Opere varie, italiane e francesi
Viproducendo in questo volume le Descrizioni e Illustrazioni di antichi monumenti del Museo Francese ^ ne soccorse al pensiero ciò che scrisse il Barthélémy al conte di Caiìus , allorché, venuto in Italia, porlossi a Roma, e visto il Campidoglio, La première fois que fy entrai, die' egli , jc sentis le coup de l'électricité. Je ne saurais vous décrire Vìmpression que me firent tant de r'chesses rassemblées. Ce n'est plus un cabinet , c'est le séjour des Dieux de ^ancienne Rome, c'est le Lycée des philosophes ^ c'est un Sénat composé des ?-ois de l'Orient. Que vous dirai-je ? Un peuple de statues habile le Capitole , c'est le grand livre des Antiquaires (i). Ma se questo gran libro , senza vedere i Palagi e le Ville Albani, Barberini, Borghese, Farnese, Giustiniani, L"udovisi , Mail.-i , lloidanini ; senza visitare i IMusei Rircheriano, Borgiano, Valenti, Marefoschi , Antouelli , facevagli allora si gagliarda impressione, che avi-ebb' egli detto rientrando nell'eterna città, quando i sommi pontefici Clemente XIV e Pio VI al tesoro Capitolino il nuovo tesoro aggiunsero Vaticano ? Se dapprima ei dicea: N'espérons plus de former d- pare ''Ics Col'ections : nous vivons dans un pays de fer pour les antiquaires. Je rougis mille fois par jour de ces infinimcns petits monumens qui sont dans notre infiniment petit cabinet des antiques: je rougis de Vavoir montré aux ét-angers : qu'auront-ils pensé de l'intérêt que je prenais à tous ces bronzes de sept à huit pouces de hauteur, à css deux ou trois télés mutilées dont je voulu' s leur faire
{t\ f^qyage en Italie, Lettre XV.
IV PREFAZIONE
ad;:iivtr la §rai:d/iir ci la rartU ! Fuunjuvi iPai-je pas élé averti P (i): ceitametile dappoi, occupato da ìììììs'UoIo slupoie, gli snrcbbero mancali concetti addiccvoli ad esprimere r allissiraa sua aixiniirazione. Di circa sessanta nìila statue ricca era allora Vinclyta Roma potens {:•) ^ né paini strano che il dolio Accademico Parigino, amatore caldissimo dell' arti greche e romane, ne rinoanesse da maraviglia supremamente compreso.
Per verità molto povero nel lyjj , t[uando scrivcsa il Barthélémy, era il JMuseo di Parigi, ed oltracciò assai depravato era colà il buon gusto dell'arti, massimamente per la statuaria circoscritta al solo pregio decorativo. A malgrado che poscia nel 58 si fosse accollo il medagliere del De Cary, nel 62 porzione di quello del De Cleves, nel 74 i monumenti scoperti a Rennes , nel 76 la collezione del Pellerin, nell' 87 e 88 i nummi adunati dal Cousincry e dal DEnueiy, nel 91 alcune preziosità delle Badie di S. Dionigi, S. Genoveflii , e d'altri celebri monasteri, si polca bensì quel Museo reputar dovizioso di numismaliche rarità;, ma quanto a' bronzi e marmi scritti o figurati, appena meritava la! nome. Le statue donale dallo Strozzi a Francesco 1 , i monumenti recati dalla Grecia dal Noiiilel e dal Fourraont, quelli o scoperti nella Francia o d'altronde pervenutivi , erano sparsi ne' palazzi, ne' giardini reali e in altri pubblici luoghi; e se i monumenti dell' arti allora solo tornan proficui, che raccolti e ordinati si spiegano a vicenda, e s'illustrano, e guidan la mente degli studiosi alla scoperta del vero e del bello , ognun vede che dispersi in luoghi o lontani o riposti, ad allro servir non poteauo che a vana pompa, e ad inorgoglire il fasto dei lor possessori. Per conoscere poi in qual conto que' cimelj si avessero da chi reggea la somma delle cose nell' anziidetto anno 1791, vuoisi ricordare Gilbert Homme presidente della Deputazione all'istruzione pubblica, il quale étant venu , dice il Cointreau , au nom des Comités du Gouvernement visiter le Cabinet des Médailles , '7 ine
(0 Vovage en Italie, Lctt. V.
(2) Obcrlin, Moiium. Orb. Anliq. psg. 127.
• PREFAZIONE V
fil part de Vintention où était Vautoriic iVcnvojer une partie de ce trésor à la fonte (i). Divisamenlo vandalico, e ben degno d'i chi , atterrando templi ed altari, struggendo edificj e monumenti d' ogni maniera , immolava suil' ara esecrabile dell'avarizia e dell'ambizione gli uomini per integrità e sapere più insigni , e facea della Francia oppressa una carcere , delle città un cimitero.
Siccome però tra l'infuriare de' venti e il tenebrore di orribil procella sorge tal fiata un astro fidgente che rincora 1' abbattuto nocchiero , cosi dalla rea congrega di que^ furiosi usci finalmente una voce che impetrò grazia per l'arti, e ne cessò il guasto e la strage. 11 saggio La^ rochefoucauld prescrisse che nella ruinosa vendita che allor facevasi, ad ogni più vii prezzo , de' pubblici averi, fossero ritenute quelle nazionali memorie che o per antichità o per isìorico e artistico pregio meritassero d' essere conservale. Cos'i el.'be oiigine il Museo de' Monumenti francesi ^ che tanto debbo alle cure del benemerito Lcnoir. E perchè ciò volevol rimedio non parve a moderare la indegnissima distruzione che nullameno dovunque se ne facea , insurse neilAdunanza Legislativa il Dusaulx , e il 22 agosto del 1792 arditamente esclamò: Les monumens du despotisme toìiihent dans tout Is Royaume : mais il faut épargner, conserver les monumens précieux pour les "arts. Je suis instruit par des artistes célèbres que la porte Saint-Denis est menacée. Sans doute, consacrée à Louis XfP', au plus fer des despotes, elle mérite toute la haine des hommes libres. Mais cette porte est un chef'd^oem're , et à peu de frais elle peut être convertie en un monument national que les connaisseurs viendront admirer encore de toute l'Europe. Il est question aussi que le parc de Versailles .... Qui l'oratore fu interrotto, dicendoglisi : Qu''on le laboure: ed egli : oui qu'on le laboure , mais qu'on respecte les arts. Eh quoi ! Nous, nés dans les arts., nous éclairés du Jlambeau de la philosophie , nous ne défendrions pa<, ces monumens qui en sont la gloire? Je ne sais pas qui m\i parlé ; mais quel qu'il soit, il ni' a porté dans Vante un
(i) Histoire abrégée du Cabinet des Médailles et Antiques, p. 1%.
VI PREFAZIONE
coup semiblc. Les arts appartìcniìenl à la philosophie. Eneourag^'Z , respectez ceux qui les cultivent. Je disnis que le parc de P^ersailles était aussi menace'. Ah! pourrait-on Idisser détruire les Platon , les Sénèque , ces Iiomnies divins, après lesquels nous n'avons rien inventé. IL est vrai que nous avons été plus loin qu'eux : car nous avons exécuté ce qu'ils ne croyaient pas possible. La porte de Saint- Denis ., le parc de P^trsailles contiennent des antiques , des antiques même aristocrates qu'il ne faut pas perdre. Gardons-les comme un simulacre d'horreur. Qii'on puisse dire dans la postérité : il j a deux mille ans que des despotes pesaient sur la terre. Ces despotes ne sont plus. Pour moi qui adore les arts , qui demande grâce pour leurs chefs-d'oeuvre , je donnerai, si l'on veut, la clef de mon cabinet , on n''j trouvera pas la figure d'un roi (i).
Chiediam perdono al lettori se per servire alla storia abbiam rifinito il veemente llivellar del Dusaulx , al quai tuttavia fece plauso il Cambon con paiole eziandio più avventate ; per lo cbe alla prefata Deputazione ne fu aggiunla un'altra più numerosa, e lor si assegnarono 3oo,ooo franchi per supplire alle spese a tal bisogna occorrevoli ; ed essendosi ad entrambe associali il Guytton, il Barrère, il Dusaulx, il David , il Sergent, potè quest'ultimo il aS luglio del 1793 notificare all'Assemblea che la Galleria del Louvre era ormai fornita per modo , cbe , a detta di quegli artisti , vinceva le più belle d'Europa. Propose che il io agosto fosse aperta a benefìcio comune , e vi si allogassero le statue e i quadri eh' erano ancora a Fontainebleau , al Luxembourg , e tous ceux que l'on prodiguait aux courtisans et aux courtisannes , et que ces femmes impures transmettaient à leur postérité, quoiqu'ils fussent des propriétés nationales inaliénables comme toutes les autres (2). Ciò fu eseguilo; e all'impero dispotico del terrore succeduto essendo un reggimento meri fiero, il pittore David propose e fece decretare la eletta di parecchi artisti e lelte-
(1) Moniteur n. 237. lyO', p- 1004.
(3) hi. n. 54. 1793, pag. Syg.
« PREFAZIONE VII
rati, con grado e iiffRio di CoRservatori del Museo dell'Aiti, che vegliassero la custodia di quelle preziosi là : quindi l'ab. Grégoire, dopo avere deplorato Io spieiato eccidio e la barbarica distruzione che si avea fatto non meno d' egregi uomini che di monumenti , nella tornata del m dicembre del i7C)4 pubblicamente affermò qu'on comwence à sentir que les arts sont un des preni'trs éU'-nen'! dont se compose le bonheur social. IL n'ont plus de détracteurs que quelques hommes à vues étroites ou perfides (i) j sicché da ultimo a di 20 giugno del 179^ il Nazionale Convegno stanziò che les antiques, telles que les médailles , les monnaies ^ les bronzes , les inscriptions, les pierres gravées recueillies dans la Bibliothèque nationale , et dans d'autres maisons nationales, seront déposés méthodiquement et offerts au public dans des salles de cet établissement (2) ; ond' ebbe incremento notabile quella Raccolta di antichità , e co- , minciamento il IMuseo Centrale delT Arti nel palazzo del Louvre; il quale coli' industria, coli' amore e con discreto dispendio polea divenire in breve tempo uno de' niù copioni ed in'ìigni d'Europa.
