Ms. : Rome, erreur évidente
LIVRK XXX 613
Ambasciadore di Toscana ed in voce, mi è stato reppresentato esser giunta a V. E. ampia facoltà del Re Christianissimo in ordine ail agiustamento di quanto è seguito per l'eccesso de' soldati Corsi e chè mandandosi di qua persona a sentire da V. E., i sensi del Re Ella gli avrebbe significati prontamente. A questo avviso sentito da nostro Signore ho mandato l'Abbate Kospigliosi, mio capellano (?) perrice vere da V. E. quella parte che a lei placera di farli délia mente di sua Maestà, et de' suoi desiderii, confidando chè debbono esser tali che possono far conoscere al mondo la gran pietà del Re Christianissimo et la prudenza singolare di V. E. el' Suo particolar rispetto verso questa Santa Sede, come Monsignor Bourleymont mi ha attestato da sua parte, e dar campo a medi adoperarmi felicemente con nostro Signore in servizio di Sua Maestà, come son per far sempre con ogni premura possibile. La prego insieme di credere al signore abbate quanto egli le dira délia mia volontà di servirla. e a lui rimettendomi bacio a V, E. le mani.
« Roma le 3 di Ottobre 1662.
« Di V. E. Servitor vero*. »
M. de Gréquy, ayant reçu cet envoyé, n'entra en nulle négociation avec lui, parce que ne le voyant porteur d'aucun pouvoir du pape, il crut ne devoir point traiter de cette affaire avec lui, et se contenta de lui répondre en ce peu de mots :
« Ecc""o Re""** Signore, « Dal Signore Abbate Rospigliosi ho ricevuta la lettera di V. E. quale si è compiaciuta scrivermi a 3 del corrente. Ma havendo visto chè gli non sia ordine da Sua S**, dal quale venisse abilitato a poter tratter meco délie soddisfazionidovute alla Maestà del Re mio Signore, non mi è parso di baver campo di poter entrar con lui in concerto. Del resto ho pregato il detto signor abbate di assicurar l'E, V. délie mie rette inlenzioni e con questo io bacio le mani. « San Quirico, le 6 di Ottobre 1662* ».
La Gazette de ce temps-là augmentait toujours les sujets