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ARCHEVÊQUE DE BARI, NONCE APOSTOLIQUE A TURIN

Molto Reverendo Signore,

Fui avvisato dal Serenissimo signor Duca che V. S. doveva partir per Roma per procurar la restitutione délie cure et beneficii di Ciables et l'espeditione d'altri negotii attinenti alla religione cattolica in quelle parti, et per lettere poi di Monsignor di San Paolo * intesi ch' Ella era già partita. Et se V. S. mi havesse dato avviso in tempo di questa sua risolutione, non haverei mancato d' accompagnarla con lettere alli signori Cardinali di Santa Severina* et Aldobrandino **, se ben per diverse mie relationi sia notissimo a Sua Santità et alli suddetti Signori il merito délia persona sua.

Mentre io stavo aspettando con gran desiderio di haver nova délia giunta di V. S. a Roma, mi è capitata la sua di 18 di Décembre che mi ha data gran consolatione, havendo inteso il suo arrivo con salute, insieme col signor Vicario di Geneva *. Io spero che V. S. a quest' hora haverà riportato qualche buona risolutione delli negotii delli quali mi scrive ; ma con tutto ciô io non ho voluto lasciare, conforme alla sua dimanda, di raccommandarlo vivamente al signor Cardinal Aldobrandino et Santa Severina con alligate mie lettere, le quali V. S., secondo il suo bisogno, potrà presentare.

Credo che Ella haverà già inteso i' infortunio del nostro Padre Fra Cherubino*, il quale, al principio di Décembre, cominciô a patir delirio nell' intelletto et è andato sempre crescendo, si corne mi ha avvisato il Padre Guardiano di Annessi (2) et il Padre Provinciale (3), con lettere di 12 di Gennaro. Onde, per ricordo (sic) di Monsignor di Geneva, io ho risposto a quelli Padri che lo levino quanto prima di Tonone et lo riducano in qualche loco delicioso dove, lontano da occupationi, forse potrebbe, con la gratia di Dio, ricuperar l' uso délia

* Vide tom. praeced., p. 356, not. (1).

* Idem, p. 257, not. (2).

** Vide supra, p. 81, not.(i).

* Idem, p. 5, not. (1), et tom. praeced., p. 71, not. (1).

Vide supra, p. 4.

( 1 ) Ces lettres, la troisième exceptée, sont revues sur le texte inséré dans le Ier Procès de Canonisation. Elles sont inédites, sauf les lettres III, VI.

(2) Le P. Théodose de Bergame.

(3) Le P. Ange d'Avignon.

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ragione. Questo accidente mi è doluto in estremo ; ma finalmente bisogna conformarsi in quello che dispone la divina Providentia. Io ne diedi conto, con l' ordinario passato, al signor Cardinale di Santa Severina, et con quella occasione supplicai Sua Signoria Illma a voler procurar da Nostro Signore che V. S., con favorevole speditione, fosse quanto prima rimandata a Tonone, poichè senza la sua presentia io vedevo intorbidato il negotio délia conversione.

Sua Altezza sarà qui in Saluzzo fra tre o quattro giorni, dove io le parlarô a lungo ; et si va discorrendo che venendo il Re di Francia a Lione a primavera, forse potrebbe tornare in Savoia. Haverebbe Sua Altezza desiderio che Nostro Signore mi commandasse che io andassi, fatto Pasqua, a visitare li cleri di Savoia, et massime li regolari ; ma stante il contagio et la desolatione del paese, io non so che frutto si potrebbe fare, se ben dal canto mio io sarô sempre pronto di esseguir quello che mi sarà commandato. Et [se] questo carico mi venisse commesso, V. S. haverebbe da essere mio compagno individuo.

Con che fo fine, et me le raccommando di cuore, insieme con lo signor Vicario.

Di V. S. molto Reverenda,

Corne fratello affettionatissimo,

G. Cesare, Arcivescovo di Bari.

Di Saluzzo, a 28 di Gennaro, 1599.

Al Molto Rd° Sigre Francesco de Sales, Prevosto di Geneva. A Roma.

