III. Sancta fuit nullo major pax tempore, tuta
Omnia sunt, Agnus sub Bove, et angue jacet.
IV. Viventibus aeternitatem laetam danti, gloriam aeternam. "\ . Prisca novis ccedant, rerum nunc aureus ordo est.
Invictoque Jovi est cura primus honor.
VI. Libertas, pia justitia,et pax aurea, opes, quae Lucet ibi, Roma, novus fert Deus iste tibi.
« Ancora in una tavoletta all'antica, pendente, avea messo questi quattro versi :
Ambrosia, nectar violae, rosae, lilia,amomum,
Turaque sint aris tibia cantus honos.
Accumulent fora letitiam testantia flamma,
Scit venisse suum patria grata Jovem.
602 FIÈCES JUSTIFICATIVES.
-< Passato quest'arco sin alla casa de' Massirni, v'era un altro apparato con alcune colonne che sostentavano certi cornici e feste. Nel" piè délie colonne gli era pinto un Bue rosso, e l'arma papale con questo motto : Laeta Ceres. AU' altro canto D. Alex, magno, majori, max., ed ail' altro una tavola corne usavano gli antichi, qual'avea sopra un Bue di raetalle dorato, con questi versi sotto :
Est piger in ccelo, sunt et tua pigra boote
Signa quod emerito pacis ad usque bove. Terge piger, tardoq. magis rege tremite currunt
Tardus ut in terris bos quoque noster est. Reddidit Europea, Bos est non Taurus in illo
Trux amat, in nostro fertile sidus arat. Roma bovem invenit tune, cum fundatur aratro,
Et nunc lapsa suo est ecce renata Bove, Fertilitatis habet signum bos Roma repertus,
Mella favi amissa hoc, et vereantur apes. Pastor Aristaeus suffosso mella juvenco,
Reddidit effosso nunc mea Roma Bove.
Urse Léo Aquila alta simul, simul alta columna,
Et mea habes dominum cum Bove Roma Bovem.
« Dopo, procedendo più oltre alla casa del vescovo di Spoleto, gli era un altro arco trionfale, con arme, festoni, mostri marini ed altre magniflche cose. S. Marco ne aveva due, ed ad uno gli era una fonte con un Bove che gettava acqua dalle corna, bocca, occhi, nari, e dalle orecchie, dal fronte delicatissimo vino, e continuava più avanti alla via che passa Post Capitolhim. All'entrata era un altro arco molto sfoggiato, e in fin qui le vie continuavano coperte di panni e drappi, che parea impossibile che Roma avesse tanta cosa.
« Passato il Campidoglio, v'era un altro ornato; similmente a Santa Maria Nuova, oltre al Goliseo, insino all'Acquedotto, uno médiocre. Ma da ivi per fîno a San Giovanni, non si potrebbe narrare i grandissimi apparati di panni, di razzi. Archi trionfali in diverse foggie, e festa mirabili. Il tempio di San Giovanni era serrato, equivi stavano legenti d'arme in modo che, aprendosi, non lasciarono entrare dietro al Pontefice se non i praelti ed il signor Virginio Orsino, che era alla custodia délia porta.
« Finalmente, essendo fornite le solite solenuità in Sancta Sanctorum data la benedizione, ritorno al palagio. Entre nel pontificato Alessandro VI, mansueto corne bue, e l'ha administrai corne leone per forza e generosità. »