‹ Lettres du Cardinal Mazarin pendant son ministáere (volume 4)Chapitre 34 sur 125 · DI C \HM\ VL M IZARIN · texte numérisé non relu

DI C \HM\ VL M IZARIN

mostrerà un assaî langa lettera in riposta d'unasua, nella quale ve- Jofliei n...i drete li miei sentiment sopra le cose le più importante ma ad ogni modo, corne tutto il mondo non è informato délie rose seguite ne délie ragioni che \i sono di credere che sia artifitio1, non sono di parère in modo alcuno che Sua Muesseguisca in riguardo délie duesudette pinsono (juollo di che la supplicava per vostro mezzo, ma che soprasieda senza perô abbandonarsi in avvenire alli loro consigli et confidenza, con risolutione perô di sodisfarmi e lare il suo servitio, quando il tempo lo potrà permettere, e che la risolutione di Sua Mh non potrà essere ascritla all'istanza del Principe di allonlanarli dalla sua persona; et avvertile bene che la Regina non creda Lionne innocente, perche il Principe si è dichiarato contra di lui, poîche quando ancora non fosse vero che tutto si fosse fatlo di concerto, per mezzo di M. de Ghavigni, Lionne m' lia tanto offeso et ha lanlo travagliato per distruggermi con si diversi artilîcii, che, non potendomene più (idare, desidero da Sua Maestà la gratia che, con tanta instaza, v'hô invitato à dimandarli.

lo non credo perô che voi dobbiate vedere Lionne, se perô la Regina non commandasse il contrario, et non ne fossero di parère la principessa palatina et il suo confidente'2.

Per Ghavigni, insistereteche, senza alcuna dilalione, Sua Mu 1' allonlani: è mio nemico capitale, e sarebbe impossibile che nessuno fosse persuaso che la M* Sua havesse buona volonté per me, servendosi di un huomo che travaglia continuamente alla mia distruttione contro la parola medesima datane solennemente ne! suo ritorno, e travaglia per irritare tutti contro di me; è cosi noto à tutti, che Sua Ml!l non puo rivocarlo in dubbio, corne ancora che habbi detto che, se il Cardinale torna in Francia, senza altra licenza, si ritirerà à casa sua, e se torna alla Corte, sortira dal Regno.

\ i dirô che mai Chavigni hà havuto ne stima ne all'ettione per la Regina; ch' egli li fece l'aflronto di proporre e far risolvere il Rè de-

1 Mnzarin prétendait que Lionne el Ser- eloigneinenl que pour mieux dissimuler ses vien le (rompaient et s'entendaient avec relations avec ces deux personnages. Conde, et que le prince ne demandait leur 2 Bartet.

loiliei i65i. ioulo ch' Ella havrebbe un consiglio necessario1; ehe, loltali la chiacchiera2 et il giansenismo, non è capace di nieute, il cardinale di Richelieu havendo dichiarato più volte che non li darebbe dieci galline à governare; che è l'intimo et il principal consigliero del Principe, non ostante che mostri il contrario alla Regina per sorprenderla di concerto col detto Principe, al quale si rende in questo modo più capace di servire; che Viola3, Fontraglia4 et Areno5, le più confidenti di Chavigni, sonoappresso il Principe in maggior credito; che, in fine, è lo spione del detto Principe, e quello che non si è applicato ad altro che à stabilire una stretta unione trà di lui et il duca d'Orléans, acciô la Regina fosse necessitata à conformarsi alla loro volontà, et à vedere inlieramente abbatutta l'autorilà del Rè e la sua. Tutte queste cose non pretendo che si considerino dalla Regina per allontanare Chavigni, ma solamente che è linimico irréconciliable del Cardinale, che è il più fedele e zelante servitore che Sua Maestà habbia, e per essere conosciuto taie sofïre , con tanta ingiuslitia e violenza , persecutioni non più udite ; questa è la ragione délia quale vi valerete appressoS. Mlà, e se riconoscerete (il che non credo possibile essere) che non li faccia forza, et non si disponera à darmi una cosi giusta sodisfattione, per mezzo délia quale si rincontra per fortuna che si darà un disgosto al Principe, si farà un attione avantaggiosa allô Stato, e servira in gran parte per impegnare il partito di M. de Chasteauneuf e del Coadjutore al servitio di sua Maestà, vi prego à spedirmi in tutta diligenza perche provederô aile cose mie. Il medesimo intendo per lo stabilimento di M. de La Vieuville,

1 Voyez, sur le conseil institué par intendant des finances, et son fils, Léon

Louis XIII pour gouverner, avec la Reine, Le Bouthillier, comte de Chavigny.

pendant la minorité de Louis XIV, le tome 1 , 2 Que si on lui enlève son babil et le jan-

p. 3o, note 1, de notre Histoire de France sénisme, il n'est capable de rien.

pendant la minorité de Louis XIV. Ce conseil 3 Le président Viole. Voy. ci-dessus,

devait comprendre , outre la Reine, le duc p. 20, note 2.

d'Orléans et le prince de Gondé (Henri de 4 Louis d'Aslarac, comte de Fontrailles.

Bourbon-Gondé, père de Louis II de Bour- Voy. t. III, p. 622, note 1.

bon-Gondé), Mazarin, Pierre Séguier, chan- 5 Arnauld de Gorbeville. Voy. tome II,

celier de France, Claude Le Bouthillier, sur- p. 998.

DU CAHDINAL M VZ\HI\.

che S. M1,1 m' lia di già promesso, c chc mai fù congiuntura |)iù propria luiliei i65i. per esequirlo, à line di morlificare ancora il Principe ncll' allontanamento deJ présidente Mesone ', et mettere le finanze in stalo che S. M1, posai tirarne soecorso.

