A SON ONCLE SIMONE CIARLA
Al mio carissimo Zio Simone di Battista di Ciarla da Urbino. In Urbino.
Carissimo in locho de Pâtre.
Ho ricevuto una vostra a me carissima per intendere che voi non sete corociatocon meclio, che in vero avereste torto, consi-
1 . Scion Richardsou, l'original se trouvait dans la possession du cardinal Albani. Carlo Maratti en avait une copie, d'après laquelle l'écrivain anglais put en citer un passage dans son Traité de la peinture (vol. HI, p. 462). Mais il n'a plus été possible d'en retrouver l'original; cependant le Père Pungileoni en découvrit une bonne copie dans une clironique d'Urbin de
derando quanto è fastidioso lo scrivere quando non importa, adesso importandomi ve rispondo per dirvi intieramente quanto io posso fare ad intenderc. Prima circa a tordona (terre donna) ve rispondo clie quella che voi mi volisti dare prima ne son contentissimo e ringratione Dio del continue di non liaver tolta ne quella ne altra, et in questo son stato più savio di voi, che me la volevi dare. Son certo che adesso lo conoscete aneora voi, cli'io non saria in loclio dove io son, che fin in questo di mi trovo liavere roba in Roma per tre mila ducati d'oro , e d'enti^ata cinquanta scudi d'oro, perché la Santità di N. S. mi hà dato pei'che io attenda alla fabrica de San Petro trecento ducati d'oro di provisione, li quali non mi sono mai per mancare sinclie io vivo, e son certo haverne degi' altri e poi sono pagato di quello io lavoro quanto mi pare a me , e ho cominciato un altra stantia per S. S'^ a dipignere che montarà mille ducento ducati d'oro si che Carissimo Zio vi fo honore a voi et a tutti li parenti et alla Patria, ma non resta che sempre non vi habbia in mezo al chore, e quando vi sento nominare , che non mi paia di sentir nominare un mio Pâtre , e non vi lamentate di me , che non vi scrivo , cli' io me liaveria a lamentare di voi, che tutto il di liavete la penna in mano , e mettete sei mesi da una lettera a l'altra , ma pure con tutto questo non mi farite corociare con voi, corne voi fate con mecho a torto. Sono uscito da proposito délia moglie, ma per ritornare vi rispondo, che voi sapete che Santa Maria in Portico me vol dare una sua parente, e con licenza del Zio Prête e vostra li promesi di fare quanto ^ua R™" Signoria voleva , non posso mancar difede, simo più che mai aile strette, e presto vi avvisarô del tutto; habiate patienza, che questa cosa si risolva cosi bona, e poi farô, non si facendo questa, quello voi vorite, e sapia che se Francesco Rufla hà dclli partiti che ancor io ne ho, cli' io trovo in Roma una Mamola bella secondo ho inteso di bonissima fama Lei e li loro, che mi vol dare tre mila scudi d'oro in docta, e sono
Lucantonio Ciuuta, rédigée au dix-septième siècle, laquelle est conservée dans la bibliothèque Albani à Rome. Giunta avait trouvé, dit-on, cette lettre dans -les papiers du duc d'Urbin. Nous empruntons le texte de cette lettre à l'Elogio slorico di liaffaello Sanli du P. Pungileoni, p. 158.
in Casa in Roma chc vale più ccnto ducati qui, clie ducento là siatcnc certo. Circa a star in Roma non posso star altrove più pcr tempo alcuno por amore délia fabrica di Santo Petro, chc sono in locho di Bramante, ma quai loclio è più degno al mondo clic Roma, quai impresa è più degna di Santo Petro, ch' è il primo tempio del Mondo, e che questa è la più gran fabrica che sia mai vista che montarà più d'un millione d'oro, e sapiate che'l Papahà deputato di spendere sessanta mila ducati l'anno per questa fabrica e non pensa mai altro. Mi ha dato un Comp°. Frate doctissimo e vecchio de più d' octant' anni, el Papa vode chc '1 puol vivere pochOj hà risoluto S. Santità darmelo per Corapagno ch'è huomo di gran riputatione-sapientissimo accio ch' io possaimparare, se ha alcun bello secreto in architectura, acciô io diventa perfettissimo in quest' arte, hà nome fra Giocondo ; et ogni di il Papa ce manda a chiamare, e ragiona un pezzo con noi di questa fabrica. Vi prego voi voliate andare al Duca, e alla Duchessa c dirli questo, che sô Io haveranno cliaro a sentire chc un loro servo si facci honore, e racomandatemi a loro Signoria, et io del continuo a voi mi racomando, Salutatq tutti gli amici e parenti pér parte mia, e massime a Ridolfo el quale hà tanto buono amore en verso di me. Alli primo LugHo 1514,
El vostro Rafaël pittore in Roma.