Imperciocché se il solo raccoglierf" ciò che è sparso basta più volte a formar tesoro, gran servigio si avrebbe renduto alle scienze e alle arti, adunando i preziosi avanzi delle antichità che sparsi ne' palazzi e giardini reali, nelle chiese e ne* chiostri (oggetto allora dell* odio pubblico), andavano, quasi merce abbietta e spregevole, miseramente infranti e distrutti. E servigio anche maggiore e degnissimo di laude e gratitudine perpetua sarebbe stato lo suscitare le sepolte reliquie di Arles, Autun, Fréjus, Narbonne, Nimes, Oranges, Poitiers, Vienne, e di tanti altri luoghi che furono municipj o colonie rinomatissime a' tempi romani. Per rispetto ai palagi e giardini , veggasi in questo volume quante statue , busti e marmi pregevoli, a malgrado di tant* ira e di tanta ferocia , salvati furono dalla ruina (3); e per le anzidette città
(1) Moniteur n. 87. 1794, p. 364.
(2) Id. n. 263. 1795, p. io6i.
(3) Pel Louvre, V. a pag. 2J, 69, 78, 224, 328, 35i, 35"[; pcr VersaiUes a pag. 33, i3i, 220, 3o4, 3(8, 326, 352, 339, 3^4, 366, 370, 388, 408, 45', 4/7) 5^-^; P^i" Trianon a pag. 12, 309, !^o\\ per Ecoiien a pag. 283, 284, 373, 38o ; per il Richelieu a p. io5, 292, ^^3, 294, 309, 3i6, 3ig, 417 ) P'r Fontaincbl^.tii a p. 449? ^^'
vili PREFABIONE
r anfiteatro , il teatro, le terme, gli archi, il pretorio, di cui molti resti si veggono ancora, fan fede certissima ddl' antico splendore di Arles, detta Gallula Roma da Ausonio (i), e da Prudenzio Praepollciis Arelas (2). Una folla di marmi scritti e figurati attestano la sua antica magnificenza e il suo buon gusto nell'arti (3). In Autun, l'antico jéugustodunum , óì tÒv a).).ov /oóvov à5;>yoù; àva'/oocO^avrìc aviToùì Pwpzt'wv (4) , <7«' primi Senatorum in uihc jus adepti siint (5|j vestigi si veggou tuttora di un antico teatro, e sappiamo che spesso nello scavare si trovano marmi di paesi lontani e assai rari , e iscrizioni , sarcofagi , statue e medaglie non poche. In Fréjus ci ha porzione di un anfiteatro , e da più altri segni si riconosce come fu giù florida e grande città, e non solamente militar coionia romana formata dalla legione ottava , e onorata di due titoli, come abbiamo da Plinio, e delta illustre da Tacito , ma fu stubil soggiorno per assai tempo d' un' armata navale costituita nel suo porto da Augusto , non meno che a Ravenna e al Miseno , di che diede cenno Strabone (6). Ciò che affermiamo di questi luoghi valga pe' molt' altri che omettiamo per brevità. Le sol de la France , dice Grivaud de la Vincelle, est une mine inépuisable pour les antiquair( s : dt-puis des siècles on en retire chaque jour des nionuniens de toute espèce qui ntlestenl l'ancienne splendeur de la Gaule : maii ces restes pi ccieux de l'antiquité sont le plus souvent détruits, oubliés et perdus. Nous avons déjà plusieurs fols exprimé le voeu que nous réitérons ici , que le Gouvernement voulut établir un Musée tout-à-fait national, dans lequel on rassemblerait tout ce qui est épars en France des monumens qui y ont été recueillis. Nous sommes persuadés qu'avant très-peu de temps celte collection pourrait rivaliser avec celles d'Italie , et présenterait un haut intérêt aux Français qui comme
(1) De lauti. Arci, et cpist. XXIII, v. 81.
(2) Pirisleph. I. IV, 35.
(3) Millin, Monumens antiques inédits, T. II, p. 291.
(4) Fiutare, in Caes. p. laç.
(5) Tarit. Ànn. L. XI , c. 25.
^6) V. Maffci , Galliac antiquitates , p. 14^.
PREFAZIONE IX
nous aîtacherit du prix à tou! ce nui peut augmenter Vii- Insiralion de leur patrie (i). Da quanto a caso anche ultuuamente rinvennesi ad Ornay, Baune, Alizé, Labatie , Mont-Saleon, al Luxembourg, a Bei'nay, di leggieri si può dedurre che se nel 1793 praticate si fossero accuratissime scavazioni ed indaguii intorno ai ruderi d' indubitabile romana età, certamente non Sitrcbbero tornale mfiuttifere. L'admirable héros grec combattant , de bronze , qui fait partie de la Collection de M. le duc de Bldcas ^ la belle 3Iiuerve 'Costumée clans V ancien style, et plusieurs bronzes du cabinet de M. le comte de Pourtalès Gcorgicr^ ont élé découverts en Dauphîné , et donnent la plus favorable idée des antiques que la terre doilj receler, et que des fouilles bien dirigées en feraient découvrir un grand nombre (2). Moite altre non dissimili attestazioni potremmo addurre se ne fosse il bisogno.
Ma chi tenea la Francia in balia anziché custodire , rintracciare e porre nella dovuta onoranza le proprie dovizie , stimò più addicevole alla sua dignità e al suo decoro l'appropriarsi le altrui. Le falangi repubblicane condotte da giovane valentissimo Capitano si precipitarono, a guisa d'impetuoso torrente, dall'Alpi^ e sebbene egli promettesse salvezza della religione, delle proprietà , de' costumi ; sebbene vantasse di voler proteggere le scienze, le arti, gl'ingegni (3); sebbene dichiarasse a suol commilitoni che rétablir le Capitole , j' piacer avec honneur les statues des héros qui le reiidirenl célèbre, réveiller le peuple romain engourdi par plusieurs siècles d'esclavage, serait le fruit de vos victoi-
(i) Recueil des Monumens antiques, Préf.
(p) De Clarac, Descript, des Antiques, ec. Sec. Suppl. p. i5.
(3) In una lettera al celebre astronomo Oriani il prode Generale dicea : Tingile les sauaiis à se réunir et à me proposer leurs uues sur les moyens qu'il y aurait à prendre, ou les besoins qu'ils aiu-aient pour donner aux sciences et aux beaux-arts une nouvelle vie et une nouvelle existence. Tous ceux qui voudront aller en France, seront accueillis avec distinction par le gouvernement. Le Peuple Français ajoute plus de prix à l'acquisition d'un savant mathématicien, d'un peintre de réputation, d'un homme distingué, quelque soit Vètal qu'il profèsse , que de la ville la plus riche et la plus abondante. A Milan, f) prairial, an. IV (24 œaggio 179G).
X PKEFAZIONE
res : elles feront èpoqu-i dans II postérité , vous aurez la gloire immortelle de changer la face de la plus hclle partie de P Europe (i) : pure non appena occupò il Ducato di Parma, che per segnare quesC epoca di gloria immurialc^ per mutare il volto d' Italia in tristo e sparuto di giojoso e fiorente ch'era dianzi , patteggiò lo spoglio des plus superbes monumens de peinture et de sculpture qui le décoraient (2); giunto a Milano ed a Modena, vi fece uguale bottino \ e procedendo animoso nel cuore della invidiata Italia , ai Quinqueviri Francesi scrivea : La Commission des Savans a fait une bonne récolle à Ravenne j Rimini j Pesaro , Ancone ^ Loreto et Perugia: cela sera incessamment expédié à Paris. Cela, joint à ce qui sera envoyé de Rome ,
NOUS AURONS TOUT CE ÇU'îL r A DE liZUU EN ITAUS ,
excepté un petit nombre d'objets qui se retrouvent à Turin et à Naples (3). ÌN'è questi due regni furono salvi , che depredaronsi anch' essi non molto dopo, e spogliaronsi di quanto ci avea di più raro e prezioso.
In vano la giustizia e la ragione riprendevan quest'onte^ aflermando le scienze e le arti formare da gran tempo in Europa una repubblica veneranda , i cui membri uniti fra loro dall' amore del bello e del vero , anziché isolarsi nelle rispettive lor patrie, mirano ad accostarsi ed a strignersi co' vincoli d'una univcrsal fratellanza : che cos\ nobile sentimento reggersi e trionfare si vede anche fra l'armi e le sanguinose discordie che spingono le nazioni a Incerarsi ed opprimersi : che quanto cospira a tener vivo e fervido tal sentimento, sorgente faustissima della comune civiltà, spetta a tutti i popoli, e ninno ha diritto di spegnerlo , togliendone gli alimenti, che lo nudriscono e vigoreggiano, per disporne a capriccio. Invano la giustizia, la ragione , la morale dicevano doversi l'attuai prosperità alla generale coltura delle scienze e dell'arti , la quale ha proscritto dal diritto pubblico dell'Europa l'assurda, inumana politica che rende
(i) Moniteur n. 238, 17 mai 1796; n. 254, ^ i"'" '79^-
(2) Id. n. 240, 19 roaj 17965 Oesodoarcls, Histoire de la Répw blique Française, T. I, p. 142.
(3) Moniteur n. i65. 1797, p. 687.
PREFAZIONE XI
gli uomini e le cose proprietà del più forte , e stabilisce I;i scliiavitù. Invano gli artisti e gli stessi sapienti francesi çiidavano che 1' antica Roma esiste tuttavia ne' suoi monumenti ivi posti coli' ordine della natura , la qual non vuole sieno collocati altrove^ ch'essa è l'Atene non delrjtalia sola ma dell'Europa, dove da tutte parti concorrono i migliori ingegni per istruirsi e perfezionarsi , e che la decomposizione di que' Musei sarebbe la morte di tutte le cognizioni dell' arte. Non ostante queste verità luminose, un oratore nel Parigino Liceo, fedel interprete delle cupide voglie di chi maneggiava il governo: Ce n'est pas da snng, esclamava j que le Francois demande. Ce ne sont point des esclaves , ni même des rois qu'il veut enchaîner au char de la Victoire; ce sont les dépouilles glorieuses des arts et de l'industrie dont il est curieux de décorer ses trioni' phes. C'est à cette passion dévorante des grandes âmes , à Vamour de la gloire , à l'enthousiasme des grands talens que les Grecs durent leurs étonnons succès. C'est ainsi qu''ils vainquirent à Salamine et à .Marathon. C'est ainsi, c'est, animés des mêmes senliniens, que nos phalanges triomphantes s'avancent escortées du Génie des arts et suivies de la douce paix (i). E per inasprite la piaga che questo Genio predatore nel seno dvW Italia facea , per rincrudirne viemaf^giormeiite lo spasimo, il Commissario Thcuin accertava che i monumenti delle scienze e deifarti non le venivan levati se non che per sottrarli au pillage d'une soldatesque ignorante el devastatrice des aut'cs puissances , e per metterli sous la sauve-garde de la I\cp::blique Française (2). E SI l'uom dotto ignorar non polca come Innocenzo IV, Martino V, Eugenio IV, Giulio !I, Leone X, Clemente VII e tanti altri sommi Pontefici avessero curato la grandezza e la conservazione delle romane memorie con impegno e zelo e dispendio di gran lunga maggiore di quanto n' ebbero usato nelle rispettive lor città capitali tutti insieme i Moiiarchi d'Euinp 1. Ignorar non potea che senza estranea tutela erano que' monumenti da gran
(0 Moniteur n. a53. 1796, p. io3o. (a) Id. II. 3i4. 1797, p. 1258.