Sopra queste due cose e sopra la sortila2, almeno à Ruel , insisterete appresso S. M", dandoli il segno3, che vi hô confidato, per mezzo de! quale son' sicuro che, se l'havessi olïesa e che meritassi la morte, me ne farebbe la gratia, e vi prego di accennaiii, in grandissimo secrelo, che, se hà qualche repugnanza à sodisfarmi, si ricordi di quello successe al conte d Esses in [nghilterra. Sua Maestà ne sa 1' historia '.

De\o dolermi ancora délia repugnanza, che per opéra di malintenlionati, la Regina mostra di sortire di Parigi, ancorche per pochi giorni, et io havrei creduto che, per darmi la commodité di trattenerla <> dirli quello stimo di suo servitio, havrebbe facilitato tulto. M. Bartet vi dira à che si ristringevano le pretenlioni àefrondori5 per il mio ritorno, e come lallontanare Ghavigni et Mesone se ne là la maggior parte, e si obligavano, ristabilito Chasteauneuf nel Gonsiglio senza li sigilli, di fare che il duca di Orléans accompagnarebbe Sua Maestà dove volesse, e vi attracciarebbe0 il Cardinale.

1 Le président de Maisons, surintendant des finances. Voy. ci-dessus, p. 61, note 1.

- On a déjà vu (pie Mazarin demandait avec instance que le Roi et la Reine sortissent de Paris.

3 II s'agit probablement d'une bague que la Reine avait donnée à Mazarin , avec promesse d'accorder toutes les demandes qu'il lui adresserait en lui faisant présenter ce gage de son affection. Mazarin rappelle luimême l'bistoire du comte d'Essex, auquel Elisabeth avait fait un pareil présent et la même promesse.

1 Celle histoire est trop connue pour

qu'on y insiste. Tout le monde sait que l'anneau qu'Elisabeth avait donné à Essex ne lui fut présente qu'après la mort du comte; mais ce que je n'ai vu nulle part, et ce qu'atteste la lettre de Mazarin, c'est qu'Anne d'Autriche lui eût remis un pareil gage d'affeclion.

5 Ce mot ne se trouve pas dans les lexiques italiens. C'est une expression française italianisée.

" Et le Cardinal les y suivrait. Le verbe attracciare ne se trouve pas dans les lexiques que j'ai pu consulter; mais tracciare, dont il est un dérivé, signifie : suivre à la piste.

IMPniSf] MB HAT1

Biblioih. Mazarine, ms. 171'), T. V, I" 620. verso. Copie du temps.

\ omdebel

Brùlil, 18 juillet i65i.

(extiuii. )

M azarin ,* après avoir blâmé ceux (|ui conseillaient l'inaction à la Reine, exprime L'avis que celte princesse doit s'unir étroitement, et sans perdre un moment, avec le duc d'Orléans et les chefs de la Fronde.

La prima cosa che la Regina doveva lare, in seguimento délia sortita del Principe e dell' mgiuria ricevuta nella riposta data da esso al maresclial di Gramont1, era di legarsi col duca d'Orléans, et impegnarlo à tutfco contra il Principe, e, per bene assicurarsene, non doveva contentarsi délie buone parole, che il detto duca li havesse date, ma guadagnare il Coadjutore, Chasteauneuf et madama di Chevreuse, che dispongono délia volontà di S. A. R., corne à loro piace, et in cio non poteva incontrarsi diiïîcoltà alcuna, poiche niente viene desiderato con maggior passione dalle suddette tre persone che vindicarsi del Principe, e sanno bene che non possono sperarlo senza l'unione del duca con la Regina.

Mazarin regrette que la Reine n'ait pas pris immédiatement ce parti, et ajouU':

In fine, bisognerà passare perla, e non sarà con l'avvanlaggïo e riputatione che sarebbe seguito se si fosse Jatto subito, senza dare tempo al Principe di trattenersi aile porte di Parigi, bravando con scandalo niiiversale e con si notabile discredito délia dignità regia.non dovendo

' Le maréchal de Gramont avait été en- Heine, tant qu'il la verrait entourée des

voyé à Saint-Maur pour engager Gondé à créatures de Mazarin. On écrivait de Paris

revenir à Paris avec promesse que la Reine au Cardinal, le 7 juillet, que jamais il ne

l'accueillerait favorablement. Le prince reçu! fui fait une pareille réception à un officier de

loi! mal le maréchal: il lui déclara qu'il ne la Couronne, pouvait avoir aucune confiance dans la

in CARDIN IL m MARIN. 855

rivocarsi in dubbio che il detto Principe, vedendo il duca d'Orléans JuiHei iôe risoluto à fare ciecamente quanto la Regina vorrà, o si rimetterà ne! l)uoii camino, aile conditioni che piacerà à Sua M1' <li prescriverli , <> prenderà il partito di ritirarsi in Ghienna, o altrove, e si troverà assai intricato à dare principio ad una guerra civile, délia quale facendosi autore, ècerto che havrà lutta la Francia contraria, non essendosi per aliro conciliato ramone de' popoli e délia nobilità.

Non deve dunque la Regina perdere an rnamento di tempo, se col voslro avviso non ne hà di già presa la risolutione, à stringersi col dura d'Orléans col mémo di quelli che lo possedono; e lacendo loro valere il cambiamento diGhavignie delSopraintendente,col ristabilire M. di Cbasteauneuf nel Gonsiglio e far sperare al Coadjutore un buon Irallamenlo ', quando sarà seguito l'adempimento inLiero délie cose, che sarano slate promosse a per parte loro, io non incllo in dubio clie il duca d'Orléans non s'impegni à cio che S. M'" vorrà, tanto in riguardo mio corne sopra tutti gl'aflFari correnti, e clie il detto duca non accompagni Sua Maestà luori di Parigi, per aggiustare e convenire me;;lio di lutte le cose, conforme vi ho detto3. Massicuro ancora, clie una lai risolutione romperà le inisure del Principe, lo morlificherà grandemente, e S. M*, facendo apparire che il detto cambiamento è stato consigiiato da S. A. H., il che tara molto volentieri, toglierà al Principe lutte le speranze che liavcssc potuto concepire délia sua assistenza o neutralita, et metterà tra di loro le cose à segno di potersi difticilmente riconciliare mai, vedendo il Principe che il detto duca, in luogo di far ahsentare1 quelli verso li quali cgli si dichiara5, li pro-

' Le bon traitement que .Mazarin con- donnait Mazarin à la Heine de sortir de

seille de promettre au Coadjuteur ne pou- Paris.

