SONETTO LVII
Si adira contre di Amore, lerché non 1' uccise dopo di averlo roso felice.
lo avrô scmpre in odio la fenestra Onde Amor m' avventô già mille slrali , Perch' alquanli di lor non fur morlali; Ch' è bel morir mentre la vila è destra.
Ma '1 sovrastar nella prigion terrestra, Cagion m' è, lasso, d' infinili mali : E più mi duol ch«^ fien meco immortali, Poi che r aima dal cor non si scapestra.
Misera I che dovrebbe esser accorta Per lunga esperienza ornai, che '1 tempo Non è chi 'ndietro volga o chi V affreni.
Più volte r ho con tai parole scorta : Vattene, Irista; che non va per tempo Chi dopo lassa i suoi di più sereni.