SONETTO XLVI
Se non ragiona di Laura com' essa mérita, è colpa d'Âmore che la fece si bella.
lo son già stanco di pensar si corne I miei pensier in voi stanchi non sono ; E corne vita ancor non abbandono Per fuggir de' sospir si gravi some;
E corne a dir del viso e dalle chiome E de' begli occhi, ond' io sempre ragiono, Non è mancata ornai la lingua e 'I suono, Di e notte chiamando il vostro nome ;
E ch' e' piè miei non son fiaccati e lassi A seguir V orme vostre in ogni parte, Perdendo inulilmente tanti passi ;
Ed onde vien l' inchiostro, onde le carte Gh' i' vo empiendo di voi : se 'n ciô fallassi, Colpa d' Amor, non già difetto d' arte.