\ail être que la promotion au cardinalat. ' Le sens de cette phrase est (jue : !<■

Voy. ci-après, p. 3-5 . note 2. IVince de Condé" verra que le duc d'Or-

- Le manuscrit aoeteprvmoese, qrui donne léans, au lieu de faire disgracier ceux contre

un Béas convenable: Les choses mises en lesquels il se déclare, se bornera à éloigner

'a uni . proposées. On pourrait être tenté de deux dis créatures dudil prince (Ghavignj

\ire promesse, et le président de Maisons).

\>i\. ci-dessus, |>. 339, le conseil que Condé s'était déclare, comme on l'a vu

Juillet i65i. teggi <>t otticuc dalla Regina l'allontanamenlo délie due créature del detto Principe, con che S. Mla viene ancora à sodisfare al Coadjutore e {{I' altri1, ad avvanzare il servitio del Rè, e fare à me, suo humilissimo servitore, una gratia cosip articolare.

J ii queslo modo la Regina pool essere ancora ccrta di rimettere l'assemblea delli Stali2, di disporre del parlamento di Parigi e di mettere il Principe alla ragione, mentre prendi risolutione contraria al servitio del Rè, e corne non deve l'are prescnteinente cosa alcuna per il Coadjutore, dal quale si tireranno moite sicurezze corne egli stesso oll'erisce, et io vi n'ho informato, e che sarà sempre in mano di Sua MlH • li farritirare di nuovoM. di Ghasteauneuf, al quale non intendo, corne voi sapete, clie siano restituiti i sigilli, deve moralmente credere che osserveranno le promesse, che havranno latte à Sua M'\ e tanto più che, mediante le propositioni, che voi havete potere di fare sotto il beneplacilo délia Regina, Chasteauneuf e gl' atri potranno prendere conlidenza in me e non temerc che il mio ritorno possa essere loro in alcun tempo nocivo. Ese, oltre à quello che ho proposto in riguardo di M. de Ghasteauneuf, surviene costi qualunche altro modo per stringerini con madama di Chevreuse, à segno eh' ella possi l'imanere persuasa ch' io debba prendere non minor parte ne suoi interessi che ne miei proprii 3, sarà bene di prevalersene, poichc essendo disperato ogni accommodamento col Principe, li cui fini per altro non possono essere che malevoli alla grandezza del Rè, mentre si mostra sempre più insatiabile ne suoi stabilimenti, la prudenza consiglia di stringersi per tutti versi con quelli che possono dare facilita à mettersi in sicuro, et ad arrestare il corso à si perniciosi disegni.

( p. 345 ) contre Le Tellier, Servien el Lionne qu'il était dispose' à unir sa famille à celle de

et avait demandé leur éloignement. La Reine la duchesse de Chevreuse. Les mémoires

linit par céder à ses exigences; mais Cha- du temps disent, en effet, que, dans le pro-

vigny fut en même temps disgracié. jet de traité entre le Cardinal el les fron-

1 Les autres, c'est-à-dire les autres par- deurs, il était question du mariage du neveu

lisans de la vieille Fronde. de Mazarin avec la iille de la duchesse de

1 Des Etats généraux. Chevreuse. Ce nexeu devait être nommé duc

Mazarin fait entendre, dans ce passage. de Nevers.

DU CARDINAL MAZARLN. 357

Ne dove la Régira credereche, ristabilito M. de Ghasteauneuf, sarà juillet i65i costretta di fare quanto egli voira, poiche, se pretendesse cose ingiuste o consignasse risolutioni che si stimassero pregiuditiali al servilio di S. M:", la Résina pool molto bene ricursarle, col parère degl' altridel Consigiio, che non saranno unili coii M. di Ghasteauneuf contro la M" Sua. corne M. di Servient e M. Le Tellier, non essendo à proposito, corne vi lio di già scritto, di allontanare il detto Servient et Lionne do|)o la dichiaratione fatta dal Principe contro di loro, ancorche sopra di cio io habbia pin l'orti sospitioni per le raggioni, che vi diro appresso, oltre à quelle che ho di già accennate alla principessa palatina et à M. Bartok E se la Regina vorrà metlere qualche un'altro ncl Consigiio, capace e dipendente da lei, potrà far questo honore al mareschaJ di Plessis-Praslin, che soddisfarà degnamente aile parti di buono «> ledel niinistro.

11 tempo somminislra consigli à misura che le cose succedono, ma nella congiuntura présente il buon senso doveva obbligare tutti quelli, che assistono la Regina, di consigliarla à stringersi, senza perdere vin inomenlo di tempo, col duca d'Orléans nella maniera che hô accennato di sopra, rimcttendo à rimediare alli accidenti, che possono nascere da questa unione quando arriveranno, e non lasciare per questo timoré lontano di dare ordine al maie présente, et non havendolo latto, non mi pare che si possa dubitare che habbino1 voluto favorire il Principe, o soddisfare alla passione che hanno contro Ghasteauneuf, il Coadjutore e madama di Chevreuse, à costo del servitio délie Loro MM*.

