‹ Rimes de Pétrarque (volume 2)Chapitre 114 sur 159 · SONETTO LXV · texte numérisé non relu

SONETTO LXV

Non vorrebbe più amar quell' oggetto che, rivedendo, é forzalo di riamare.

lo son deir aspettar ornai si vinto E délia lunga guerra de' sospiri.

Gh' ï aggio in odio la speme e i desiri, Ed ogni laccio onde '1 mio cor è avvinto.

Ma '1 bel viso leggiadro che dipinto Porto nel petto, e veggio ove ch' io miri, Mi sforza; onde ne' primi empi martiri Pur son contra mia voglia risospinto.

Allor errai quando 1' antica strada

Di liberlà mi fu précisa e tolta :

Che mal si scgue ciô ch' agli occhi aggrada.

Allor corse al suo mal libéra c sciolta ; Or a posta d' altrui conven che vada L' anima, che pecco sol una volta.

Page 1