IO
Già desiai con si giusta querela.
Già fiammeggiava 1' amorosa Stella.
Giunto Alessandro alla famosa tomba.
Giunto m' ha Amor fra belle e crude braccia. Gli angeli eletti e 1' anime béate.
Gli occhi di ch' io parlai si caldamente. Gloriosa Colonna, in cui s' appoggia.
Grazie ch' a pochi '1 Ciel largo destina.
I begli occhi ond' i' fui percosso in guisa. I di miei più leggier che nessun cervo.
I dolci colli ov' io lasciai me stesso. I' ho pien di sospir quest' aer tutto. P ho pregato Amor, e nel riprego.
II cantar novo e '1 pianger degli augelli. Il figliuol di Latona avea già nove.
Il mal mi preme, e mi spaventa il peggio. 11 mio avversario, in cui veder solete. Il successor di Carlo, che la chioma.
V mi soglio accusare; ed or mi scuso.
I' mi vivea di mia sorte contento.
In dubbio di mio stato, or piango or canto. In mezzo di duo amanti onesta altéra.
In nobil sangue vita umile e quêta.
In quai parte del ciel, in quale idea. In quel bel viso ch' io sospiro e bramo. In taie Stella duo begli occhi vidi.
Io amai sempre, ed amo forte ancora.
Io avrô sempre in odio la fenestra.
Io canterei d' amor si novamente.
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INDEX DES SONNETS. 38f)
Io mi rivolgo indietro a ciascun passo.
Io non fu' d' amar voi lassato unquanco.
Io pensava assai destro esser su 1' aie. I
Io sentia dentr' al cor già venir meno.
Io son dell' aspettar ornai si vinto.
Io son già stanco di pensar si come.
Io son si stanco sotto '1 fascio antico.
Io temo si de' begli occhi '1 assalto.
I' piansi; or canto; che '1 céleste lume. I
I', pur ascolto, e non odo novella. I
Ite, caldi sospiri, al freddo core.
Ite, rime dolenti, al duro sasso. I
I' vidi in terra angelici costumi.
I' vo piangendo i miei passati tempi. I
La bella donna che cotanto amavi.
La Donna che '1 mio cor nel viso porta.
La gola e '1 sonno e 1' oziose piume.
La guancia, che fu già piangendo stanca,
L' aima mia fiamma oltra le belle bella. I
L' alto e novo miracol ch' a' di nostri. I
L' alto signor dinanzi a cui non vale. I
L' arbor gentil che forte amai molt' anni.
L' ardente nodo ov' io fui d' ora in ora. I
Lasciato hai, Morte, senza sole il mondo. I
La sera desiar, odiar 1' aurora. I
L' aspettata virtù, che 'n voi fioriva.
L' aspetto sacro délia terra vostra.
Lasso, Amor mi transporta ov' io non voglio. I
Lasso, ben so che dolorose prede.
Lasso, che mal accorto fui da prima. Lasso, ch' i' ardo, ed altri non mel crede. Lasso, quante fiate Amor m' assale.
L' aura céleste che 'n quel verde lauro. Laura, che '1 verde lauro e 1' aureo crine. L' aura e Y odore e '1 refrigerio e 1' ombra. L' aura gentil che rasséréna i poggi.
L' aura mia sacra al mio stanco riposo. L' aura serena che, fra verdi fronde.
L' aura soave al sole spiega e vibra.
L' avara Babilonia ha colmo '1 sacco.
La vita fugge e non s' arresta un' ora. Le stelle e '1 cielo e gli elementi a prova. Levommi il mio pensier in parte ov' era. Liete e pensose, accompagnate e sole.
Liete fiori e felici, e ben nate erbe. L' oro e le perle, e i fior vermigli e i bianchi. L' ultimo. lasso, de' miei giorni allegri.
Mai non fu' in parte ove si chiar vedessi. Mai non vedranno le mie luci asciutte.
Ma poi che '1 dolce riso umile e piano. Mente mia, che présaga de' tuoi danni Mentre che '1 cor dagli amorosi vermi.
Mia ventura ed Amor m' avean si adorno. Mie ventureal venir son tarde e pigre.
Mille fiate, o dolce mia guerrera.
Mille piaggè in un giorno e mille rivi. Mirando '1 Sol de' begli occhi sereno.
Mira quel colle, o stanco mio cor vago.
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INDEX DES SONNETS. 3g F
Morte ha spento quel Sol ch' abbagliar suolmi. II, 33o Movesi '1 vecchierel canuto e bianco. I, 34
Ne cosi bello il Sol giammai levarsi.
Nell' età sua più bella e più fiorita. Ne mai pietosa madré al caro figlio.
Ne per sereno ciel irvaghe stelle.
Non dall' ispano Ibero ail' indo Idaspe. Non d' atra e tempestosa onda marina.
Non fur mai Giove e Cesare si mossi.
Non puô far Morte il dolce viso amaro. Non pur quell' una bella ignuda mano.
Non Tesin, Po, Varo, Arno, Adige e Tebro. Non veggio ove scampar mi possa ornai.
O bella man che mi distringi 'I core.
O cameretta, che già fosti un porto.
Occhi miei, oscurato è '1 nostro sole.
Occhi, piangete ; accompagnate il core.
O d' ardente virtute ornata e calda.
O dolci sguardi, o paroletteaccorte.
O giorno, o ora, o ultimo momento.
Ogni giorno mi par più di mill' anni.
Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo. O invidia, nemica di virtute.
O misera ed orribil visione !
Onde toise Amor 1' oro e di quai vena. O passi sparsi, o pensier vaghi e pronti. Or che '1 ciel e la terra e '1 vento tace. Or hai fatto 1' estremo di tua possa.
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