Ma io per me non posso risolvcrmi à credere che non vi sia almeno indirettamente qualche corrispondenza Ira Lionne e Servient col Principe, ancorche le apparenze siano contrarie in riguardo alla dichiaratione fatta da lui contro di loro, e che S. M"' m'accenni che le gelosie e diilidenze fra questi due e Ghavigny siano grandissime, o che non habbino cattiva inlentione, l'ignora nza non potcndo essere à segno di non

Mazarin accuse, dans ce passage, certains conseillers de la Heine el surtout Servien et v «Je Lionne, comme on \o voit par la snile de la lettre.

iniLi ii;:,, cono.cerc e praticare riincdii cosi cbiari. Le ragioni de miei sespetti, ollre quelle! che ho già accer.nate à M. Rarlet, sono die in effetti la dichiaratione del Principe non là alcun maie à Servienl et Lionne, et al contrario risarcisec la loro riputatione, ch' era grandemente iulaecata, mentre publicamente sassicurava che mi havessero inancato.

Mazarin continue se^ attaques contre Servien cl Lionne, insiste sur la nécessité d'éloigner Chavigny de la Reine et conseille de soutenir le duc de Merccnu

Gredo che M. di Mercurio non diinenticherà li ricordi che le ho dati. havendo il medesinio intéresse, che ho io nell' impiegarsi per far camhiare stato aile cose mie e sollicitarne la Regina. Voi li diretc che io stimo à proposito che veda soventemente S. A. R., e li faccia grandi protestationi; che si abbochi con M. di Chasteauneuf per assicurarlo dell aiïetto suo; che faccia grandi complhneiiti à niadaina di Chevreuse, e che si veda ancora, per mezzo délia principessa palatin a o del marchese di Piena1, col Coadjutore, facendo conoscere à questi tre la parte ch'io prendo nell' amicitia che vuol stringere con esso loro, et particolarmente con madama di Ghevreuse. Il tutto s'intende venendo approvato dalla Regina, la quale m'assicuro considérera l'avvantaggio che si puol tirare da questa condotta. Deve2 in oltre stringersi con tutti li miei amici e conciliarseli intieramente, avvertendo di non larpartite tra di essi, ma tenerli tutti unili per il servitio délie Loro MMta e per i miei interessi, et sicuramente lo riguarderanno corne il loro capo. sapendo bene che potranno fidarsene et attenderne risolutioni vigorose. poiche, oltre la sua conditione et la buona fama che si è acquistata, è più d'ogni altro interessato ne! buon esito délie cose mie. Li recordarete di far caso di consigli del mareschal di Plessis3 e di Paleau4, che

1 Antoine de Brouiily, marquis de Piennes Vov. ci-rlessus. p. 3i3, une dépêche (Voy. t. lit, p. 670, note 5, des Lettres de adressée au maréchal du Plessis-Praslin. Mazarin). La Chronol. milit. (t. IV, p. f)5) Comparez, p. 363. une lettre du 25 juillet donne le détail de ses services. iG5i. au même personnage.

2 Le sujet de deve est le duc de Mercœur. ' Philippe de Clerembault, baron, pais auquel Mazarin recommande de s'unir étroi- comte de Palluau. Voy. t. I. p. oôi. des tement avec tous ses amis. Lettres de Mazarin.

DU <:\1U)1\ \L M \Z\ltlV

lia grandissimo credito cou gl' ollitiali di guerra e pratichissimo délie fuiMei i < . * . , Corte, e presentemente per suo proprio interesse non troverà niente <li difficile per contribuire ail' avanlaggio mio. (loi mareschal d'Estrée e cou Monsieur di Senneterre, è molto a proposilo cho viva bene, <• mostri di l'aie caso di loro consigli, facéndo loro conoscere die, oltre la sua inclinatione , io l'ho pregato di usarne cosl.

Désidero ancora che visiti tutte le dame, che sono amiche mie,!' particolarmente la principessa di Carignano1, l'abbadessa di Montmarte'2, c la marchesa di Montôsié3, e che si stringa col conte d'Ervart4, che mi impre assicurare essere pronto ad esseguire lulto (jiiello li accennero essere di.mio servi tio; e cou M. Le Tellier5, deve vivere bene e prendere confidenza in lui, solleccitandolo sempread inapegnarsi vigorûT sanieute per nie e parlante fortement alla Résina. Io non dico nienle délia principessa palalina, perche al detlo duca el à voi ho dichiarato de viva voce che doveva havere pin confidenza in lei , che in nessuno altro e lare un intiero capitale de suoi consigli e délia sua amicilia. e confidarsi intieramente nel s' Bartel. Avvertirele0 clie non manchi di visitare la résina d'Inghilterra e di procurare, per mezzo di Rovigni,1 di stringere amicilia col duca di Buglione el il mareschal di Tureua.

Marie de lioni-bon. Voy. I. III . p. 45rt. in»le U, des Lettres de Wazarin.

J Françoise-Kenée de Lorraine, de la bronche de (ïui^e. abbesse de Montmartre. Voy. ci-dessus, p. a83, note 3.

: Julie-Lucie d'Angcnnos. marquise «le Monlausier, née en iGo5, mariée en i645, morte en 1671. Il est inutile d'insister suite mérite et la réputation do celle personne. qui a été célébrée par tous les écrivains de son époque.

* Voy. sur le banquier Barthélémy Her-

\art, le t. I. p. (|3o, des Lettres de Mazarin.

* (Jette phrase prouve, comme nous l'avons dit plus haut, que Mazarin était revenu de ses préventions contre Le Tellier. Il les attribuait aux insinuations perfides de Lionne contre ce secrétaire d'Etat.

" On voit par cette phrase qu'Ondedei '■lait chargé de diriger le duc de Mcrcœui el de lui indiquer tous les partisans de Vlaza rin qu'il devait visiter.

' Ruvigni. Voy. t. I. p. 602, note 1. ries Lettres de Mazarin.

hnll.l i ('»;>!

AIT. élr. , France, t. 268, f 23; t. 29 du recueil des Lettres de Mata fin. —

Copie du temps.

A M. DE LIONNE1

[Bnihl], tlt juillet îfi.Ji .

