QUI FIRENT EMPLOYÉS A URBIN SOUS LES DUCS FEDERICO ET GUIDUCALPO
I. LrciANO Lauranna, fils de Martiuo le Dalmate, fit le plan du palais ducal à Urbin. Ce fait est prouvé d'une manière irrécusable par le témoignage des contemporains de l'arcliitecte même.
Giovanni Santi, qui, dans son enfance, avait vu commencer la construction du palais, en parle ainsi dans sa Chronique riniée :
Et l'architecte a tutti gli altri sopra
Fu Lucian Lauranna, huomo excellente Che 11 nome vive benche morte el cuopra.
Quai cum l'ingegno altissiœo e possente Guidava l'opéra col parer del Conte, Che a ciô il parer aveva alto e lucente
Quant altro Signer mai, e le voglie pronte E ragion è che l'optimo architecto Sia quel che al spendere âpre l'aureo fonte.
Pungileoni, dans son Elogio storico di Giovanni Santi, p. 71, cite plusieurs documents relatifs à Luciano Lauranna; il a même publié depuis, dans la Vie du Bramante, l'intéressante patente donnée par le dnc Federico à notre architecte, datée de Castello di Pavia, le 18 juin 1468 ' . Le même acte était déjà mentionné dans
1. Yoy. Pungileoni, Memorie intorno alla vUa ed aile opère di Donato o Donnino Bramante (Roina, 1836, p. 631. Cette patente est ainsi conçue :
Federicus M. F. L'rcini et Durantis Cornes
gg[.mae £igag Qgp. Generalis.
(Juelli uomini noi giudichiamo doTer essere onorati, e comraeuJati, li quali si trovano essere ornati di in£;egno , e di virtù, e niassinie di quelle virtù che sempre sono stafe in prezzo ap-
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les Memorle concernenti la città di Urbino de B. Baldi (Ronia, 1724, in-foL), avec cette remarque (p. 44), que Luciano Lauranna avait été envoyé au duc, avec d'autres artistes, par le roi de Naples. Voici comment il est désigné dans cet ouvrage : a Luciano nato in Lauranna, luogo délia Schiavonia. » Pungileoni, au contraire, cite un acte judiciaire du notaire ser Agnolo di ser Francesco d'Urbin, en date du 19 sept. 1483, où il est dit : aEgregius vir Lucianus q. Martini de Jadia ', provinciae Dalmatiaî architectus, etc. »
Bernardino Baldi, dans sa Descrittione del palazzo ducale d' Urbino, qu'il écrivait en 1587 (Voy. Memorie concernenti la città d' Urbino) , rapporte également que Luciano Lauranna fut l'architecte
presso gli aiitichi, e i moderni, com' è la virtù dell' architettura fondata nell' arte dell' aritmetica , e deila geometria , che sono délie sette arti libei-ali e principali perché sono in primo grade certitudini , ed è arte di grande scienza, e di grande ingegno , e da noi molto stitnata ed approvata, ed avendo noi cercato per tutto, massime in Toscanaove è la fontana degli archilettorî, e non avendo trovato uomo che sia -veramente intendente, e ben perito in tal mestiero, ultimamente avendo noi per fama prima inteso, e poi per esperienza veduto, e conosciuto, quanto l'egregio uomo maestro Luciano Ostensore di questa sia dotto ed instruite in quest' arte, ed avendo deliberato di fare un 'abitazione bella, e degna quanto si eonviene alla condizione, e laudabil fama delli nostri progenitori, noi abbiamo eletto, e deputato il detto maestro Luciano per ingegniero e capo di tutti ii maestri che lavoreranno alla detta opéra, cosi di murare, come di mastri d'intagU in pietra, e mastri di legnami, e fabbri e ogni altra persona di qualunque grado, e di qualunque esercizio lavorasse alla detta opéra, e cosi vogliamo e comandiamo alli detfi mastri ed operari, e a ciascun de' nostri offîciali e sudditi che a^essero a provvedere, fare, ed operare alcunacosa in detta opéra, che al