‹ Les Borgia histoire du pape Alexandre VI., de césar et de Lucrèce BorgiaChapitre 68 sur 108 · SUR LES FÊTES I)E FOME A L'AVÈNEMENT D ALEX-VNDRK VI · texte numérisé non relu

SUR LES FÊTES I)E FOME A L'AVÈNEMENT D ALEX-VNDRK VI

« Per la elezione d'uno si otlimo Papa, ne fu celebralo per lo insci«jnto dell.asua roviua (d'Ascanio Sforza} ed altrî.

grandissimi spettacoli ; imperciocchè, in capo di trenta giorni da che Innocenzio fu spinto dal numéro dei viventi, il sopradetto Alessandro, nuovo pontifice, fu accompagnato in San Pietro intorno aile undici ore, una domonica, che fu ai ventisei del mese di agosto, e i cardinali di Siena e Saugiorgio teneano il manto a due parti, e con la mitria cpiscopale in testa giunse alla scala che disceixde al portico del tempio di San Pietro, e quelli sacerdoti gli andarono a baciare il piede in scgno di obedienza. Dindi, entrato nel tempio, montô sopra uno sgabello coperto di drappo d'argento, e similmente era il baldacchino ; e quivi 8i mise adorare quello nel quale ognuno debbe credere, poi andô aU'altarc di Sant' Andréa, dove si vesti per ceiebrare la messa, e dopo un certo ufflcio, detto per i cardinali, da quelli si fece fare la obedienza, con essi entrô nella cappella di San Pietro, e vi intervenno una tanta turba di prelati, che fu cosa ammiranda, ed erano in pontificale con le mitrie in testa, e ciaschcduno ornato secondo la sua dignità, e fu posto aU'altare il palio con la croce nera a modo solito, e, fattol'introito, ascèse nellapontiflcalcattedra, la quale era coperta di panno d'oro. Ed ivi un'altra volta i cardinali gli andarono a baciare il piede, lamano e labocca, e cosi successivo fecero gli altri prelati,' e ad un tempo, con le solite cerimonie, si celebrava la messa,

« Erano su la piazza del tempio venti squadre di gente d'arme con la lanza sopra la coscia ; il loro capitano era Nicolo Orsino. E questi stavnno, dopo la coranazione fatta in San Pietro, per accompagnarlo a San Giovanni Laterano, 8U0 primo vescovato. V'erano ancora molti provigionati e balestrieri. Forniti che furono i solenni e i divini ufflcii, venirono i cardinali e baroni magniflcamenle ornati, sopra un certo palco ediûcato aile scale del Santo, dove interyenne la Rota tutta apparata, e lo circondarono di tredici confaloni dei Rioni di Roma ; e dato aile trombe ed altri inflniti slrumenti, cosa stupenda pareva ; ed ancora per il tirar dei tormenti fu tanta caligine, che quasi non si vcdea Taere, in forma che tutti pareano essere divenuti ciechi e storni, c cosi ciecamente fecero la santissima coronazione.

« Dopo, i cardinali cominciarono avviarsi con diverse foggie. Il primo fu colui che maie il suo maie scorse, cioô

59S lȔKCES JUSTIFIC.VTIVES.

Ascanio Sforza, chc ave va dodici scudieri, con ruppelti di raso cremesino, e sopravoste di raso paonazzo, le fodre ganzante, e i basloni dipinti airarme de'Visconti o Sforzesclii. Poi se^çuitava Sangiorgio, con altrettanti vestili di raso crcmesino, e parimenle la sopraveste. Dopo vcniva Parma coi suoi, vestiti con zupponi di raso cremesino, gabanello d'argentino, e fodere di zendalo verde cinlc ed aile brazze avevano ccrli manili ed annille. Veniva poi YOrshîOj che ave va i suoi con calze di rosado e zornee di velludo verde, con frange bianche e rosse. Il SanseverinOj con allri dodici, vestiti di raso sarabugato, in gabauelle lunghe. Poi Santa Maria in Pordco, coi suoi, vestiti di velludo nogro. Xapoli, con velludo pelo di leone. SanVAnastasia, con îrabanclle di dauiasco vorde. Alera^ di rosalo e similniente procedeano jrli alfri con diverse foggie di seta, e i suoi staûiori coi basloni in mano.

