LETTRE DE DON JUSTE GUÉRIN (!) A D. BOERIO, GÉNÉRAL DES BARNABITES
Benedicite Pater.
* Essendo in Annessi, fu pregato nostro R. Padre Provinciale (5), *videP. iao,not.(i). con molta instanza, da Monsignor Rmo Vescovo di Geneva, aciô fosse contento esso et dare licenza et autorità a nostri Collegiali d'Annessi di rimettere, o per vendita o per commutazione, un certo spazio di sito d'un cantone d'un pratticello ove è una peschiera del nostro Collegio, alli Fratti di S. Domenico, aciô essi rimettino altrettanto sito del loro giardino, necessario per la fabrica d'un monastero di Monache fondato et eretto da detto Monsignor Rmo. Et per moverli maggiormente a fargli la grazia, gli ha monstrato una lettera missiva del nostro Padre précédente Générale (4), per la quale egli rimetteva tutto questo negozio in petto di detto Monsignor Rm0, atteso il singolare affetto che sempre ci ha monstrato in tutte le occasioni ; il quale all'hora non esegui secondo la rimissione fattagli, parte per causa délie sue moite occupazioni che lo tirarono fuori délia sua diocesi, parte ancho perché vedeva che alcuni de nostri Padri di Annessi lo facevano tanto mal volentieri che non ne restavano contenti, et sperando detto Monsignore, o di fare contentare li detti Padri di S. Domenico che non ricercassero detto sito da noi, overo di sforzarsi di disporre in modo taie la fabrica di detto monastero acciô non havesse bisogno di detto sito. Ma tutto gli è stato impossible, perché è talmente angusto il luogho che non sene puo passare, et gli detti Domenicani amorevolmente non si sono mai contentati ; anzi, di più et di peggio, alli giorni passati hanno mossa lite contro le dette Monache per il già fabricato *, per il che viene interrotta la ■ vide P.86, not. (1),
... . ,. .. ,. . .. ., . ^ , . . Epist.MCDLXII, etp.275,
fabrica et h santi dissegm di Monsignor Rmo, al quale nncresce not. (1). estremamente et l'uno et l'altro.
( 1 ) Voir le tome précédent, note ( i ), p. 171.
(2) Voir ibid., note ( 1 ), p. 381.
( 3 ) D. Urbain Peyra, élu provincial pour le Piémont et la Savoie au dernier Chapitre général, arriva le 10 juillet 1617 à Annecy avec D. Juste Guérin, et en repartit le 21 août. (Acta Collegii Annessii.)
(4) Le P. Jean-Ambroise Mazenta (voir tome XVI, note (2), p. 190).
436 Appendice
Et havendo havuto risposta dal nostro R. P. Provinciale ch'egli non poteva dare autorità di alienare, l'ha pregato et me instantemente acciô ne scrivessimoalla Sua Molto Reverenda Paternità, pregandola, et li RR. PP. Assistenti, acciô si compiacia di rimettere parte di detto sito, et dia quella facoltà che sarà necessaria alli nostri per alienare, o per vendita o per commutazione ; et promette detto Monsignor Rm0 che sarà in evidentem utilitatem nostram, et dice che vole che li nostri •videEpist.McccLxxm, stessi Padri siano giudici di questa évidente utilità *.
Di più, essendo noi giunti in Torino, fu ricercato detto nostro
• videtom.xm,p.345, Padre Provinciale dal Serenissimo Prencipe Cardinale di Savoia * et
• vide tom.xvi,P. 104, délia Serenissima Infante Margarita, Duchessa di Mantova *, alla
quale detto R. Padre parlô, et di propria bocca lo pregô instantemente di fare tutto quello che potrà, et pregarne da parte di Loro Altezze Serenissime la Sua Molto R. P. aciô per ogni modo sia fatta la grazia a dette Monache, délie quali ella è la protettrice et il Serenissimo Prencipe Maggiore (O protettore, aile quali sono affezionatissime Loro Altezze per la molta bontà di dette Monache, a beneficio de quali in questa parte dice che impiegarà il favore del Serenissimo Ducca suo padre (2), se farà di bisogno, et de tutti suoi fratelli li Serenissimi Prencipi (3).
