‹ Raphael d'Urbin et son père, Giovanni Santi (volume 4)Chapitre 41 sur 76 · A SON ONCLE SIMONE CIARLA · texte numérisé non relu

A SON ONCLE SIMONE CIARLA

Al mio carissimo Zio Simone di Battista di Ciarla da Urbino. In Urbino.

Carissimo in locho de Pâtre.

Ho ricevuto una vostra a me carissima per intendere che voi non sete corociato con mecho, che in vero avereste torto, consi-

1. Selon Richardson, l'original se trouvait dans la possession du cardinal Albani. Carlo Maratti en avait une copie, d'après laquelle l'écrivain anglais put en citer un passage dans son Traité de la peinture (vol. Ht, p. 462). Mais il n'a plus été possible d'en retrouver l'original; cependant le Père Pungileoni eu découvrit une bonne copie dans une chronique d'Urbin de

îiOO > LETTRES DE RAPHAËL,

derando quanto è fastidioso lo scrivere quando non importa, adesso importandomi ve rispondo per dirvi intieramente quanto io posso fare ad intenderc. Prima circa a tordona (torre donna) ve rispondo clie quella clie voi mi volisti dare prima ne soncontentissimo e ringratione Dio del continuo di non haver tolta ne quella ne altra, et in questo son stato più savio di voi, clie me la volevi dare. Son certo che adesso lo conoscete aneora voi, ch'io non saria in loclio dove io son, che fin in questo di mi trovo liavere roba in Roma per tre mila ducati d'oro , e d'entrata cinquanta scudi d'oro, perché la Santità di N. S. mi hà dato perche io attenda alla fahrica de San Petro trecento ducati d'oro di provisione, li quali non mi sono mai' per mancare sinclie iovivo, e son certo haverne degi' altri e poi sono pagato di quello io lavoro quanto mi pare a me , e ho cominciato un altra stantia per S. S'* a dipignere che raontarà mille ducento ducati d'oro si che Carissimo Zio vi fô honore a voi et a tutti li parenti et alla Patria, ma non resta che sempre non vi liabbia in mezo al cliore, e quando vi sento nominare , che non mi paia di sentir nominare un mio Pâtre, e non vi lamentate di me, che non vi scrivo, cli' io me haveria a lamentare di voi, che tutto il di havete la penna in mano , e mettete sei mesi da una lettera a l'altra , ma pure con tutto questo non mi farite corociare con voi , corne voi fate con mecho a torto. Sono uscito da proposito délia moglie, ma per ritornare vi rispondo , che voi sapete che Santa Maria in Portico me vol dare una sua parente, e con licenza del Zio Prête e vostra li promesi di fare quanto sua R"'' Signoria voleva , non posso mancar difede, simo più che mai aile strette, e presto vi avvisarô del tutto; habiate patienza, che questa cosa si risolva cosi bona, e poi farô, non si facendo questa, quello voi vorite, e sapia che seFrancesco Ruffa hà delli partitiche ancor io ne hô, ch' io ti'ovo in Roma una Mamola bella secondo ho inteso di bonissima fama Lei e li loro, che mi vol dare tre mila scudi d'oro in docta, e sono

Lucatitonio Giunta, rédigée au dix-septième siècle, laquelle est conservée dans la bibliothèque Albani à Rome. Giunta avait trouvé, dit-on, cette lettre dans les papiers du duc d'Urbin. Nous empruntons le texte de cette lettre à l'Elogio slorico di Ralfaello Sanli du P. Pungileoni, p. 138.

in Casa in Roma chc vale più cento ducati qui, clie ducento là siatene certo. Circa a star in Roma non posso star altrove più per tempo alcuno per amore délia fabrica di Santo Petro, clie sono iii locbo di Bramante, ma quai locho è più degno al mondo che Roma, quai impresa è più degna di Santo Petro, cli' è il primo tempio del Mondo, e che questa è la più gran fabrica che sia mai vista che montarà più d'un millione d'oro, e sapiate che'l Papahà deputato di spendere sessanta mila ducati l'anno per questa fabrica e non pensa mai altro. Mi ha dato un Comp". Frate doctissimo e veccliio de più d' octant' anni, el Papa vede che '1 puol vivere pocho, bà risoluto S. Santità darmelo per Compagno ch'è buomo di gran riputatione sapientissimo accio cli' io possa imparare, se ha alcun bello secreto in architectura, acciô io diventa perfettissimo in quest' arte, hà nome fra Giocondo ; et ogni di il Papa ce manda a chiamare, e ragiona un pezzo con noi di questa fabrica. Vi prego voi voliate andare al Duca, e alla Duchessa e dirli questo, che s6 Io haveranno cliaro a sentire che un loro servo si facci honore, e racomandatemi a loro Signoria, et io del continuo a voi mi racomando. Salutate tutti gli amici e parent! per parte mia, e massime a Ridolfo el quale hà tanto buono amore en verso di me. Alli primo Luglio 1514,

El vostro Rafaël pittore in Roma.

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