‹ Madame de Chevreuse et Madame de hautefortChapitre 191 sur 215 · QUATRIÈME CARNET. FIN DE L'ANNEE 1043 ET COMMENCEMENT DE · texte numérisé non relu

QUATRIÈME CARNET. FIN DE L'ANNEE 1043 ET COMMENCEMENT DE

P. 2 : « Ebber, mestre d'otel di Mma di Cheverosa, tre volte in tre giorni a Aneto dà M. di Vandomo. »

P. 3 : « Lettera per altra strada di Cheverosa alla Regina. Botru me Tha detto. » — « La giallezzà, cagionata dà soverchio amore. »

P. 5 : « Jo ho avuto avviso che si pensava di prendermi andando a veder S. A. nel borgo di S. Germano. » — « Il mercordi disse Vandomo due volte in discorrendo al maresciallo d'Estrée : vorrei che fosse morto mio figlio di Bofort. »

P. 6 : « Vuol che Bofort sia più ammalato che non è. Non puol attenderlapietà, etc. M. di Chavigny (gouverneur de Vincennes) ha torto in qnesto e nelle offerte fatte al detto nella visita dicendoli che il tempo potrà accommodare, etc. »

P. 8 : « Pressar Fcsame delli due priggioni. Far chiamar Toste del Selvaggo, incontrô la casa di Vandomo , dove hanno allogiato Avancourt e Brassi, e Toste vicino alla riviera dove erano undici il Lunedi a sera. Interrogar li lacchè (les laquais) delli suddetti per saper se sono stati a Parigi, e cosi li esamineranno sopra questo punto. Il marchese d'Aligre fa assemblée di gentiluomini in casa sua con denari di Vandomo, e predica di darsi a lui. Briglié (Brilliet), Foucré (Fouqueret), de Lié, et altri sino al numéro di 24 sono partiti : si crede già imbar-

cati per Inghiltera in un vascello che era pronto dà sei settimane in quà per questo effetto. Il fratello di Brassi dice che Vandomo sospetti delli suddetti perche non si sono difesi. Che di Arlé ( Harlay) sia andato ad incontrar S. A. al camino di Orléans, et che si fanno assemblée in casa del detto di Arlé. »

P. 9 : « Tremblé (Tremblay, gouverneur de la Bastille) m'ha detto che Limoges (Févèque de Limoges) mi vuol gran maie; che Tha sollecitato per sapere quello dicevano li due priggioni alla Bastiglia, concludendo che il cardinale Mazarin saria atrapé, havendo fattoli metter priggioni per giustificar almeno in apparenza Tingiustizia fatta a Bofort. Io ho detto a Tremblé di dirli di nuovo che non confessano cosa alcuna e che si difendono bene, per confirmarlo cosi nella credenza che ha, e perche dandone avviso a Vandomo, corne farà, si riassicurino e ritornino le persone partite, afin di poterne prender qualcheduna. »

P. 14: « Lettera di Cheverosa al Duca di Guisa sopra la sua condotta per sapere se la disapprovava corne si diceva. »

P. 17 : « Marchese d'Aligre è stato dà me. Campione e Bauregard dà lui offertimi di farli prender priggioni. »

P. 21 : Assemblea de' Principi a Fonteneblo per la S. Uberto per disfarsi di me e risolvere, etc. »

P. 26 : « A Villeprou (Villepreux) e Nuesi (Noisy) assemblée di gente di Parigi et Aneto. »

P. 27 : « S. M. sappia in particolare di S. Al. quello si dovrà fare di M. di Vandomo, dicendoli che io non parlo perche è mio interesse, e che è necessario prendere una buona risolutione per rumpere tutte le caballe che repullulano. Li nemici del Cardinale pensano di nuovo a quelche estremità contra lui perche vedono che si governa in modo che li Parlamenti, li Ecclesiastici , li grandi et il popolo concorrano ad amarlo e stimarlo, crederlo necesario, desinteressato e zelante per il bene dello stato, e li detti nemici riconoscono che ail' avvenir sarà sempre più. »