Molto Reverendo Signore, Tengo l'ultima di V. S. delli 17 di Gennaro, ricevuta a 4 di Febraro, con la quale mi sono rallegrato sommamente di havere inteso che Ella habbia havuta grata audientia da Nostro Signore et riportata speranza di essere ben spedita. Io vorrei che gli ordini di Sua Santità venissero precisi et precettivi, perché venendo commessi a me Ella sa le difficoltà che si passano con li ministri di Sua Altezza, laquale se ben sia zelantissimo Principe, nondimeno, per opéra di ministri, moite volte l'essecutione non è conforme alla intentione. Con tutto ciô, se il negotio verra commesso a me, io non mancarô di darle tutto quell'aiuto che humanamente per me sarà possibile.

Lettres de M°r Jules-César Riccardi

Il nostro Padre Fra Cherubino continua tuttavia nel suo delirio, et tanto più è necessario il presto ritorno di V. S., senza laquale, in cambio di far maggior progresso, dubito che si perderebbe l' acquistato. Et in questo proposito io ho scritto a Sua Santità tutto che ho giudicato a proposito per ottenere quanto prima favorevole espeditione di tutti li negotii per li quali V. S. è andata a Roma, et per la coadiutoria che desidera in persona sua Monsignor di Geneva.

Ho scritto vivamente al signor Abbate dell' Abundantia * che in ogni modo mi faccia piacere di deputare giudice di quel loco il signor Pietro Ducrest*, et spero senza fallo che mi gratificarà, et V. S. ne sarà avvisata ; laquale se potesse vedere l' infinito amore che le porto, si avvarrebbe di me con più libertà et confidentia. Io, per dar qualche stabilimento alla riforma di questo clero, credo che sarô astretto di fermarmi a Saluzzo per tutta Quaresima, et venendo V. S. qua, 1' abbracciarô et goderô con infinito mio contento.

Et in tanto, la saluto di cuore, col signor Vicario di Geneva.

Di V. S. molto Reverenda,

Corne fratello affettionatissimo,

G. Cesare, Arcivescovo di Bari.

Di Saluzzo, a xi di Febraro 1 599.

Al Molto Revdo Sigre, Il Sigre Prevosto di Geneva.

A Roma.

* Vide tom. praeced., p. 223, not. (1).

*Idera, p. 159, not.(t).

Molto Reverendo Signore,

* Son restato maravigliato che dopo la partita di V. S. da Piemonte io non habbia havute più lettere sue, le quali desideravo principalmente per intendere la sua salute et di Monsignor Rmo di Geneva, et per sapere qualche progresso délie cose di Tonone, et che risolutione Ella habbia riportata dal Parlamento di Ciamberi circa V entrate che si dovevano applicare alli curati dalla Religione di San Lazaro *.

Nostro Signore, per dar principio ad aiutar 1' opéra di Tonone, si è risoluto di mantenerci sei Gesuiti a spese sue, et me ha ordinato che, giunti che saranno, io li rimetta trentasei scudi d' oro il mese, a ragione di sei scudi d' oro il mese per ciascuno, delli spogli di Piemonte. IIP. Générale*, conforme alla volontà di Nostro Signore, ha dato ordine al P. Provinciale di Lione * di mandar detti Padri quanto

Vide Epist. cxxvn.

Cf. Epist. cxxvi.

* Vide supra, p. 437,

* Idem, p. 26, not. (1).

464 Appendice

prima a Tonone, et V. S. ne potrà anco far instanza al medesimo Provinciale per affrettar la loro venuta; li quali arrivati che saranno, V. S. me ne potrà dar avviso, col modo che haverô da tenere a far la rimessa delli suddetti dinari.