XII PREFAZIONE
tempo ben gLiiinliti nelle ilecorose Pinacoteche appositamente costruite in quelle stesse città il cui snolo per tanti secoli serbali loro li avea; ignorar non potea che Carlo VHÏ, Francesco I e Carlo V imperatore, occuparono anch'essi Tìoma e l' Italia , ma osi non furono di levarne pure un busto, un dipinto, una statua; e cosi praticò il gran Federico padrone due volte di Dresda , e così gli Austriaci e i Russi allorché fu in lor potere Berlino. Questi Piincipi , a' quali il dotto Commissario impartiva l'odioso predicato di tiranni e di despoti , molto bene sapeano che i monumenti usciti all' aprico sono un prodotto intrinsecamente unito al terreno che li ha conservali, e che t;li appartengono com' eredità degli arcavoli, ninno potendo , nemmeno il principe, senz'abusare dell'autorità conferitagli, privarne i legittimi possessori. Olir' a che, ognun sa , che quanto appartiene aiLi cultura dell'umano ingegno dall' Europa civilizzata oniai si reputa escluso dai diritti della guerra e della vittoria ; e riguardasi come sacro e inviolabile a guisa del vascello che in tempo di guerra portava F illustre Cook a dar compimento all'idrografia del globo abitabile.
K ben giova credere che anche Francois de Neufchaleau si facesse gioco della umana credulità quando in solenne concione superbamenìe dicea : G race à la philoso- ])hie, soe.uv de la liberté^ nous ne sommes plus dans le tems où ces rares productions du génie des artistes , ces marbres animés par les ciseaux contemporains de l'raxiti'le ou de Phidias , enfin ces prodige.^ antiques, deshonorés par le triomphe d'un insolent Consul , ou d'un César usuV' pateur y suivaient^ honteux et costernés, le char d'un con- (juérant , et venaient dans les murs de Rome repaître Vignorant orgueil de ces patriciens qui avaient ravi ces dépouilles, sans en connaître la valeur^ et qui ne sentaient y en ejfet , dans leur possession que la jouissance odieuse de Casservissement des peuples et de l'fschivage du monde (i). Imperocché chi mai erano ì Capitani e i Commissari della Francese Repubblica se non la viva figura dei Proconsoli e de' Questori antichi, in ciò solo diversi, clie
(i) Mointcur b. 3 3 '797) P- i?-^"!-
PREFAZIONE XUI
(il qiipsli rimari memoria che Publio Scip-one tJinìerensibuK ^ Tbermi'anis ^ Gclcnsibus , Jgrìvcntinis ^ lSìcuIìs omnibus , Carthagine capta, qiiae cjuoiuiani fuerant sublaUt ^ re.^titfiemìa ciiravìt (i) ;, mentre di quelli non vi La in luUa Italia un sasso, nna parete, una linea dove legger si possa i^randibus Uteri s , come nella base del simulacro di Diana a Seizesle , P. Africani nonieii incisum, euìmjue, ' C':7rihagii:c capta, rexl-iuiiòse perscripluin (2). E quelle romorose adunanze legislatrici non erano forse le intorml larve del Senato Romano , il quale tuttavia censurò Claudio IMarccllo per aver renduta Roma oggetto d' odio e d'invidia', couducendo in essa e traendo in trionfo i bellissimi arredi e i simulacri di Siracusa , perocché non pur gli uomini , ma gli stessi Dei facea schiavi (3) ? Prosegua pure il Neufchateau proclamando che un autre esprit anime la pompe du g Thermidor : avant d'arriver parmi nous ces chefs- d' oeuvre , témoins des exploits des Français, ont vu l'émancipation dhine partie de l'Italie: ils laissent ces beaux lieux peuplés d^hommcs heureux ; ils n'abandonnent point les murs qu'ils habitent comme indignes de leur présence ; il \'iennent seulement prendre la place qui leur est duc , en décorant le berceau de la liberté de tant de ISations. La vertu les a déplacés, c'est elle qui les accompagne ; ils entrent dans Paris à la suite de V Espérance i ils portent la promesse de la félicité publique ; ils racontent la victoire; il nous prédisent le bonheur ; et ils ne se présentent que chargés des voeux de vingt Peuples pour la prospérité française (4) : l' equità , la giustizia, il buon senso animoso risponde , che se la libertà consiste nella depressione dell' Italia, nel disertare la insigne metropoli dell'orbe cattolico; se la virtù sta nella rapina, la felicità nell'essere depredati, conculcati j scherniti , più efficace incitamento dar non potevasi a' popoli , perchè i più fervidi voti facessero per la ruina d' una repubblica che creava i figli, come Saturno, per divorarli.
(1) Cic. in rerr. lib. II, e. 35; Uh. IV, e. 33. (3) Cic. l. e. lib. IV, e. 34.
(3) Pliilarc. in Marceli.
C4) Monilew 1. e.
XIV PREFAZIONE
Ognun sa che molle cagium lìiiiiite concorsero a far dell' Italia e di Roma un JMuseo generale , un compiulo deposito eli quanto conviene allo studio e al progresso dell'arti. La classica terra che Plinio appellava Diìs sacra (r) è la sola che nel soqquadro a cui soggiacque l'Europa si possa dir privilegiata dalla natura per la geografica sua posizione, per la soave temperatura del clima, per l'ingegno svegliato e la beli' indole degli abitfinli , soprallutlo per lo possesso e la conservazione d' innumerabili monumenti e d' illustri tradizioni locali; preziosi doni che le procacciarono 1' aver essa in gran parte difeso il suo suolo feiice dal funesto contagio dell' ignoranza e della barbarie che infettò TOccidente sino al secolo sestodecimo. Ognun sa che le ani patiron.o bensì anch'esse in Italia nel medio evo deplorabili calamità pubbliche; ma tuttavia spente non vi furoo giammai. Templi, edificj, statue, bassirilievi , musaici, avorj e metalli preziosi maestrevolmente operati avanti il i3oo fan prova che anche ne' tempi della più fitta caligine qui ebbero l'aiti di che conforlaisi. Come i Chiostri ci conservarono le preziose reliquie della greca e latma sapienza, perchè i r>lonaci erano i soli che sapean leggere, mentre l'Europa tutta non sapea che combattere; così Roma raccolse, mantenne e riaccese il fuoco vivo dellarti, perchè i sommi Pontefici erano 1 soli sovrani letterati , mentre gli altri non erano che sovrani guerrieri. Da questa non mai preti^rmessa cultura derivò la straordinaria precocità delle buone lettere e dell'arti belle, il rapido loro sviluppo, e la sorprendente cccelk-nza a cui salirono , allorché le altre nazioni ne ignoravano n(»n solo i modi, ma il nome. Non ci ha scrittore alcuno imparziale e sincero che alla Italia non conceda volentieri il glorioso nome di madre e nutrice delle scienze , delle lettere e delle beli' arti. 11 favore di cui qui esse hanno goduto , e il fervore con cui si son coltivale e ne' più lieti tempi del romano impero , e ne' fortunati seculi del loio risorgimento, le ha condotte a tal perfezione, e a tale onore le ha sollevate, che gli stranieri e quelli ancora tra essi che della lor gloria son più
(lì Hi,t. Nat. lib. Ili, e. 20.
PREFAZIONE XV
qeîosi , sono costcelti a confessare che da cjui mosse primieramente quella si chiara luce che balenò a' loro sguardi , e che gli scorse a veder cose ad essi fino allora ignote. Pn'mn ic.rrarum Italia^ dice il Casaubono , ad liane pclmam omipandam e diuturno torpore tunc demum expfrgefacta scsc conci lavila et nationihus aliis per Europnm excrnplnm , quod imilarentur, praebuit (i) ; e il D'Alembert : JVous .serions injustes si nous ne reconaissions point ce que nous devons à L'Italie. C'est décile que nous avons récit les sciences, qui depuis ont fructifié si abbondamnient dans toute VEurope ; c'est à elle sur-tout que nous devons les BeauX'^rls et le bon goût, dont elle nous a fourni un grand nombre des modèles inimitables (2). Siffatta primazia si riconobbe cotanto nel glorioso secolo xvi, che tutti i principi stranieri fecero a gara per avere alle lor corti qualche famoso letterato o artista italiano , e li colmarono d'onori e di distinzioni, se li contesero fra loro, e allorché i principi furon ira noi, si recarono a gloria di averli vicini, di conversare con essi, d'esser ritratti per loro mano, di accarezzarh e preferirli a' lor cortigiani ; e liloli , ed ordini equestri , e pensioni lautissime , ed ogni sorta di splendidezza prodigarono verso di loro, perchè ben riconobbero che in tal modo onorando le scienze e le arti , molto più di luce queste retribuivano su di loro stessi, e sui fasti delle loro nazioni. Ci ha egli chi ignori gli onori impartiti a Tiziano da Carlo V, gl'inviti ripetutamente fattigli da Filippo li di portarsi alla sua corte? Ci ha egli chi ignori i favori onde furono ricolmi Leonardo e Benvenuto da Francesco I, e l'onore in cui furono in Francia tenuti i famosi artisti e letterati italiani del prefato secolo XVI, che vi portarono ogni sorta di gusto, di eleganza, di magnificenza ?
