‹ Œuvres (volume 2)Chapitre 96 sur 175 · AL SIGNOR MARCHESE TACCONI · texte numérisé non relu

AL SIGNOR MARCHESE TACCONI

Foggia, 10 maggio 1807.

Mi spiacque assai, signor marchese, di dovermene andare corne feci da Napoli senza vedervi prima, e ringraziarvi délie tante finezze che usaste a me ed al mio Senofonte; ma Dio voile cosi. Anche i giorni innanzi alla mia precipitosissima partenza, fui più volte da voi, ne mai mi riusci di trovar voi o gente vostra in casa. Trovai bensi le chiavi dello studio che mi furon al solito date dal guarda portone ; ma per quanto cercassi di voi e del padre Andrès, non mi venne fatto di scoprir nemmeno in che parte vi foste involati dal mondo, ne quando s'aspettasse il vostro ritorno quaggiù. Cosi mesto e dolente mi convenue partire, lasciando, sulla parete délia disabitata stanza, scrilto col mio lapis un lacrimoso vale, che ancora forse ci potrete vedere accanto all'orologio, e credo sarà Vultimum vale giacchè posso viver poco, se per la noja si muore.

Fate queste mie scuse, per l'improvisa scapata, m'ho da giustificare di non avervi scritto più presto ; di questo poi ne dovete accusare la mia poca salute. Dacchè sciolsi da Napoli Finfausto legno che per la strada naufragb, (maledetti sian tutti i calessi di piazza), oltre all'indicibile rammarico ch'io provai in dovermi separare dagli amici; presero a farmi guerra e febbri e catarri si pertinacci, che uniti colle fastidiosissime cure del mio brutto carico, non m'han lasciato finora pace ne riposo da poter dar nuove di me a nessuno. Mentre a voi sopratutti mi premeva far présente la grata memoria che ho ed avrb sempre délie vostre amorev&li premure erso di me; non so se dico bene, vorrei che vi fosse note

l'animo mio, la mia riconoscenza ; nia >k corne straniero 0 transalpino, poco pratico di quest' idioma, non sb trovar le parole clie naturalmente ci saranno per ispiegare tali affetti Voi medesimo dunque, signor marchese, ajuta terni un poco per carità; immaginatevi quanto puô esprimer in buon tos cano un cuor pieno di gratitudine, e questo sarà appunto quel che vi voglio dire.

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