AL SIGNOR AMBASCIADORE DI ROMA, PER IL SIGNOR COMTE DI BRIENNE
Parigi, 2 3 maggio i653.
(extrait.)
11 dispaccio di V. Eccza di 28 aprili porta una piena relatione dell' ultima audienza ch' ella hà havuta dal Papa circa il cardle di Retz; sopra di che , avanti ch' io entri a discorrere , si contenu ch' io le dicà che , essendosi rilette tutte le lettere di V. EccM sopra questa materia, vediamo che in esse ella essagerà 1' interesse grande che prende il sacro collegio in questa detentione del suddetto cardinale ed i stimoli che
mettre un terme à la Fronde provinciale, Brienne les points sur lesquels ce ministre
qui troublait encore la Guyenne, la Bour- devait insister dans la dépêche adressée à
gogne et la Provence. l'ambassadeur. C'était encore le bailli de Va-
1 On voit, par le titre même de cette lencé qui représentait la France à Rome , au
lettre, que Mazarin indiquait au comte de mois de mai i653.
continuamente portant) al Papa, ed oltre di cio le lamentai ioni, le querele Mai i65ff. ed i pianti , che l'a Sua Santita medesima di vedere un cardinale prigione in Francia: che V. EccM habbià rimproverato c messo avanli gl' occhial Papa il modo, col quale egii si è governato nelf ingiusta persecutione lai ta al cardinale Mazarino; e se pure ella ne hà detto qualche cosa a S. Sla, ciô è stato cosi sobriamente, che il Re non approvà questa moderatione in un punto cosi essentiale, e che solo bastarebbea giustificar la resolutione del Re ed a condannare i risentimenti ch' hora inostrà il Papa a favore del cardinale di Retz, non essendo in modo alcuno concludente la risposta che si dà a V. Eccza, che se il Papa hà fatto un crrore, non ne deve per questo far un altro, poiche una tal ragione haverebbe luogo se hoggi quelli che parlano fossero nuovi cardinali, o iniovo Papa, o se il caso del quale hora si trattà concernesse solamente la persona di S. Sta e dependesse puramente dal suo arbitrio; ma essendo cosa che hà relatione ad un grand re, ed alla conservatione del suo regno, non è conveniente che il Papa credà haver quest' autorita dispotica di poter passar, con silentio e connivenza, 1' ofleze faite nella vita e nelf honore ad un cardinale, perche serve bene e fedelmente il Re, e di formalizarsi con tanto rigore délia sola detentione d' un altro cardinale, e di procurar con modi violenti la sua liberta, perchée mal suddito, seditioso, machinatore e perturbatore dello Stato.
Sua Mta dunque intende che, ogni volta che, o il Papa, o i cardinali parleranno a V. Exe. di questo negotio con esclamationi ed imprecationi corne di cosa horribile ed indécente alla pieta reale, ella dichi e replichi arditamente1, tante volte quanto sarà necessario, che quà si sente con altrettanto meraviglia questa ineguale ed ingiusta condotta; che una volta si sià sacrificata la dignita e la vita propria d' un cardinale innocente alla passione ed inimicitia particolare, e che hora si vogli sacrificare la sicurezza del Ree del regno tuttoperla liberta d'un altro
1 Cet ordre de répondre hardiment aux dinal l'a dit formellement dans cette même
plaintes du Pape et des cardinaux prouve que lettre. Le bailli de Valence fut rappelé
Mazarin trouvait que l'ambassadeur avait l'année suivante, et Hugues de Lionne lui
montré trop de faiblesse; du reste, le Car- succéda dans l'ambassade de Rome.
MiZABlN. Y. 178
mpimitr.iE IATIOXAJ.Z.
Mai 16SI. cardinale delinquente c criminale, o più tosto par compiacere ail' inimici di questa corona, parendo che le lacrime del Papa siano più tosto espressive del dolore ch' egli hà che i Spagnoli habbino perduto cosi bravo ministro délie loro machine, che del zelo ch' egli habbià perla causa ecclesiastica , che cosi l'ressamente è stata da lui abbandonata; e quando V. Eccza sentira parlare a disavantaggio del cardinale Mazarino, potrà dire al Papa medesimo che non vi è chi si mostri più zelante e più desideroso del detto cardinale di trovar espedienti co quali si possà unir insieme la quiète e la sicurezza dello Stato e la sodisfattione del Papa, non ostante che S. Sta gl' habbià dato esempio, nella sua propria persona, di quello egli possà e devà fare circa cio che riguardà il cardinale di Retz.