Circa il memoriale che V. S. mi lasciô sopra diversi capi che concernevano il servitio délia Chiesa di Geneva, io ne ho fatto più volte instanza a Sua Santità, laquale, pochi giorni sono, mi fece scrivere dal signor Cardinale Aldobrandino che haverebbe spedito un Brève in persona mia, dandomi facoltà di provedere a tutto ; et bisognerebbe che qualcuno lo solicitasse a Roma a nome di Monsignor Vescovo. Tra li suddetti capi ce n' è uno, del quale mando a V. S. copia, che patisce difficoltà per essere assai oscuro, et sopra il quale io non ho potuta dare altra informatione. Per intelligentia di esso si desidera cf. supra, p. 452. di sapere da V. S. se le prébende monacali * che si hanno da applicare per la sustentatione de' canonici theologali siano vacanti, oppure [se] si ha da fare l' applicatione per quando vacaranno. Di più, quanti priorati o monasterii si trovino nella diocesi di Geneva per poter fare la soppressione di una prebenda monacale per priorato o monasterio, et di più, se ci sia stato mai essempio che dette prébende monacali siano state applicate a canonici secolari, et in che maniera li monaci accettarebbono questa soppressione. Di più, perché V. S. dice che questi canonici theologali sono necessariissimi in molti luoghi, si desidera sapere in quanti luoghi sono erette queste chiese collegiate ; perché altre volte si dice che la diocesi di Geneva è copiosa di cure, ma non di chiese collegiate dove ci siano canonici theologali, non potendone essere più di uno per chiesa con l' assegnamento délia prebenda théologale.

Perô V. S. sarà contenta di darmi quanto prima distinta informatione sopra tutti questi particolari che sono necessarii di sapere prima che si faccia la soppressione délie prébende monacali ; et me le offero et raccommando di cuore.

Di V. S. molto Reverenda,

Corne fratello affettionatissimo,

G. Cesare, Arci vescovo di Bari.

Dal Mondovi, al primo di Settembre 1599.

Al Molto Revdo Sigr, 11 Sigr Prevosto di Geneva.

A Tonone.

Revu sur une ancienne copie conservée à la Visitation d'Annecy»

Lettres de M^r Jules-César Riccardi

Molto Reverendo Signore, * Mi è stata di gran consolatione 1' ultima di V. S. di 23 di Septembre, per haver inteso il donativo fatto da Sua Altezza di dodici mila scudi per la fundatione del collegio ; et se saranno riscossi eflèttivamente si potrà sperare che habbia da passare innanzi. In tanto, in essecutione dell'ordine che ho da Sua Santità, mando al Padre Stefano Bartolone, Rettore del collegio di Ciamberi *, cento et otto scudi d'oro, a fiorini tredici et grossi tre di Piemonte per scudo, per pagare alli sei Padri Gesuiti che hanno da stare a Tonone, a ragione di [sei] scudi d'oro il mese per uno ; et V. S. mi darà avviso del giorno che arrivano et quando comminci a correre il tempo, acciô si possa notare al libro de' conti délia Caméra Apostolica, et di mano in mano io mandarô anticipatamente ogni tre mesi il loro stipendio.

Ho mandato a Nostro Signore la relatione di Monsignor di Vienna sopra le cose di Tonone * laquale e tanto favorevole che io spero che Sua Santità allargarà tanto più la mano in promoverle ; et dal canto mio io ho fatto tutti gli officii possibili. Starô aspettando l' informations di V. S. sopra le prébende monacali che vorrebbe che Sua Santità supprimesse per erigere délie prébende theologali canonicali, et V. S., di gratia, rilegga ben la mia lettera del primo di Settembre, acciô l' informatione sia distinta et chiara corne Sua Santità desidera.

Aspetto con le prime lettere la facoltà di poter dispensare a quelli poveri huomini che contrassero matrimonio non sapendo che fussero parenti, et ne darô subito avviso a V. S., alla quale ricordando secondo il solito l'infinita affettione che le porto, me le offero et raccommando di cuore.

Di V. S. molto Reverenda,

Corne fratello affettionatissimo,

G. Cesare, Arcivescovo di Bari.

Di Mondovi, a xun di Ottobre 1599.

Al Molto Revdo Sigrc, Il Sigr Prevosto di Geneva.

A Tonone.

VideEpp.cxxvn,cxxx.

* Vide supra, not. (2).

Idem,p.2;,not.(i),(2).

