‹ Les sonnets de PétrarqueChapitre 111 sur 113 · II · texte numérisé non relu

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Orso, al vostro destrier si puô ben porre. I, 168

Orso, e' non furon mai fiumi, ne stagni. I, 70

O tempo, o ciel volubil, che fuggendo. II, 292

Ove ch' i' posi gli occhi lassi o giri. I, 268

Ov' è la fronte che con picciol cenno. II, 220

Pacenon trovo, e non ho da far guerra. I, 226

Padre del ciel, dopo i perduti giorni. I, 106

Parrà forsè ad alcun che 'n lodar quella. II, 112

Pasco la mente d' un si nobil cibo. II, 10

Passa la nave mia colma d' obblio. I, 334

Passato è '1 tempo omai, lasso, che tanto. II, 248

Passer mai solitario in alcun tetto. II, 74

Perch' io t' abbia guardato di menzogna. I, 92

Per far una leggiadra sua vendetta. I, 8

Per mezz' i boschi inospiti e selvaggi. I, 3o8

Per mirar Policleto a prova fiso. I, 128

Perseguendomi Amor al luogo usato. I. 188

Piangete, donne, e con voi pianga Amore. I, 1 56

Pien di quella ineffabile dolcezza. I, 200

Pien d' un vago pensier, che mi desvia. I, 294

Piovonmi amare lagrime dal viso. I, 36

Più di me lieta non si vede a terra, I, 5o

Più volte Amor m' avea già detto : scrivi. I, 1 58

Più volte già dal bel semblante umano. I, 296

Po. ben puo' tu portartene la scorza. I, 3 16

Poco era ad appressarsi agli occhi miei. I, 94

Poi che la vista angelica serena. II, 170

Poi che 'Icammin m' è chiuso di mercede. I, 218

Poi che mia speme è lunga a venir troppo. I, 148

Poi che voi ed io più volte abbiam provato. I, 170 Ponmi ove '1 Sol occide i fiori e 1' erba. I, 244

Quai donna attende a gloriosa fama. Quai mio destin, quai forza o quai inganno. Quai paura ho quando mi torna a mente. Quai ventura mi m quando dall' uno.

Quand' io mi volgo indietro a mirar gli anni. Quand' io movo i sospiri a chiamar voi. Quand' io son tutto volto in quella parte. Quand' io veggio dal ciel scender 1' Aurora. Quand' io v' odo parlar si dolcemente.

Quando Amor i begli occhi a terra inchina. Quando dal proprio sito si rimove.

Quando fra 1' altre donne ad ora ad ora. Quando giugne per gli occhi al cor profondo. Quando giunse a Simon 1' alto concetto. Quando '1 pianeta che distingue 1' ore. Quando '1 Sol bagna in mar l'aurato carro. Quando '1 voler che con duo sproni ardenti. Quando mi vene innanzi il tempo e '1 loco. Quanta invidia io ti porto, avara terra. Quante liate al mio dolce ricetto.

Quanto più disiose 1' ali spando.

Quanto più m' avvicino al giorno estremo. Quel che d' odore e di color vincea.

Quel ch' infinita provvidenza ed arte.

Quel ch' in Tessaglia ebbe le man si pronte. Quella fencstra ove 1' un Sol si vedc. Quella per cui con Sorga ho cangiat' Arno.

Quelle pietose rime, in ch' io m' accorsi. Quel rosignuol che si soave piagne.

Quel sempre acerbo ed onorato giorno.

Quel Sol che mi mostrava il cammin destro. Quel vago, dolce, caro, onesto sguardo.

Quel vago impallidir che '1 dolce riso. Questa Fenice, dell' aurata piuma.

Quest' anima gentil che si diparte.

Questa umil fera, un cor di tigre o d' orsa. Questo nostro caduco e fragil bene. Qui, dove mezzo son, Sennuccio mio.

Rapido fiume, che d' alpestra vena.

Real natura, angelico intelletto.

Rimansi addietro il sestodecim' anno.

Ripensando a quel, ch' oggi il cielo onora. Rotta è 1' alta colonna e '1 verde lauro.

S' al principio risponde il fine e '1 mezzo. I, i32

S' Amore o Morte non dà qualche stroppio. I, 74

S' Amor non è, che dunque è quel ch' i' sento? I, 222

S' Amor novo consiglio non n' apporta. II, 172

Se bianche non son prima ambe le tempie. I, 1 38

Se col cieco désir, che '1 cor distrugge. I, 96

Se lamentar augelli, o verdi fronde. II, 176

Se la mia vita dall' aspro tormento. I, 28

Se '1 dolce sguardo di costei m' ancide. I, 322

Se 1' onorata fronde che prescrive. I, 46

Se '1 sasso ond' è più chiusa questa valle. I, 202

Se mai foco per foco non si spense. I, 90

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INDEX DES SONNETS. 3o,5

Sennuccio, i' vo' che sappi in quai maniera.

Sennuccio mio, benchè doglioso e solo.

Sento 1' aura mia antica, e i dolci colli.

Se quell' aura soave de' sospiri.

Se Virgilio ed Omero avessin visto.

Se voi poteste per turbati segni.

Si brève è "1 tempo e 1 pensier si veloce.

Siccome eterna vita è veder Dio.

Signor mio caro, ogni pensier mi tira.

S' io avessi pensato che si care.

S' io credessi per morte essere scarco.

S' io fossi stato fermo alla spelunca.

Si tosto come avvien che 1' arco scocchi. Si traviato è '1 folle mio desio.

Solea lontana in sonno consolarme.

Soleano i miei pensier soavemente.

Soleasi nel mio cor star bella e viva. Solo e pensoso i più deserti campi.

Son animali al mondo di si altéra.

S' onesto amor puô meritar mercede.

Spinse amor e dolor ove ir non debbe.

Spirto felice, che si dolcemente. Stiamo, Amor, a veder la gloria nostra. S' una fede amorosa, un cor non finto.

Tempo era ornai da trovar pace o tregua. Tcnncmi Amor anni ventuno ardendo.

Tornami a mente, anzi v' è dentro, quella. Tranquillo porto avea mostrato Amore.

Tra quantunquc leggiadre donne e belle.

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