P. 34 : « Andar allaSorbona al servitio del Cardinale. » — « È certo che Giar (Jars) porta parole a S. M. délia parte di Chatoneu, etc. »

P. 45 : « La Schiatra con 10 cavalli, la viglia di Natale, dalla parte di Aneto; benmontati tutti con pistoletti, e cavalli di relasso. Entiô di notte e si trattene al passo di Madrid mezza hora. Si separô con 5 cavalli, e mando li altri avant! al Rulli ( Reuilli ) dove si riuni et entrô in Parigi. »

P. 48 et 49 : « Sanguin, valetto di caméra di Mma di Monbazon, ben

376 APPENDICE. CHAPITRES IIIe, IVe ET Ve.

informato e pericoloso. La dctta dama e Cheverosa più animate che mai et in speratiza di far quakhe cosa contra me con il tempo. »

P. 57 : a Manican, in carozza con Fieschi e Nemurs, ha inteso che il Principe insisteva per che facesse conoscere a S. Alt. R. che si era voluto assassinare a Aneto M. di Vandomo et il figlio. »

P. 65 : «Compiimenti delli suddetti (Chandenier, l'evêque de Limoges, etc. ) fatti diverse volte a Cheverosa.» — «S. M. dovrehbe applicare a guadagnarmi l'animo di tutti quelli la servono, e cio con far passar per le mie mani tntte le grazie che ricevono. »

P. 80 : « Maisigliac più Importante che mai. È sempre con Bariglion. » — « Si tengono consigli violenti contro di me, e si pensa ad usar il veleno. Faccia quello che vuole il cavalier di Giar, ancorche la sua legerezza e Favidita di havere lo portino a protestarmi amicizia, in effetto è intieramente nel partito degli altri, et è persuaso che Chatoneu e Limoges sono nati per governar lo stato. »

P. 95 et 90 : «26 febraio 1643 (lisez 1644). L'Imbasciatore Gorino, lega strettissima con Cheverosa e Vandomo et altri délia cor te e fuori. Risolntione di unir questa caballa a Spagnoli e disfarsi del Cardinale. Il suddetto spedisce di continuo a Cheverosa, Vandomo et altri. È stato sempre spagnolissimo et hora più che mai. Dice che il Cardinale una volta a basso, il detto partito trionfarà. Giar (Jars) confldentissimo di Gorino è sempre in speranza del ritorno di Chatoneu. Craft più brugione, più Spagnolo, e più del partito del suddetto. Gorino vuol partire di qui per haver più commodità di negotiare alla campagna. Craft ha detto mille improperii délia Regina. S. M. faccià scriver unabuona lettera al Re e Regina d'inghilttera dolendosi del procedere de' suoiministri e di quello scrisse Gorino i . Gorino intese nel ponte de vecchi abiti 2

1. Lord Goring ne resta pas longtemps en France, et Mazarin, satisfait de son départ, sachant à quel point il était agréable à la reine d'Angleterre, en fit l'éloge a cette reine ; mais il paraît qu'il en parla fort différemment aux parlementaires et à d'autres personnes, car lord Goring se plaignit, et Mazarin, pour le contenter, n'hésita pas a lui écrire cette lettre, dont le langage contraste bien avec celui des Carnets. Les lettres peignent sa situation et ses convenances, les Carnets ses vrais sentiments. Bibliothèque Mazarine, H. 1719. Tome 1er, lettre a M. le milord Gorin, 28 juin 1615 : « Je suis bien marri qu'on ait fait en Angleterre des conjectures si contraires à mes sentiments pour ce qui vous touche, mais je suis certain que c'est sans fondement, et que dans mes discours j'ai toujours rendu témoignage de l'estime que je faisois de votre personne et de la satisfaction qu'on avoit en cette cour de votre conduite. Comme c'est un témoignage que j'ai rendu selon ma conscience, je le confirmerai à la reine de la Grande-Bretagne, etc. »

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