‹ Mélanges offerts à M. Henry LemonnierChapitre 95 sur 220 · A Monsieur Le Brun, peintre primaire du Roy à Paris · texte numérisé non relu

A Monsieur Le Brun, peintre primaire du Roy à Paris

« Di Roma, l’ult° di Gen® i683.

« Monsieur,

« Trovandosi il Sig"^ Viviani in Genova, nè sapendo quando veram*® egli sia per passare in Lombardia e giunger in Bologna, perché io più longam‘® non tardi a ricevere la vostra gratiss® lett® e quella del Sig*" Coypel, ambe in data delli 10 di qbre deir anno scorso, ha rissoluto inviarmele chiuse entro una sua in Bolog®. Cosi appunto egli di co là m’ ha scritto sin sotto il 8 di Genaro. Mà la lettera mandatami a Roma dal mio agente in Bolog* p® che al fine di Genaro stesso non mi è stata resa. Mi è stato necessario di fare si longa diceria perche sapiate la cagione délia mia tarda tanto risposta.

« E prima non posso esplicarvi il giubilo, che mi han recato i vostri a me tanto preziosi caratteri corne del magg. amico ch’ io m’ abbia al mondo; onde da ciô potrete comprendere quali cortesie io sia per fare al sud® Sig. Viviani da voi racomandatomi, e con p*° atî'etto io sia per prontam*® servirlo in tutto cio a che si estenderanno le mie forze.

« Voi, mio Sig'®, mi fate l’onor di addimandarmi nella vostra gentilss® lettera délia mia sanità. E corne volete voi, ch’ io non tenga divin tutta perfezione, hora che con la inefabile grazia impetratami da S. Mà m’ avete posso ben dire imbalsamata la vita. Vi giuro sù l’honor mio che tutti si stupiscono, e si rallegrano con me in vedere corne la gioia da me ricevuta nel novo regallo, mi ha formalmente fatto ringiovenire e divenire un altro da quello ch’ io ero. Cosi lo riconoscono e lo confessano il Sig. ambasciatore e Sig. card^ d’Etrô, il Sig.

avons quelque raison de croire inédite, prouve, avec son voi familier et ses protestations d’amitiés, la cordialité des relations entre le peintre de Louis XIV et son correspondant.

L’ouvrage 'dont la lettre à Le Brun annonçait la prochaine apparition et dont l’artiste était chargé par avance de remettre un exemplaire à Colbert, était une docte et énorme dissertation sur une énigme juridique VÆlia Laelia Crispis [sic). Le livre parut en effet en

Erard, il Sig. Gascar e tutti co’ quali tutto di si fà di voi e délia vostra virtù la dovuta commemorazione, e celebrando la vostra incomparabile lege d’amicizia colla quale vi obbligate, e incatenate i cori devoti del vostro merito, e del vostro nome ; corne più d’ogn’ altro hà ben giusta ragione d’essere eternamente il mio.

« Il mio libro è sotto il torchio, e in tanto se n’ allonga l’uscità alla luce, in q‘“ mi si mandano prima i fogli a Roma per la correzione, e rimandaroli io poi a Bolog® ove l’opra si stampa. Vi pregherô bene con tutto il cuore a farmi l’onore d’essere voi, che con le vostre mani lo presentiate al Sig' Colbert, al quale prendo l’ardir di dedicarlo. Voi solo lo potrete render grato ed accetto con la vostra efficacia, et energia, et io goderô di accrescere al numéro dell’ altre infinité mie obbligationi anche quest’ altra, di essermi voi stato mediatore al questo mio secondo attentato. Conservatevi in sanità, et a me conservate la vostra benevolenza, ch’ io stimo più che quai siasi cosa al mondo, essendo di Voi Monsieur,

« Vostre très humble et très obéissant serviteur,

« Carlo Malvasia.

« Vi ringrazio, mio Sig'® del libro vostro che mi replica il Sig' Viviani aver mi voi destinato. Ma per l’amor di Dio assicuratomi bene il recapito, che non andasse a mulo corne avvenne delle stampe reali la primo volta. Fate che un mercante di Parigi lo mandi ben sicuro in mano de Sig'' Brocchi, che essi si prendevanno la cura di farmilo tenere brievamente corne fece anco la seconda muta delle stampe reali, e di nuovo devotanP® vi riverisco » (Bibliothèque de l’École des beauxarts. Manuscrits, n® 555. — Les mots français se trouvent dans le texte).

Le peintre Viviani dont il est question dans cette lettre était originaire de Naples. Il fut agréé par l’Académie royale de peinture le 27 novembre i68i et reçu le i3 octobre 1682 {Procès-verbaux^ t. II, p. ig5).

CARLO-CESARE MALVASIA. 2IQ

i683, avec une dédicace et plusieurs pièces de vers en l’honneur du ministre.

En 1686, Malvasia publia une sorte de répertoire des peintures existant à Bologne sous le titre de : Le pitture di Bologna che rendono il passagiero disingannato ed istriiito. Il le signa de son pseudonyme académique d’Ascoso. Ce livre formait un complément pratique à la Felsina pittrice. Son titre seul nous montre quelle utilité il présentait pour ceux qui voulaient visiter avec fruit la vieille cité, en ce temps-là plus riche qu’elle ne l’est aujourd’hui en œuvres des maîtres qui l’ont illustrée. Ce petit guide fut très apprécié pendant plus de cent ans. Remanié par Zanotti, il n’obtint pas moins de sept éditions au cours du xviii® siècle, dont la dernière en 1792.

Malvasia prépara une étude plus spéciale, une monographie, comme nous dirions aujourd’hui, sur le cycle de fresques exécutées par Louis Carrache et ses élèves au couvent de San Michèle in Bosco d’après les vies de saint Benoît et de sainte Cécile. Les planches furent dessinées et gravées par Giacomo Giovannini, un de ces jeunes artistes instruits à l’Académie des Ottenebrati. Malvasia n’eut pas la joie de voir ce nouvel ouvrage qui sortit des presses un an seulement après sa mortL

Le dernier hommage qu’il rendit à sa chère cité, ce fut, avec les Marmora felsinea^ un recueil d’inscriptions romaines trouvées en grande partie à Bologne ou dans les environs^.

Il mourut le 10 mars 1693, âgé de soixante-dix-sept

1. Il parut sous le titre de : Il claustro di S. Michèle in Bosco di Bologna^ dipmto da Lod. Carracci, etc... descritto da Carlo Ces. Malvasia.^ ravvivato col disegno e Vintaglio da Giac. Giovannini. Bologna, 1694.

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