Lettres

Appendice

Molto Reverendo Signore, vide Epist. cxxxm. * Il Padre Fra Cherubino mi ha scritta 1' alligata lettera di Roma, laquai ho voluto mandare a V. S. acciô riceva quella medesima consolatione che ho sentita io délie gratie che Nostro Signore ha concedute alla Casa di Tonone, per le quali essendosi già segnata la supplica, si trovarà tanto più innanzi la speditione quanto che sarà giunta l' informatione di Monsignor Arcivescovo di Vienna che si aspettava. Io me ne rallegro con V. S. di cuore, et l'assicuro che mentre mi fermarô qui non lasciarô di far appresso Sua Santità tutti gli officii possibili, corne ho fatto per lo passato.

Et con questo fine, me le raccommando di cuore, et bascio le mani alli Revmi Monsignori di Vienna et di Geneva. Di V. S. molto Reverenda,

Corne fratello affettionatissimo,

G. Cesare, Arcivescovo di Bari.

Di.Mondovi, a 20 di Ottobre 1599.

Al Molto Revd0 Sigre, Il Sigr Prevosto di Geneva.

Ciamberi.

* Vide Ëpp. cxxvi, CXXVII, cxxx.

Molto Reverendo Signore,

* Nostro Signore mi ha conceduto facultà di potere assolvere et dispensare quelli poveri huomini che havendo contratto et consumato il matrimonio, si trovarono parenti in terzo et quarto, et qui alligata mando l'assolutione et dispensa commessa al signor Vicario di Geneva. Sto aspettando risposta da V. S. délie prébende monacali da erigersi in prébende theologali canonicali, acciô di tutte le cose attenenti alla diocesi di Geneva si possa fare insieme una espeditione.

A Sua Santità è stata gratissima la relatione di Monsignor Arcivescovo di Vienna intorno aile cose di Tonone, et hora spero che infallibilmente si spediranno le Bolle dell' unione delli tre priorati che ha fatto a quella Casa, et insieme, di cinque cento scudi di pensione, per venticinque anni, sopra la Chiesa di Bizansone, con gli altri privilegi che già haverà veduti con la lettera del Padre Fra Cherubino che le mandai. Onde spero in Dio che il frutto crescerà sempre

Lettres de Msr Jules-César Ricgardi 467

più col mezzo délia diligentia di V. S. che è stata principal strumento di quest' opéra.

Con che fo fine, et me le ofïero et raccommando di cuore. Di V. S. molto Reverenda,

Corne fratello affettionatissimo,

G. Cesare, Arcivescovo di Bari.

Dal Mondovi, a 2 di Novembre 1599.

Al Molto Revd0 Sigre, il Sigr Prevosto di Geneva.

Molto Reverendo Signore,

* A 5 del présente di Décembre ho ricevuta la lettera di V. S. di * vide Epist. cxxx. 1 5 del passato, con due alligate di Monsignor Arcivescovo di Vienna, et mi è stato gratissimo d' intendere la sua venuta a Ciamberi et che in Sua Altezza habbia trovata la solita buona dispositione, et miglior hora del solito nelli ministri. Mi è stato anco caro che la presenza di Monsignor di Vienna porti giovamento aile cose di Tonone et che habbia ricuperato da Geneva un suo nepote *. * vide supra, p. 35,

Ho anco veduto, con mio dispiacere, che un altro mio piego di 20 di Ottobre, con una lettera di Fra Cherubino scritta a me, non le sia capitato, nel quale si contenevano le gratie concedute da Nostro Signore, quali io scrissi in compendio con la mia di 2 di Novembre. Et acciô Ella l'intenda meglio, le mando copia di quella lettera che il Padre Cherubino scrisse a me, non ostante che io veda che le potrà esser capitato appresso l'originale.

Circa quel punto che V. S. mi ha communicato confidentemente, che a Sua Altezza sia parso strano di non essere stata avvisata prima di ogni altro di quello che si è risoluto in Roma circa le cose di Tonone, io rispondo che il Padre Fra Cherubino non ha mossa parola senza partecipatione del Ambasciador di Sua Altezza *, al quai toc- *idem, p. 105,110t. (2) cava di darne conto al suo Principe; perche io, in questo particolare, non havendo ricevute altre lettere che quelle del Padre Cherubino , stavo aspettando l'avviso più sicuro per lettere del signor Cardinale Aldobrandino, senza le quali non mi soglio movere a dar avviso, ne spendere il nome di Nostro Signore, et senza espressa commissione. Et quando quelle gratie mi fussero state scritte dal suddetto Cardinale, io non haverei mancato di darne avviso a Sua Altezza, corne soglio

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fare in tutte le occorrenze ; laquale, in cinque anni che io son qua, ha potuto conoscere la mia osservanza.

