndosihiericantato nel Duomo solennemente, il Te Deum per la presa di Monheur,vi accorse la plèbe in grandissima quantità,pensando corne alcuni belli spiriti havean cavato fuori voce che si cantasse per renderc grazie a Dio délia morte del suddetto Contestabile. »
ANALYSE ET EXTRAITS