Or questa precocità, questa maravigliosa eccellenza nell'arti, quantunque alla feracità e svegliatezza si debba degl'italici ingegni, pure vuoisi attribuire ancora, e non a torto, allo studio e alla contemplazione dei monumenti ,
(0 Epist. ad Enric. IV.
^ {i) Encyclop. Discour. Prélin. })aj. xxy.
XVI PIiEFAZIONE
(lei capolavori della venerabile antichità. In fatti se? gli artefici edificarono templi maestosi e pieni di religione , se presentarono le dive immagini degne di venerazione ed impresse d'un alto caraltere di santità, se colorirono tavole stolgoranli di vaghezza, di affetto, di giazla, lutto si deve allo studio della natura perfezionato dalla meditazione delle cose antiche. Nicola Pisano alla vista d'un sarcofago antico imjiarò a dare all' arte un maraviglioso miglioramento : Domenico Ghirlandajo e Jacopo della Quercia seguirono le stesse vie per meglio ristorar l' arte loro : il Ghiberli nella statua di S. Giovanni pose alcune parli che pajono di carne , avendo egli preso ad imitar gli antichi de' quali fu studiosissimo. Il Donatello seppe talmente nudrirsi di tali studi , che ridusse ogni felice sua imitazione a sembrar cosa originale, suggendo a guisa d'ape il sugo per distilliue le preziosità ond' erasi nudrito nelle sue composizioni. Che più! Come dalla scoperta dei codici antichi , dalla ddfusione de' classici autori , dallo studio che si fece in essi venne quella schiera nobilissima di scrittori che recarono le italiane lettere a quelFaUezza^di splendore e di gloria che il mondo sa; cos'i dallo studio e dalla meditazione de' sapienti sulle cose antiche ( delle quali dai rarissimi opuscoli dell' Albertini appariamo quante fin dal secolo XV ne fossero esposte in Roma e in Firenze alla pubblica ammirazione (i)), dal raffronto de' lavori de' contemporanei colle stupende opere degli artisti greci e romani si ottenne quel senso del bello e del vero', quel gusto squisito , quello stile copioso e largo che tenendo del piìx nobile che sta nella natura, mentre dalla natura non [si allontana, quelle ripurga ed abbella , e le fa parer cosa ideale e divina , onde P arte si eleva alla sublime sua perfezione.
Or tutto ciò sapendosi da chi dominava la Francia inebriala d' un'efficnera gloria , e qualifìcantesi la gran nazione , adottò 1' erroneo principio di tulli concentrare iu
(i) Opusculum de mirabilibus nouac et veteris Romae. 3 febbr. i5io; Roma, pel Mazzolili!. —Memoriale di molte statue et pictur e neW inclita ripta di Florcntia, ce. 7 octobre i5io; Firenze, pel Tubini.
PREFAZIONE XVII
Parigi , come in uu luco , 9^ fulgidi raggi dell' ingegno , delle ricchezze , dell' onore d' Europa. Si dans les siècles plus modernes^ gridava il Neufchâteau , l'étude de l'aiuique, la contemplation de la belle nature enflammèrent Vheureux genie des Raphaël, des Titien , des Veronése et de tant d'autres^ il était digne du Grand-Peuple d"" acquitter envers ces grands peintres une dette que la puissance de tous les despotes du monde ne pouvait jamais leur pajer. Qu''on ne pense pas, farneticando egli aggiugnea, que les arts aient voulu rendre la tyrannie aimable, ou embellir les re^-es de la crédulité humaine. Non ! Ce ne fut pas pour les Rois ^ ce ne fut pas pour les Pontifes, ce ne fut pas pour les erreurs que ces grands hommes traînaillèrent. On peut dire que le Génie est l'or de la divinité; rien d'impur ne le souille. Ces grands hommes , jetés dans les siècles de la servitude, cédèrent au besoin de la création ; ils composèrent pour leur à'ge beaucoup moins que pour obéir à Vinstinct de la gloire , et si Von peut parler ainsi , à la conscience de Fai'cnir (i): ciò è a dire, perche strappale l'opere che lor costarono tanti sudori e fatiche dalle naturali lor sedi, rimosse le arti dallo stelo materno, germogliassero in estrania terra nel mezzo d' un' immensa turbolenta città; e poiché all'Italia tolte si erano le armi, gli averi, la potenza e la libertà, le si rapisse ancora, co' monumenti che ne son l'alimento , la primazia ch'ella gode nell'arti. Stolto pensiero! Credere che il Genio di queste care figlie del cielo si possa trasferire da una in altra regione, come un carico di mercanzia! Pensiero inumano! Disertare una terra ospitale a cui davasi il nome soave di figlia, senza giovare alla madre; quando, uopo è confessarlo, non ci ha città fuor che Roma, nou ci ha regione fuor che l'Italia, che offra ai capi lavori dell'arti antiche un albergo che più sia di lor degno , un tempio che sia più addicevole al raccoglimeato che lo studio loro richiede. No, non fia mai tra la nebbia e il fumo di Londra , tra le piogge e il fango di Parigi ^ tra' ghiacci e le nevi di Pietroburgo , non nel trambusto delle romorose capitali d'Europa, non
(i) Moniteur n. 3i3. 1797, p. lìS^.
Viso. Op. var. T. IV. b
XVIH PREFAZIONE
nel caos de' jiiaccri , diverlifttienti e disli'azioui d^iin popolo inuumciabile , necessitosainente occtipato da mille sollecitudini^ non Ha mai, iipctiamo, che destare si possa quella profonda suscettibilità perii bello, quella specie di sesto senso che la contemplazione e lo studio degli avanzi preziosi della greca e romana sapienza ofìi'e ai cultori dell'arti. Checche si faccia, checché si voglia, converrà sempre che gli amatori e gli studiosi di esse si rechino all'ombra tranquilla e benefica del Vaticano, per ivi respirare queir aere puro e sgombro de' vapori che offuscano a' nostri occhi le immagini del bello e del vero ; per ivi godere quel pacifico asilo che i Romani Pontefici , gerarchi supremi del mondo cristiano , accordano benignamente. Roma sarà sempre l'Accademia Europea rhe il cielo , la terra , il clima, le forme della natura, le vie , i siti delle rovinate città, i rapporti geografici, le rimembranze, le tradizioni locali , gli usi superstiti , e specialmente i maestosi colossi (innanzi ai quali Canova stesso sentiva rabbrividirsi), gli edificj superbi, i dipinti, i bassirilievi , che uè vedere né studiarsi possono altrove , hanno rendula , e renderanno perpetuamente la vera sede dell'arti.
Certa cosa è, dice il Quatremère de Quincy, che CtfftL le plus actif des nionumens sur ceux qui Ics eludi eut ^ résulle précisément de leur réunion. Je ne veux pas entrer ici dans la discussion métaphysique du beau abòolu et du beau relatif. Ce qui est hors de doute ^ c'est que nous^ne jugeons rien que par relation et par comparaison. Dans les ouvrages de l'art, sur-tout, l'imprasion du beau, plus indépendant des passions ou de l'action des sens , «'e>f autre chose que le résultat d'un jugement que nous portons à Faide du parallèle qui s'établit dans nolre^ entendement. La connaissance du beau , si nécessaire aux artistes , se forme par une sorte d'échelle comparative qui classe les modèles de l'art, établit entre eux les rangs et une sorte d'hiérarchie de mérite. Ces-rangs sont très-nombreux , car ils correspondent à toutes les nuances, à toutes Ils quai tés de l'esprit humain. Le nombre des chefs-d'œuvre est en tout genre aussi borné que celici des hommes de génie. Chi/que rang augmente en nombre, précisément dans
PREFA-ZIONE XIX
la proportion de ce (/n'il diminue en mérite. Mais aussi plus les points subalternes de comparaison sont nombreux^ plus la prééminence du petit nombre devient sensible et incontestable, plus alors leur beauté vous frappe et vous instruit.
On ne saurait dire, en effet., si l'infériorité même des ouvrages plus ou moins privés de cette beauté , et qui font valoir ceux qui la possèdent., ne sert pas plus encore que la supériorité de ceux-ci ., à la recherche du beau .^ et à renseignement des arts. J'ai toujours obsen>é que la preuve négative en ce genre était la plus aisée, et n'était pas la moins utile à cette théorie. On sait mieux ce que le beau n'est pas, qu''on ne sait ce qu'il est. Il y a de même dans les ouvrages inférieurs de Cantique , placés à côté des excellens y une propriété démonstrative, une vertu ins' tructive , que les chefs-d'' œuvre isolés ne sauraient nous procurer. C'est qu'il en est de ceci comme de beaucoup d'autres choses, qu'on sent quelquefois mieux par la pri*vation que par la jouissance. Oui , tous ces degrés secondaires des produits de Cantique servent plus qu'on ne peut le dire à V étude du beau et du vrai, et comme sujets de démonstration , et comme points de comparaison , qui relèvent et font briller d'autant les ouvrages supérieurs.
Ainsi , le petit nombre de belles statues antiques ne doit cet ascendant de la beauté qui nous saisit, quVi ce peuple infini de statues de même style , mais non de même mérite , au milieu desquelles elles brillent. Olez-leur les points de parallèle, elles perdront une grande partie'^de leur valeur. Vimpression de leur beauté s''en trouvera affaiblie, la force de leurs leçons énervée, et l'effet de la chaleur qu'acnés communiquent au génie des artistes, entièrement amorti. Je puis affirmer que fai moi-même éprouvé cet effet toutes les fois que j'ai eu occasion de voir quel' ques-unes de ces be les figures antiques , détach'-es et séparées de leur famille. Et cependant je puis dire que fai dans mon imagination l'empreinte de presque toutes les figures antiques qui sont en Europe, et je porte toujours mes points de parallèle avec moi , avantage que ne saurait avoir le commun des spectateurs.
XX PREFAZIONE
Dans la funeste supposition d'un démembrement du Mu' séum de Rome , il est probable qu'on s'attacherait à dé- Jleurer ses collections , qu'on emporterait^ au risque de les briser de nou^'eau, les plus belles et les principales statues. Que résulterait-il de cette scission ? que l'un perdrait ce que l'autre ne gagnerait pas. Le Muséum de Rome perdrait dans les figures qui le forment le couronnement des leçons et des parallèles , d^oii résulte la théorie complète du beau. Le Aluséuni qui se formerait ailleurs de ces démcinbremens li acquerrait pas l'ensemble et la base qui peut donner la valeur nécessaire à ces fragmens (i).
