I. Lettre d'Antonio Mini à Michel-Ange
(Lyon, 27 février 1531 [1532] K)
Michelangniolo mio, Io vi mandai una letera per le mane de lo Spina, che vi dicieva che io darei deta pitura a lui e faregli per vostro amore quello piaciere che voi m'avisansti per la vostra, la quale sapiate che one a un angio2 e tenpo da pensarvi su. Io volglio pingniare io quensta lèpre ; sapiate che ci è moltisimi chani che la vorebano pingliare loro e vorebano farssi belgli in chanpo loro e mostrare a Re l'afezione grade3 che gli ano portanto a Re délie fatiche d'altri. Ma sapiate che l'arano erata, perche insto forte chôme uno buono muro e onci4 talle apongio5 che la chaverei dele stelle. Bansta che
1. Je crois devoir noter ici, en italien moderne, les mots les plus difficiles de cette lettre de demi-illettré.