Ho veduto F informatione che V. S. mi ha mandata circa le prébende theologali che Monsignor di Geneva desidererebbe di erigere nella sua diocesi, laquale ho mandata a Nostro Signore, havendone ritenuta copia appresso di me per tutto quello che mi si potesse replicare. Io non ho mancato di supplicare instantemente Nostro Signore cosi di questo corne di tutti li altri capi che Ella mi lasciô nel suo memoriale per servitio di Monsignore di Geneva ; et se qualche uno solicitasse appresso il signor Cardinale Aldobrandino, che si trova oppresso di occupationi, si haverebbono più presto le speditioni per le quali V. S. sia certa che io fo caldissimo officio.

Il Padre Bartolone mi ha scritto di haver mandato un predicatore in Tonone et sollecitato il Padre Provinciale, che sta in Avignone, a mandar li altri cinque ; ma perché mostra che non poteranno venire cosi presto, bisogna che V. S. Io tenga sollecitato et si sappia servire a tempo délia gratia di Nostro Signore. Dico di più a V. S. che bisogna tenermi avvisato più spesso délie cose di là, perché non è mezzo più efficace di tener scaldato Nostro Signore che andarlo raguagliando del frutto che si fa alla giornata.

Spero che Sua Altezza partira senza fallo per Francia et che Dio benedetto lo favorirà di farlo tornar ben espedito. Et con questo fine, a V. S. mi orTero et raccommando di cuore, et bascio le mani a Monsignor di Geneva.

Di V. S. molto Reverenda,

Corne fratello affettionatissimo,

G. Cesare, Arcivescovo di Bari.

In Mondovi, a 7 di Décembre 1599.

Al Molto Rev'îo Sigre, il Sigr Francesco de Sales, Prevosto di Geneva.

Molto Reverendo Signore, vide Epist. cxxxi. * L' ultima di V. S. di 9 Décembre, scrittami da Ciamberi, mi

capitô alli 29 di Gennaro (0, et intesi con la solita mia consolatione la sua salute et che fusse di ritorno per Annessi in Tonone ; dove

(1) Ceci est évidemment un lapsus calami, la présente lettre étant du 4 janvier.

p. 2b8, not. (2).

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aspettarô continue nove délie cose di quelle parti per poter tener raguagliata Sua Santità et scaldarla con questo mezzo a favorir tanto più la Casa del refugio di Tonone.

Circa il dubbio mosso dal Padre Rettore di Gesuiti *, se la facoltà * Vide supra, p 465. conceduta da Sua Santità a V. S. et al Signor Vescovo di Geneva di poter assolvere li heretici cessi o habbia a continuare nelF Anno Santo, io probabilmente credo che l' intentione di Sua Beatitudine sia di farla usare ; ma coii tuttociô ne ho scritto a Sua Santità medesima, et sapremo meglio la sua intentione.

Mi è dispiaciuta la sentenza del Senato di Ciamberi con laquale ha confermato il possesso all'avversario di V. S., et son di parère che Ella proseguisca le sue ragioni in Roma, dove io non mancarô di aiutarla con tutte le mie forze, corne son obligato. È venuto avviso qua che Beza* sia stato cacciato da Geneva, ma non havendomene vide tom. pr»ced. scritto V. S. altro con questa sua, credo che non sia vero. Et perche Sua Santità desidera di esser raguagliata minutamente di tutte le mutationi et accidenti di quella città, V. S. non mancarà di tenermene avvisato et scrivermi distintamente, perché io mandarô le medesime lettere sue in mano di Sua Santità.