Per il che, havendo inteso le suddette et seguenti cose, nostro R. Padre Provinciale et io insieme, di comune concerto, scriviamo questa alla S. M. R. P., et la nostra opinione, sottoposta perô a quella di S. M. R. P., che non si puô negare questa grazia : poichè quando habbiamo opposto che nel contratto ch'habbiamo fatto con la città d'Annessi v'è scritto che non alienaremo li béni di detto Collegio ; et di più, che alcuni délia città m'hanno detto che più presto litigaranno con noi che permettere che sia fatta alcuna alienazione, Loro Altezze Serenissime hanno risposto che quando i lorosudditi sapranno che taie è la loro volontà, nessuno d'essi contradirà, perché essendo necessario detto sito per la fabrica di detto monastero, vogliono che per ogni modo li sia rimesso ; atteso che il sito del Collegio è grandissimo et questa parte non è di nécessita per la fabrica nostra, et che si esibisce ampla sodisfazione, rilevandosi d'ogni indennità, anzi facendo detta alienazione in nostra utilità : si che gli pare che concorrendo la nécessita di dette Monache, et un poco di nostra commodità, la charità et una certa equità vole che tal cosa si faccia ; et per tanto, che si contentiamo noi solamente, che faranno
(1) Victor-Amédée, prince de Piémont (voir le tome précédent, note ( r ),
(2) Le duc de Savoie, Charles-Emmanuel Ier (voir tome XI, note ( 1 ), p. 168).
(3) Les princes Victor-Amédée, Maurice et Thomas.
Lettres et pièces diverses 437
bene contentare li altri che si volessero opporre. Hora, vedendo la risoluzione di Loro Altezze Serenissime, pare che non possiamo fare di meno, perché habbiamo bisogno di loro ogni hora.
Di più, mi scordavo di dire che detto Monsignor Rmo ha promesso che ci comprarà una casa immediatamente annessa ad un altro pratticello pur nel sito stesso del nostro Collegio, dell'altra parte, che sarà altrettanto sito, et farà fare ancho un'altra peschiera più bella di quella che di présente habbiamo ; et questo si puô fare, perché habbiamo un canale del lago che inonda di tutta quella parte nostro Collegio. Di più, Tistesso canale d'acqua ch'ora è peschiera et che si rimetterà alli Fratti, sempre perseverarà nello stesso corso suo et purgarà i luoghi comuni, i quali di présente sono in fondo di detto canale, ma perô da banda nostra ; et quando faremo fabricare, forsi che bisognerà levargli d'indi. Et questo tutto possiamo fare commodamente, perché possiamo tirare tanta aqua et per tutte le parti del Collegio che vogliamo.
Quanto a me. id est Don Giusto, altre volte è stato contrario a questo, perché temevo che alcuni de nostri boni amici d'Annessi non s'inimicassero ; ma hora che vedo che tutto questo si farà senza perdere l'amicizia loro, et non facendolo forsi che perderessimo quella delli Serenissimi Prencipiet Prencipesse, che pure più importano, sono di parère che si faccia la grazia, perché non facendola perdaremo più di quello che vale tal sito ; et anche farla per charità, più principalmente *. * ^'^e Epist. mcdxxi,
et p. 213, not. (1).
Aspettando dunque la risposta, chiedo la sua benedizione et mi raccomando aile sue dévote orazioni et santissimi Sacrificii. Di Torino, alli 15 Settembre 161 7.
D. Giusto.
Revu sur l'Autographe conservé à Milan, dans les Archives du R. P. Provincial des Barnabites, au collège Saint-Barnabe.
43^ Appendice