Je ne ressens autre desplaisir, dans la nouvelle force que la persécution reprend contre moy, que celuy que reçoit la Reynede voir traitter avec tant de violence et d'injustice, à la veue de toute l'Europe, un innocent, que S. Mté honore de sa bienveillance, et de se voir Elle-mesme forcée à prononcer et authoriser tout ce que mes plus fiers ennemis peuvent souhaitter contre moy. Il m'est aussy extrêmement sensible de voir que la Reyne, aprez avoir esprouvé toutes les extravagances qu'on exerça contr'Elle, et pour l'entier abattement de l'authorité royalle, aprez ma sortie de Paris, S. Mu' y ayt voulu continuer sa demeure, s'exposant à de nouveaux affronts et à mettre ladicte authorité royalle en estât de ne se relever jamais. Je vous advoue que le jugement que les plus sensez en font, et le mal que Leurs Mt& en souffrent, avec grande apparence qu'il empirera tousjours, contraintes, comme Elles sont, à exécuter les arrests que les factieux font donner au Parlement, me perce le cœur, et je ne souhaitterois rien avec plus de passion que n'estre plus pour ne recevoir point de si funestes nouvelles. Je m'attendois à tout ce que je voy, et vous sçavez comme je vous en ay tousjours escrit; et il faut dire que c'estoit une fatalité à laquelle on ne pouvoit obvier, puisque toutes les peines qu'on s'est donnez et les remèdes qu'on a proposez n'ont pu de rien servir. Je suis au desespoir de n'avoir pas de quoy contribuer au bien de l'Estat et au contente-

' Malgré les accusations portées par Ma- dans les lettres du Cardinal à de Lionne, les zarin contre Hugues de Lionne, il continuait confidences intimes; il les réserve pour Onde lui écrire. Mais il ne faut plus chercher, dedei.

DU i:\RDINAL MAZVKIV 361

mont de Leurs M** pour radvenir. Si le nouveau sacrifiée <iue l'on a faicl Juillet i «>r de ma personne peut apaiser la tempeste, je m'estimera^ tces-glorieux.

.1 a\ sujet de croire que M. le Prince se satisfera de ce qu\>n a résolu de faire contre nioy, sans vouloir encore poursuivre l'esloigne*nient des personnes qu'il a nommées1, d'autant plus qu'il voit que les esprits du Parlement n'y sont pas disposez; (pie S. A. R., pour les sa u- \er. a employé tout le sien contre nioy, et (pie la Revue est résolue, comme Elle doit, à les souslenir.

Outre que les affaires ne sont pas en estât de pouvoir rien advancer sur le la ici de la paix avec les ministres qui sont en Flandres-, il y a desjà trois semaines que je ne songe plus à me mesler de cette affaire. Je vous prie donc de remercier tres-humblement la Reyne de l'honneur qu'à vostre sollicitation Elle m'avoit accordé là-dessus.

Je vous suis tres-obligé pour la pensée cpie vous avez de continuer à m'escrire, nonobstant la rigueur des deffenses du Parlement; je vous prie de tout mon cœur de n'en prendre pas la peine, et je fais sçavoir la mesme chose à tous ceux qui se la donnoient de m'envoyer des nouvelles. Si on me permet de pouvoir escrire h Joubart3 et à Golbert sur mes affaires particulières, j'en seray bien ayse, pour tascher de pourvoir à la satisfaction de mes créanciers; sinon, il faudra s'en passer. 11 est bien aysé de voir que je ne dois plus rien attendre des finances, et que le revenu de nies bénéfices n'est pas assez considérable pour payer mes dettes en vingt-cinq ans.

Je supplie aussy tres-huinblenient la Revue de me permettre, aprez la lettre que je me donne l'honneur de luy escrire par cet extraordinaire, que je ne l'importune [pas] davantage, puisqu'il en pourroit arriver des inconveniens préjudiciables à sou service, sans que je puisse

1 On a vu que Condé avait demandé dans les Pays-Bas étaient l'archiduc Léo-

Péloignement de Le Tcllier, de Servîen et pold et le comle de Fuensaldagne, dont il

de Lionne, et en général de tous ceux qui a été souvent question dans les lettres de

étaient soupçonnés de relations avec Ma- Mazarin. zariu. ; La forme ordinaire du nom de cet an-

1 Les représentants du roi d'Lspagne cien intendant de Mazarin est Jobart.

H1ZABIH. — IV. 46

IHPBIHEIItB NATIONALE

Juillet i65i mander autre chose que de luy confirmer la résignation entière que j'auray jusqu'à la mort à ses volontez1.

Je vous prie seulement de recommander à S. Mu la personne et les interests de M. de Mercœur, qu'il ne seroit pas juste qui souflïïst pour avoir généreusement defleré à ses volontez.

AIT. élr. , France, t. 268, f° <xh ; t. 29 du recueil des Lettres de Mazariu. —

Copie du temps.

A M. DE LIONNE

[Biùlil], dudict jour, à part2.

Je vous escris ce mot à part sur le faict de M. Le Tellier pour vous dire que je n'ay pas receu de ses lettres par cet extraordinaire; que je ne croy pas qu'il me voulust plus escrire à l'advenir, quand mcsme je ne le ferois pas prier, comme je fais, par M. Colbert, d'en user ainsy; qu'il ne m'a rien escrit d'essentiel que je ne vous l'aye mandé; qu'il ne vous a jamais nommé, en ses depesches, qu'en disant d'avoir appris par vous tout ce qui se passoit; que pour cela il se dispensoit de me faire un mesme récit; que jamais je ne luy ay nommé vostre nom, ny mis aucune négociation entre ses mains, ny escrit à la Reyne en sa faveur que ce que j'ay faict en vos depesches mesmes, lorsque j'ay dict qu'il prenoit grand soin de m'escrire et m'asseurer de son affection; et que je me conformois aux sentimens de la Reyne de ne le sacrifier pas à M. le Prince, qui poursuivoit contre luy3. Et qu'au reste, pour tout ce que vous me mandez de ce qu'on vous a dict ou rapporté, je n'en ay aucune cognoissance, et c'est la pure vérité. 11 eust esté à souhaitter,

1 La correspondance de Mazarin avec la la dissimulation de Mazariu à l'égard de Reine continua, comme le prouvent les Lionne, à partir de juillet 1 65 1.

lettres publiées par M. Havenel; mais de 3 Le sens est : qui poursuivait son éloi-

Lionne ne servait plus d'intermédiaire. gnemenl de la Cour.

