À M. LE COMTE ALGAROTTI
Aux Délices, 2 septembre.
Ritorno dalle sponde del Reno alle mie Delizie; qui vedo la signora * errante ed amabile; qui leggo, mio caro cigno di Padova, la vostra vezzoza lettera. Siete dunque adesso a Bologna La grassa, ed avete lasciato Venezia la ricca. E, per tutti i santi, perchè non venire al nostro paese libero, voi che vi dilettate ne viaggiare, voi che godete d’ amici, d’ applausi, di novi amori, dovunque andate? Vi è più facile di venire tra i Pappafighi che non è a me di andare fra i Papimani. Ov’ è la raccolta delle vostre leggiadre opere? dove la potrô io trovare? dove l avete mandata? per qual via? non lo so. Aspetto li figliuoli per consolarmi dell’ assenza del padre. Voi passate i vostri begli anni tra l amore e la virtü. Orazio vi direbbe :
Quum tu, inter scabiem tantam, et contagia lucri, Nil parvum sapias, el adhuc sublimia cures.
(Lib. 1, épist. xu, 14.)
Ed il Petrarca soggiugnerebbe :
Non lasciar la magnanima tua impresa.
La signora di Bentinck è, come il re di Prussia, condannata dal Consiglio aulico, e questa povera Marfisa non è seguita da un esercito per difendersi ?.