IL GROSSO ET IDIOTO PASQUINO
Per accomodarsi air umor di papa Urbano VIII che è poetico richiamava la sua vena poco chiara, in versi; cosi li parla stando accigliatoper malinconia.
Dimmi a chepensi, papa Urbano, adesso, Ch' esser tu vedi tutt' il mondo mosso, Pien d'ira armato, che ti vien adosso, Minacciando di farti arrosto, o a lesso ?
Speri tu forse di poter diftesa Far col valor de tuoi nepoti audaci Che sempre stati son lupi rapaci Divorator di santa Madré Chicsa ?
Tu se' in error, se pur conosci il vero E questa volta tu non sei buon mastro Che per haver, buon huomo, il picciol Castro Potresti ignudo far restar san Pietro.
Deh ! quanto per te nieglio era Maffeo Castro lasciar a quel di oui era stato E pria d'haverne quel duca spogliato Castrar Francesco, Antonio e don Tadeo!
Dove è la tua pruden^a, ov' il decoro Del pastoral impero ? a nessun pare Ghe il tuo governo sia per conservare A tuoi nipoti le grandezze loro,
Anzi, con questi tuoi motivi strani Tutt' i prencipi a lor fatt' hai nemici, Ghe con le lor prosperità infelici
Tutti saranno al fin Eli Sejani.
Forse tu stijni, e ti par che sia poco D'haver' messa la chiesa in tanti affanni, Gh' il Tebro non havrà forza in molt'anni Gon Tacque sue d'estinguer si gran foco.
Il fulminar censure od' interdetti Hor che ciascun ha preso Parmi in mano Gredilo a me son tutte cose, Urbano, Gom' il dar a fanciulli dei confetti.
Queste son le tue glorie, e son gV acquisti Gh' havrai tu fatto per la santa fede Mentre di Pietro fosti nella sede Di tanti luterani ed ateisti.
Saranno eterne al mondo le memorie Di te e di tuoi nipoti, e ItaHa afflitta Misera, essangue si vedrà descritta Per tua cassion nelle dolenti storie.
Chi'l fratel piagne, chiT fîglio, il parente Chi i béni di fortunaogn' or sospira.
Onde con gran raggion ogn'un s'adira E contra te bestemmierà so vente.
Se l'api tue non son quai crudel angue Raffrena il senso ch'è cosi vivace, Céda il rigor alla bramata pace Pria ch' il terren s'inzuppi più di sangue.
Perche se vendicar vorrai lo sdegno Contra il duca di Parma, sarà il fine Délia sede di Pietro le ruine E si perdra il pontificio regno,
lo cattolico son, ned ho il cor misto, Di quelle corne voi calde passioni :
Piango in vedergl' insulti, e Toppressioni Ch' in ciô riceve la fede del Christo.
Cosi dolente e tristo Vestito a bruno hier' in Vaticano S'udi parlar Pasquino a papa Urbano.