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CORRESPONDANCE DE RICCI ET DE TORRICELLI. 133 7. TORRICELLI A RICCI

G FÉVRIER 16i5.

[Discepoli di Galilno, t. XL, f° 97.]

Ho hauto una lettera di V. S. tutta piena di bellissime invenzioni, di che mi rallegro sommamente. Mi pare eh'ella tratti la materia con altra opulenza che Monsû de Fermât, per quel poco per° che potei accorgermi da un solo foglio mostralomi dal Padre qui ('), ma da me non inteso.

Del resto quel Sigre bisogna che sia un grandiss0 valentuomo. Egli è il primo in-ventore di lutte le proposizioni dell' infinité parabole; basterebbe questo, ma ha anco dell' altre cose belle, e con principij suoi nuovi che vuol dire ass;ii. Anzi i teoremi suoi sopra la materia délie parabole sono più universali assai de miei, poichè la sua definizione dice che la dignità AB (Jig- 34) alla CD, purchè queste siano del

Fig. 34.

medesimo grado, sia corne la dignità RE alla ED, purchè anche questo siano del medesimo grado traloro. Per esempio che

il cubo AB al cubo CD sia corne il quadrato HE al quadrato ED,

questa sarà una délie sue parabole ; ma la mia specolazione che pareva tanto universale, non comprende la sudetta parabola (2).

1 ' ) Voir ci-avant, p. 127-128 et 129.

( "-) Torricelli avait eu connaissance des travaux de Format sur les paraboles de degré fractionnaire, représentées par une équation de la forme a"> ) " — b" x"> (voir aussi ci-après p. 149, noto 2), par un envoi do Format aux géomètres de Paris, dont lo

V. S. dunque vedc che le specie délie sue parabole sono infinité volte più délie mie : e pure ha tutte le quadrature, tutti i solidi, tutti i eentri di gravita de piani c de solidi con moite altre cose mirabili in proposizioni bellissime e facilissirne da esprimersi. A me mancavono alcune altre cose da trovare in questa materia, ma non cercarù più, poichè intendo che il metodo di Monsù Fermât è comunicato agli ani ici suoi in Francia. Perb che gloria havreiquando ben trôvassi una cosa già divulgata, che si potesse sospettare che io l'havessi penetrata in qualche maniera ?Gonfesso bene che se Robervallio da principio mi mandava la vera defînizione forse io non trovavo nulla (')....

Quanto ail' infinité hiperbole et ellissi, V. S. si puô immaginare che io non lasciai di lentare, e che avanti a me v'hanno pensato coloro di Francia, ma vi si è trovalo dafarsi poco honore... (-).

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