2 Cette lettre est une nouvelle preuve de

pour le service du Rov el pour mou interest particulier, que jamais il JàHléi 1 651 ii \ eusl eu de division entre vous fet luy, car elle couste bien cher à ['Estai et à moy. Depuis mon arrivée à Sedan1, on ne m'a jamais rien osent qui tii'ayt jui taire Cognoistre que M. Le Tellier agissoit contre moy. \u contraire, une grande partie de mes amis m'ont lousjours tesmoigné qu'ils recevoient grand accueil de luy et offres de services; et dans lestai où je suis, vous Voyez bien que je ne puis et ne dois nie niesler de rien. J'eusse pourtant cru que m'escrivant comme vous faictes de M. Le Tellier. vous eussiez pu me mander quelque cbose de M. de Ghavigny, qui m'a faict le plus de mal et continue à y travailler avec plus de vigueur que jamais; mais je le deflie de m'en faire davantage cl je luy pardonne de tout mon cœur celuy qu'il m'a faict.

AIT. étr. , France, t. 268, P 1G0; t. 29 du recueil des Lettres de Mazarin. —

Copie du temps.

AU MARÉCHAL DU PLESSIS

[Brubl], 2 !> juillet i65i.

(extrait.)

Je commenceray par vous rendre des grâces particulières des bontez que vous avez pour moy, recognoissant bien que ce que vous me dictes vient du cœur et que vos regrets sont justes et véritables de voir le mauvais estât où mes affaires sont tombées, faute de bonne conduicte. J'en serois tout-à-faict consolé si ceux2 de Sa M^n'en souffroient au mesme temps. Quand il y a des remèdes aisez à pratiquer pour sortir d'une grande maladie et qu'on s'en sert, on ne peut dire autre chose sinon que c'est une fatalité.

1 On a vu ci-dessus, p. 71, note 2, que ! Il y a bien ceux au lieu de celles dans

Mazarin. après s'être avancé en Lorraine, la copie Probablement Mazarin avait écrit

avait rétrogradé vers Sedan pour, de là, se ceux, en pensant aux intérêts de la Reine, rendre à Bouillon.

36/i LETTRES

Juillet iGûi. M. le Prince faicl une levée de boucliers1 assez légèrement, reçoit aveemespris un officier de la Couronne2, que Leurs Mteï luy envovent, et faicl une response en termes si injurieux à l'esgard de la Revue, et la résolution que Ion prend, c'est d'entrer en contestation avec luv dans le Parlement et rendre celuy-cy arbitre des différends entre le maistre et le sujet, et de prendre le party de la deffensive. au lieu qu'agissant avec vigueur et se liant avec S. A. R. parle moyen de ceux qui ont pouvoir sur son esprit, quelque chose qu'il eust pu couster, ou ledict Prince fust revenu à son devoir avec beaucoup d'advantage pour l'authorité royale, ou il eust esté contrainct d'aller chercher sa seureté en Guyenne, ou dans quelqu'une de ses places, sans braver la Heyne à quatre pas de Paris, sans avoir le temps de formel* mieux ses desseings, de gaigner beaucoup de gens qui s'engagent par la crainte et par l'espérance, et sans voir enfin, avec tant de scandale, par des moyens si estranges, attaquer l'authorité du Roy.

Je vous dira y confidemment qu'il y a desja six semaines que la conduicte de M. le Prince m'obligea de faire sçavoir à la Reyne qu'Elle ne devoit pas perdre un moment de temps pour se lier estroitement avec S. A. R., et de ne croire pas que cela fust faict, s'il ne l'estoil par le moyen de Mmc de Ghevreuse, de M. de Chasteauneuf et de M. le Goadjuteur, qui possèdent son esprit, et je m'advançay jusqu'à prédire tout ce qui est arrivé, si Sa M1" ne le faisoit. Je vous permets de luy en parler, et vous sçaurez d'Elle à quel poinct cela est vray; mais les conseils des absens ne font pas grande force, quand ceux à qui on les adresse ne prennent pas grand soing de les faire valoir.

1 On a vu ci-dessus, p. 3o5, note i,que Main- pour engager Gondé à rentrer dans Condé s'était relire dans son château de Paris. (Voyez ci-dessus, p. 354, note 1.) Sainl-Maur, près de Paris. La Cour se plaignait Vivement de la re'cep-

2 Ce personnage était le maréchal de lion litite par Condé au maréchal de Gra- Cramont , que la Heine avait envoyé à Saint- mont.

^= Juillet i65 i.

GXVIII.

AIT. êtr. . France, t. a68, f" 126 verso; t. 39 dn recaeil des Lettres de Matarin. —

Copie du temps.

A M"' DE NAVÀ1LLES1.

[ Brûhl], aô juillet i65i.

I ' ITRAlT.)

J'ay tousiours eu beaucoup d'estime et d'affection pour M. le président Le Coigueux-; j'ay lasclié de luy en donner des marques en toutes les occasions qui se sont présentées. Je suis persuadé qu'il n'a aucune mauvaise volonté contre moy, et si son advantage et son contentement pouvoient dépendre de mes seings, il l'auroit tout entier. Il ne se peut mieux discourir de ce qu'il faict3, et, s'il avoil esté creu, M. le Prince n'auroitpas l'advantage d'avoir olïensé la Reyne, comme il a faict, avec un si notable préjudice à l'Estat et à l'authorité royale, et [de] demeurer tousjours bravant à quatre pas de Paris, plaidant avec un si grand mespris sa cause contre Leurs M,ez au Parlement; mais au faict4 il n'y a point de remède, et je vous asseure que ma conscience ne me reproche pas de n'avoir escrit là-dessus tout ce que je devois.