« I cardinali avoano in lesta le luitrie, e Tabito secondo la dignità loro, e tutti a cavallo coperti di beccassino bianco. Gli erano dopo duo oralori ispani con otto scudieri per ciascheduno, ornati di velludo negro e Taltro di damasco vede e paonazzo. L'arcivoscovo di Tertona, come governalore, aveva dieci vestili di raso nero, con le partegiane in mano. Il vicario papale similniente procodova,

u 0*indi Alessaudro ponteiice era posto sopra una barra ornata con la triplice corona, e dietro seguitavano i sette protonotarii parlocipanti, vestiti da cardinali, riservato il cappello che aveano negro. Veniva dopo Domenico Auria, capitauo délia piazza, od a canto Giovanni Gierona délia Caméra che gel ta va carlini allô slanipo del Papa, ed m alcuni luoghi getlo ducati d^oix) ; davanti erano ite le genti d*arme, e pigliarono i luoghi per la via di San Giovanni a custodia del Pontotice, e i baroni, che raccompagnavano, similmenle come gli altri avevano i suoi ornati con diverse foggie. Tra quesli vlnlervonia il conte Antonio délia Mirandola, il quale porta va lo stendardo del Papa, cioè uno scudo mezzo d'oro con un bove rosso che pasceva Terba, e Tallra parle tre bande nere che traversavano il campo auroato, e di sopra le ohiavi con la milria ; la sua foggia era di zondalo cremesino. Il signor Corezzo Pavea bianca, e porta va il oonHilone ecclesiaslico,cioè le chiavi, ed ambidac

crano armati, sopra possenti cavalli. Poi venivano due cavalieri, con le sue bandiere dclla milizia. L'uno délia prima milizia d'Alemagna con la sopravcsta bianca e le croce nègre. L'altro délia seconda milizia le avea rosse, con le croce blanche. Gli era dopo il signor Gabriello Gesarino, romane, con confalone S. P. Q. R., e duce dei Rioni con dodeci alla slaffa.

« Giunti che furono al ponte di Sant'Angelo, i Giudei aveano sopra un alto pulpito la sua legge con molti cilostei accesi, e domandarono che la legge sua si dovesse confermare; dismontô da cavallo NapoU e Siena, e quivi fu esc guito quel che si suole fare dolla legge giudaica, che il Papa, la riprende, chè non la intendono. Onde non la anzi la improba; nondimeno gli dà approva, licenza che vivauo seconde essa legge data da Dio, e conferma i capitoli che hanno con la Chiesa di poter abitare tra cristiani. Allora moite artelarie tirarono dal castello, pcr cadun merlo del quale era un uomo d'arme; sopra la torre dell* Angelo era lo stendardo del Papa. All'altra più bassa due bandiere con le chiave, aile due verso il ponte di sopra il mosaico un'arma del Papa scolpita in marmo. All'entrata del ponte molti fioroni e fcste antiche. Similmeute era apparata in Banco Fiorentino insino a San Giovanni e coperto di panno azzurro, riservato dal Campidoglio sino al Culiseo, perché non si poteva per la latitudine; ma aile mura erano posti flnissimi drappi di razza, e le porte de* palagi stavano ornate all'antica foggia: per terra erbe e flori ingran copia; v'crano edificati alcurii superbissimi archi trionfali. I principali furono duc dei Banchi, Tuno alla entrata dove comincia la chiesa di san Gelso, e Taltro al fine del tempio ; il primo era a similitudine di quqllo di Ottaviano appresso al Culiseo, con quattro colonne di gran grossezza, e alte a due parti, c sopra i capitelli quattro uomini armati modo di antichi baroni, con le spade nude in mano sopra Tarco, e al capo de gli uomini era la corona dcU'arco con Tarma del Ponteflce e Ae chiavi, e allato corni di dovizia e mirabili festoni conle sue cornici. Dall'altra parte lavori d'oro perâlati con grande artiticio.

