SONETTO XXXII
Timido e vergognoso nel rimirare gli occhi di lei, il desiderio glieoe dà coraggio.
1' sentia dentr' al cor già venir mono Gli spirti che (la voi ricevon vila :
E, perche naturalmente s' aita Contra la morte ogni animal lerreno,
Largai '1 desio, ch' i' tcrigo or molto a freno,
E misil per la via quasi smarrita ;
Perô che di e nolte indi m' invita,
Ed io contra sua voglia altronde '1 meno.
E' mi condusse vergognoso c tardo A riveder gli occhi leggiadri, ond' io, Per non esser lor grave, assai mi guardo.
Vivrommi un tempo omai ; ch' al viver mio Tanta virlulc ha sol un vostro sguardo ; E poi morrô, s' io non credo al desio.