Ha havuta Sua Beatitudine l' informatione che Ella mi mandô circa l'erettione délie prébende da farsi nella diocesi di Geneva, et il signor Cardinal Aldobrandino mi risponde che bisogna che vi sia a Roma un sollecitatore per ricorrere da Sua Signoria Illma per poter espedire quel negotio et quelli altri capi lasciati già nel suo memoriale, attinenti alla medesima diocesi di Geneva. Io diedi conto a Sua Santità del bisogno che si haveva di dar per habitatione alli Padri Gesuiti il monasterio di Frati di Sant' Agostino di Tonone, et mandai a Sua Santità la lettera che Monsignor Vescovo di Geneva mi scrisse in questo proposito ; laquale mi ordina ch'io faccia intendere al suddetto Monsignore che la sua volontà è che quella casa o monasterio si dia ad tempus alli Padri Gesuiti senza prejudiciare aile ragioni de' Frati, perché con lo tempo si potrà forse trovar modo di dar satisfattione ail' una et all'altra parte. Et mando a V. S. copia di duoi capitoli di lettere del Signor Cardinal Aldobrandino in questi proposai, acciô intenda meglio la volontà di Sua Santità et la sua ; onde V. S. mi potrà avvisare del nome del sollecitatore o procuratore che haverà da ricorrere al signor Cardinal Aldobrandino per l' espeditione délie prébende et altri capi, perché io li mandarô una mia lettera che li darà introduttione a Sua Signoria Illma.

Io mi trovo in estrema afflittione essendo piaciuto al Signore Iddio di privarmi del signor Cardinal Caietano, mio padrone, con il quale restano estinte tutte le mie consolationi humane. Prego V. S. ad

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haver memoria nelli suoi sacrificii di quell' anima benedetta, et con basciar le mani a Monsignor Arcivescovo di Vienna, a lei mi offero et raccommando di cuore.

Di V. S. molto Reverenda,

Corne fratello affettionatissimo,

G. Cesare, Arcivescovo di Bari.

Dal Mondovi, a di 4 di Gennaro 1600.

Al Molto Revd0 Sigre, Il Sigr Francesco de Sales, Prevosto di Geneva.

Molto Reverendo Signore,

* vide Epist. cxxxm. * Più presto del solito m' è venuta 1' ultima di V. S. di 17 di Gen-

naro scritta d'Annessi, 1' havendo io ricevuta a 30 ; et ail' istesso tempo essendomi occorso di scrivere a Roma, mandai l' alligato plico

* vide tom. prœced., di V. S. al signor Présidente Fabro *, diretto al mio agente che P. 1 , not. (1). haverà cura di recapitarlo subito. Mi sono rallegrato di haver inteso

prima [délia malattia] la convalescenza di V. S., et spero che con la consolatione spirituale che godera a Tonone ripigliarà anco le forze del corpo.

* vide supra, p. 47, Io ho un dolore intensissimo d' intendere che il signor Novelletto *

et altre persone ecclesiastiche di valore non si possino trattenere costi per mancamento di commodità, et se bene la volontà di Nostro Signore sia ottima, nondimeno si vada dilatando per puro difetto di persone che sollecitino a Roma. Io non manco di prendere quai si voglia occasione per sollecitare et importunare ; ma finalmente le lettere non operano corne fa la viva voce et corne farei con la presenza se mi trovassi in Savoia. Il Padre Fra Cherubino era buono instrumento per scaldare et sollecitare, ma li suoi Superiori con lo tenendo lontano da Roma mi fanno dubitare che non lo tengano del tutto risanato del suo humore malinconico ; onde, in absentia sua, sarebbe manco maie di darne carico al signor Présidente Fabro, che tirasse inanti l'unione delli priorati conceduti da Nostro Signore alla Casa di Tonone : che havuta questa gratia, si potrebbe appresso tentare qualche altro aiuto da Sua Beatitudine.

Quant.0 alla visita di Savoia, io, se ben sia stracchissimo et poco atto, non son per ricusar mai nissuna fatica in servitio di Dio benedetto e* délia religione cattolica ; ma non conviene che io sia quello che lo propona o lo ricordi. Quando la Sua Santità lo me commandi,

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io sarô prontissimo a obedire ; et in quel caso, li Cavallieri di San Lazaro credo che si risolverebbono di rendere più facilmente le loro commende, perché io [non] vorrei se non una facoltà assai ampla da Sua Santità, et se non la sapessi mettere in essecutione sarebbe mia colpa.

