SONETTO XXXIV
Alla presenza di Laura non puô più parlare, né piangcre, ne sospirare.
Perch' io V abbia guardalo di menzogna A mio podere, ed onorato assai Tngrala lingua, già perô non m' bai Rendulo onor, ma fallo ira e vergogna :
Cbe quando più '1 tuo aiuto mi bisogna Per dimandar mercede, allor li stai Sempre più fredda ; e se parole fai , Sono imperfetle, e quasi d' uom cbe sogna.
Lagrime triste , e voi tutte le nolti
M' accompagnate, ov' io vorrei star solo,
Foi fuggite dinanzi alla mia pace.
E voi si pronti a darmi angoscia e duolo , Sospiri, allor traete lenti e rotti.
Sola la vista mia del cor non tace.