‹ Rimes de Pétrarque (volume 2)Chapitre 42 sur 159 · SONETTO XXVII · texte numérisé non relu

SONETTO XXVII

Al ritorno di Lanra, si rasséréna il cielo, e si ricompone in placida calma.

Ma poi che '1 dolce riso umile e piano Più non asconde sue bellezze nove ; Le braccia alla fucina indarno move L' antiquissimo fabbro siciliano :

Ch' a Giove toi te son V arme di mano Temprate in Mongibello a lutte prove ; E sua sorella par che si rinnove Nel bel guardo d' Apollo a mano a mano.

Del lito occidental si muove un fiato

Che fa securo il navigar senz' arte

E desta i fior tra 1' erba in ciascun prato.

Stelle noiose fuggon d' ogni parte, Disperse dal bel viso innamorato, Per cui lagrime moite son già sparte.

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