detto mastro Luciano debbano in ogni cosa ûbbedire e fare quanto per lui gli saria comaudato, non altrimenti che alla persona nostra propria, ed in ispecialità comandiamo a ser Andréa Catoni noslro Canceliere e depositario delle entrate deputate alla detta casa, e cosi a S. Matteo dell' Isola officiale depulato alla proVvisione delle cose necessarie al detto lavoro, che nelli pagamenti si avessero a fare, ed ordiuare non facciano ne più, ne manco se non in quanto dal detto mastro Luciano gli sarà ordinale, e comandato, dando al detto maestro Luciano piano arbitrio, e potestà, libertà e possanza di do\er cassare, rimuovere qualunque mastro, ed operajo che fosse alla detta opéra, che non gli piacesse, e non gli soddisfacesse a sue modo, e di poter condurre altri mastri, ed operari, e dargli a lavorare a cottimo o a gioruata corne gli piacesse, e cosi di poter punire e condannare e ritener da salarie e da proyisione di chi non avesse fatte ildovere, e tutte l'altre cose fare, le quali si appartiene ad un architettore e capo mastro deputate ad un lavoro, e quello preprio che potessimo noi medesimi fare, se fussime presenti. Ed in fede di ciô abbiamo fatto fare questa patente présente, e sigillare del nostro maggior sigillé.
Datum in Castello Papiae di 10 junii 1468.
1 . Peut-être Jadera, Zora, ville qui contient beaucoup de monuments antiques. Voy. J. Spon : Voyage d'Italie, de Dahnalie, de Grèce el du Levan!, t. 1, p. 64, et Fortis : Voyage en iJalmalie.
de ce palais, et fait remonter, avec Clementini {Istoria di Riinini), les premiers travaux à l'amiée 1447, ce qui mériterait d'être mieus établi par de nouvelles recherches.
Selon Gio. Gallo Galli, le duc aurait dépensé 200,000 ducats à construire son palais.
B. Baldi nous apprend aussi que Luciano peignit sur bois plusieurs sujets d'architecture, et qu'il excellait dans l'art de la perspective. Malheureusement, il n'est resté de ses peintures que ce souvenir.
II. Baccio Pontelli, de Florence, fut le second ai'chitecte em-r ployé à la construction du palais ducal. On le désigne quelquefois sous le nom de Vaccio Pintelli da Urhino, parce qu'il résidait dans cette ville et qu'il y mourut. Giovanni Santi ne le cite pas dans sa Chronique rimée, ce qui nous fait supposer que cet architecte, tant que Luciano Lauranna vécut, n'occupa qu'une place secon^daire auprès de lui , ou bien que la construction du palais fut seulement continuée par Baccio Pontelli, sous le duc Guidubaldo, après la mort du pape Sixte IV. Il est certain que Sixte IV employa Baccio pendant son règne (1471-1484), surtout pour des travaux exécutés à Rome. Or, comme le même architecte ne pouvait être à la fois au service du pape et au service du duc, on doit croire -que Baccio Pontelli ne vint se fixer à Urbin qu'après l'année
Cette dernière présomption semble confirmée par ce passage du Traité inédit sur l'architecture bourgeoise, composé par Oliviero Olivieri d'Urbin : « Morto Luciano, Baccio Pontello Fiorentino succède alla fabbrica del palazzo.» (Voy. Pungileoni, p. 82.) Dans les Memorie d'Urhino, l'auteur exprime une opinion analogue, p. 44 : « lo ho la fama non in tutto per falsa, giudico non impossibile, che^egli (Baccio Pontelli) 7osse architetto, ma ovvero inferiore a Luciano, ovvero, se Luciano mori g,vahti a lui, egli succedesse in luogo suo nella fabbrica cominciata. »
Des faits suivants il résulte encore que Baccio ne prit qu'une faible part à la construction du palais ducal, et seulement après la mort de Luciano Lauranna. On sait que le palais fut bâti par Fe-