Comparez Malherbe, vers 169-186, p. 10 et n
■i'AÔ APPENDICE.
UX
<' O quanto denno à l'alta gratia Iode Quel fanciulletti, che moriron santi, Quando la crudeltà del fiero Herode Per ucciderne un sol, n'uccise tanti ?
Ch" inabili al mal fare, ed à le frode; Morir poteron, che peccare inanti ; E quasi fior, pria fian translati in cielo ; Che vento in terra mai gli oltraggi, 6 gelo.
« Quant' utile fù lor l'età novella, Tanto à me lasso la matura noce.
Essi non negar Dio con la favella, Come fec' io per tema de la croce ; Anzi perche non erano atti in quella, A trar de petti intelligibil voce ; Lasciando aprir le pargolette gole, Li dieder sangue in vece di parole.
« Non con la lingua, nô ; ma con la morte Si fer preconi eterni del suo nome ; E le madri vedran ne l'alta corte Corona à molti, a cui non vider chiome. O troppo rara sorte (se pur sorte A noi dir lice) senza saper come Si pugna, eterne palme havran di guerra; Eandran nel ciel, senza calcar la terra.
a Madri felici, che da vostri petti Sveller vedeste i dolci, e cari figli;