Je vous ad voue que je ne sçay pas bien demesler ce qui se faict à la Cour; car je voy, d'un costé, M. de Lionne, attaqué de M. le Prince, vivre en bonne amitié avec AI. de Chavigny, M. le Chancelier, M. le Surintendant el son frère5, qui sont attachez de la dernière liaison au-

1 M°" de Navailies était Suzanne de Beau- ' Tel est le texte du manuscrit. 11 faudrait

dean-Neuillàn, mariée en i65l à Philippe \ substituer : qu*il ne faict. de Montaull-Benac, duc de Navailies. Elle '' Dans le sens de : au passé.

mourut le t5 février 1700 à soixante-quinze 5 Voy. sur le surintendant des finances,

ans. (Journal de Dangcau , t. VII, p. 267, et qui était Hené de Longueil , président de

note de Saint-Simon sur Dangeau.) Maisons, et sur son frère, Pierre de Lon-

1 \ oy. sur le président Le Coigneux, ci- gueil , ci-dessus, p. Ci , note 1, et p. ao'i .

dessus, p. 009, note 1. note 3.

Juillet i65i. dict sieur Prince, et je le voy, dans le mesme temps, plus esloigné que jamais de s'accommoder avec ceux qui forment un party assez considérable, et qui n'ont pas les bonnes grâces dudict prince, ny ne se soucient pas de les avoir. Je voy que M. de Chavigny, qui faict profession publique d'estre mon ennemy et qui ne perd aucune occasion de paroistre tel, a grand accez auprez de la Reyne, pendant que M. le Prince, de qui il dépend, faict de si sanglantes blessures à l'Estat et traiclc Sa Mu comme l'on voit l.

Je voy que toutes les propositions qu'on a faictes à mon advantage ont esté éludées soubs divers prétextes et que Sa M1', ne souhaitant rien tant que de me donner des marques de sa bienveillance et qui a un si sensible regret de voir le pitoyable estât où sont mes affaires et le préjudice qui rejaillit de cela à celles du Roy, a tousjours adlieré aux conseils de ceux qui luy donnent de continuels effroys que l'Estat et le Roy seroient perdus, si Elle songeoit à la moindre chose pour moy. Enfin je voy que n'y ayant pas d'exemple d'une affection et d'une fermeté pareilles à celles qu'il plaist à la Reyne d'avoir pour moy, par divers artifices, on la surprend, et on l'empesche de m'en faire ressentir les effects. Cependant il est vray de dire que jamais homme ne fut plus obligé que je ne suis à Sa Mtë, et que j'encherirois sur tous les ingrats qui ont jamais esté, si je n'employois tous les momens de ma vie à la servir, et nonobstant tout ce qui se passe et les diligences qu'on faict incessamment auprez d'Elle pour rafroidir (s?c) la bonne volonté qu'il luy plaist d'avoir pour moy, je suis tres-asseuré qu'ils n'y advanceront rien, et sur ce propos je vous diray que le père confesseur du Roy2, que je croyois entièrement à moy, avoit dict qu'il falloit que tous les serviteurs de Leurs Majestez se reunissent ensemble pour remonstrer à la Reyne qu'il y alloit de sa conscience de songer à l'Estat et au Roy, et de quitter les pensées de mon retour, comme si on pouvoit rien faire de plus advantageux pour l'Estat et pour le Roy que s'appliquer,

1 Dans sa réponse à Gramont, Condé a C'était, en 1 65 1. le père Paulin, jésuite,

avait déclaré qu'il ne pouvait avoir aucune II resta confesseur du Roi jusqu'à sa mort, confiance dans la Reine. en 1 653.

DU CARDINAL MAZARIN. :iG7

par toute sorte île moyens, à réparer l'injure et le préjudice qu'ils ont Juillet 1661 receu en ma personne.

Je suis persuadé, pomme vous, qu'il y a encore du temps pour relever l'authorité, si la Ueyne veut prendre de bonnes et vigoureuses resolutions. Sa M1', qui a beaucoup de courage, y est naturellement portée; mais j'appréhende avec beaucoup de raison que la faiblesse de quelqu'un des conseillers et la mescliancelé de quelques autres l'einpescliera [sic) tousjours d'agir.

CKIX.

AU", étr. , France, t. -368, f° 1 Gt> ; t. 29 du recueil dos Lettres de Mazarin. —

AU MARÉCHAL DU PLESSIS

[lirùlil], 3o juillet i65i.

(extrait.)

Mazarin promet au maréchal de taire les démarches les plus pressantes pour qu'il obtienne une place dans le conseil du Roi. 11 passe ensuite aux négociations entamées avec les frondeurs et avec Conde'.

Je cognois fort bien que la multiplicité des négociations a empesché la bonne issue des affaires. Je me suis tué de le mander en divers rencontres, sans aucun fruict pour mon malheur, lequel est extraordinaire en ce que la plus grande part1 de mes amys, eu me voulant servir, prétendent que ce soit par des moyens où leur interest particulier se rencontre, et il me semble que leur véritable interest seroit de me voir en poste de leur procurer du bien, et pour cet effect ils ne devroient pas prendre garde par quel moyen cela se fist. Je vous prie de tout mon cœur de prescher cette maxime et de croire que c'est de quoy j'ay le plus de nécessité.

Si le sacrifice que l'on a faict à M. le Prince'2 ne le contente pas et

La plus grande partie. — ' Par te renvoi de Le Tellier, Servien et Lionne.