Quando poi, o dal Papa, o da cardinali, si parli di questo negotio con moderatione et con quella riflessione che si deve alla giustitia délia causa del Re, ed ad un aflare di tanta consideratione ed iraportanza allô Stato, V. Ecc^ potrà sentirli volentieri con quiète e patienza, mostrando di compatir il Papa ed il sacro collegio ne loro desiderii, corne S. Mu mérita d' esser compatita da loro nelle precautioni ch' è stata obligata di prendere, ed in quelle che pensa di prendere per 1' avenire, vedendo di quanto danno le sià stata la troppo lunga sofïerenza e bonta, e quanto vantaggio sin hora riporti nella quiète ed obedienza di Parigi da questo poco rigore che hà usato.
In conformita di questi buoni sentimenti del Re, diro dunque a V. Eccza che-4. Mu è restata persuasa délie ragioni da lei addotte, con le quali mostrà 1' impossibilita e 1' inconvenienza che il Papa lasci di procurare la liberta del cardinale di Retz, o che faciendo le diligenze. concerti con noi una connivenza e consenso per la sua detentione; dall' altro canto, pare che non si debbono da noi proporre espedienti, ne che si possano per ancora accettare quelli che da lei si accennano, se fossero a noi proposti, perche questo è negotio, nel qualc, per la sua importanza, non si puô andar cosi in fretta, e si devono considerare ed aggiustar moite cose che richiedono per se medesime maturita e lunghezza.
Si crede dunque che il migliorc e più sicuro partito siù di lasciar Mai n.;..i. che il Papa camiiii per quelle strade ch' egli inedesimo lia elette, ciô è di far le sue instante par îuezzo d' un Nuntio; e se bene (come si è <ria scritto) il Renon dovrebbe acconsentire alla venuta di M. Corsini *, non solo, perche egli è stato dichiaratoseuzaintendere i sensi di S. Mla (sapendo molto bene che M. Farnese3 non ando in Spagna, perche i Spagnuoli non lo vollero, eGaetano non vi sarebbc andato, se cssi non si ne fossero dichiarati sodisfalti) , ma perche in elïetto il dette M. Corsini o -uddito d1 un altro prencipe che del Papa 3, del quale perciô S. Sta mcdesiina non puo rispondere. Nondirneno, per levar la Sta Sua dall' impegno nel quale si è posto cou haverlo fatto partir di Borna, il Re si contentera di riceverlo con le conditioni gia filtre volte scritle, e cio solainente per dar questa sodisfattione al Papa, che è ben grande e che bisognà far valere altamente in cotesta corte. E gia che il detto prelato partira d' Avignone, di dove il Papa havevà falto partir quell' arcivescovo per il negotio del cardinale de Retz, pare che S. S1' potrebbe, per non multiplicarvi tanti Nuntii, servirsi di lui in questo affare, e mandarloquà anco con titolo di Nuntio straordinario per quest' effetto, se cosi li piacesse, perche in questo modo il Papa riceverà maggior sodisfattione nel cospetto del mondo, e se contro la persona di detto Monsre si scoprisse quà qualche cosa di più che potesse dar maggior ombra e gelosia, il Papa lo potrebbe richiamar con maggior facilita >otto pretesto d' haver gia adempita la sua commissione straordinaria.
.Ma quando la Sta Sua voglià in ogni modo mandar un Nuntio che porti questo solo negotio del cardinale di Retz, sarà necessario che facci elettione d'un altro soggettoche dell' arcivescovo d' Avignone, non volendo assolutamente il Re riceverlo in modo alcunaper l'adherenze e dependenze che tutta la sua casa hà con i Spagnuoli, délie quali, se il
1 C'était le Nonce qui avait été envoyé ' Jérôme Farnèse, né en 1599, fut
en France, comme on l'a vu ci-dessus nommé cardinal en i658 et mourut en (p. &68, note 1 ), sans que le Pape eût con- 1G68.
suite le Roi. Neri Corsini fut nommé cardi- 3 Neri Corsini était né à Florence, et par
nal en 1666 et mourut en 1678. conséquent sujet du grand-duc de Florence.
Mai i653. Papa è informât© i hà fatto maie d' eleggerlo per quesla funtione, e, se non ne liavevà notitia, di qui puô vedere che tulle le volte che mandarà (sic) un INuntio senza communicarlo prima a S. Mu, sarà sotloposlo senipre a cadere in queste medesime difficolta, ed a trovar dell' inconlri fastidiosi e difficili a superarsi.
Quesla strada, corne ho detto si sopra, pare assolutamente la migliore, non solo per quello riguardà il Papa che 1' hà cosi giudicata, ma perche in effetto un negolio di questa sorte non puô trattarsi senon m questa Corte, dove un Nuntio sentira e vedrà le difficolta, che sono maggiori di quelle che forse V. Eccsa medesima si rappresentà , portando questo negotio, oltre l' interesse del Re, una concessione e complicita con il Clero, con il Parlamento, e con il regno tutto per i privilegii, co' i noi viviamo, a quali S. Mla medesima non puô ne deve pregiudicare.
GGLXXV.
Bibl. Mazarine, ms. 1719, t. V, 2e partie, f" 106-107. — Copie du temps.