Queste considerazioni, recate in mezzo d.i noi al disteso, perocché vengono da celeberrimo artista e letterato carissimo a' suoi nazionali; queste considerazioni, diciamo, e molt' altre del pari evidenti e fortissime pubblicate da valorosi propugnatori dei conculcati dritti d'Italia, alle quali avrebbero fatto eco Polibio che riprovò un simile spoglio tatto dai Romani alla Grecia (2) , e Plinio die
(0 Lettres sur le Projet d'tiileuer les monumcns de V Italie, p. 33.
(2) Hùlur. lil). IX, e. IO. «Se i Romani trasportando i raonu» «menti dclParli dalla Grecia nella lor patria abbiano operato con «ragione ed utilità o no, può essere argomento di molte discus- (( sioni ; sebbene v'ha più motivi di credere che abbiano fatto cosa «che non si conveniva, e molto meno ora si conviene. Imperoc- « che entrando in emulazione co'' vinti e incorrendo ad un tempo «nell'invidia che suole accompagnare queste mutazioni, dubbio (( non è che non cada in errore chi così opera. Che chi vede sì «fatte rapine, non predica beato il possessore dell'altrui roba, « ma lo assale pietà di coloro che V hanno perduta. E come pro- « grediscono i buoni successi, e il vincitore trae a sé tuttociò che «« agli altri appartiene; e queste stesse cose chiamando in certo modo «quelli che ne furono spogliati a mirarle, il male si raddoppia; il sendoché non d'altri più muovonsi a compassione siffatti spetta- « tori ma di se stessi , ricordandosi delle sciagure domestiche : «donde non solo invidia, ma non so qual ira accendesi contro gli « avventurosi. Di fatto la rimembranza delie proprie disgrazie è « come un incentivo ad odiarne gli autori. Il perchè se lasciato e< avessero tali cose insieme coli' invidia ne' luoghi dov' erano dap- « principio, avrebbon aggiunto gloria alla patria , ornandola non già « di dij'inli e di sculture , ma sibbnie di gravità di costumi e di i< grandeziia d' animo. »
PREFAZIONE XXI
disse : Romae qitidcin mngnii.udn operuni Fenercm Praxitelìam oblitérât, ac magni officiorum negotiorumque acervi omnes a cont empiati one tali um ahduciint : quoniam otiosorum et in maglio loci silentio capta admiraiio ialis est (i), e Plutarco, e i saggi tulli dell'universo, tornaron vuote d'effetto: i monumenti più insigni de' Musei Capitolino, Vaticano e delle più illustri Pinacoteche d'Italia , trasportati a Parigi, si condussero superbamente in trionfo al Campo di Marte il i5 luglio del 1797, preceduti da uno stendardo su cui leggevasi :
LA GRÈCE LES CÌDA ; T.OME LES A PERDUS: LEUR SORT CHANGEA DEUX FOIX , IL NE CHAKGERA PLUS (2).
indi recaronsi al Louvre, dove, dice 11 Marin, soit insouciance, impéritie ou mauvaise volonté, tout est entré dans le cahos. Tous ces trésors enfouis, entassés pêle-mêle dans les magasins , ont été arrachés aux hommages de la reconnaissance : ou si l'on en a exposé quelques uns , tels que les chefs-d'œuvre de Raphaël ou du Correge , couchés au hasard sur le parquet le long d'un mur, sans consulter la direction de la lumiere et les points^de-vue , on paraît vouloir^ en les privant de leur effet, leur ravir les droits à V admiration justement méritée , dont ils avaient foui jusqu'à présent (3).
E qui segu'egli narrando cose che la penna ripugna di scrivere , coinechè animosamente certifichi che se ci ha taluno SI ardito da sospettare esagerato il suo dire, je prends à celte tribune , par ^honneur que pai d'être représentant du peuple , rengagement de fournir la preuve matérielle de ce que f avance à quiconque voudra élever le moindre doute. J'énonce des faits dont pour la pluspart j'ai été témoin. E questi sono , che lorsqu'il s^agit d'encadrer un tableau ancien peint sur bois, comme il y en a beaucoup , on frappe à coups de marteau , ce qui Jait nécessairement éclater la couleur, et la détache du
(i) Hist. Nat. lib. XXXVI, c. 5, § 8. io.)"^ Moniteur n. 3i3. 1797^ p. 1254. (,3) Moniteur n. ç)q. 1797, p. 398.
XXII PREFAZIONE
fond. Les loUcn même de quclt/uei uns trcs-précieux ont (hé entièrement rompues presque dans le milieu ... le beau tableau de Schneider a été percé par une échelle ... sous le prétexte de restaurer les tableaux , on les altère ... en les vernissant mal-à~propos , on les a dégradés ... plusieurs tableaux très-précieux ont été entièrement gâtés parceque des ignorans se sont avisés de les restaurer ... lorsqu'on voulait les faire voir^ ou les changer de place ^ on les lirait par une extrémité, d'où il résultait que celui que Von tirait faisait sur celui qu''il touchait l'effet d^ine rape , le froissait, ou le rotdait de facon à en détacher entièrement la couleur ... on a fait couper des bandes tantôt de six pouces , tantôt d'un pied de largeur à des tableaux de Guerchin pour les apareiller à tel ou tel autre tableau . .. Après avoir donné à deux artistes deux tableaux du Correge à remettre sur toile , Vun de ces tableaux a été altéré par l'opération on a cru devoir coller sur une
autre toile le carton de Raphaël de l'Ecole d'Alhène: il en est résulté qu''une grande partie du papier déjà mutilé par le tems , i^ayant pu supporter l'humidité qu'a exigé cette opération, a disparu, ce qui a occasione dans le dessin des intervalles ou des lacunes considérables. On a le projet de les faire remplir par un dessinateur moderne. Quel est donc celui qui , sans frémir , osera porter le crayon sur des ouvrages de Raphaël? Quel sera l'artiste assez ignorant ou présomptueux pour oser substituer son crayon à celui de ce grand homme? . . Je ne dis plus. Zhie foule d''étrangers , frappés de la gloire et de Véclat de la grande nation, viennent dans cette immense commune être témoins du fruit de ses triomphes. Leurs premiers pas se portent au Muséum des Arts , dont la renommée avait publié les richesses , ils ne trouvent que des décombres. Le défenseur de la patrie , celui à qui la nation doit sa liberté , sa prospérité, la victoire et la paix., veut jouir du plaisir de contempler ces chefs-d'œuvre dont au prix de son sang il a embelli sa pairie. Il voit dans une très-vaste galerie une petite partie de statues et de tableaux épars et jetés comme au hasard , qui ne lui font aucune de ces scnsations que fait naître le beau dans quelque genre que ce
PREFAZIONE XXIII
To/7 , chez celiti wrme qui n''a aucune idee des arts : il se retire mécontent, en disant que cela ne vaut pas ce qu'il en a coulé pour l'acquérir (i). e agai'ingnjam noi, che ove sia vero T iniquo governo che di que' prodigj dell'arti tacevasi, torna ben più esecrando l'eccesso d'averli strappati dalle primiere lor sedi.
Lungi però dal prestar cieca fede a quanto il ii dicembre del q7 bandiva alla Francia e alllùii-opa il Marin, si per la stima che professiamo a* dotti Conservatori di quel Museo, parecchi de' quali vivono ancora e cortesi ci sono delia lor benevolenza , e si perchè le infocate parole del Marin crediarn dettategli più dal fervido amore delle bel- 1' arti ond" avea caldo il petto , che da quello della scrupolosa storica verità , ci bn$ta osservare che nel 98 que' monumenti non eran posti per anche nella dovuta onoranza, e che fu mestieri colà si recasse il Visconti per sceglierli , disporli e allogarli con addicevole dignità. Giunse egli nel c)g a Parigi, e il s'occupa aussitôt, dice il MilHn , à arranger les monumens dont la France s'' était enrichie, et il en donna des IVoticcs courtes et précises, mais toujours pleines d'érudition et de goïlt (2). Des son arrivée, ripete Emeric-David , // s'occupa de la disposition du Musée des antiques, e colla descrizione che ne dettò, courte, précise^ substantielle, il offrit toutes les instructions nécessaires pour faire connaître le sujet et apprécier chaque monument (3). Infatti la inaugurazione dell' Apollo di Belvedere non fu fatta dai tre Consoli che il 7 novembre del 1800 (4), e solo due giorni dopo il Museo Centrale dell'Arti fu aperto la prima volta alla pubblica ammirazione: laonde conchiude il De Quincy : par Vinfluence de san goût et de ses ouvrages M. Visconti doit se compter au nombre de ceux qui ont puissamment contribué à rétablir les bonnes doctrines dans Vernpire des arts du dessin. Notre école lui a dû d'activés leçons et d'utiles encouragemens. Un des derniers services qu'il ail rendus à Part, est la riou^'elle
(0 Moniteur 1. c.
(2) Annal Encrcl. i8>8. T. H, p. 147.
(3) Bioi^raph. Univer.i. T. XLIX , p. 2.53. (4^ Vedi in questo Volume a pag. 359.
XXIV PRlFAZiONU
description et la clnssìfuation de notre Musée d^ Antiques, U Académie des Beaux- Arts perdant en lui un de ses plus utiles collahoraleurs ^ perd aussi un de ses rares ornemens qu^elle doit désespérer de pouvoir remplacer (i). Ognuu sa che il sommo Pontefice Pio VII di sempre cara e veneranda memoria, mosso da kitiie superno, profeticamente sin dal i8o5 affermò non poter sapersi se col tenivo dovrà corrersi fin sulla Senna per rivedere i monumenti che forano tolti a Roma e all'Italia (2) : né uopo è ripetere come nel i8r4 un soffio lieve della Provvidenza divina rovesciò con fracasso da rimbombare ne' secoli l'immenso colosso di politica e militare possanza che borioso per settanta milioni di sudditi, novecentomila soldati , centomila cavalli , quante forze non ebbero nemmeno i Piomani, minacciava padroneggiare la terra e pugnare contro il cielo (3). Mercè di questa portentosa catastrofe le vive sollecitudini di Antonio Canova e 1' adesione dell'Alte Potenze Alleate procacciarono all'Italia e a Roma la restituzione di que' preziosi tesori ; e poiché alla storia delle umane vicissitudini assaissimo importa il sapere quanti e come nel breve giro di pochi anni se ne adunassero in quel Museo , e chi ne facesse meglio di ogn' altri conoscere il pregio, l'erudizione, la rarità, crediam far cosa a lettori nostri gratissima , offrendo loro le JSotizie a quest' uopo lasciatecene dal Visconti , alle quali premettiam questi cenni , non già per dare alla Francia , come avea in animo lord Wellington , una grande lezione morale (4) , ma perchè raccolti per noi da scrittori periti nell'arti, e non sospetti d'italiana parzialità, siano a' posteri di giovevole documento , e ricordin loro di aver cara e tener guardata la eredità degli arcavoli ^ che i monumenti vetusti nìeritano riveienza e custodia, quasi destinati segnali a!l;ì buona o rea fortuna dei più possenti imperi. Di due maniere son le prefate JSotizie, che (jui per noi
(1) Moniteur n. 49 1818. p. 220.
