VI. Libertas, pia justitia, et pax aurea, opes, quae
Lucet ibi, Roma, novus fert Deus iste tibi.
M Ancora lu una tavoletta alFanlica, pendente, avea messo questi quattro versi :
Ambrosia, nectar violae, rosae, Iîlia,amomum,
Turaqup sint aris tibia cantus honos.
Accumulent fora letitiam testantia fiamma,
Scit veuisse suum patria grata Jovem.
« Passa to quesrarco sin alla casa de' Massimi, v*era un altro apparato con alcune colonne che sostentavano certi cornioi e festc. Nel pfè délie colonne gli era piulo un Bue rosso, e Tarma papale con qucsto motlo : Laeta Ceres. Ail' altpo canto D. Alex, magno, majori, max.y ed airaltrouna tavola corne usavano gli antichi, qualavea sopra un Bue di raetalle dopato, con qucsti versi sotto :
Est piger ia cœlo, sunt et tua pigra boote
Signa quod emerito pacis ad usque bove. Terge piger» tardoq. magis rege tremite curruat
Tardus ut in terris bos quoque noster est . Reddidit Europea, Bos est non Taurusin illo
Trux amat, in nostro fertile sidus arat. Roma borem invenit tune, cum fundatur aratro,
Kt nunc lapsa suo est ecce renata Bove, Fertilîtatis habet signum bos Roma repertu?:,
Mella favi amissa hoc, et rereantur apes. Pastor Aristaeus suflosso mella juvenco,
Reddidit efTosso nunc mea Roma Bove.
Urse Léo Aquila alta simul, simul alta columna.
Et mea habes dominum cum Bove Roma Bovem.
« Dopo, proccdendo più ollro alla casa del vescovo di Spolcto, gli era un altro arco trionfale, con arme, festoni, mostri niarini ed allre magnitiche cose. S. Marco ne aveva due, cd.ad uno gli era una fonle con un Bove che gettava acqua dalle corna, bocca. occhi, nari, e daUe orecchie, dal fh>nte dolicatissimo vino, e continuava più avanti alla via che passa Post Capiiolium. Airentrata era un allro arco molto sfoggialo, e in un qui le vie continuavano coperte di panni e drappi, che parea- impossibile che Roma avesse tanta cosa.
« Passa to il Campidoglio, v*era an altro ornato ; siniilmento a SanU Maria Nuova, oltre al Goliseo, insino alfAcquedotlo, uno médiocre. Ma da ivi pcr fino a San Giovanni, non si potrebbe uarrare i grandissimi apparati di panni, di razzi. Arebi trionfali in diverse foggie, e fesla mirabili. Il tompîo dî San Giovanni era sorrato, equivistavano legenti d'arme in modo che, aprondosi, non lascîarono entrare dietro al Poutefiee se non i praelli ed il signor Virginio Orsino, che era alla custodia délia porta.
« Finalmcnte , essondo fornito le solite solennità in Sancta Sanctorum data la bcnedizione, ritorno al palagio. Enlrô nel poutiflcato Alessandro VI, mansueto come bue, e rha adminislrato come leone per forza e generosità. »
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