Io scrissi a V. S. a lungo a 4 di Gennaro et aspetto risposta di quelle lettere, et in particolare che il Signor Vescovo di Geneva dia conto a qualche sollecitatore in Roma appresso il signor Cardinale Aldobrandino per haver la speditione délie prébende theologali et altri capi concernenti alla sua diocesi, sopra li quali mi ha scritto ultimamente Sua Signoria che ne farà spedire Brève spéciale quando vi sia persona che lo solleciti.

Et con questo fine, a V. S. mi offero con tutto l'animo et bascio le mani al Signor Arcivescovo di Vienna et a monsieur d' Avully.

Di V. S. molto Reverenda,

Corne fratello affettionatissimo,

G. Cesare, Arcivescovo di Bari.

Di Mondovi, al i° di Febraro 1600.

Al Molto Revd0 Sigrô, Il Sigr Francesco de Sales, Prevosto di Geneva.

Molto Reverendo Signore,

A 4 di Gennaro io scrissi a lungo a V. S. et medesimamente al primo di Febraro, et starô aspettando ch' Ella me accusi la ricevuta di esse, con la data délie giornate, per poter far li duplicati in caso che qualcuna di esse fusse smarrita ; et V. S. si ricordi di tener sempre quest'ordine nel darmi risposta.

Ho ricevuta 1' ultima sua di 24 di Gennaro et me son tanto rallegrato del suo ritorno a Tonone quanto mi son contristato délia morte inaspettata del signor Prior di Tarentasa (r), havendo io perduto un grand' amico et una persona molto honorata, et la quale poteva essere molto utile al Signor Arcivescovo* et alla Chiesa di Tarentasa. * Vide supra, p. 23, Perô questo è il fine délia conditione humana, et ci resta di pregar n° ' Dio benedetto a darli requie, et a noi gratia di servirlo finchè giunga F hora nostra.

( 1 ) Jean-Philippe Chevallard, docteur es droits, vicaire général de l'Archevêque de Tarentaise.

472 Appendice

Io ho ricevuto due lettere del Padre Bonaldo ( » ) che non contengono altro se non che si fa frutto ; ma perche Nostro Signore non si contenta délie cose universali, et V. S. è anco informata délia diligentia esquisita del signor Cardinale di Santa Severina, io essorto il Padre a scrivermi più spesso et più minutamente di tutto quello che passa cosî circa le scole corne circa la conversione degli heretici et devide supra, p. 465. votione delli Cattolici. Mando al Padre Rettore di Ciamberi * un' altra polizza di cento et otto scudi d'oro per 1' altro trimestre, et mi contento che l' altro sia comminciato al primo di Novembre, se ben loro non giunsero se non verso la fine di Décembre ; et questi 108 scudi serviranno per Febraro, Marzo et Aprile.

Et perché presuppongo che in questo tempo V. S. si trovi molto occupata nelle solite sue fatiche délie prediche non aggiungero altro, se non assicurarla en' io la tengo sempre scolpita nel cuore, si corne mérita la singolare sua virtù et bontà. Et me le offero et raccommando con tutto 1' animo.

Di V. S. molto Reverenda,

Corne fratello afFettionatissimo,

G. Cesare, Arcivescovo di Bari.

Dal Mondovi, a 24 di Febraro 1600.

Al Molto Revd0 Sigre, Il Sigr Francesco de Sales, Prevosto di Geneva.

(1) Le P. François Bonald, de la Compagnie de Jésus.

p. 45, not.(i).

Molto Reverendo Signore, Per via di Ciamberi horicevuta una lettera di V. S. di 12 di Marzo, vide tom. praeced., et poi dal signor Barone di Civrone * me ne è stata mandata un' altra di 24, nella quale mi ha accusate le mie di 14 di Gennaro et del primo et vintiquattro di Febraro. Quella di 12 io ho mandata in mano di Nostro Signore acciô gli serva per ricordo et stimolo di effettuar qualche cosa circa le gratie di Tonone ; et presto haveremo risposta circa li capi di convalidare li matrimonii contratti in grado prohibito senza dispensa, et di ottener l' altra per quella figliola che si vuol maritare con quello suo parente in quarto, et la risolutione circa l'assolvere gli usurarii.

