LE NOZZE D’ ARGENTO DEGLI ZUAVI PONTIFICI
Domani, alla Basse-Motte, poco lungi da Saint-Malo, in Breltagna, nel castello del generale barone Atanasio de Charctte, si celebra una festa mililare insieme e religiosa, a cui si associeranno certo quanti hanno in pello un cuor capace di comprendere che cosa siano il valore spinto all’ eroismo e la devozione portata al sacrifizio, e quanto bello, naturale, armonico e formidabile ai nemici sia il connubio ds" virtü cristiane colle virtà guerriere : duplice, ammirabile, stupendis-
ÿ À À re # È
simo spetlacolo che si vide brillare nel corpo degli zuavi pontifiei durante tuto il decennio della sua gloriosa esistenza.
Mentre il famoso fate, ma fate presto del caduto di Sedan, licenziava gli eserciti di Cialdini e di Fanti a passare il Rubicone e la Marecchia; mentre dalla Toscana, malgrado l'acciacco delle grotte di San Lorenzo, minacciavano gli sbareali di Talamonce, ingrossati da tutto ci che di pit turbolento si agitava «à quei di nell’ ex-granducato; sotto gli auspici degli eroi di Costantina e di Moor (Lamoricière e Pimodan), veniva istituito il corpo degli zuavi pontifici (28 luglio 1860); ed ë questa data memoranda che domani gli avanzi di questa leggendaria falange celebreranno in Brettagna davanti il nunzio del papa, davanti ad Atanasio de Charette, già loro comandante in secondo (1), anzi, pit che comandante, loro genio ispiratore.
Brettagna, de Charette! Quali nomil Qual eco di Vandea € di crociate !
Molti forse leggendo il zuaro pontificio del Bresciani avran dubitato che l'ornamento romanzesco soverchi od almeno abbellisea la reallà storica.
Ebbene, no! Mai storia pit scrupolosamente esatta di questa venne scritta; e ne possono far fede gli stessi soldati piemontesi del 4860 e gli autentiei garibaldini del 4867; e più che altri lo possono attestare i Romani, che per dieci anni videro il zuavo pontificio modesto e compunto in Chiesa come un fraticello, terribile in campo, pietoso negli ospedali e nei lazzaretti, gran signore per facoltà e per modi nelle più elevate sfere della romana nobiltà.
Dopo l’ eccidio di Castelfidardo, un generale piemontese (se la memoria non ci tradisce o il Cerale o il Cugia) scorrendo il ruolo dei prigionieri, esclamd : Ah! questi sono i mercenari? Ma questo ruolo & una lista d'invitati a un ballo di Luigi XIV!
Infatti i pit bei nomi della vecchia aristocrazia di Francia et del Belgio erano fra quegli illustri vinti e prigionieri; i pit bei nomi delle crociate !
Ma se il Cadorna, dopo il suo ingresso in Roma, avesse dato un’ occhiata al ruolo di questo corpo, quintuplicato di numero, vi avrebbe trovato inseritti nuu solo i pit chiari nomi di Francia et del Belgio, ma d’ Halia, di Svizzera, di Germania, d’ Inghilterra, d’ Olanda, di Spagna, d’ Austria et di Polonia, e perfino dell’ America et dell’ Oceania; e non solo nel campo dell” aristocrazia e del censo, ma eziandio in quello delle scienze, delle lettere, delle arti et delle armi.
Si, eziandio delle armi, poichè anche dei vecchi ed autorevoli uomini di guerra avean abbandonato gradi elevati nelle milizie nazionali per indossare la giacca di semplice zuavo pontificio. E di questa giacca si era onoralto perfino un Borbone di Spagna, don Alfonso, cugino del re attuale.
(1) 11 comandante effettivo era il defunto colonnello Allet,
UE alla
gli an glio ariat isio oro
pne
L'ultima volta che noi vedemmo il reggimento zuavi pontifiei tutto riunito, fu il 29 giugno 1870 in piazza di San Pietro,
‘om erano belli quei cinque battaglioni di sei compagnie ciascuno, che variavano dal vecchia vigoroso, ma canulo, al giovincello quindicenne, ma aitante ; dal veterano d’ Africa, del Messico, di Cocincina et di Solferino (si anche di Solferino) — dai lunghi e fleri mustacchi, dalla folta barba, dal petto coperto di medaglie di guerra, dal volto abbronzito dal sole e solcato da cicatriei — all imberbe fancinllo, uscito allora allora di seminario e di collegio !
Eppure, questa legione cosi varia, si direbbe quasi cosi disordinata, era una famiglia in pace, era un turbine in guerra, perchè ognuno dei suoi membri era stretto da un comune santissimo intenta, perehè ognuno cereava, come supremo guiderdone, la morte !
Aleggiavano, si personificavano in questa pittoresea legione direm quasi l'universalità, lunità, Pl antichità secolare e la perpetua giovinezza della Chiesa; si leggevano in essa la storia del passato della Chiesa e la divina promessa che le à arra infallibile dell’ avvenire!
Sembrerà un idealismo esageralo; ma noi questo sentimento l abbiam provato, e pereid l’esponiamo,
Castelfidardo, Mentana, Albano e Patay : ecco i quattro punti eulminanti dell’ epopea dei zuavi pontifici.
A Castelfidardo soccombevano per la causa della religione ; a Mentana trionfavano per essa (Oggi à chiaro che il potere temporale, Funità d’Talia, ece., eran lustre e pretesti).
Ad Albano (durante il colera del 1867 che cbhe nel cardinale Altieri il suo Borromeo) gli zuavi pontifici furono ad un tempo infermieri e vespilloni, destando l'ammirazione di tutto il mondo civile, e molti caddero martiri della carità, senza croei e senza nastri di nessun colore, À Patay, col nome di volontari dell’ Ovest, morivano per la patria insieme e per la religione, perchè se i soldati francesi nel 1870 fossero stati tutti zuavi pontifici, ed i loro generali tanti de Charette, i Prussiani non sarebbero entrati à Parigi, e sul Pantheon profanato oggi non isventolerebbe lo stendardo tricolore, ed ove fu venerato | Altissimo, oggi non verrebbe esposto il cuore di Voltaire, cioë il enore di uno dei più scellerati e luridi mostri che abbiano disonorato | umanità ed ammorbalo la terra!
Ma torniamo ancora per un momento alla Basse-Motte, Guardate la bandiera del Sacro Cuore; guardate i trofei di Spoleto e di Castelfidardo; di Valentano, Ischia, San Lorenzo, Farnese, Bagnorea e Viterbo; di Monte Libretti, Moricone, Nerola e Mentana; di Roma, di Loigny, di Coulmiers e di Patay. Ë un intero sublime poema di sacrifizi, di eroismi e di glorie militari, di cui nessun maggiore hanno mai registrato nè la leggenda, nè la storia! ’
Te
Fes
Noi chiudiamo inviando agli ospiti e commilitoni di de Charette il saluto nostro, il saluto di Genova cattoliea, la quale vide con orgoglio tra i difensori delle Somme Chiavi parecchi carissimi suoi figli, che oggi sono l’ornamento € il vanto suo in : ogni grado ed esplicazione del civile consorzio,