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nostra Patria, non si stimarebbe vanità in me s'io mi attribuissi lo scriver correttamente in Inglese. E quando io foci il primo disegno di questo discorso, godevo di tranquillità assai per spiegar con maggior chiarezza cio che voleva dire, essendo che io feci nello spazio di quelli quasi dui anni ch'io fui continuamente su'l mare : durante il quale è ben vcro che quasi ogni giorno ebbi occasione di prepararmi a combattere con la mia flotta (essendo nel mar Mediterraneo circondata dalle forze. Francesi e Spagnuole (*), con chi avevamo allora guerra, c anche dalle Vinezianc), nientedimeno mi avvanzava tanto tempo, che se non fosse stato che per evitar il tedio (ancorchè il comando del Re fu il mio primo motivo), mi accingevo ogni giorno con premura a metter qualche cosa in carta, di modo che posso con ragione dire come quel piii dotto e gentil cavagliero di tutta la nazion Castigliana e prencipe de' loro Poeti, Garcilasso de la Vega (*M :
Entre las armas ciel sangrienlo Mario liurtè del tiempo esta brève suma, Tomando hora la spada, hora la pluma.
Ma poi che lei si degna voler veder de i meschini parti del mio stérile ingegno, ho volsuto farle parte ancora d'un altro trattaticiuolo che ho composto intorno alT infallibilità délia Religione Catolica, per dar soddisfazione a un' de' maggiori genii ch' io abbia mai conosciuto; e che finalmente l'ha convinto (^). Perche lui non si contentava di considerar Iddio come un Legislatore, chevolesse dimostrareil suo potere con dar premii o pêne secondo una volonta imperiosa, senza motivo ragionevole fondato in natura, e perô bisognb penetrar nella Filosofia
(*) Les croisières de Digby dans la xMéditerranéo avec deux bâtiments armés en course remontaient à ]6->.8.
(*) Ces vers se trouvent dans l'Églogue lU. Digby supprime entre le premier et le second le vers suivant :
Do apcnns bay quien su Turor contrarie
{Obras de GarciUiso de la Vega illustradas con notai. En Madrid, MDCCLXXXVllI,
(5) « A Discourse concerning Infallibility in Religion, written by sir Kenelme Digby to the Lord George Digby, eldest sonne of the Earle of Bristol ». Paris, 1662, in- 12.
della Religione, e perche cssa sia necessaria a gl' uomini. In una parola, bisogno combattere in lui tutte lo niaggiori forze de' piii dotti Sociniani (la piii terribil' setta d'Eretici che sia mai stata), nel che fare ho qui impiegato tutto'l vigore del mio debbole ingegno in una strada non calcata d'altri, e tutte le piu squisite espressioni che so della lingua nostra, e non ne feci stampare se non 3o copie per dar ad amici confidenti. Gli mando ancora un altro trattato Inglese, che ha fatlo gran ronaore in Inghilterra e che molti vogliono altribuire a me, ancor che sia sotto il nome del Signor Bianchi (conosciuto sotto titoh) di Thomas Anglus), per esser che i sentimenti delI'Autop e li miei siano precisamente gl'istessi (*). Dimando perdono de'l mio tanto importunarla, e hi riverisco, etc.
XCIÎI.
CLERSELIER A FERMAT Ç),
(l)., III, '|5; Bihl. Nat. fr. 3q8o, n. acq., f- 43-5o.)
Monsieur,
1. Je ne veux pas m'arréter beaucoup à vous faire des (»xcuses (Tavoir tant tardé à faire réponse aux deux vôtres. Tune du y et l'autre du lo*' mars dernier, pource que j(^ me persuade que vous croirez aisément qu'il m'a fallu des obstacles invincibles pour in'em- |)ècher di» satisfaire à temps à des témoignages si obligeans de votre suffisance et de votn» civilité. En effet, une maladie qui m'a détenu dans le lit presque tout ce temps-là, et qui m'a oté le moyen de pou-
( ' ) Thomas While, en dehors de ses ouvrages latins, publiés sous le nom de Thotnas Anglus, a composé un grand nombre do Traités on anglais. Digby désignait peul-clrc celui (|ui parut à Londres en iGVt». sous le titre : The CmundK of Ohcdioncc and (iovcrnnie/if.
{ - ) Ré[>onse à la Lettre XC. ùis.