JuHlei i(ir.i. s'il continue d'avoir d'autres prétentions, il ne faut pas douter qu'il n'ayl résolu déporter les choses à l'extrémité. Pour mov, je n'en doute point; car croyant d'avoir offensé la Reyne, l'ayant contraincle de faire ce qu'Elle a faict, il s'y fiera encore moins. Je ne croy pas que Sa M^ayt manqué a ce [qui]1, dans le sens de tous, est le plus nécessaire à son service, c'est-à-dire de faire une dernière liaison avec Monsieur, par le moyen de ceux qui ont pouvoir sur son esprit; car, d'une autre façon, malaysement s'en pourroit-on asseurer; mais cela ne devroit pas avoir csclaté que lorsque M. le Prince se sera tout-à-faict déclaré; car autrement il pourroit prendre, pour un prétexte apparent2 de ses resolutions, ladicte liaison [faite] par le ministère de ses plus grands ennemis.

Ce n'est pas que ledict sieur Prince, aymant le Lien comme il faict et en ayant beaucoup à perdre, s'il voit que l'authorité de Leurs Miez se puisse relever par une véritable union avec S. A. R., par l'attachement de tous les grands au service du Roy, par le peu de monde qui se [déclarera]3 pour le sien, par le peu d'approbation qu'il aura dans le peuple [pour] son remuement4 qui causera une guerre civile, et enfin parce qu'il doit probablement craindre que le Parlement adhérera à Sa Mlé et à S. A. R., ce n'est pas, dis-je, que tout cela ne le puisse obliger de mettre de l'eau dans son vin, et [qu'il] ne songe plus d'une fois à s'embarrasser5 dans une affaire, de laquelle il ne luy sera pas aisé d'en sortir0.

On doit faire la guerre à l'œil. J'advoue que [jamais] Leurs Majestez n'ont eu affaire d'un esprit plus délicat, plus expérimenté et plus zélé que dans les conjonctures présentes.

M. de Chasteauneuf , depuis trois mois qu'il m'a faict parler la pre-

1 La copie porte à ce que. 4 Sa sortie de Paris.

2 Qui aurait quelque apparence de rai- B Tel est le texte du manuscrit. Il semble son. qu'il faudrait : avant de s'embarrasser.

"' La copie porte se déclarant, mais l'en- ' De laquelle et en forment pléonasme,

semble de la pbrase indique que le futur On en a déjà vu plusieurs exemples dans les est nécessaire. - lettres de Mazarin.

DU CARDINAL M \XVIUN. 869

miere fois, a tousjours continué île besmoigner grande passion pour Août > »,:, , mes interesls, et il mêle proteste plus (pie jamais. Plustà Dieu qu'il pusl mettre ceux du Roy en lestât que je le souhaite et que l'on ne parlas! jamais des miens ny de ma personne.

Je ne sc;i\ pas par quel moyen le Surintendant se soustient auprez de la lleyne, si ce n'est par la profusion de l'argent qu'il donne à ceux qui le peuvent servir en cela, dans le temps que les afl'aires publiques périssent, taule d'un secours nécessaire. Ce que je vous dois dire en particulier, c'est qu'il n'y a rien à adjouster à son ingratitude à mon esgard.

GXX.

Ail. e"tr. . France, t. q68, t a5; t. 39 du recueil des Lettres de Mazarin. —

A M. DE LIONNE

[Brulil], 1" août i65i.

(kvtrait.)

Mazarin exprime d'abord la part qu'il prend à la disgrâce de Servien et de Lionne l, dont le Prince de Coude a exige réioignement de la Cour. 11 ajoute :

Je vous advoue que je n'ay pas sceu comprendre comme M. Servien et vous, voyant que les intentions de M. le Prince ne pouvoient estre plus mauvaises pour Leurs Mtez et qu'il songeoit à entreprendre vostre perte, vous ne vous soyez pas portez, en corps et en ame, pour le bien de l'Estat et pour le vostre particulier à vous joindre avec les ennemis de M. le Prince, et liant, par ce moyen, S. A. R. à la Heyne, mettre Leurs M"'1 en estât d'empesclier que les entreprises dudict prince ne fissent aucun eflect, et si quelque chose vous a faict tort dans le monde et a faict croire au Coadjutcur et aux autres que vous vous entendiez avec M. le Prince, c'a esté que la persécution qu'il vous faisoit ne vous

' On a vu ci-dessus, p. 333-334, que Mazarin tenait un tout autre langage à Ondedei.

NAX4.BU. — IV. U-j

I»irni\tr.niC NATIONALE

w.ùi i (i.)i. esmouvoit pas et ne vous porloit à tascher, par toutes sortes de voyes, de taire ladicte union, et qu'au mesme temps vous viviez en grande amitié avec M. de Chavigny, tout attaché audict prince et le plus grand de mes ennemis.

Au reste, je sçay, en ma conscience, d'avoir eu une entière confiance en vous et en M. Servien, à l'exclusion de tous les autres, et que j'ay creu que, par vostre interest et par l'affection que vous m'avez tousjours tesmoignée, vous vous employeriez avec grande chaleur pour les choses qui pouvoient estre à mon advantage, d'autant plus que vous recognoissiez assez que cela ne vous nuiroit pas auprez de la Reyne. Je veux croire que vous y avez faict tout ce que vous avez pu, ainsy que vous me mandez, et que mon malheur a empesché qu'il ne s'en soit suivv aucun effect; mais je suis certain que, si je vous faisois remarquer ce <jui est arrivé en divers rencontres , vous advoueriez qu'on n'a pas profité des conjonctures dans lesquelles il n'estoit pas impossible de rendre ma condition meilleure, avec beaucoup d'advantage pour le service du Roy.

GXXÎ.

Au", étr. , t. 268, f° 168 verso; t. 29 du recueil des Lettres de Mazariu. —

Copie du temps.

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