(2) V. in questo volume a pag. 675.
(?)) V. Slissirini, f^'ita di Antonio Canova, lib. Ili, e. (4) V. il Journal des Dcials, 18 octobr. i8i5.
PREFAZIONE ^ XXV
riproduconsi. La puma comprende le Descrizioni e illustrazioni di sessantaquattro Monumenti antichi tratte dal Musée Français , ou Recueil complet des tableaux , statues et bas-reliefs qui composent la Collection nationale , avec l'explication des sujets et des discours historiques sur la peinture, la sculpture et la gravure , publié par Robillard, Peronvillc et Lorcnt : edizione del massiuio splendore , la quale , dice il Cicognara , se per la parte calcografica avesse interamente corrisposto alla tipografica magnificenza, non avrebbe F eguale. Jl Croze IMagnan dettonne dapprima le spiegazioni , e avvertimmo a suo luogo come di poi fu di esse data cura al Visconti , il quale tornando su varj soggetti già chiariti o nel Museo Pio-Cleraentino , o ne' Monumenti Gabini e ne' Borghesiani , potè rifiorir le sue idee con nuove e più assai squisite preziosità archeologiche. Anche i bronzi e i marmi che pigliò la priuia volta in esame , perchè procedevano dai palazzi <^ giardini reali di Francia , o dai Musei Germanici e Italici , vennero esposti da lui con tal ingegno , doltr.na e facilità, che fu gridoto il primo antiquario del secolo. E che si può in fatti bramare di più intorno al Laocoonte , all'Apollo, al Mercurio, alla Melpomene.'' (i) Quanto ac'irne , quanta perizia e saviezza Dell'osservare il Bacco del Louvre, il gruppo di Esculapio e Telesforo del giardino th Richelieu , il (loro delle Nereidi del sarcofago Capitolino? (2) Qual ditfeienza tra ciò che Rivaulella e Bicolvi pubblicarono sul bassorilievo di Diadumeno, e ciò che ne d.ce il Visconti ? (3) Non è maraviglia seilMillin, lo Srli-,ve!gl'.;iuscr , il Pefit-Radel, il Saint- Victor, \\ Filhol, il Cliiac . quanti in somma ebbero di poi a parlare de' moiuiinenti md' eiasi la Francia abbellita , tutti o si mossero sulle tracce di lui , o seguirono fidatamente le sagacissime sue opinioni. Une iriìas'nntion vive et totij' uis niidéi ée pnr la raison , une logique saine, une
<i) V. in quçslo volume a pag. 24, 4*^» 55, 137. v2) V. in questo voluinc a pag. 78, lO^, !25. (i) r. Marniora Taurin. T. Il , lab. KXl, c in questo volume a pas; 3 e 5 14,
ii4 . Op var. T
XXVI PllEFAZIOIfE
cri/ùfue aussi ju.Hc qii' ingénieuse , une pcrspicacilc qui semblait deviner ce que les hommes les plus habiles ne Je' couvrent qu'avec effort , applanissaienl pour lui les difficultés d'une science ou les faits incontestables sont en petit nombre^ et ou Von est si souvent trompé par la vraisemblance. Un doute lumineux était le garant d'une décision. toujours sage; ces qualités l'ont conduit à détruire plusieurs erreurs accréditées^ à établir une foule de lérités nouvelles ; et elles feront de ses ouvrages autant de livres classiques ou les artistes et les antiquaii es puiseront la plus solide instruction (i).
A questo esimio lavoro del noslro Archeologo facciam succedere la breve Descrizione di diciasset'.c vasi dipinti d'argilla, detti etruschi., tratta dal rarissimo libro intitolalo : Notice des dessins originaux du Musée Central des Arts di Morel d'Arleux , impreziosita da parecchie osservazioni inedite che il chiaro Pinoul-Rochetle si coinpiacqiK; comunicarci. Gradito munuscolo agli studiosi e ai cultoii dell'arte crediam fermamente ch'elle sieno, perocciiè mercè loro si appara chi prima e chi dopo il Visconti abbia pubblicato quei vasi, e dove si trovino più ampiamente spiegati. E poiché oggidì gran quistione tra gli eruditi si agita se l'arte bellissima di colorirli e figurarli si debba in origine alla Grecia o all'Italia, siara d'avviso che gli studiosi, meditando sui soggetti rappresentativi (intorno a'quali non è di questo luogo l'intrattenerci ), e rav.vicinando le diverse opinioni sui medesimi esposte dai dotti del pnssato e del presente secolo, forse ne trarranno qualche utile verità. La Notizia delle Statue, Busti e Bassin' liei'i ond' era cospicuo quel Museo , primieramente appellato C'entrale dell'arti e poscia Napoleone, indica i cinquecentosette monumenti che vi si aveano adunati ; e diversifica dalle /?escnzioni anzidette, che si riduce ad un breve cenno sopra ciascuno di essi, però bastevole a mostrarne il soggetto, la provenienza, il pregio, la rarità. Il Visconti la scrisse perchè servisse di guida ai curiosi ed agli amatori , che in rolla portavansi ad ammirare i prodigi degli scalpelli greci
'0 Momutn; \ife^>r. i8i8, p. i88 , , .
PREFAZIONB XXVll
e romani^ ed essendosene faite parecchie edizioni dal 1800 ai 181 7, ognuna delle quali con notabili varietà, noi le abbiam tutte raffrontate con pazientissima diligenza , così per evitare le inutili ripetizioni , come per condurre la nostra edizione alla maggior possibile perfezione. Le cure che perciò adoperammo appajono dagli avvertimenti posti a carte 268 e 443. Oltracciò abbiam creduto notare dove l'autore, praticando novelle indagini su que' bronzi e marmi che avea tuttodì avanti gli occhi , gli avvenne o di mutare alcun suo parere , o di aggiungere alle già esposte alcuna nuova sua idea. Ninno pei si turbi se qui non vede la Notizia delle statue recate da Cassel e Berlino a Parigi. Cotal operetta non e del Visconti ; e se qualche Biografo e Bibliografo gliela attribuì , ciò fu per averla confusa col libro intitolato: Statues j Bustes^ Bas-reliefa ^ Bronzes et autres antiquités ^ Peintures ^ Dessins et objets curieux conquis par la grande armée dans les années 1806 et 1807 ,• dont V exposition a eu lieu le if\ octobre 1807, premier anniversaire de la bataille d'Una , la prima parte del quale senza dubbio è di lui. Son ivi descritte le sculture, i bronzi, le flguHne , più in breve, le antichità trasmigrate in Francia dalla Germania , e ne cogliemmo quanto più degno ci parve per impinguare la Notizia del prefato Museo. Non facciam poi parola de' riferimenti onde l'abbiamo fornita , non delle iscrizioni che, sbagliate nelle collettanee epigrafiche , riproducemmo ridotte alla vera lezione , non «l'altre osservazioni , e degli indici alfabetici parutici necessarj. L'intento nostro si fu di agevolare la cognizione de' monumenti più insigni, da tutte parti d'Europa raccolti, e dal Romano Archeologo osservati in Parigi: se le nostre sollecitudini sono agli amatori dell'arti d'alcun diletto e profitto , riputiamo appieno compiti i nostri voti.
Poiché le lettere de' famosi e dotti uomini meritamente sono apprezzate e avute care , massimamente ove destinate sieno alle mani affettuose ed agli occhi parziali degli amici, e dettate con semplice naturalezza , con libertà di cuore , con sapere e schiettezza, crediamo far cosa non disdicevole offiendo qui per Appendice un manipolo di lettere inedite del Visconti, una delle qiiili dobbiamo al eh. Francesco
XXVlIÏ PUEFAZIONE
Tociietti , c vcntiqiiaitiu al cav. Pietro Visconti , segretario deirAccatlcmia Romana d'Archeologia. Questi, per dottrina del nari e per cortesia lodatissimo, ce ne ha trasmesso anche un' altra , mentre dettavam queste carte , delia quale non vogliam frodarne i lettori. Fu per lui tratta da una Memoria intorno i Marmi di lord Elgitt pubblicata in Z^ipsia nel 1817, dov'essendo la lettera in tedesco, egli couipiacquesi di recarla in italiano, e cercò d'imitare lo stile deir illustre suo zio (i). Disse Tullio a Curione epì"
(j), Lettera di E- Q. Risconti ad un Inglese.
11 breve tempo decorso dal vostro ritorno in Londra alla mia partenza da quella gran capitale, in uno colle vostre occupazioni, non mi ha permesso di dedicarvi alcuni momenti d^ozio , per parlarvi deir impressione che ha fatto su me la vista dei tanti capi-^ lavori di greca scultura da lord Elgin esposti in Burlington. Io spero che vorrete ascoltarmi con qualche interesse , quando io prenda a svilupparvi quei pensieri che in tale occasione si sono in me risvegliati.
