SONETTO XXII
Vive solitario , e si allontana da tutti , ma ha sempre Âmore in sua compaguia.
Solo e pensoso i più deserti campi Vo misurando a passi tardi e lenti ; E gli occhi porto, per fuggir, intenti, Dove vestigio uman V arena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi Dal manifesto accorger délie genti ; Perché negli atti d' allegrezza spenti Di fuor si legge com' io dentro avvampi :
Si ch' io mi credo omai che monti e piagge E fiumi e selve sappian di che tempre Sia la mia vita, ch' è celata altrui.
Ma pur si aspre vie ne si selvagge
Cercar non so, ch' Amor non venga sempre
Ragionando con meco, ed io con lui.