LE ANSIE D'UN BIBLIOFILO DURANTE IL SACCO DI ROMA
La lettera che pubblico s'aggiunge utilmente alla ricca suppellettile che possediamo intorno alla « ruina grande ». Per quanto scritta da un letterato a un letterato, riflette, senza retorica, lo stato degli animi fra i tumulti, gli incendi, le minacce, le persecuzioni di quel tristi giorni. Vera e più volte confermata è la notizia délia peste, vero^ ma incomplète, ciô che si dice dei prelati ostaggi presso il Gard. Pompeo Colonna '.
Fer noi essa présenta un particolare interesse. Angelo Colocci, Segretario di Clémente VII, dal Luglio del 27 aveva riparato a Jesi, ove rimase sino al Dicembre ^ Di là, certo pieno d'angoscia paurosa, incaricavagli amici d'informarlo délie cose sue e segnatamente délia biblioteca che tanto amava.
Prima, in quella casa nella Parrocchia di S. Andréa délie Fratte, i cui Orti avevano visto rinnovarsi la classicità in tutte le sue pompe, dovette recarsi Pietro Corsi, l'Umanista di cui ci rimangono parecchie scritture nella Coryciana e altrove \ ma percosso, non ebbe certo voglia di ritentare la prova. Un altro intimo del Colocci per due volte vi si ripresentô. Senza dubbio Antonio Tebaldeo ■^, autore di rime che
1. Cf. Buonaparte, nella Race. // Sacco di Roina, di G. Milanesi, Firenze, 1867, p. 398-9; Sanudo, D/rtnï, XLV, 205, 316, 319, 523; H. Omont, Les suites du Sac de Rome par les impériaux ecc, p. 22, ed altre memorie cit. da D. Orano nelle note ai Ricordi d'i M. Alberini, Roma, 1901, p. 314, n. 2.
2. G. Lancellotti, Poésie ilaliane e latine di mous. A. Colocci, Jesi, 1762, p. 27.
3. G. Lancellotti, op. cit., p. 81 e passiin; P. de Nolhac, La bibliothèque de F. Orsini, Paris, 1887, cf. Indice.
4. L'amicizia del Colocci e del Tebaldeo, è ampiamente documentata dal Lancellotti, op. cit., p. 72, 87, 88 ; c. 19, 67. Per la vita e Tarte v. A.
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piacquero ai tempi suoi ed ora non si leggono che per dovere professionale, diede in quest'occasione una bella prova d'amicizia. Dopo aver subito la stessa sorte del Corsi, partiti i soldati, tra la confusione che regnava nella casa del Colocci tentô di mettere un po' d'ordine, incominciando dai libri. Anclie questa volta la disgraziata dimora fu assalita, il biblio-
tecario improvvisato percosso e quel che accadde ve lo
lascio immaginare. Al Tebaldeo non rimaneva che avvisarne l'amico, che avrà versato nel leggere questa lettera amare lacrime : « credo che tutti li libri siano andati in la mala hora » « li libri vanno in diverse mani ». Ne miglior sorte era toccata, a quel che pareva, alla libreria di un altro poeta, Benedetto Porto, ch'era stimato dei migliori compositori latini che avesse allora Roma. Cio che intanto succedeva délia Vaticana, il Tebaldeo non seppe, o non voile dire '.
Finalmente anche questa burrasca passô. Angelo, tornando a Roma, dimenticava per un momento, nella « Terrarum dea », le sciagure passate, si consolava tra gli unanimi sodali « tantis superstites ruinis », Antonio Nerli ^, Achille Estaço ^, Benedetto Lampridio *, Antonio Tebaldeo, Pietro Corsi, Lazzaro Bonamici ^, Gianfrancesco Bini ^ ed altri ".
D'Ancona, Del secentismo ecc, in StiidJ sulla letteratura italiana de primi secoli, Ancona, 1884, p. 191 ; V. Rossi, // Quattrocento, p. 389-91 ; F. Cavicchi, Intonio al Tehaldeo, in Gion. stor., Suppl. 8, pp. 106 sgg.; A. Luzio e R. Renier, Coltura e relaiioni letterarie d'habella D'Esté, Torino, 1903, p. 161; Debenedetti, Gli stiidl praveniali in Italia nel Cinqiiecento, Torino, 191 1, cf. Indice.
1. G. Mercati, Cenni di A. del Monte e G. Lascaris sulle perdite délia hibl. Vaticana nel Sacco del 1 ^2"], in Miscellanea Ceriani, Milano, 19 10, p. 605.
2. Fu in rclazione col Bembo, corne risulta deU'Epistolario di quest' ultime.
3. DeNolhac, op. cit., cf. Indice; Debenedetti, op. cit., p. 58, n. 12.