M Noi tre angoli erano dipinte figure antiche, quali parevano che volassero con le lanze in mano, mitria e croselte

papali, o moite altre cosc a proposto moderno ; nel comisoDe largo délia volta insïDO al sopra corniciedovc stevano le arme, era une spacio gradissimo azzurro con letlere d'oro in mozzo, che facilmenle si leggevano da lontaiio, e dicevano Alex. VI Pontif. Max., e da an'altra parte solto la volta al piano cra dipinto uo atto di vaticinio, e sotto era una tavola al modo antico pendente, con lettere che dicevano Vaticinium Vaticani imperii. Airaltro canto era una simile voltii con la coronazione, e queste lettere Divi Alexandri Magm coronatio. Ed a canto una gran tavola mezza azzurro con lettere d'oro : Qu£ suis ix actionibus

MODERATrR, FACILE AC PARVO CUM LABORE AD OMNIA PER-

VENiT. Vi crano molti altri ornamenti, che a pieno volendoli scriverc sarebbe lungo. L'altezza sua era a guardar d'occhio, e molti tctti furono rovinati per la ediflcazione di quelle.

i< Il secondo arco era di simile altitudine, ed arme si diligentemente fatte, che pareva dovessoro essere perpétue. La sotto-volta era fatta a quadri con floroni d'oro rilevati. In mezzo certe cave a modo di chiocciole marine, e sopra le comisature erano certe fanciulle le quali recitavano versi latine e in materna lingua allgi venuta del Papa ; e di fuori airarco a man destra una cella, dovc era scritto Oriens : c v'era una fanciulla mora vestita alla foggia orientale. Alla sinistra Occiden's : e similmente una al modo occidentale. Sotto Tarco a mano diritta era Liberalitas. Roma. Justitia. E ciascheduna cclletta avea la sua ninfa. Roma era in mezzo, e aveva il moudo ai piedi e una mitria papale in mano, ed un bue che pasceva. A mano stanca era Pcdicitla, Florentia, Gharitas et Florîîntia. Era poi nel mezzo un florone di diversi colori con un ornato di ninfe. Di fuori, all'altra banda deirarco, a man destra Aeternitas; alla manca Victoria. Sopra Tarco ad una parte era Europa, alFaltra Religio. E tutti cantarono sei versi al Pontiflce.

« Passati questi due archi, avanti che si giugnesse dove si parte la strada, cioè In via Pontificum et in via Florae, era editicato une stupendissimo ornato, e prima alla cantonata che partisce le due slrade vi era dipenta un 'arma pontcflcale, c6n fanciulli in colore azzurro, festee molti fioroni, con lettere che dicevano Alex. VI Pontif. Max. Poi v'erano

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posli alcuDi travi doppi chc traversavano le contrade con molti orQamenti c panni azzurri, con l'arma dcl Pontefice, fioroni de legeno intagliali a cornisôni antichi. Nel tondo sopra le strade in campo azzurro lettere d'oro, cioè d. a.vi. p. M. E. H., con tanli ritorti ed ornamenti tra Tuna e l'altra lettera» ch'era cosa maravigliosa, e quivi i mûri erano coperti di drappi d'oro e d'argento.

D'indi, passala la casa dovc stavail signor Franccschetto, ad un tirar di raano, vi era fabbricatoun altro arco Irioufale molto ingegnosameute oruato; poi seguitando al palagio di Napoli, si gli era un altro mirabile, diviso dagli altri primi, lavorato con erbe, ed avantl l'arco tanti capitelli, feste, pitture ed alLro cose, che la sua bellezza difficile sarebbe a dcscriverla. Sopra la porta delfarco era Tarma del Papa, con molti fanciuUi e feste in campo azzurro e oro. AU'incontro il protonalorio Agnello sopra la casa fece cosa stupenda, e solto la volta in finissimo azzurro due versi d'oro, quai diceano :

Cicsare magna fuit, nunc Roma est maxima : Sextus Régnât Alexander : ille vir, iste Deus.

« Questo palagio era ornato con feste tonde, ed in campo azzurro lettere d'oro, nello scuro lettere (Toro, nello scudo lettere blanche con questi motti :

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