etRev. signore pron mio colmo
Suavissima è stata verso di me la carita santa di V. S. 111. cliè si è degnata di conservar memoria di soggetto tanto indegno corne io sono et di darne un segno tanto amabile corne è stato il dono sacro délie venerandissime reliquie del granS.-Carlo ricevute dameper via di monsignor di Belley prelato di gran virtù. Et non so corne io poss mai ringratiarne corne si conviene V. S. I.
(I) Cette lettre traduite en latin a été publiée dans l'ouvrage : De vita et rébus gestis sancti Caroti Borromei , libri septem, — Mediola.nl pag. 1J.35 in notis.
se non facendoli humflissima riverentia et rostaiulo nel silentio quanto a questo; con darglie pero questo grato raguaglio chè in questi paesi di qua e per tutta la France si dilata el amplifica excellentamente la gloria et di-
votionc di quel l)eatissimo Santo con amiuirationc et stima cordialissima délia sua perfcctissima santita. E qui in particolare il giorno délia sua festa monsignor arcîvescovo di Lione esscndo venuto per favorirme délia sua presenza fece il sermone nella chiesa di nostri padri Barnabiti con tarita eloquentia apostolica,chè tutti ne resta ssimo rapiti di dolcczza et suavita. E non si puo dire con chè gusto furono sentite le laudi di quel santo. E col mezzo délie reliquie sue sonno seguite grâtie in niolti infcrmi, il chè fa credere chè Iddio vu oie chè la veneratione di quel suo servo cresca et fiorisca in questc bande. Se io avessi copia et uso maggiore délia lingua italiana e non tcmessi di esser importuno a V. S. I. mi stenderei in altre particolarità. Ma e anche ragionevole chè io stia nelli termini del rispetto dovuto ail' excellentissinia dignità sua et chè hasciandoli huiuilissimamente le sacratissime mani et pregandoli ogni vera prosperita fuiisca protestando di restar eternamente,
, Di V. S. 111. et Rev»,
Humilissin io et divotissimo servo ,
Fiiancj 3sco , Vescovo di Geneva.
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