PER
GIOVANNI BOVIO (0
, Parlando di Chiesa ne' miei libri, di politica ecclesiastica nel Parlamento, cdi religione civile &ul piedistallo dél monumento a Giordano Bruno m Roma, io non ebbi mai, e non mi bisognarono, parole irreverenti contre il papa.
Quando Leone XIII sali al pontificato e alquanti anni dopo» molti esaltarono il valore di lui e gli attribuirono temperanza di propositi» menle d'uomo di stato, e persino un mal celato senso d'italianità. A me non parve mai credi- ,bile che le istituzioni secolari scadenti venganoa maiîo di un uomo di genio. Ai tempi nostri non
(r) Nous avons demandé aux leaders des différents partis itcdien&une appréciation indépendante des actes de LéonXIlL Les règles de franche courtoisie et d'impartiale critique^ qui devaient diriger ces débats^ nous ont fait un devoir de publier aussi cette réponse sévère qui, à son tour, du droit que tout lecteur conserve, risquera d^être appréciée sévèrement.
è possibile un papa sapiente, come non è possibile un papa santo : è possibile un papa o timidamente ardito o scetticamente rassegnato, al più è possibile un papa abile.
Leone XIII, che sente ancor fresca la ferita, non è rassegnato e non è ardito abbastanza ; perché non solo Tltalia è entrata in un nuovo ordine di cose, ma tutta l'Europa, chegiudicherebbe infaniili i bollori del papa.
Astuto è : Taria vaticanesca basterebbe, da sei secoli, a scaltrire qualunque Celestino; ma possiamo dire ch' egli sia abile veramente ? Per difficile che sia la sua condizione, egli poteva trarre partito dalle condizioni altrui, e ne' paesi cattolici, e tra le plebi misère, e dentro gli errori del governo italico, assai più che non abbia fatto. Chiuso ne* vecchi metodi e nelle vecchie parole, egli, che non aveva armi sue, non ha saputo torcere contro noi le armi nostre. Modi e mczzi non gli mancavano, e non gli sono mancate le occasioni.
Che ha fatto ? Ha chiamato, — consiglieri pessimi ! — i Gesuiti ed esaltando quelli che i papi migliori appena tolleravano, ha mostrato di non sapere che la politîca più sciupata ai tempi nostri è la Gesuitica.
E inutile distinguere tra Gesuita antico e mo-
LÉON XIII DEVANT SES CONTEMPORAINS 23 î
derno : il lipo ë uno, è visibile, curante délia Compagnia più che délie istitu^ioni aile quali si aggavigna, e, non sapendosi rinnovellare co' tempi, fa politica contro la storia, e rovina a brève andare le istituzioni che se ne tingono, siati o chiesa, monarchie o repubbliche,
E impossibile, considerata Tetà di Leone, ch' egli riesca a sottrarsi ail' influenza del a papa nero » ; onde il suo papato, — sebbene di mezza generazione, — non par destinato a lasciare qualche traccia. Lascia troppe encicliche e néssun monumento, Oserei definirlo : « Un papato borghese. »
Moite grandezze politiche ho udito annunziate in questo ventennio, dileguate poi al primo soffio. A due annunzii non aggiustai fede : alla potenza intellettuale del vecchio Papa e del giovine Imperatore. Troppo vecchio il primo, troppo infermo l'altro; Tuno non ha rialzato la Chiesa, l'altro ha dalo un diffalco alT Impero.
Il Socialismo cattolico e il Socialismo cesareo sono infermo riparo, contro il Socialismo de' lavoratori.