Né i disegui della bell'opera di Stuart, né quelli che Nointcl intraprese in Atene, allorché il tempio di ÌNIineria non aveva sofferto tutto quel deperimento che lo è andato danneggiando da i5o anni in poi , né il prezioso frammento del fregio di quel tempio ^ che ora trovasi nelPImpcrial Museo del Louvre, né i Ges.si delle tante statue del Partenone, del di cui godimento dobbiamo esser tenuti al conte di Choiseul-Gouffìer, niente di tutto ciò mi aveva fatto concepire una cosi alta idea dclParte di Fidia , come Paspetto delle statue colossali e gruppi dei due frontoni di quel tempio, e di quel sublime seguito di bassirilievi lungo più di 200 piedi, che decorava il fregio della cella, ed ora trovasi in Londra. -*
D\'iUora io ho giudicato quel fregio l'opera la più perfetta della scultura nel genere del bassorilievo. Con meraviglia ho ammiijato la varietà e verità delle mosse in tante figure la di cui azione è presso a poco la stessa, la grandiosità del disegno nei cavalli e nei tori , la ricchezza ed il gusto negli accessorj , e singolarmente la bellezza delle attitudini, molte delle quali sono stale oggetto di imitazione anche per i più classici artisti dell'ani ichilà. Io vi trovai le mosse di varie delle più celebri figure di un'epoca posteriore, come per esempio dei due colossi del Quirinale, ilei Giasone (chiamalo cumuneuicule Cincinnalo ) , del Marte in riposo ili Villa Lud(nfsi, liclP aiiliro Centauro di Ari>l."a e Papia , e così dicasi d\dl'.<J ancora.
pi\ì:faìio.\e xxi%
stolarum genera multa esse, sed unum illud certissìmum cujns caussa im'enta ras ipsa est, ut certiores facereinus
Ma i gruppi e le .statue del frontone del Partenone hanno vinta ogni mia maggiore aspettazione. In quanto al nudo essi sono tanto perfetti modelli di verità, morbidezza e bellezza di forme, quanto il Laocoonte ed il Torso : mostrano negli accessorj quanto mai di più nobile e di più ricco hanno saputo sfoggiare i più famosi scultori pei loro panneggiamenti, e mi sarebbe difficile T immaginare come Prassitcle potesse aver dato più di vita e di perfezione alla greca scultura; ciò forse deesi intendere soltanto di quello che dicono di lui gli antichi, per quanto risguarda Pespressione delle teste.
Quella figura semigiacente dclP llisso, che sembra rizzarsi per festeggiare colla sua gioja la Dea vittoriosa, sorpassa in perfezione di mossa e di disegno quanto abliiamo di meglio nelP antico. Non vi troviamo noi nel maggior grado di perfezione i tocchi magici di uno scalpello che seppe animare il marmo, e trasformarlo in morbidissima carne piena di vita?
All'aspetto di tanta sublimità, io mi persuado che la scuola ateniese deir epoca di Pericle era affatto scevra di quel genere duro e forzato che si scorge nelle opere di artisti posteriori e segnatamente della scuola d' Egina. In una parola , io sentii quanto sia Tero il detto di Plutarco, allorché parla delle opere di Fidia, che esse sono sorprendenti per la loro grandiosità, ed inimitabili per la loro vita e bellezza ( in Pericle ).
Io dico delle opere di Fidia, mentre Plutarco egualmente che Pausania (^lib. f^) non lasciano verun dubbio che tutti i capilavori che lo spirito creatore di questo artista seppe trovare, devono essere stati ideati colle ispirazioni del suo gusto , ed in gran parte condotti a termine dal suo stesto scalpello. Chi in Fidia non volesse vedere che uno scultore il qu de abbia lavorato soltanto in avorio, in oro o in bronzo, facilmente potrebbe essere confutato col mezzo di Aristotele, secondo il quale viene appunto lodalo per la sua eccellenza nel lavorare il marmo ( Etliic. ad Nicom. FI, 7 ), mentre egli riconosce nel Policleto il capolavoro della scultura propriamente detta, che gli antichi distinguevano dallo scolpire in bronzo o in qualsivoglia altro metallo. Però io parlerò più diffusamente intorno a questo argomento in una memoria che in breve penso di leggere nella Sezione di Storia e Letteratura antica dell'Imperiale Istituto di Francia, nella quale parlerò anche intorno ad una raccolta d'Iscrizioni greche, le quali sono assai importanti per i letterati , come pure sono per la più gran parte monumenti importantissimi per P archeologia , la paleografia e la storia dcl- P arte.
XXX PREFAZIONE
absentes si quid esse* , quod eos scire aut nostra , aut
ipsorum interesset ; colle quali parole e' par che favelli
Un' altra osservazionr vo5;lio porre innanzi. Se tutti i pezzi di scultura rlie sono raccolti in Firenze nel palazzo ilei Medici, eù in Roma nel giardino del papa Giulio IJ, iianno fecondato V ingegno degli artisti italiani del secolo xvi, Michel Angelo e Rafaello, la di cui alta gloria non ha potuto aggiungere fino ad ora vermi artista dei tempi a noi più vicini 5 non poteva darsi più felice avvenimento per i progressi della scultura in Inghilterra, quanto la circostanza che quei preziosi avan/,i della greca arte fossero esposti in Londra, e potessero esser di utile studio in un tempo particolarmente in cui la ricchezza, il gusto e la liberalità destano universalmente nella nazione una libera emulazione atta a sempre più promovere le arti della plastica. Io scorgo le officine di questi scultori piene di opere in lavoro ; qui gli artisti di maggior fama non giungono a soddisfare alle tante opere che loro vengono allogate 5 e mentre la nazione innalza sontuosi monumenti nel tempio di S. Paolo ed in Westminster per onorare la memoria dei grandi uomini che hanno servito la patria, o P hanno illustrata col loro ingegno , io vedo ancora e per domestiche affezioni e per pia riconoscènza, e fors"' anche talvolta per vanità, moltiplicarsi gP incoraggiamenti a favore di quest'arte, le di cui opere aspirano all' immortatità . ed estendono il gusto e P amor dell'arte in tutta quanta P Inghilterra.
Quando questi perfetti , ma fino ad ora tanto poco conosciuti modelli accendano una nuova favilla nei giovani artisti, ed additino loro la vera strada per giucgere all'eccellenza, a buon dritto noi potremo aspettarci un tanto felice successo quanto fu quello che i moderni ne trassero per l'arte nel principio del secolo xvi, mediante lo studio dell'antico, e del Torso del Vaticano, che non meno delP opere di Fidia è degradato dal tempo.
E la scultura, come presso gli antichi, la signora della pittura, la sua norma, la sua guida, e mirano ambedue ad una più al!a meta. La scultura , la quale non può giovarsi né del brio dei colori, né delPeffetto che risulta dal contrasto dei lumi e delle ombre, né della magia della prospettiva aerea, non ha per cosi dire alcun mezzo per nascondere i suoi errori, allorché si allontana dalla verità e dalla semplicità; però anche negli antichi tempi, nei quali la scultura non veniva impiegata che nei trmpj, e per quei monumenti che erano collocati all'aria aperta, le arti si sono eie-» vate ad una tale altezza, che noi neppure osiamo sperare di raggiungere; ed allorché, dopo il risorgimento del gusto, delle o|)ere delle antiche arti, non rimaneva quasi più alcun modello degno iPimitaziovi-, fuorché i prodotti della scultura, da quelli appunto
PREFAZIOISE XXXI
di queste lettere, colle quali appunto l'autore intertiene il De' Rossi, quando sopra negozi e bisogne domestiche, quando sopra cose di erudizione di belle arti o di antichità. Giangherardo De' Ressi era direttore in Roma dell'Accademia di Belle Arti di Portogallo e di Napoli, Accademico della Crusca e di S. Luca, uomo stimabile per vasta dottrina, per ottimo gusto, per molti scritti che ancora si cercano e con trullo si leggono. Le Memorie per le Belle Ani , opera periodica uscita a mensuali quadeiTii dal i-^Sd al l'-SS; le Lettere pittoriche sul Campo Santo di Pisa, e specialmente la flta di Angelica Kaufmann , e le IV^otizie del cav. d'Agincourt son libri che del plauso onde gli ornarono i veri eruditi han cagione SI nella dottrina e diligenza di lui , e s"ì nell* amicizia ch'e^^li ebbe ed intima e lunga con qj-.e" che ne formano il subbietto , co" quali ragionò spesso delle cose che in essi libri egli scrive, tacque in Roma il io marzo del i''54, ed ivi mor^i il i' marzo del 1827. Quanto fosse tenera l'amicizia che aveva il Visconti per lui, cpaal conto tacesse del suo giudizio e come stretti mantenessero i \incoli che ^^cendevolmente entrambi s'aveano contratti, appar chiaro dalle
gli artisti italiaoi , elevando i loro sguardi ad Dna più nobile meta , diedero alle loro opere una tale impronta di vero e di grandioso, che poi i loro seguaci rare volte hanno saputo rinvenire.
I capilavori di Fidia, come sopra ho accennato, studiati dagli slessi antichi, hanno per più di sei secoli mantenuto per virtù loro le arti nel loro apogeo, e stabilita la supremazia delle greche arti del disegno ; studiati dai grandi artisti del secolo xvi hanno innalzato la pitlura e la scaltara presso i moderni ad una perfezione che non si e potuto ancora raggiungere.
^oi dobbiamo coraggiosamente calcare le loro tracce. I modelli delle greche arti devono essere le nostre guide, e le opere dei nostri contemporanei potranno rivaleggia: e colle produzioni della più felice epoca della storia delle arti.
II piacere di svilupparvi questi miei pensieri, e 1* ammirazione dalla quale sono stato compreso alla vista di quelle opere antiche, mi farebbero oltrepassare i confini di una lettera. Io qui fo termine per non trattenervi più oltre, e vi prego in questo]^inccntro di agçradire le assicurazioni della mia slima.
E. Q. Vi SCOSTI.
XXXII PREFAZIONE
knieie che pubblirhinmo , Io quali anche per ciò stimiamo
di non lieve; importanza.
