‹ Œuvres (volume 2)Chapitre 94 sur 175 · PBIVATO B1BLIOTKCARIO DEL RE DI NA.POLI, ETC · texte numérisé non relu

PBIVATO B1BLIOTKCARIO DEL RE DI NA.POLI, ETC

Foggia, 24 marzo 1807.

Si vahs benè est, ego valeo. Valeo si ; ma ho avuto febbri e raffredori, ed altri incommodi che m'hanno insino a questo

rnomento tolto il piacere di potervi scrivcre. Minacciato tuttavia prima che assalito da si fatti malanni, ho presto dato di piglio ail' usata medicina, mar.giare poco e faticare assai; con questa panacea e l'ajuto di Dio, mi son guarito di modo che sto corne una lasca; e, se sapessi che di voi fosse lo stesso, sarei contento quanto pub essere un galant' uomo. Qui à FogLria, cib è, in terra latronum, pullulano i ladri, ed - è un' arle il rubar cosi onorata e profittevole, e senza perij coli, che tutti la voglion fare; chi collo schioppo, chi colla i penna, e meglio anche al tovolino che alla macchia. Gran fatica si prépara ai futuri Tesei. Ma parliamo d'altro. Questa brutta commissione impostami per commando regum timendorum in proprios grèges non va avanti, ços\ non posso più sperar di rivedervi mm hirundine prima; anzi dubito e temo di dover più e più mesi stare lontano da voi, il che non era niente necessario a farmi gustar la vostfa veramente aurea conversazione. Affè di Dio, don Ciccio mio, dacchè vi lasciai non ho trovato con chi baraltar due parole. Qui vengo a cercar muli, ma son tutti asini che in vederli mi fanno esclamar : dov' è il caro don Ciccio qui turpi secernit honestum? Dov' è il padre abate che dovea venir con me? Ma quanto fù più accorto a non patirsi mai da voi; e don Giuseppe nostro coll' amabile consorte sua; e donna Giulia, tutti vi piango ; mi pare mille anni di rivedervi tutti. Ma quando sarà, Dio lo sa.

Ora, che vi pare del mio scriver toscano? per me, credo scrivervi cruschevolissimevolmente; ma se a caso, questo mio cicalare non fosse proprio di nessuna lingua per voi intelligibile, basta, v' è noto l'affetto mio, e se non troppo m'intenderete, indovinerete almen quanto verrei ; ma non so significarvi meglio. Vale, fac ut me âmes et valetudinem tuam diligentissimè cures.

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