Intanto ho sentito molto piacere che li Padri délia missione facciano

Lettres de Msr Jules-César Riccardi 473

frutto et che il numéro degli heretici di Tonone sia ridotto a poco, et

che nell' abbadia dell' Abundantia V. S. habbia trovato minor scan-

dalo di quel che si supponeva ; et poichè l'Abbate délia Novalesa* ci * cf. tom. prœced.

tiene manco monaci di quel che doverebbe, io do facultà a V. S., in

caso che esso se li habbia appropriati a se, di sequestrar in questa

ricolta prossima li frutti délia sua badia, per impiegar a beneficio

d'essa Chiesa tutta quella portione che esso indebitamente si ha tolta :

et cosi F esseguisca in mio -nome.

Ho sentito dispiacere infinito che il Signor Arcivescovo di Vienna resti tanto gravato del mal dell' occhio destro, et spero in Dio che col caldo et con un cauterio se ne potrà liberare. V. S. gli basci caramente le mani da mia parte, chè io non gli scrivo per non darli gravezza di leggere la lettera et di rispondere. Et a V. S. mi offero et raccommando di cuore.

Di V. S. molto Reverenda,

Corne fratello affettionatissimo,

G. Cesare, Arcivescovo di Bari.

Dal Mondovi, a 20 di Aprile 1600.

Al Molto Revd0 Sigre, Il Sigr Prevosto di Geneva.

Molto Reverendo Signore,

Dal signor Barone di Civrone mi fu mandata pochi giorni sono una lettera di V. S. di 20 di Aprile, con un' altra inclusa di Sua Altezza per il signor Abbate délia Novalesa, nella quale si ricercava a voler dar tre prébende délia sua badia dell' Abondanza al signor dottor Novelletto ; et conforme a l'instantia di V. S., non mancai anchor io di scriverli efficacissimamente, se ben non era necessario che io m' interponessi dove concorreva l'authorità di Sua Altezza*. * Cf. supra, P. 47. Il suddetto signor Abbate mi ha risposto quello che V. S. vederà dair alligata sua lettera, offerendo di darli una prebenda che solo dice esser vacante et che, per servire Sua Altezza, 1' haverebbe tolta ad un suo parente al quale 1' haveva promessa. Io haverei desiderato di ottener più per il suddetto signor dottor Novelletto, il quale V. S. potrà render sicuro che mi trovarà prontissimo a farli sempre servitio.

474 Appendice

(0 Mandai a Nostro Signore la lettera che V. S. mi scrisse in materia délie usure et délie convalidationi de' matrimonii, et supplicai anco Sua Santità a volermi dar facoltà di poter dispensar gratis quella figliola che voleva contrarre matrimonio con un suo parente in quarto grado. Sua Beatitudine si è contentata di darmela benignamente, et qui alligata V. S. haverà la speditione. Quanto poi alla convalidatione de' matrimonii et la remissione délie usure, il modo che V. S. propose piacque a Sua Santità et se ne è contentata, dandomi tutta la facultà necessaria, corne V. S. vederà dalle alligate copie di tre lettere del signor Cardinale Aldobrandino. Questa medesima facultà la subdelego a V. S. acciô faccia tutto quello che potessi far io se fussi présente ; et sapendo io la sua prudentia et circonspettione, mi assicuro anco che 1' usarà in quello modo et a quel tempo che giudicarà espediente per beneficio di quelle anime.

Et con questo fine, me le offero et raccommando di cuore. Di V. S. molto Reverenda,

Corne fratello afTettionatissimo,

G. Cesare, Arcivescovo di Bari.

In Mondovi, a 16 di Maggio 1600.

Al Molto Rd0 Sigre, Il Sigr Francesco de Sales, Prevosto di Geneva. In Tonone.

( i ) Ce second alinéa est publié ici pour la première fois d'après le texte original; il a été donné en substance dans la version latine et dans la version française de l'Histoire de saint François de Sales par son neveu Charles-Auguste.

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