SONETTO LXXXV
Amore, Fortuna e memoria del passalo vietangli di sperare giorni felici.
Amor, Fortuna, e la mia mente schiva Di quel che vede, e nel passalo volta, M' affliggon si, ch' io porto alcuna volta Invidia a quel che son su V altra riva.
Amor mi strugge '1 cor ; Fortuna il priva D' ogni conforto; onde la mente stolta S' adira e piagne : e cosî in pena molta Sempre conven che combattendo viva.
Ne spero i dolci di tornino indietro.
Ma pur di maie in peggio quel ch' avanza
E di mio corso ho già passalo il mezzo.
Lasso, non di diamante ma d' un velro, Veggio di man cadermi ogni speranza, E tutt' i miei pensier romper nel mezzo.