Chiudiamo il volume con alcuni Versi del nostro Autore raccolti dal prelodato cav. Pietro Visconti suo nipote, e da lui medesimo al eh. sig. abate don Melchiorre Missirini intitolati , e soggiugniam loro la versione deWEcuba dì Euripide fatta dal Visconti sul testo greco in età d'anni tredici senza l'ajuto di traduttori e commentatori. Dirà forse taluno assai canzonieri avere l' Italia e di troppo maggior mole che non sarebbe bisogno , e che in tanto diluvio di rime d'ogni maniera si debbe esser non solo cauti nel pubblicarne di mediocri, ma eziandio parchi in pubblicarne di eccellenti : dirà ancora che abbiam versioni lodevoli nelle moderne favelle del Tragico di Salamina , e che specialmente nell'italiana una intrapreso ne ha il chiaro Bellolti che di certo ccclisserà tutte l' altre. Lo sappiamo noi pure : nondimeno siamo d' avviso che non torneranno per questo discare né le Poesie del Visconti , né la sua traduzione j che principe tra gli antiquarj , volle assidersi ancor tra' poeti , e cercò di spiccar qualche fronda dal- Varhor vittoriosa e trionfale che verdeggia in Parnaso, ed e V onor delle famose fronti. Orazio ha detto, che sebbene Omero s'abbia il primo scanno in poesia, non sono però oscure le Muse di Pindaro e di Simonide , di Stesicoro e d'Alceo ; e che 1' avara età non ha potuto cancelhire ne gli scherzi dAnacreonte , ne gli amori di Saflb. Egli stesso, il canlor di Venosa, che seguiva le tracce di Pindaro principalmente fra' Greci, e fra' Latini di Lucilio, tuttoché nella copia e nel vigore di fantasia fosse ad etitrand)! inferiore, non disperava de^ sinceri applausi della posteiilà. Se i poeti veramente originali e sublimi si riducono forse a soli tre o quattro; se il resto è pressoché un popolodi copialuri; vorrem noi restrigneici alla semplice lettura de' primi , e rinuiiziar al diletto di osservare le differenze moltiplici che corrono tra que' pochissimi supremamente maravigliosi e que' che tentarono gir del pari con essi , o che rimasero loro addietro, o appena si mossero sulla lor via, o non soverchiarono a' primi passi la intollerabile mediocrità .-* Fra questi ultimi non vuoisi allogare il Visconti ; perocché se
PREFAZIONE XXXIII
alcuni suoi versi parranno deboli , ne ha degli aìtn vigorosi e leggiadri, e la stessa versione de]?Eciiba, benché sia lavoro, per così dire, infantile, fa mostra fin ove egli allora giugnesse nella perizia del greco sermone, e come sapesse vestire d'italiane eleganze i maschj pensieri del Tragico antico.
E così ne fosse staia di tanto liberale la sorte di poter cogliere una mano almeno delle tante dottissnne osservazioni da lui comunicale al cb. Fea per impinguare la Storia dell'Arti del Winckelmann, e al cardmale Flangini per le belle note ond' arricchì l' Argonautica d'Apollonio Rodio, e agli Editori Parigini del Teofrasto di La Bruyère, e degli Efesiaci di Senofonte tradotti dal Salvini , e al Eoissonade per le sue dotte fatiche sopra Filostrato, e a tanti altri non volgari scrittori, che fldatissimi per ajuto e consiglio a lui ricorrevano , e che sempre largo e aperto trovarono il tesoro della sua vasta dottrina. Ma poi che non sempre allegaron essi la fonte copiosa da cui attinsero le notizie, ne facil cosa è il cernirle da' loro scritti, così ci fu d'uopo accontentarci del desiderio. Parimente de' cento articoli ch'egli dettò pei Dizionario delle Bell'Arti che sta compilando la Reale Accademia di Francia, delle vane Memorie che lesse a quella delle Iscrizioni, non ci venne folto Taverne copia; che proprietà essendo di que' Corpi Accademici, ben giusto è che le fatiche dell' illustre loro Collega sien da lor pubblicate. Ciò stesso dir non possiamo di parecchi altri sriui scritti, che acquistati dalla Maestà di Luigi XVUI furono depositati nella Biblioteca reale di Parigi, acciocché divenissero comune ricchezza. I^Iercè l'amichevole intereS' samento del eh. Raoul-Rocheite ottenemmo d'alcuno di essi gli apografi , e ne adornammo la nostra edizione. Ma di niolt' altri siamo tuttora bramosi^ malgrado le ripetute ferveutissinie istanze per noi fatte finora , che però speriamo di vedere quando che sia secondale. JNè abbiam fiducia men ferma di ottenere più cose sue inedite da Roma , che il cav. Pietro Visconti ha scoperte fra gli scritti di suo rio Filippo Aurelio, fratello di Ennio Quiiino. Chiuse qiiesi' uomo illustre la sua carriera piena d'anni' e di menti verso la Religione, la patria e le lettere, il 3o marzo
XXXIV PREFAZIONE
del corrente anno i83i. Tenne il segretariato della Commissione di Governo , la quale veglia le cose parimente delle Belle Arti ; diresse la Calcografia, il conio delle medaglie; fu commessario delle antichità, fu l'anima dell'Accademia Archeologici. A lui dobbiamo eruditissime dissertazioni sopra oggetti d^ antichità , e specialmente la illustrazione del Museo Chiararaonti operata di concerto con Antonio Guattani. Volle, morendo, eredi i nipoti, e cosi alcuni autografi d'Ennio Quirino, col quale Filippo Aurelio avea tenuto continua corrispondenza, vennero in potere del cav. Pietro nostro amicissimo (i).
Frattanto che sì belle speranze e i voti nostri conseguano il lor compimento , diam fine col presente volume alla Classe deW Opere varie ^ mercecchè avendo in animo di pubblicar gì" Indici bibliografico , epigrafico ed archeologico di tutte l'Opere del nostro celeberrimo autore , ci sarà allora di molla consolazione premettere alle medesime, come supplemento, quanto potremo ancora raccogliere, e che ci parrà meintevole della pubblica luce.
(i) Fra' molti scritti che ci son noti di Ennio Quirino Visconti accenniamo i seguenti , parutici da' loro titoli più d' ogni altro curiosi.
Presso l^Accademìa Reale delle Iscrizioni e Belle Lettere^
1 Dissertation sur le trône de Jupiter à Olympie , et sur l'opinion que
M. Quatremère de Quincy a emise sur le même sujet. 3 ]\ote sur le pied romain.
3 Observation sur Pempreinlc d'une pierre grauée trouvée dans les
fouilles que M. De la Doucette, préfet des Hautes Jlpes , a fait faire à Mons Sclenens , aujourd'hui Mont Saleon.
4 Dissertation sur une inscription découverte] près de'la mie de
Caronge , et dont une copie a été envoyée à l'Académie par M. Baruel Beauvert, inspecteur des Poids et Mesures.
5 Note sur une Inscription grecque sépulcrale trouvée près de Smyrne
et communiquée par M. Barbier du Bocage.
Presso la Biblioteca Reale di Pahigi.
1 Dùsirtalion sur les Noces Ahlnbrandines.
2 Notices sur les armes de la Fille de Bénévent.
PREFAZIONE XXXV
3 NoU tur la Mosaìquu dite des Coloinòcs.
4 Note sur les sculptures découvertes à Égine.
5 Lettre sur la statue de Pompée dite de Spada.
6 Article sur rutilile de la culture des Lettres.
n Examen d'un camée appartenant à la Collection de M. Dedroè. 8 Note sur les objets trouvés dans le prétendu tombeau d^ Achille. g Lettres à M. Crawjord sur l'antiquité des Monnaies.
10 Dissertation sur un Ji'Ui^ment de marbre du plus ancien style f
trouvé dans la Troade.
1 1 Dissertation sur le Fase Barberini.
12 Note sur les Tapisseries du Vatican dites de Raphaël. i3 Description du char funèbre d' Alexandre-le-Grand.
i4 Note sur la statue du Bonus Eventus.
i5 Obsert ations sur le Foraine en Egypte de M. Denon , et sur plu-
sieurs Mémoires de M. Jomard concernant la même contrée. i6 Notice sur quelques Inscriptions grecques et latines trouvées à
Ceptis Magna dans l'ancienne province Tripolitaine. i^ Notes sur les murs Cfclopéens.
i8 Notice sur l'ouvrage anglais intitulé Herculanensia .
19 Description des camées et pierres gravées de M. Le Major Général
Hitrow.
20 Note sur les Amazones.
21 iiemarques sur Xénophon, Thucydide, Théophraste, Philostrate.
22 Fiecueil d' Inscriptions grecques.
23 Jlecueil d'Inscriptions latines.
24 Notice historique sur la vie et les ouvrages de J. B. Piranesi.
Presso il CAr. Pietro Fiscosti a Iîoma.
I Illustrazione di un antico cammeo rappresentante Mercurio e
Lara, a Nota responsiva alla Corte di Napoli circa alla dimanda de'
marmi Farnesiani.
3 Illustrazione delle iscrizioni rinvenute nel mausoleo di Augusto.
4 Sposizione delP antica lapide di Tito Cornasidio Vesennio Cle-
mente.
5 Lettera al cardinale Alessandro Albani, nella quale s'illustrano
due antiche anleûsse.
6 Relazione degli scavi di Otricoli, Palestrina, Castel di Guido,
Lavinia, ec.
7 Relazione degli scavi nelP interno di Roma.
8 Lettere' iu proposito di argomenti archeologici.
9 Illustrazione di un'' antica edicola trasportata da Todi.
10 Lettera al Principe D. Marco Antonio Borghese in proposito di
alcuni monumenti della sua villa, u Nola intorno un inedito medaglione di Costantino Magno.
XXXVI PREFAZIONI--
13 Illustrazione di un^ antica iscrizione della Colonia Adriana, che contiene il catalogo degli ascritti alP Ordine de' Pontefici in essa Colonia.
i3 Di una inedita statua di Atido giovinetto.
i4 Spiegazione di un'urna etrusca.
i5 Lettera al Principe D. Paolo Borghese Principe Aldobrandini, sopra un antico cammeo.
16 Nota intorno un' antica sardonica.
15 Notizia intorno la statua equestre di M. Aurelio eh' è in Campidoglio.
18 Dichiarazione di una picciola statua rappresentante Apollo
Augure.
19 Nota intorno un antico bassorilievo rinvenuto in Milano l'an-
no 1770.
20 Notizia del Casino della Villa Aldobrandini a Monte Magnanopoli.
ai Illustrazione di un'antica iscrizione trovata a Castro nuovo dedicata Junoni Historiae ( vi sono uniti degli scritti di altri sullo stesso argomento).
22 Voto intorno a due statue fortuitamente rinvenute presso l'antico Rieto.
a3 Rappresentanza a Pio VI in proposito di un' antica statua di Augusto.
24 Del tipo della medaglia di possesso di Pio VI.
25 Catalogo ragionato degli antichi oggetti in bronzo provenienti
dalle paludi Pontine ed altri luoghi, riuniti nel Museo de' Bronzi annesso alla Biblioteca Vaticana.
26 Descrizione de' principali monumenti della Villa Mattei.
27 Lettere diverse.