‹ Les catholiques français et leurs difficultés actuelles. Du militarisme, Du nationalisme, Les femmes et la politique. Anthisémitisme. Les catholiques et le bon vieux temps. Timidité intellectuelle de certains catholiques. L'abus des dévotions nouvelles. Le christianisme social et les conversateurs. La loi du 1er juillet 1901 et les "Dreyfusards". Du clergé séculier et des congrégations. Etc., etc. Articles, comptes rendus, notices bibliographiquesChapitre 69 sur 134 · DREYFUS · texte numérisé non relu

DREYFUS

Colla data del 27 novembre 1901 veniva inviata ail' Episcopato e aile personalità del mondo tetterario, scientifico e politico francese copia di una Lettera di un caiiO'lico di Lione ad un Vescovo, che venne pubblicata il 29 marzo 1902 nella Justice Sociale, délia quale era autore il dott. Léon Chaine.

La lettera esaminava la situazione religiosa in Francia e poneva subito questa questione :

Se i cattolici soffrono, nel nostro paese, non è forse un poco perché easi hanno coramesso degli errori gravi ? E allora, perché non balterci noi stessi il petto, invece di battere sempre quelle degli altri ? Ecco dove io volevoarrivare : Non abbiamo a rimproverarci la nostra attitudine inintelligente e colpevole in questo troppo famoso affare del capitano Dreyfus, che non è çerto ancora finito ? E non si puô vebere in ciô che accade oggidl, l'espiazione délia condolta tenuta, in questa solenne circonstanza daU'immensa maggioranza dei cattolici fraucesi ?

I delîtti degli individui non sono, il più spesso, puniti in questo mondo, ed è questa una délie più forti prove moral i délia nécessita e quindi délia esistenza di un altro .

— 3ii —

Ma i delitti nazionali non domandano e non possono avère che délie espiazioni nazionali; le collettività, la di cui vita è lunga, subiscono necessariamente, su questa terra, i castighi che meritano.

I cattolici, dobbiamo ricanoscerlo, hanno lasciato sopratutto ad altri l'onore di difendere il diritto e la verità.

... Sino a che i cattolici, consentiranno a restare solidali délie grandi iniquità commesse, sino a che non avranno confessato publicamente il loro errore. vi sarà sempre qulacaé cosa di falso nella loro situazione politica. Si ebbe il torto altre volte, di appogiare il trôna airaltare : il trono cadendo, ha scosso Taltare.

... La libertà d*insegnamento, questa ammirabile conquista dei Dupanloup, dei Montalembert, dei De Falloux ; ecco, forse, ciô che ci saranno costate la pusillanimità e la cecità da noi mostrata in questo affare nefasto che ha spinto da una parte stessa tutto ciô che vi era di antiliberale o reazionario nel nostro paese.

... Non è giammai troppo tardi per riconoscere francamente i propri errori.

Léon Chaine prese a difendere le idée esposle sinteticamente nella lettera citata, mediante un libro interessantissimo, (dei quale fece già varie edizioni, Tultima nel 1905) dal titolo : Les Catholiques français et leurs diffi^ cultes actuelles.

Le più agitate questioni dei giorno, e non solo per la Francia, vi sono trattati con larghi criteri moderni : il militarismo, la donna e la politica, Tantisemitisnio, le divozioni nuove, il cristianesimo sociale e i conservatori, ecc.

Quando il libro apparve fu fatto appunto al dottor Chaine di voler risuscitare Taflare Dreyfus.

E perche no, avremmo loro risposto se noi avessimo pensato che esso fosse morto. No, Taffare Dreyfus non è morto, non cercate di nasconderlo nella tomba : esso la farebbe andare in pezzi. Noi cristiani sappiamo che la verità esce risuscitata dalla tomba dove gli uomini la hanno conficcata. La verità puô subire degli eclissi momentanei ma non uno scacco definitivo ; tanta è la forza d'espansione essa ha in se stessa, che rende vano ogni sforzo che tenda a sopprimerla.

Oggi, che Tesiliato delTisola del Diavolo torna in faccia al mondo innocente abbiamo voluto ricordare queste pagine di Léon Chaine, Tinfaticabile apostolo di queste idée, Tattivissimo membro del Gomitato Cattolico per la Difesa del Diritto.

La sentenza di assoluzionechiudéraforsela triste storia ài^X affaire \ ma le gravi conseguenze delTatteggiamento dei cattolici in questa contingenza, hanno gîà colpiti ben crudelmente i cattolici.

Gli Italiani, cosi soliti a guardare per tutto alla sorella d'oltre Alpe, meditino a queste pagine di storia contemporanea. Le meditino i conservatori clericali e pensino se non si trovano essi stesssi sulla via delKerrore, combattendo le idée sociali cristiane dal grande Leone XIII propugnate; se non è ancora questa, la quistione sociale, una causa di Verità e di Giustizia che si présenta alla nostra soluzione ; persino se non ricadra su di loro la respnsabilità délie conseguenze di un trionfo del rivoluzionarismo sociale, su di loro, che hanno avversato ogni moderna rit'orma democratica.

Meditino democratici crislîani giusti fatti e Iroveranno in çssi incitamento a seguire con sempremaggior fede e costanza la via battuta che deve portali al inséparable trionfo délia democrazia e del cristianesimo.

UgO DODERO.

Le Lyon Républicain (Lyon), 29 juillet 1906.

Page 1